La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

giovedì 4 giugno 2009

Disagio esistenziale o terrorismo? Da Schinaia a Verona, ai furti di Gardaland, violenza personale spacciata per bullismo.


La violenza a Mario Giulio Schinaia non nasce dal nulla, dal caso o da un gesto straordinario, ma nasce dalla normalità relazionale che la società ha costruito negli anni. Fatti analoghi, una volta erano trattati come atti di terrorismo: dipendeva dagli interessi personali dei magistrati, non dalla legge.
Se un tempo avevano delle motivazioni politiche o, comunque, tenevano ad un fine di denuncia e di propaganda (mai l’azione era fine a sé stessa), oggi hanno motivazioni esistenziali in individui che si vedono chiuso ogni futuro ed ogni prospettiva sociale. Persona che trovano nello scoppio emotivo del momento, nella sensazione momentanea, giustificazione e fine dei loro gesti.
Picchiare Mario Giulio Schinaia per quel diciassettenne e i suoi amici deve essere stato emozionante.
Scrive il giornale La Repubblica:

“Il ragazzo è stato portato in Questura accompagnato dai genitori e da un legale. Il minorenne ha reso piena confessione al dirigente la Digos, Luciano Iaccarino, spiegando di aver agito per rancori personali contro Schinaia per la linea adottata dalla locale magistratura in merito a recenti inchieste giudiziarie."

Il problema non è solo quello di polizia, ma sociale. Una città, come Verona e il Veneto in generale, in cui si chiudono ogni spazio educativo se non quello del terrore cattolico (lo stesso Schinaia tornava da Avesa dove aveva partecipato ad una sagra che è stata indicata come una sagra di parrocchia). Una città dove i Tosi e gli Zaia legittimano la violenza contro i deboli e gli emarginati facendo largo ad un diffuso spaccio di droga. Una città dove gli stessi figli dei ricchi vengono sacrificati sull’altare del potere e del controllo dell’odio sociale alla sottomissione. Una città che fa da calamita anche per gli stessi personaggi di Milano. Sono tanto sottomessi che non sanno più come emozionarsi se non rubando. Derubando altre persone del loro futuro: come loro sono stati violentati dal sistema educativo cristiano, così, rubando, gliela fanno pagare!
Questo modo di vivere il Veneto si sta diffondendo. Che poi si rasino la testa o meno, è poco importante. Sono le motivazioni di fondo che li spingono; il vuoto che gli oratori, finanziati da Gala, dalla Lega, dalla Moratti, da Formigoni, impongono nella società in cui viviamo.
Quanta emozione. Scrive il giornale Il Gazzettino:


Rampolli della Milano bene derubavanoi turisti a Gardaland: «Emozionante»
Figli di notai, avvocati e imprenditori: quasi tutti minorenni, facevano la spola in treno. 150 furti in poche settimane



VERONA (4 giugno) - Nella sala d'attesa della caserma dei carabinieri, dopo gli interrogatori, ridevano e scherzavano tra loro, come se quelle accuse di furto riguardassero altri: hanno reagito così agli arresti e alle denunce 15 rampolli di famiglie benestanti milanesi, 10 dei quali minorenni, sorpresi dai carabinieri di Peschiera del Garda mentre rubavano portafogli e cellulari dagli zaini incustoditi dei turisti al parco divertimenti di Gardaland. Del gruppo, due milanesi di 21 e 22 anni (figlio di un commercialista il primo e di un alto dirigente di una nota casa di elettronica il secondo), sono stati arrestati. Per gli altri 13 sono scattate le denunce. Si tratta di giovani milanesi, tranne due residenti a Brescia, tra i genitori dei ragazzi vi sono un notaio, un maestro di musica della Scala, avvocati, imprenditori. I ragazzi sono tutti senza precedenti e con buoni voti a scuola. Facevano parte di tre baby gang, che non si conoscevano e agivano in proprio, partendo al mattino dalla stazione ferroviaria di Milano destinazione Gardaland dove "allegerivano" i turisti. Per portare i ladruncoli in caserma i carabinieri si sono serviti di un pullman del parco divertimenti. «Rubare è una botta di adrenalina, più dei giochi elettronici» ha detto ad un investigatore uno dei ladruncoli ai quali, pare, non interessasse il denaro, perché a nessuno di loro mancava. Una madre, incredula, ha detto ad un carabiniere che la mattina aveva dato al figlio 150 euro. In tasca ad un ragazzo, figlio di un notaio, sono stati trovati tre cellulari, il cui valore complessivo non superava quello del Blackberry che papà gli aveva comperato. I militari li hanno beccati proprio mentre si allontanavano con 20 zaini lasciati fuori dai turisti dalle giostre "Mammut" e "Tornado blu". Da settimane decine di turisti denunciavano furti (150 dall'apertura del parco): c'è chi era rimasto senza niente per tornare a casa, chi ha dovuto lasciare anche l'auto in parcheggio perché erano sparite le chiavi. Così una quindicina di militari in borghese si sono mescolati ai turisti e hanno visto mentre i 15 agivano in tre zone diverse del park, bloccandoli prima che si allontanassero con i bottini. «Il dramma è - ha detto un carabiniere - che non si sono resi conto di quello che avevano fatto neppure quando li abbiamo informati di nominare un avvocato perché li avremmo denunciati».


