La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

martedì 9 giugno 2009

La biennale, i commercianti di Venezia e le trasformazioni culturali


Può capitare di passare per Piazza san Marco a Venezia e assistere all’orrore dell’odio dei commercianti per la concorrenza.
“i clandestini vi vendono il falso!”, “le cose sono illegali!” “Se comperate prendete le multe”.
E’ un sintomo della crisi di Venezia e dell’economia del Veneto.
Una crisi che si respira in ogni ambiente economico. Dall’economia si riflette sulla cultura: d’altronde, questa economia era espressione di una cultura, quella forgiatasi nella contraddizione della guerra fredda. Quella cultura che parla a sé stessa e si autoincensa. La cultura che non affronta l’altro e non è in grado di modificare sé stessa in relazione con l’altro perché l’altro è il nemico: il soggetto da distruggere se non si sottomette.

Questa economia sta fallendo e, col suo fallimento, rivela i limiti culturali dell’ideologia che la supportava. La crisi economica è la crisi di una relazione culturale. Prima erano i “comunisti” russi che volevano conquistare il mondo; poi erano i Marocchini che volevano occupare l’Italia; poi il concetto si è esteso ai musulmani; poi ancora agli indiani e ai cinesi.

Solo che la cultura di guerra che ha espresso i commercianti di Venezia fallisce col fallimento dell’economia espressa dai commercianti di Venezia.

Ad Hollywood si sostituisce Bollywood e Venezia stessa diventa lo scenario per immagini esotiche che evocano desideri che i commercianti di Venezia, con tutto il loro livore, avevano tentato di sopire.
Così, Piazza san Marco diventa lo scenario di rappresentazioni cinematografiche e religiose (come piazza san Pietro a Roma è diventata lo scenario del film Angeli e Demoni) lontane dall’Italia.
Io posso documentare l’avvenimento con un piccolo filmato su You Tube, ma l’interpretazione è propria della Stregoneria:

http://www.youtube.com/watch?v=sHeARFMeFvg


Non è più Marco Polo che scopre l’Oriente, ma è l’oriente che scopre l’occidente e lo conquista con una diversa cultura in cui l’uomo non è l’oggetto dell’economia al quale i detentori dell’economia possono muovere guerra, ma è il soggetto che usa l’economia come uno strumento con cui vivere.

Mi vengono in mente l’atteggiamento dei Veneti nei confronti dei “marocchini”. La loro voglia di trasformarli in “bestie” da costringerli ai lavori più squallidi: un rumore di fondo della loro vita da sfruttare come bestiame.
E alla Biennale di Venezia gli artisti del Marocco, Fathiya Tahiri e Mahi Binebine, ben esprimono questo disagio dell’uomo marocchino che emerge da un inconsistente “rumore di fondo” della massificazione e della deprivazione della personalità. I Veneti hanno trasformato il lavoro come luogo dell’alienazione umana; la cultura riporta all’uomo la consapevolezza del suo essere nel mondo.
Notevole la mostra degli artisti del Marocco che trovate nella chiesa di santa Maria della Pietà in Riva degli Schiavoni.

Mostra imperdibile per la sua attualità.
Come la raffigurazione del corpo della “velina di Berlusconi” che privata della personalità diventa un corpo dilaniato dai denti del possesso.

E mentre il mondo si trasforma i commercianti di Venezia continuano la loro campagna d’odio con la complicità delle Istituzioni. Con la complicità di chi vuole rinchiudere nell’arte una coscienza di cui, al contrario, l’arte registra e comunica in tutta la sua urgenza.


09 giugno 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

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