La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

giovedì 30 luglio 2009

Il tempo per la 53 Mostra Internazionale d'Arte di Venezia è terminato.



Il tempo per analizzare la biennale di Venezia, intesa come non biennale, cioè quegli espositori che hanno esposto in giro per la città di Venezia senza essere ospitati all’interno del “recinto” ufficiale della Biennale, è terminato.
Ho girato degli angoli e incontrato degli artisti che esponevano. Li ho letti attraverso gli occhi di chi tenta di cogliere l’espressione divina negli oggetti del mondo e nell’arte, ho colto dei significati che ritengo importanti.
Ho tralasciato molti artisti?
Non ho visto le cose più importanti?
Ho trascurato padiglioni di grandi nazioni?

Certamente l’ho fatto o l’avrò fatto.
Ma ognuno di noi è come un viaggiatore che percorre il mondo della propria vita e, ogni tanto, si abbevera a qualche fontana per dissetarsi. Le fontane sono gli artisti che ho incontrato. In modo casuale, con una scarsa programmazione, dove il mio intento mi ha condotto.

L’ultimo degli artisti di cui ho parlato è Gareth Kennedy:

http://www.religionepagana.it/garethkennedy.html

Curioso, sono entrato nel padiglione dell’Irlanda nel mio primo viaggio a Venezia per incontrare gli artisti e non ho visto nulla. Sono entrato nel Padiglione dell’Irlanda mentre avevo finito l’ultimo viaggio nell’arte ed è stato l’ultimo artista che ho incontrato. Tratta un tema che mi sta particolarmente a cuore visto come si stanno muovendo i sindaci in Veneto nei confronti dei “Musicisti di Strada”.

Intanto, anche se piano piano, continuo a caricare le versioni in Inglese di quello che ho compreso dei vari artisti. L’idea e la sollecitazione mi è venuta dalle e-mail di allievi di Lee Sun Don ed ha potuto realizzarsi grazie alla disponibilità di mia figlia che è l’unica persona che conosco capace di tradurre un testo di filosofia-sociale in inglese conoscendo sia l’inglese a livello filosofico che il mio pensiero. Cosa impossibile da fare con i traduttori automatici che non sono in grado di tradurre in Inglese il linguaggio emotivo e la mia non curanza per la grammatica tradizionale.
Il Pagano Politeista non ha un’idea favorevole del buddismo e l’arte di Lee Sun Don è un’arte religiosa-buddista che, se incontra la simpatia personale, non incontra l’apprezzamento per la relazione fra l’uomo e il mondo che tale arte esprime.
In Inglese è sono state tradotte le riflessioni suscitate da Goce Nanevski e, l’ultima pagina che ho caricato oggi, è la traduzione in inglese del commento al lavoro di Vernon Ah Kee:

http://www.religionepagana.it/vernonahkeeeng.html


A mano a mano che le traduzioni saranno pronte, verranno caricate nel sito della religione Pagana.
Mi rimangono un paio di piccoli filmati da fare e probabilmente, alcuni filmati saranno tradotti in Inglese.
Dopo di che abbandono il lavoro sull’arte a Venezia e mi occuperò di altre cose.
Intanto, anche la biennale d’arte di Venezia sta soffrendo la crisi. Una crisi che esploderà con la mostra del cinema di quest’autunno.

31 luglio 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

Jesolo chiede la legalizzazione dello spaccio di droga per salvare i posti di lavoro?


Idee poche e confuse?
Dopo aver sbandierato la necessità della legalità, dopo aver incitato per costruire le ronde per la sicurezza, dopo aver stimolato gli inquirenti ad aumentare i controlli sulle strade, nei quartieri e nei locali pubblici; sembra che ora stia emergendo l’altra faccia della medaglia.
In fondo gli emarginati fanno comodo. Lo spaccio di droga è un toccasana per l’economia e garantisce posti di lavoro.

Mentre l’industria è in crisi e il commercio langue, lo spaccio di droga prolifera e non conosce crisi. I prezzi si abbassano, ma gli acquirenti aumentano.
Dopo aver invocato sicurezza, e ancora sicurezza, fino a costruire una sorta di neoproibizionismo per le bevande alcoliche che va dal reprimere chi ha bevuto e si mette al volante (poi esteso a chi va in bicicletta e a chi va a piedi con multe per chi “orina” per le strade dopo che i Sindaci hanno eliminato tutti i gabinetti pubblici), gli esercenti si sono resi conto che la Polizia di Stato, se vuole e quando vuole, i controlli li sa fare. Solo che, anziché intervenire sui mendicanti, i musicisti di strada, o gli emarginati in generale, mette in atto controlli mirati sui gestori di locali pubblici: i veri centri dello spaccio di droghe.