Fonte:
http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=60850&sez=NORDEST


I Carabinieri li hanno arrestati. Non sapevano nemmeno il tipo di reato che avevano commesso.
Nessuno aveva spiegato loro che quell’azione era un reato e che quel reato comportava un certo tipo di pena. Volete scommettere che se qualcuno avesse chiesto loro : “Chi è dio?”, avrebbero risposto con la formula del catechismo “dio è l’essere onnipotente creatore del cielo e della terra....”? Senza rendersi conto che è proprio quella risposta la fonte del loro non rendersi conto.
Cosa sarebbe successo se anziché rispondere al catechismo avessero risposto: “Chiunque si impossessa della cosa mobile altrui, sottraendola a chi la detiene, al fine di trarne profitto a sé o per altri, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni...”.
E dov’erano i carabinieri mentre qualcuno commetteva reati nei confronti dei ragazzi imponendo loro il catechismo, anziché il codice penale? O i carabinieri e Schinaia pensa che ai ragazzi, in tribunale, sarà applicato il vangelo cristiano: “O fai quello che voglio io o io ti ammazzo!”?

E’ la stessa cosa per gli arrestati a Venezia, riporto la notizia dalla Reuters:



MILANO (Reuters) - Cinque maggiorenni sono stati deferiti all'autorità giudiziaria del Veneto per aggressioni verbali e non, ai danni di un loro compagno, anche tramite Internet, avvenute durante lo scorso anno scolastico.
Lo riferisce in una nota la Polizia postale e delle comunicazioni di Venezia che ha svolto le indagini, nell'ambito delle quali sono anche stati sequestrati quattro computer degli indagati.
I cinque, attualmente denunciati a piede libero, avevano "aperto un profilo a nome della vittima a sua insaputa su un social network", spiega il dirigente della polizia postale e delle comunicazioni del Veneto, Ciro Pellone, in cui venivano 'postate' frasi denigratorie sul ragazzo. Inoltre, continua Pellone, caricavano sul sito "brevi filmati fatti a scuola in cui la vittima veniva fatta oggetto di bullismo".
Fonte:
http://it.reuters.com/article/internetNews/idITMIE54K05220090521

le aggressioni a Schinaia non nascono dal nulla, sono figlie del razzismo e dell’odio sociale che viene sistematicamente diffuso nel Veneto e sistematicamente tollerato dai magistrati: quasi si divertissero davanti alle manifestazioni di nazismo e razzismo.
Il discorso di Obama, oggi a Il Cairo, dovrebbe ispirare un’attenzione diversa nei confronti dei musulmani: vogliamo scommettere che qualcuno continuerà ad usare bande armate dei vigili urbani e scuse pretestuose per impedire loro di pregare e di esercitare il loro diritto Costituzionale?
E’ la mancanza di giustizia che il veneto ha sempre sofferto per la presenza di magistrati corrotti e criminali. Magistrati che usavano le loro prerogative per i loro interessi personali.
Pensate alla distruzione del territorio prodotto dalla Montedison: ancora non si sa quanta diossina gli abitanti di Mestre si sono mangiati e quante migliaia di persone sono morte di tumore: a nessun magistrato è mai importato se non per sceneggiate quando i “reati sono caduti in prescrizione”.

04 giugno 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

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