La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

martedì 30 giugno 2009

La crisi economica come cancro sociale: Diadora, Rossignol e la questione economico-sociale in Veneto


Sono i vari sistemi attraverso i quali in Veneto si presenta la crisi economica.
Una lenta agonia fatta di sistemi di dismissione degli impianti ottenuta mediante la divisione dei lavoratori e promesse che servono soltanto per illudere.
Come nel caso della Diadora dove la truffa dei lavoratori e delle maestranze è pesantemente in atto.
La parola degli imprenditori non vale nulla: è pura menzogna!
Nessun magistrato li ha mai condannati per aver violato o non aver onorato un accordo con i lavoratori.
Al contrario, spesso i sindacati hanno firmato accordi sapendo che quegli accordi erano inapplicabili rimandando la soluzione dei problemi nel tempo in modo che i lavoratori si stancassero. Si stancasse l’informazione e alle soluzioni collettive subentrassero le soluzioni individuali.

E’ il terrorismo del sindacato unito al terrorismo della Confindustria che ha aggredito la Costituzione con la complicità di Polizia di Stato e di Magistrati.
I lavoratori della Diadora hanno protestato per le loro condizioni. Prima, però, hanno pensato bene di votare lega e popolo delle libertà.

E, allora, che serve lottare se nelle istituzioni ti rappresenta colui che ti vuole licenziare?
E il trucco dell’informazione consiste in questo: mettere l’accento sui “posti di lavoro salvati”.
In fondo, dice la Confindustria, voi, merce di scarso valore, sareste tutti a casa. Ma io, Confindustria, ho salvato un numero x di posti di lavoro! Con questa operazione la Confindustria separa, attraverso l’informazione, i lavoratori e le loro rivendicazioni dalla collettività sociale. Si parla dei posti salvati e non del danno che la comunità ha subito.
Così l’informazione si preoccupa di dire che la Diadora ha 252 lavoratori. 252 stipendi in meno che arriveranno a far circolare ricchezza sul territorio. Che dramma! Poi, interviene “l’industriale buono” che rassicura che la Sviluppo Tre ne integra 77. Che fortuna, ci sono 77 stipendi che continuano a circolare! E fortuna di tutte le fortune la SportUno integra altri 64 lavoratori. Quale magnanimità. Dunque, non si tratta più di perdere 252 stipendi, ma SOLO 111. In più, promessa delle promesse, il prossimo anno, se sarete bravi e gli industriali guadagneranno, altri 30 addetti potranno rientrare o, altrimenti, saranno licenziati. Quali dei 30?
Si chiama RICATTO finalizzato a privare i lavoratori dei loro diritti sociali e costituzionali!
TERRORISMO che nessun magistrato perseguiterà perché è un terrorismo che condivide! Anzi, ogni magistrato sarà feroce se, per caso, qualche lavoratore subendo questi atti di terrorismo tenterà di reagire in maniera non ortodossa. E allora vedrete quali “parole di fuoco” o “parole virili” avrà il Presidente Giorgio Napolitano contro questi criminali che non accettano di perdere il loro posto di lavoro senza protestare (o protestare nel modo ammesso affinché non faccia danno a chi ha messo in atto un atto di terrorismo nei loro confronti).

Poi, alle illusioni dell’informazione, subentra la realtà: nei negozi del trevisano dove d’era la Diadora arrivano circa 150.000 euro in meno al mese, con un territorio che si impoverisce in tutta la struttura dell’indotto. Allora all’interinale non viene rinnovato il contratto. Qualche negozio fa a meno di qualche ordine. Alcuni acquisti, per prudenza, vengono rimandati. Molti camion rimangono nei garage. Alcuni cercano forniture più vantaggiose rivolgendosi in Cina. Saltano alcune sponsorizzazioni sportive. Qualche banca comincia a chiedere garanzie in base ai parametri di Basilea 2.

E tutto perché? Perché le regole sociali non sono state rispettate e tutti pensavano di essere uno più furbo dell’altro! L’imprenditore, il sindacalista, il lavoratore, il commerciante, il politico, il poliziotto, il vigile urbano, ecc. ecc.

Così alla Rossignol che produce attrezzi e abbigliamento sportivo, ha deciso di licenziare 108 persone su 166 presenti a Montebelluna. Il presidente del gruppo Rossignol, Bruno Cercley ha deciso di licenziare 450 persone nei suoi stabilimenti sparsi per il mondo. 275 lavoratori vengono licenziati in Francia e 108 a Montebelluna.
Pertanto, a Montebelluna, ci saranno altri 108 stipendi in meno. Che con l’indotto risulteranno essere circa 200.000 euro che non gireranno a Montebelluna, nel ricco territorio del nord-est. Solo che i lavoratori non tireranno giù dalla sedia Silvio Berlusconi per le truffe che hanno subito dagli imprenditori e il loro posto di lavoro morirà lentamente fra promesse e divisioni.