Allora la polizia non va più bene. Finché viene picchiato l’extracomunitario di Padova si grida allo scandalo perché, l’extracomunitario, dopo essere stato picchiato si pretende anche di incarcerarlo, mentre se vengono estesi controlli alle centrali di spaccio si dice:


Jesolo. I gestori dei locali: «Troppi controlli antidroga, i clienti scappano»
Discoteche contro i blitz della polizia. Il sindaco: «Sicurezza importante, ma così si rovina l'immagine della località»

di Fabrizio Cibin

JESOLO (30 luglio) - «L’allarme della categoria deriva dal fatto che la pubblicità di tali controlli e l’adozione da parte della Questura di provvedimenti di chiusura di importanti esercizi danneggiano l’immagine turistica della città e dirottano il turismo giovanile verso luoghi dove è possibile continuare a trascorrere le serate in locali accoglienti».Alla fine si sono riuniti, compattati, arrabbiati. Ed hanno espresso il loro pensiero. Sono gli esercenti del "mondo della notte" che si sono riuniti, una cinquantina in tutto, nella sede dell’Ascom-Confcommercio dopo la serie di controlli effettuati dalla Polizia in vari locali, anche tra i più noti, come Marina Club, Capannina, Gasoline, Amami e Vanilla. Hanno voluto esprimere al sindaco Francesco Calzavara, al vice Valerio Zoggia, all’assessore alle Attività produttive Luca Zanotto, all’assessore alla Sicurezza Andrea Boccato «le più vive preoccupazioni per l’ondata di controlli nei locali più rappresentativi messa in atto dalle forze dell’ordine». «Gli esercenti – cita una nota dell’Ascom – temono, in un momento di conclamata crisi, che chiusure, anche prolungate, al culmine della stagione turistica, siano letali per la sopravvivenza stessa delle imprese e per migliaia di posti di lavoro». Il presidente mandamentale dell’Ascom, Angelo Faloppa, spiega meglio la posizione della categoria. «Noi non ci sentiamo al di sopra della legge, anzi: tutti abbiamo convenuto che le leggi vanno rispettate. Però siamo fortemente preoccupati perché abbiamo notato questa escalation di controlli solo a Jesolo».Qualche perplessità è stata espressa sulle tante applicazioni dell’articolo 100 che prevede la chiusura "oltre che nei casi indicati dalla legge, dove siano avvenuti tumulti o gravi disordini, ritrovo di pluripregiudicati o persone pericolose o che possono creare pericolo per l’ordine pubblico", quindi nei casi in cui venga messa a rischio "la moralità e la sicurezza dei cittadini".Il presidente del Silb, sindacato dei locali da ballo, Renato Giacchetto, parla di norme da cambiare: «C’è l’esigenza di reagire con tutti gli strumenti giuridici a disposizione e con interventi anche a livello nazionale per tutelare imprenditori che con il loro lavoro hanno fatto di Jesolo un importantissimo polo turistico».All’incontro è intervenuto anche il vicedirettore generale della Fipe, Marcello Fiore, che ha illustrato la normativa vigente e gli strumenti giuridici di tutela degli operatori a fronte di eventuali abusi della pubblica amministrazione ed ha richiamato l’attenzione dei gestori al rispetto delle disposizioni di legge e soprattutto di quelle a protezione dei minori.Il sindaco Calzavara incontrerà domani mattina il questore di Venezia.«Parleremo di varie cose, quindi sarà toccato l’argomento dei controlli: esporrò al Questore che l’esigenza della città è quella di avere la presenza costante delle forze dell’ordine che diano sicurezza ai luoghi e a chi li frequenta. D’altra parte dirò anche che la serie di provvedimenti in programma non dovranno andare a ledere l’immagine della città che ha fatto del divertimento il suo punto forte. Spero che queste iniziative nascano dall’utile necessità di prevenzione. Se tutto questo vuole essere un monito, è anche vero che gli esercenti devono essere messi nelle condizioni di lavorare tranquillamente».

