La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

venerdì 5 giugno 2009

L'impossibile ripresa economica del Veneto nonostante le bugie di Berlusconi, Tremonti e Galan


Alle persone italiane risulta estremamente difficile comprendere che cosa sia la crisi economica che stanno vivendo.
In particolare il Veneto, terra della parcellizzazione industriale, ha vissuto attorno al grande centro industriale di Marghera. Era l’industria di Marghera, volenti o nolenti che fra gli anni ’70 ed ’80 ha permesso la nascita della piccola industria e lo sviluppo dell’artigianato nel Veneto. E’ l’industria di Marghera che ha permesso la nascita di un’industria dei servizi e di un’industria di nicchia nei vari settori del Veneto. Il porto industriale di Marghera era il centro vitale dell’esportazione dei prodotti del Veneto e la ricchezza prodotta dall’industria di Marghera (e che ha fatto ammalare di tumore e altre patologie decine di miglia di mestrini) è stata la ricchezza che ha permesso la nascita dell’industria in tutto il Veneto.

Le persone percepiscono la crisi solo quando sono direttamente coinvolte. Quando vengono licenziate, quando il contratto non viene rinnovato, quando vengono poste in cassa integrazione. Le informazioni che arrivano dalle TV di stato e da Mediaset dicono che tutto va bene. Le statistiche arrivano con grande ritardo, quando la situazione è precipitata.
Cosa significa quando, con un trafiletto di giornale, veniamo a sapere che migliaia di navi commerciali sono ferme davanti alle coste Cinesi in attesa di un qualche ordine d’imbarco?
Quali riflessi ha questo con la situazione italiana?

Berlusconi dice che la crisi è passata e che ci sono segnali di ripresa.

Non è vero!

E’ vero il contrario: la crisi economica si sta cronicizzando e stabilizzando.
Che cosa significa?
Significa che questo livello economico, che in questo momento chiamiamo crisi, è un momento di grande ricchezza rispetto a quello che si attende fra qualche mese.

La situazione è come le onde dell’acqua prodotte da un sasso lasciato cadere. La piccola onda centrale si propaga allargandosi cerchio dopo cerchio. La crisi economica si allarga cerchio dopo cerchio. Mentre la televisione dice che il peggio è passato, omette di dire in che situazione stiamo ora nella prospettiva futura.

Al Centro Intermodale Adriatico, io ho lavorato come interinale per un breve periodo. Proviamo a leggerci la scheda di presentazione ufficiale:

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Centro Intermodale Adriatico S.p.A. è un Terminal Portuale privato situato all’interno dell’Interporto di Venezia, nel cuore della zona industriale di Marghera – Venezia.
I punti di forza dello sviluppo competitivo della Piattaforma logistica sono rappresentati dai facili collegamenti viari e ferroviari, marittimi ed aerei, che si inseriscono direttamente nei traffici commerciali rappresentati dal corridoio N° 8 Berlino-Palermo e dal corridoio N° 5 Lisbona-Kiev.
Ottimamente collegato alle principali arterie stradali/autostradali, attraverso la ss11, Romea commerciale, direzione Chioggia - Ravenna oppure attraverso un breve tratto di collegamento (circa 1 km) che conduce direttamente ai principali snodi autostradali con la A4 (Torino-Trieste), A13 (Padova-Bologna), A23 (Palmanova-Tarvisio), A27 (Venezia-Belluno) e A28 (Portogruaro-Pordenone), alla stazione ferroviaria di Mestre - Venezia e all’Aeroporto Internazionale di Venezia, terzo aeroporto d’Italia che dista circa 15 km.
L'attività principale del C.I.A. S.p.A. è rappresentata dall’offerta di servizi logistico-intermodali per merci che arrivano via mare, camion e treno.
Il Terminal è specializzato nella movimentazione di rinfuse, prodotti siderurgici, merci varie e containers.


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Quando io ho lavorato in quel centro, le navi che attraccavano erano a decine. Il movimento merci, impressionante. Incidenti sul lavoro? Alcuni, per la fretta e altre cause. Come i morti nella stiva di un anno e mezzo fa’. Condizioni di salute per inquinamento? Precarie, ma a chi interessa?
Oggi sono stato a fare un giro e ho trovato il deserto.
Via dell’Elettricità, un tempo piena di camion da non poter attraversare la strada, completamente deserta.

L’ingresso del Centro Intermodale Adriatico? DESERTO!

Le banchine di carico?

Completamente deserte. Non una nave all’attracco.
Non una sola attività di carico scarico.

Non un solo camion arrivato per scaricare!

Tutto è morto. Ma non solo il Terminal del Centro Intermodale Adriatico, ma tutte le banchine attorno.

Fabbriche chiuse, attività dismesse.

La Marghera industriale ridotta al silenzio. Solo all’Italsider c’è una nave in costruzione, ma tutto è fermo.

Che il Petrolchimico sia fermo, significa che l’aera industriale di Marghera è morta, ma se il Centro Intermodale Adriatico è fermo, significa che tutta l’area industriale del triveneto è ferma o comunque non sta movimentando merci. Né in entrata, né in uscita.
Le fotografie che metto in questa riflessione sono state scattate il 05 giugno 2009.

Se non c’è movimento merci, come avverrà la “ripresa economica”?
Tutto si chiude progressivamente su sé stesso.
Per questo motivo non è possibile nessuna ripresa economica in quest’anno, mentre centinaia di migliaia saranno i posti di lavoro persi e la conflittualità sociale, coadiuvata dall’aumento della criminalità, è destinata ad espandersi.
Se Berlusconi e Tremonti avessero lanciato l’allarme, molti più italiani si sarebbero protetti e avrebbero messo in atto delle difese, ma così non è stato.

Ora è Marghera che chiude poi, un po’ alla volta, chiuderà tutta l’economia del Triveneto e dell’Italia settentrionale. Arriveranno meno tasse, saranno contratte le spese sociali, si verificheranno delle rivolte sociali e mentre altri paesi cresceranno l’Italia andrà verso la fine di un’epoca.

05 giugno 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

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