La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

sabato 6 giugno 2009

Riflessioni sul fallimento industriale dei mobilieri del Veneto in merito a dichiarazioni fatte su La Repubblica


Nella ricerca delle ragioni per le quali la crisi economica in Veneto si farà sentire più di ogni altra regione italiana, ci sono le ragioni legate all’aspetto psicologico degli imprenditori Veneti.

In vari post l’ho più volte sottolineato. Gli imprenditori non agiscono sul territorio come parte della società, ma agiscono come una banda di rapinatori e con metodi da sistema mafioso. Un sistema mafioso che entra immediatamente in crisi quando si scontra con altri sistemi analoghi.

E’ il caso dei mobilieri del Veneto.
Le notizie sulla crisi sono scarse, ma leggendo qualche piccolo articolo possiamo capire le cause della crisi e la disperazione che comporta quando qualcuno ha soggettivato la speranza nei miracoli propagandati da Ratzinger e da Silvio Berlusconi.

I mobilieri Veneti si rivolgono a Berlusconi per risolvere i loro problemi chiedendo a Berlusconi di rivolgersi al “suo amico Putin” per facilitare i loro affari. Solo Silvio Berlusconi sacrifica a Putin gli italiani: per quanto, negli altri paesi ci sia un “governo di destra”, c’è, comunque, per quanto discutibile, un senso dello Stato e dell’appartenenza alla società.
E così, da un articolo sul giornale La Repubblica del 05.06.2009, apprendiamo la struttura del pensiero ideologico di alcuni industriali del mobile all’interno di questa crisi economica.

Dice Fiore Piovesana titolare della Camelgroup di Orsago:

“Berlusconi ci deve dare una mano. E’ amico di Putin no? Allora aiuti il Made in Italy. Convinca il presidente russo ad abbassare i dazi sui nostri mobili”.

Cosa fa Fiore Piovesana?
Invoca le relazioni mafiose dell’amico dell’amico, per poter continuare a fare affari!
Come se a Berlusconi fregasse qualche cosa di Piovesana o degli operai che sarà costretto a licenziare in una crisi, che per Berlusconi non esiste o è stata superata.

Decine di fabbriche, fra Veneto e Friuli sono in crisi. La paura, per Piovesana: “Che salti tutto: azienda, fornitori, manodopera.”

Durante la crisi economica ogni paese ha protetto sé stesso. Mentre alcuni paesi, fra cui l’Italia, si sono preoccupati delle banche, altri paesi si sono preoccupati delle loro fabbriche e delle loro importazioni, così a novembre il governo russo ha aumentato i dazi di importazione dal 30 al 45%.
Cosa dice Piovesana?
“La situazione è drammatica. Secondo alcune stime l’export di mobili Made in Italy in Russia è crollato del 30-40%”

E come l’hanno giustificata i Russi? Con la sottofatturazione. In altre parole, i mobilieri Veneti, con gli importatori Russi, agivano per truffare il fisco russo. Di chi era la colpa? Dei mobilieri Veneti! Ovvio! Abituati a truffare, come appreso nelle parrocchie, hanno istruito i russi come truffare. Forse non hanno istruito i russi perché i russi lo sapevano fare benissimo da soli? Può essere; come possono esserci delle affinità; sta di fatto che la scelta del governo Russo ha raggiunto due obbiettivi: fermare un’importazione dissennata e controllare le entrate fiscali.

Intanto, Oliviero Piovesana, parente di Fiore, afferma:

“L’anno scorso, con la mia ALF esportavo in Russia per un milione e mezzo di euro al mese. Quest’anno il ritmo si è ridotto ad un milione”.

Antonio Zigoni presidente di Federlegno Veneto afferma:

“Berlusconi? Certo, tutto è utile. Ma non si tratta di una vicenda nazionale, qui c’è di mezzo l’Europa. E poi le difficoltà in Russia sono molteplici. A cominciare dal rublo che si è svalutato del 30% sull’euro. E dal crollo della borsa di Mosca.”

Continua:

“Nel comparto dei mobili per l’ufficio il crollo del nostro export è stato del 50%, forse di più. Ora bisogna negoziare sui dazi a livello europeo e dare qualche cosa in cambio”.

La verità è un’altra: c’è solo la possibilità di chiudere “baracca e burattini”, perché nulla può più tornare come prima.
Berlusconi lo ha detto: la crisi non esiste. E ha ribadito: la crisi è passata.
Berlusconi ha detto che l’Italia è fuori dalla crisi: questa situazione di esportazione è l’uscita dalla crisi.
Quando Berlusconi lo ha detto, non lo ha detto ai cittadini Italiani per paura che i cittadini Italiani votassero a “sinistra”, ma lo ha detto agli imprenditori.

Diventano ridicole le speranze ratzingeriane espresse da Antonio Zigoni sempre nello stesso articolo di La Repubblica quando dice:

“Basta che il petrolio torni sopra gli 80 dollari e la Russia riparte.”

La crisi è iniziata col petrolio oltre i 100 dollari. La crisi ha radici ben più profonde che il semplice costo del petrolio e del gas che possono favorire la Russia.
Passerà l’estate e i mobilieri Veneti inizieranno a chiudere: in fondo, ha ragione Berlusconi, la crisi non esiste (per lui) e i mobilieri veneti sono dei catastrofisti.

Io sono contento se i mobilieri veneti chiudono e licenziano: hanno voluto separarsi dalla società civile e dai suoi problemi; hanno esaltato lavoro nero, sottopagato, evasione fiscale, ecc. Non resta loro che chiudere!

06 giugno 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

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