Tratto da:
http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=67651&sez=NORDEST


Quando il sindaco di Pordenone fa un’ordinanza per divertirsi a vessare e criminalizzare due persone che guardano “storto” un suo elettore, appare evidente che le affermazioni dei gestori dei locali di Jesolo, quando dicono:

«Parleremo di varie cose, quindi sarà toccato l’argomento dei controlli: esporrò al Questore che l’esigenza della città è quella di avere la presenza costante delle forze dell’ordine che diano sicurezza ai luoghi e a chi li frequenta. D’altra parte dirò anche che la serie di provvedimenti in programma non dovranno andare a ledere l’immagine della città che ha fatto del divertimento il suo punto forte. Spero che queste iniziative nascano dall’utile necessità di prevenzione. Se tutto questo vuole essere un monito, è anche vero che gli esercenti devono essere messi nelle condizioni di lavorare tranquillamente».

rappresentano una richiesta di impunità nello spaccio di droga. Una richiesta di legittimare le centrali della droga. Essere messi nelle condizioni di lavorare è l’eufemismo che viene usato (lo ha usato anche Berlusconi e il suo governo) quando, consapevoli di commettere crimini, si chiede l’impunità per i crimini commessi.
Questo decadimento della morale, che trova maggiori attenzioni in tempo di crisi economica, è la stessa morale che fa fare i provvedimenti contro le donne (che vengono offese chiamandole prostitute) e contro chi tende una mano anziché puntare un coltello alla gola delle persone per rapinarle.

Ovviamente gli esercenti di Jesolo non apprezzano che contro di loro si applichi l’articolo 100 o la varie leggi per contrastare lo spaccio (buone o cattive che siano).


«Gli esercenti – cita una nota dell’Ascom – temono, in un momento di conclamata crisi, che chiusure, anche prolungate, al culmine della stagione turistica, siano letali per la sopravvivenza stessa delle imprese e per migliaia di posti di lavoro». Il presidente mandamentale dell’Ascom, Angelo Faloppa, spiega meglio la posizione della categoria. «Noi non ci sentiamo al di sopra della legge, anzi: tutti abbiamo convenuto che le leggi vanno rispettate. Però siamo fortemente preoccupati perché abbiamo notato questa escalation di controlli solo a Jesolo».Qualche perplessità è stata espressa sulle tante applicazioni dell’articolo 100 che prevede la chiusura "oltre che nei casi indicati dalla legge, dove siano avvenuti tumulti o gravi disordini, ritrovo di pluripregiudicati o persone pericolose o che possono creare pericolo per l’ordine pubblico", quindi nei casi in cui venga messa a rischio "la moralità e la sicurezza dei cittadini".

Da quanto si comprende da questo articolo, c’è in desiderio che Jesolo diventi la zona franca per lo spaccio di droga.
La forte preoccupazione dei commercianti è forse dovuta al fatto che la città vive sulla droga, salvo criminalizzare chi beve troppo.
Si deve constatare che un cambiamento di mentalità rispetto a dieci anni fa. Dieci anni fa si poteva bere senza essere criminalizzati, ma non ci si poteva drogare; oggi si rivendica il diritto di spacciare droga per non perdere i “posti di lavoro”. I poveri lavoratori che coltivano droga, la fabbricano, la trasportano, la spacciano, devono essere in qualche modo tutelati. Di questo si preoccupa l’Ascom di Jesolo. Dice, in sostanza “Noi non ci sentiamo al di sopra della legge, anzi: tutti abbiamo convenuto che le leggi vanno rispettate. Però.... "almeno fateci una legge per impedire che noi veniamo perseguitati se forniamo i locali per lo spaccio di droga!”.”

Va analizzata questa situazione, anche per le future conseguenze.
Gli agricoltori dell’Afganistan piantano papaveri da oppio perché altre coltivazioni non permettono loro di vivere. Così per vivere devono spacciare eroina. Se si ferma lo spaccio di eroina tutti quei posti di lavoro saltano assieme ai posti di lavoro garantiti dalla filiera dello spaccio.
E’ la stessa situazione individuata dai gestori delle discoteche di Jesolo: se si ferma lo spaccio di droga saltano i profitti delle discoteche di Jesolo.
Da che cosa è fatto il divertimento fornito dalle discoteche? Sesso, droga e alcol.
Il sesso è stato criminalizzato dichiarando guerra alle donne (in barba alla Costituzione sono maggiori i controlli e le provocazioni messe in atto contro le singole donne che non contro i trafficanti di carne umana, quasi che i secondi siano funzionali e utili ai vigili urbani). L’alcol è stato criminalizzato tanto che in molte città si inizia a proibire la somministrazione a varie fasce d’età.
Giustamente, i gestori delle discoteche dicono, “Se criminalizzate anche la droga, noi chiudiamo. Avete criminalizzato il divertimento!”
Potenza della mentalità moderna.
Io non la capisco e tremo per le conseguenze che avrà sulla società nel suo insieme, però, io non gestisco una discoteca!


