La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

lunedì 25 maggio 2009

Venezia la città più cara d'Italia: si tratta di adeguare i prezzi o di spennare i turisti?

Un tempo Venezia era una città fatta di persone. Poi, i commercianti, l’hanno letteralmente depredata. Hanno depredato la cultura sociale per farla diventare una vetrina per turisti: turisti da far fessi, turisti da spellare, turisti da oltraggiare e da offendere.
Io ricordo, molti anni fa, quando a Venezia arrivavano i primi autobus di turisti provenienti dall’est Europa dopo la caduta del muro di Berlino e ricordo l’odio dei veneziani, commercianti e albergatori, contro queste persone che venivano a Venezia portandosi il panino e la bottiglia d’acqua perché a Venezia costavano troppo.
Una città in cui artigiani e commercianti hanno seminato di odio per quei turisti che vorrebbero visitarla senza farsi derubare eccessivamente.

A Venezia i borseggi sono scarsi, in compenso entrare in un ristorante significa prepararsi a farsi spennare.

Chi come me ha vissuto la città di Venezia per oltre trenta anni spingendo carretti carichi di merce su e giù per i ponti di Venezia lo spirito cattivo e violento dei commercianti di Venezia non lo conosce perché ne ha sentito parlare, ma perché lo ha vissuto nelle azioni di rapina che questi facevano nei confronti dei clienti mentre si scaricava il carretto della consegna o la barca.

Sono ridicole le conclusioni del Codacons descritte dall’articolo il Gazzettino, come sono ridicole le contestazioni dei commercianti:

Ponte del 2 giugno, indagine Codacons:«Venezia è la città più cara d'Italia»
Gli albergatori: «Quel week end è il picco del nostro mercato turistico perchè coincide con l'inaugurazione della Biennale»


VENEZIA (24 maggio) - Venezia si conferma la città più cara d'Italia sul fronte del turismo. Il dato emerge da una indagine del Codacons che ha preso in esame le tariffe delle strutture alberghiere nel periodo del prossimo ponte del 2 giugno. «Abbiamo preso in considerazione - spiega il presidente Codacons, Carlo Rienzi - un pernottamento di due giorni (30 e 31 maggio) con partenza l'1 giugno, in hotel 4 stelle in zona centrale, camera doppia con colazione inclusa». Le località scelte sono state città d'arte (Roma, Firenze e Venezia) e rinomate località di mare (Ischia, Capri, Taormina, Porto Cervo, Portofino).La città più cara risulta Venezia, con un costo di 289,5 euro, seguita da Portofino 240, Roma, 231, Ischia 220, Taormina 209, Porto Cervo 203, Capri 200 e Firenze 165. «Il capoluogo lagunare si conferma ancora in testa alla classifica delle città più costose d'Europa sul fronte del turismo - conclude Rienzi - specie se alle tariffe degli alberghi si associano anche i prezzi delle strutture di ristorazione come bar e ristoranti, dove le tariffe sono notoriamente più elevate rispetto alle altre città d'Italia e dove ai turisti si applicano prezzi maggiorati».Gli albergatori veneziani respingono le accuse del Codacons e anzi sottolineano che la crisi si sente, al punto che proprio in questi giorni «si sta trattando la prima cassa integrazione in deroga per un albergo veneziano del settore lusso». A parlare è Claudio Scarpa, direttore dell'Ava, l'associazione veneziana albergatori. Il 2 giugno, sottolinea Scarpa, «è il momento di picco più alto del mercato turistico per Venezia, perché c'è un super ponte che coincide con la settimana di inaugurazione della Biennale». «Ci mancherebbe altro che i prezzi non fossero adeguati alla circostanza - prosegue Scarpa - Codacons semmai dovrebbe porsi il problema che i primi quattro mesi dell'anno hanno avuto a Venezia una diminuzione del 21% di fatturato degli hotel, rispetto al 2008».

Fonte:
http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=59433&sez=NORDEST


Ogni turista che viene a Venezia deve mettersi in testa che viene solo per farsi spennare. Venezia è solo un palcoscenico con cui attrarre l’attenzione mentre i commercianti infilano le mani nelle tasche dei turisti con prezzi folli. Il turista che arriva a Venezia deve mettersi in testa che dovrà spendere denaro anche solo per andare al gabinetto e che i baristi terranno i gabinetti ben chiusi proprio per impedire che le persone li usino gratis.
Certo, se un turista è ricco, non bada a spese per la sua vacanza.
Ma se delle persone devono avere un certo riguardo per il loro portafoglio è bene che stiano alla larga da Venezia, ma soprattutto dai commercianti, ristoratori e albergatori di Venezia.
Ognuno fa i soldi come è capace e come può. Il commerciante tesse le lodi per la sua merce e induce il cliente a pagare il maggior prezzo possibile: io, questo, lo chiamo rubare! Il direttore dell'Ava, Claudio Scarpa, in questo articolo del Gazzettino, invece lo chiama "adeguare i prezzi". E' sono una questione di intenderci con i vocaboli: io continuo a chiamarlo RUBARE (approfittare di una situazione favorevole per fare un profitto). Poi, i turisti scelgano. Possono ritenere di aver pagato "un prezzo adeguato" o di essere stati "derubati" con l'imposizione di un prezzo esorbitante.
Normalmente, quando in una città nei primi quattro mesi dell'anno c'è una diminuzione del 21% di fatturato negli Hotels, gli Hotels abbassano i prezzi per attirare più gente, a Venezia non è così: si adeguano i prezzi e gli si aumentano in modo che i fessi che arrivano a visitare Venezia paghino anche per quel 21% che ha deciso di non farsi spennare a Venezia.
E' quel sottile confine che divide la consapevolezza del commerciante che ama la sua città dal saccheggiatore che pensa solo al proprio profitto.


Per ricordarsi di quanto sono meschini i commercianti di Venezia basta ricordare il Ponte della Costituzione. Da quando è stato costruito ci sono commercianti che protestano perché i polli non vengono più a farsi spennare passando davanti al loro negozio, ma preferiscono fare un altro giro. Ma c’è a Venezia qualche commerciante onesto? I soliti fessi, quattro gatti le cui botteghe sono nascoste in calli. Sono quei commercianti che sopravvivono, non diventeranno mai ricchi e si illudono che forse Venezia ha ancora un futuro diverso da un grande parco giochi.

25 maggio 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

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