Nel frattempo, la Guardia di Finanza di Agordo denuncia un imprenditore edile che usava al lavoro i propri dipendenti che aveva messo in cassa integrazione. La Guardia di Finanza sempre del Bellunese scopre 41 dipendenti, per la maggior parte albanese (gli extracomunitari non possono chiedere i loro diritti così gli imprenditori leghisti li possono costringere a lavorare in nero e a stare zitti sotto ricatto: è per questo che gli italiani non trovano lavoro. E’ più difficile ricattarli!). 24 di questi erano completamente in nero e lavoravano in edilizia senza copertura assicurativa: se si facevano male venivano buttati in strada e dimenticati: ricordo che la magistratura ha dichiarato (a me!) che questi sono comportamenti assolutamente legali e il magistrato che lo ha dichiarato è ancora in servizio!

Ora, ammettiamo che questi 24 lavoratori in nero percepiscano un minimo di stipendio, quando vengono licenziati non risultano da nessuna parte. Pertanto non c’è un aumento della disoccupazione per effetto del loro licenziamento, ma c’è una perdita di potere d’acquisto sul territorio. Non solo, ma c’è un aumento della criminalità dovuto alle necessità di costoro di sopravvivere.

Ebbene, l’aumento di criminalità in Veneto è stato voluto dagli imprenditori legati alla Lega di Bossi, Maroni, Gentilini, Zaia, Galan, che non contrastando il lavoro illegale messo in atto dai membri della Confindustria o della Confcommercio, ha di fatto posto i cittadini in grave stato di insicurezza. Da un lato non trovano lavoro perché hanno la concorrenza di chi lavora in nero, disponibile e sensibile, al ricatto di orario e paga, dall’altro lato la Lega e il Popolo delle Libertà aggrediscono le strutture sociali in modo che i lavoratori licenziati non abbiano tutela se non le elemosine che loro elargiscono.

E’ da questo punto di vista che si deve partire per pensare alla crisi economica. Se si parte a valutare la crisi economica dal valore azionario, si ha una visione distorta. Come le azioni FIAT. Artificiosamente gonfiate nel valore attraverso l’uso calcolato dell’informazione nelle trattative con USA e Germania, ma di fatto un’azienda al collasso economico e finanziario in cui la dismissione di Termini Imerese è solo uno dei primi atti di distruzione delle risorse sociali che la Fiat ha in programma.
La crisi economica è come un cancro che sta infettando tutta la società. Un cancro che il governo Berlusconi tiene nascosto perché incapace di affrontarlo teso com’è a difendere i propri interessi personali.

La crisi non è data dalle azioni mediaset, anche se le azioni mediaset hanno un Presidente del Consiglio che incita gli imprenditori a fare pubblicità sulle sue reti dal momento che i profitti mediaset stanno crollando.
La crisi si misura dalla ricchezza sociale. Quella che Berlusconi si intasca prendendo in giro la società civile.


La tecnica di Giancarlo Zanatta è in crisi, come è in crisi tutto il settore Sport System. Da gennaio il settore ha perso 6400 addetti.
E Giancarlo Zanatta, dopo aver predicato “diversificazione” prende per i fondelli i suoi dipendenti e l’intero Veneto farneticando di un’immaginaria “ripresa” che secondo i suoi desideri e le sue fantasie arriverebbe a fine 2009 o all’inizio del 2010. Imprenditori che hanno vissuto ingannando, truffando, l’intera società civile tirano i frutti del loro inganno.
Non ci sarà nessuna ripresa nel 210 per il settore per il semplice motivo che il settore può esistere solo se c’è benessere sociale e le persone si possono dedicare alle attività ludiche. Le attività di tempo libero sono le prime ad essere tagliate in una situazione di crisi economica.
Come la ditta Diva di Campodarsego nel padovano. 150 lavoratori in cassa integrazione, senza stipendio da mesi con mutui e debiti da pagare. La crisi è questo: un Veneto che si consuma su sé stesso, non il ribasso delle azioni di Berlusconi, Gala, Zaia, Tosi o Gentilini. Hanno sottratto a man bassa alla società civile e ora, per le loro responsabilità (e quelle dei magistrati che ne hanno favorito, o omesso di perseguire, le truffe e i raggiri), si è in agonia.
30 giugno 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

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