Essendo un antiproibizionista, nel senso che ritengo che ogni persona abbia il diritto di distruggere la propria vita come meglio crede, ritengo immorale la “doppia morale”. La morale che si applica al pezzente e la morale che si applica al padrone (come del resto censura la Costituzione della Repubblica). Non troverei nulla da ridire se i gestori delle discoteche avessero una posizione ideologica antiproibizionista nei confronti di sesso, alcol e droga, ma ritengo del tutto immorale e Costituzionalmente illegale che si pretenda di criminalizzare chi tende una mano, chi si offre lungo una strada (e che non si chiama Noemi o D’Addario), mentre si pretende una sorta di immunità, impunità, affinché il crimine, in detti luoghi, non venga perseguito.

Una canzone Tupamara degli anni ’70 diceva: “Ci sarà libertà per tutti o non ci sarà per nessuno!”. E’ giusto e corretto che la Polizia di Stato applichi questo principio all’interno delle norme e con i mezzi che la Costituzione e le leggi stabiliscono.
30 luglio 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

mercoledì 29 luglio 2009

Le forme in cui esprimerà la lotta di classe dall'autunno 2009


Quali saranno gli effetti della crisi sul tessuto sociale?

I massicci licenziamenti fanno prevedere uno scenario di persone in piazza e proteste violente. Una specie di “autunno caldo” nel 2009.
Non escludo che un giorno o l’altro i sindacati ufficiali si ricorderanno perché sono nati e perché sono pagati dai lavoratori, ma non prevedo uno scenario di conflittualità sociale sindacale.

Le tensioni emotive che spingevano i cittadini a protestare perché la protesta poteva essere accolta, da molto tempo si sono spente.
Ora i cittadini sono costretti a trovare altre e diverse soluzioni per risolvere i problemi che la crisi economica impone loro. Dal momento che non è possibile emigrare per migliorare le proprie condizioni di vita, non resta che agire nel tessuto sociale e “arraffare” quanto è possibile.

Già gli imprenditori hanno preceduto i loro dipendenti in massa. Quando, come nella recente vicenda dell’ospedale di Agrigento sentiamo dire che “la criminalità si è infiltrata negli appalti”, si tratta di un inganno. Non è la criminalità che si è infiltrata fra gli imprenditori, sono gli imprenditori che sono dei criminali e non rispettano né le leggi, né le regole. Come del resto nella vicenda Safilo. Una vicenda in cui la Guardia di Finanza sta indagando sulla provenienza di occhiali dalla Cina e contraffatti dalla Safilo stessa. Non è da stupirsi se le banche chiedono il rientro dei soldi prestati. La Safilo è un’azienda insolvente col rischio di essere inquisita penalmente. In una situazione di crisi economica che potrebbe danneggiare gli istituti bancari appare logico che le banche si tutelino: morte tua, vita mia. Ammettendo che venissero elargiti dei fondi per sostenere la Safilo, questi garantirebbero che la Safilo non compisse atti criminali al fine di assicurarsi un profitto? Alla banche, in questo caso, non mancano solo le garanzie di ordine economico, ma soprattutto quelle di ordine morale.

La stessa cosa vale per le vicende d’Abruzzo in cui gli imprenditori impoverirono i portanti di molti palazzi che si sbriciolarono. Non erano dei criminali che si erano “infiltrati”, erano gli imprenditori dei criminali.

E i lavoratori?
Ad imitazione degli imprenditori saranno costretti, con l’avanzare della crisi economica, ad arrangiarsi, a sopravvivere.
Assisteremo ad un aumento dei suicidi. Assisteremo ad un aumento di omicidi-suicidio. Assisteremo ad un aumento dello spaccio di droga. Assisteremo ad un aumento delle rapine, specialmente agli anziani. Assisteremo ad un aumento della criminalità di quartiere e ad un crollo della partecipazione alla vita sociale e “politica” delle persone.

Se oggi i detenuti sono 65.000 a fronte di una capienza di 43.000 posti, dal momento che l’unica cosa che sa fare questo governo è quello di inasprire multe e pene, si può ipotizzare che nel 2010 si arriverà a 90.000 detenuti senza contare quelli agli arresti domiciliari.

Se oggi abbiamo notizie del tipo:

PORTOGRUARO (29 luglio 2009) - «Erano andati in vacanza perché Giorgio soffriva di depressione e sperava così di risollevarsi». Flavia D’O., sorella dell’omicida-suicida, non crede a quanto è successo, come del resto quanti conoscevano la coppia. «Erano partiti domenica per la montagna – ribadisce Flavia – era stata Maria Grazia ad organizzare tutto. Mio fratello lo scorso anno infatti era caduto in depressione, ma sembrava stare meglio. Proprio quella casa, che è di nostro fratello Claudio, aveva contribuito a farlo rinascere. Poi la scorsa settimana aveva avuto una leggera ricaduta. Qualche sintomo di sconforto. Per questo Maria Grazia ha pensato di tornare in montagna».

Oppure:

GORIZIA (4 luglio 2009) - Una donna è stata trovata morta e il figlio è stato trovato ferito in un'abitazione stamani a Doberdò del Lago (Gorizia). Il ragazzo - si è saputo da fonti investigative goriziane - presenta ferite da taglio ed è ricoverato nell'ospedale di Monfalcone. Secondo le prime informazioni, non è in pericolo di vita. Il fatto è avvenuto nell'abitazione della donna intorno alle 8.30 di stamani, nella centrale piazza San Martino, vicino alla chiesa. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri che stanno tentando di ricostruire l'accaduto.La donna trovata morta , Annamaria Ferletic, era un'infermiera 51enne nel reparto di neurpsichiatria all'ospedale di Gorizia. Il figlio, Cristian Pezzulic, ha 28 anni e fa il muratore.


E ancora:

GORIZIA (29 giugno 2009) - Un gesto estremo, disperato, quello di un uomo di 40 anni di Fogliano di Redipuglia che la scorsa notte si è dato fuoco nel giardino della sua abitazione. Trovato questa mattina, ha riportato ustioni sul 90% del corpo. L'uomo era rimasto senza lavoro e da alcuni mesi era assistito dai servizi sociali del comune.Si è trattato di un gesto dettato dall'esasperazione, secondo gli inquirenti, legato con ogni probabilità a problemi economici.

E Ancora:

UDINE (22 luglio 2009) - Urlava di volersi gettare dal terzo piano di un edificio a Cervignano del Friuli, questo pomeriggio. Il motivo: problemi economici e familiari. Ancora una volta il lavoro che non c'è e porta alla disperazione. A salvare il suicida 31enne è stato però il pronto intervento di un carabiniere che, senza pensarci due volte, si è fatto imbragare dai vigili del fuoco e issare su una scala fino a raggiungere l'uomo. Il militare, dopo un quarto d'ora di colloquio, è riuscito a far desistere l'uomo dall'intenzione suicida.


Oppure:

PADOVA (29 luglio 2009) - Quattro italiani specializzati in assalti a Bancomat con la tecnica dell'acetilene nelle province di Padova e Venezia sono stati arrestati durante una loro "trasferta" in provincia di Prato, subito dopo l'ennesimo colpo alla cassa di un supermercato. Le indagini, coordinate dalla pm padovana Orietta Canova, sono state condotte dalla squadra mobile di Padova, che ha arrestato i quattro nell'ambito di un'operazione svolta in collaborazione con la mobile di Prato. I professionisti dell'assalto con il botto, stanotte, hanno fatto esplodere la cassa del "Penny Market" di Montemurlo (Prato). Nell'azione erano impegnati due di loro, mentre altri due attendevano a bordo di automobili pronte per la fuga. Nella deflagrazione, la porta della cassa del supermercato è stata lanciata ad una quindicina di metri di distanza.


Domani le cose si aggraveranno. Le patologie psichiatriche spingeranno le persone a gesti estremi e, nel contempo la necessità di sopravvivenza porterà i cittadini ad arrangiarsi.
E’ questo il tipo di ribellione a cui assisteremo.
Non avrà nulla di nobile.
Nulla di elegante e colpirà le persone più fragili nella società perché bersagli facili ed esposti agli attacchi di disperati che non sono attrezzati per la grande delinquenza. Mentre gli imprenditori faranno i milioni caricando di sabbia il cemento, i poveracci si adatteranno a scippare la vecchietta o a rapinare la villa spersa nelle campagne.
In questo consiste la lotta di classe: quella che gli imprenditori già fanno.
Il governo, per non affrontare i lavoratori in proteste e conflittualità di lavoro, userà gli ammortizzatori sociali per dividere e impedire aggregazione. Così facendo alimenterà i comportamenti criminali e la sua propaganda alimenterà la paura della gente per poterla meglio gestire.
Come è accaduto per l’Abruzzo dove gli abruzzesi hanno preferito trasformarsi in tirapiedi di Berlusconi piuttosto che rivendicare i loro diritti di cittadini. Berlusconi ha già dichiarato che in agosto andrà ogni settimana in Abruzzo!
I cittadini, sono prossimi ad essere ridotti come degli accattoni.
(le citazioni di fatti di cronaca sono presi dal giornale Il Gazzettino on-line)

29 luglio 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

lunedì 27 luglio 2009

Dalla discoteca "Il Muretto" di Jesolo al dopo estate dell'economia del Veneto


Cosa sta succedendo in Veneto in questa calda estate?
Cosa sta succedendo, mentre la Rai e Mediaset continuano a celebrare l’estate a suon di divertimento e di ballerine scollacciate (ma non troppo, solo per proporre...)?
Le fabbriche in crisi, continuano ad essere in crisi:


JESOLO (26 luglio) - Molti giovani avventori della discoteca "Il Muretto" di Jesolo sono fuggiti ai controlli della polizia di Stato abbandonando sul posto centinaia di pastiglie di ecstasy, hashish, cocaina, marijuana. Il blitz era scattato ieri sera dopo che al commissariato erano giunti vari esposti. Al momento del controllo nel locale c'erano circa duemila avventori, un numero piuttosto consistente che ha rallentato le ispezioni degli agenti iniziate dai bagni dove è stata trovata abbandonata sul pavimento la maggior parte della droga. Il blitz ha comportato il fermo della musica e, a quel punto, i gestori hanno annunciato lo stop della musica e il termine della serata. Mentre le persone si stavano portando verso l'uscita, un gruppo rilevante di giovani ha inveito contro la polizia e, per non pagare quanto consumato al bar, anziché passare per la cassa all'entrata ha fatto pressione sulle porte porte antipanico, spalancandole: decine di ragazzi sono fuggiti con velocità, sottraendosi così al controllo. L'intervento è stato però filmato dalla polizia scientifica. Non sono esclusi provvedimenti del questore nei confronti del locale


Tratto da:
http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=67296&sez=NORDEST

Mentre luglio sta andando in questo modo con le località di villeggiatura e vacanze che vedono un crollo delle frequenze, da parte dei turisti, qualcuno, le esportazioni e le importazioni stanno facendo acqua da tutte le parti.
Così da New Italia Press veniamo a sapere il 23 luglio 2009:

--


Roma - Riguardo l'Analisi per settore di attività economica, l'Istat rileva che nel mese di giugno 2009, rispetto a giugno 2008, le esportazioni registrano variazioni tendenziali negative per tutti i principali settori di attività economica ad eccezione dei prodotti dell'agricoltura, della silvicoltura e della pesca (più 13,9 per cento), dei computer, apparecchi elettronici e ottici (più 6,8 per cento) e degli articoli farmaceutici chimico-medicinali e botanici (più 2,2 per cento).
Tra i settori più rilevanti, si segnalano le diminuzioni tendenziali di coke e prodotti petroliferi raffinati (meno 27,6 per cento), mezzi di trasporto (meno 25,1 per cento), di cui autoveicoli (meno 30,9 per cento), apparecchi elettrici (meno 20,7 per cento), prodotti tessili, abbigliamento, pelli ed accessori (meno 20,3 per cento), di cui prodotti tessili (meno 24,6 per cento), metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (meno 19,8 per cento), articoli in gomma e materie plastiche, altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (meno 17,9 per cento) ed i macchinari ed apparecchi n.c.a. (meno 12,2 per cento). Tendenze negative, ma di entità molto più ridotta, riguardano i prodotti alimentari, bevande e tabacco (meno 3,8 per cento). Per le importazioni, considerando i principali settori, si rilevano variazioni tendenziali positive per i computer, apparecchi elettronici e ottici (più 23,7 per cento), gli articoli farmaceutici chimico-medicinali e botanici (più 16,5 per cento), gli articoli di abbigliamento (anche in pelle e in pelliccia) (più 5,8 per cento) ed i prodotti alimentari, bevande e tabacco (più 1,6 per cento). Le diminuzioni più significative riguardano metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (meno 56,7 per cento), coke e prodotti petroliferi raffinati (meno 56,5 per cento), petrolio greggio (meno 41,3 per cento), sostanze e prodotti chimici (meno 32,2 per cento), macchinari ed apparecchi n.c.a. (meno 28,8 per cento), il gas naturale (meno 24,1 per cento) e i mezzi di trasporto (meno 12,2 per cento).
News ITALIA PRESS

Questi dati, relativi al rapporto fra giugno del 2009 e il giugno del 2008 si sommano ai dati negativi del giugno del 2008 rispetto al giugno 2007. Infatti, il 5 settembre 2008 la stampa diffondeva dati di importazioni ed esportazioni che dicevano:

Per le esportazioni, si e' registrato un andamento negativo in quasi tutti i raggruppamenti principali per tipologia di beni; riduzioni superiori alla media hanno riguardato i beni di consumo durevoli (-13,7%) e i prodotti intermedi (-6,4%), mentre un incremento significativo e' stato rilevato per l'energia (+23%). Per le importazioni, solo il comparto dell'energia ha registrato un incremento (+43,6%); le maggiori flessioni hanno riguardato i beni strumentali (-10,8%), i prodotti intermedi (-6,6%) e i beni di consumo durevoli (-6%).
venerdì 5 settembre 2008


Appare evidente, da questi dati, come la situazione di crisi economica del giugno del 2009 si sommi alla situazione di crisi economica del giugno del 2008 rispetto al giugno del 2007.
Data questa situazione sono da prevedere leggere riprese nelle esportazioni che non stanno a significare la “fine della crisi”, ma un incancrenirsi della crisi dove continuano i fallimenti industriali iniziati nel 2008 a cui si aggiungono i fallimenti industriali nel 2009. Alla diminuzione delle importazioni ed esportazioni del giugno del 2008 rispetto al 2007 si somma la diminuzione, ulteriore, delle importazioni ed esportazioni nel 2009 rispetto alla già consistente diminuzione del 2008.

Con questi dati sulla situazione economica, appaiono del tutto coerenti i comportamenti dei giovani alla discoteca di Jesolo: solo la droga allontana lo spettro della desolazione sociale ed economica.
Tutto è stato fatto, in questi anni, dalle Istituzioni del veneto per aggravare la situazione sociale ed economica. Galan ha lavorato per distruggere l’economia Veneta e, a quanto pare, ci è riuscito assieme a Gentilini, Tosi, Bitonci e compagni.
I duemila avventori della discoteca “Il Muretto” di Jesolo, abbandonando centinaia di pasticche di ecstasy, hashish, cocaina, marijuana, dimostrano qual è la realtà sociale che Galan ha costruito in Veneto.
La scarsità dei turisti in Veneto e l’attività di troppi amministratori tesi ad aggredire i turisti per assicurarsi dei profitti, fa prevedere un autunno catastrofico.
Dopo questa crisi, nulla sarà più come prima e il peggio non può essere immaginato da chi si nutre di speranza disperata.

27 luglio 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

venerdì 24 luglio 2009

I quadri dinamici degli artisti alla Mostra Internazionale d'Arte di Venezia - Biennale d'Arte


Proprio perché i “quadri dinamici” diventano parte delle emozioni delle persone possiamo definire l’arte e il bello con le parole di Karl Kraus (le parole sono sue, ma il significato che attribuiamo appartiene a noi). “L’amore e l’arte non abbracciano ciò che è bello, ma ciò che grazie al loro abbraccio diventa bello.”. E diventa bello perché quell’opera ha attivato le nostre emozioni e ha modificato la nostra percezione della realtà oppure ha contribuito ad elaborare una sintesi della nostra esperienza.

Alla Biennale di Venezia molti artisti usano i “quadri dinamici”.
Ho già fatto delle pagine e dei filmati per rappresentare le loro opere, ma questi quattro (sono cinque) artisti rappresentano un viaggio nei fondamenti del pensiero degli Stregoni e dei Pagani Politeisti.

Così ne è venuto un indice:



http://www.religionepagana.it/quadridinamicibiennalevenezia2009.html




per dire che:
Per questo motivo mi piace chiudere questa presentazione con le parole di Marcel Proust (le parole sono sue, ma il significato che attribuiamo appartiene a noi): “Il vero viaggio di scoperta non consiste nel vedere nuovi paesaggi, ma nell’avere nuovi occhi.”. Consiste nel vedere il mondo con gli occhi della vita.
L'esperienza di chiedere e le condizioni del dare.
Spogliare, denudare le persone
L'artista Chen Chieh-Jen
Alla 53. Mostra Internazionale d'Arte di Venezia, biennale 2009
Padiglione di Taiwan.


http://www.religionepagana.it/chenchiehjen.html



Massificazione, omologazione
inutilità e ripetitività dell'azione
L'artista Kola Ramishvili
Alla 53. Mostra Internazionale d'Arte di Venezia, biennale 2009
Padiglione della Georgia.


http://www.religionepagana.it/kolaramishvili.html



La fragilità della Natura
in relazione all'uomo e alle sue difficoltà.
Gli artisti Evelina Deicmane e Miks Mitrevics
Alla 53. Mostra Internazionale d'Arte di Venezia, biennale 2009
Padiglione della Lettonia.


http://www.religionepagana.it/mitrevicsdeicmane.html



Timeless Tunnel; il tunnel del tempo
L'esperienza della nascita e l'uscita dalla vagina.
L'artista Lee Yee Kee
Alla 53. Mostra Internazionale d'Arte di Venezia, biennale 2009
Padiglione di Macao.


http://www.religionepagana.it/leeyeekee.html




Il quadro dinamico non sarà mai appeso alle pareti di casa vostra. Non trasformerà il vostro “salotto nel protagonista del 2000 dell’arte”. Inoltre, il quadro dinamico, abbisogna di molta esperienza di vita per essere interpretato una volta che l’artista lo ha esposto. Se non viene interpretato non è comprensibile né è portatore di “belle forme” che hanno fatto apprezzare l’arte delle religioni monoteiste.
Il quadro dinamico è un quadro Pagano Politeista perché non porta alla sottomissione. Quando la rappresenta, stanca. Il quadro dinamico rappresenta relazioni, richiama sensazioni ed emozioni, rappresenta un agire e una trasformazione: tutte cose ignote alla religione cristiana, musulmana ed ebrea.

So perfettamente che in giro per il Veneto sono accadute molte cose. Però tutte vanno nel segno di quello che ho detto nei post precedenti, al massimo aggiungono fatti di cronaca che aggravano la situazione sociale. Se non ci si impegna a comprendere il presente, allora non ci sarà futuro e, in questo momento, importanti indicazioni vengono dalla biennale d’arte di Venezia.

24 luglio 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

domenica 19 luglio 2009

53 Esposizione Internazionale d'Arte di Venezia - Biennale - La Stanza d'Artista della Repubblica Araba di Siria e gli artisti italiani.


Alla 53. Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia, la biennale del 2009, e gli espositori italiani con la Siria.
La Stanza d’Artista, presentata dalla Repubblica Araba Siriana, è un insieme di artisti siriani e italiani.
Io ho trattato gli artisti Siriani per il messaggio sociale che manifestano attraverso le loro opere. Tuttavia, la Stanza d’Artista, è stata pensata dalla Siria per presentare anche il lavoro di artisti italiani. Così, alcuni artisti Italiani hanno presentato, in sale apposite, le loro opere.
Degli autori Italiani, con l’eccezione di Franca Pisani, ho preparato una serie di mini film sulle loro opere.
I mini film sono visibili in fondo alla pagina:

http://www.religionepagana.it/darwichhammoudbiennale.html



Subito dopo i mini film sull’esposizione dedicata alla Siria, ci sono tre mini film sugli artisti italiani di circa 2-3 minuti ciascuno.
Il primo presenta le opere di Gastone Biaggi e il suo tema “Datemi un punto d’appoggio e vi dipingerò il mondo”.
Il secondo film presenta le opere di Salvatore Emblema e il suo tema “Detessere la vita”.
Il terzo film raggruppa quattro autori. Il finlandese Hannu Palosuo con il suo tema “Nessuna di queste è la verità”; Sergio Lombardo con le sue “Mappe Toroidali”; Concetto Pozzati che svolge il tema del “Tempo sospeso”; Turi Simeti che svolge il tema “Ritmi, accordi, sequenze per una “pittura dello spazio”.”
Presentare gli autori della Stanza d’Artista della Repubblica Araba di Siria era uno degli obbiettivi che mi ero riproposto e dopo aver messo il film di presentazione sulla Damson, non mi resta che un solo autore per concludere gli espositori di Palazzo Zenobio.
Il tempo che sto dedicando al Paganesimo in relazione alla Biennale di Venezia sta per scadere e già a metà agosto lo interromperò.


18 luglio 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

venerdì 17 luglio 2009

Cronaca di un disastro sociale in Veneto


Cronaca di ordinaria follia che sta devastando la società civile del Veneto.
Istituzioni, dignità, onore, legge, sono solo parole vuote. Buone per gli imbecilli in un sistema fatto di depressione, prevaricazione, abusi sessuali di minori (oltre alla vicenda dell’Istituto Provolo) che sta aggredendo la situazione economica e sociale.
Ho tratto delle sintesi degli avvenimenti di oggi dal Corriere della Sera.
E’ un quadro sociale devastate che fa emergere una quantità enorme di problemi sociali e di conflittualità che l’attuale governo non intende né prendere in considerazione né, tantomeno, affrontare. E’ vero che in Italia esistono una serie di poteri occulti che alimentano, per i loro interessi, il disagio sociale e le devastazioni socio-economiche. Solo che il livello sta superando il gestibile per ogni apparato deviato o meno dello stato.
Mi è stato chiesto, in positivo, che fare davanti a tanta devastazione, se avevo delle ricette o dei progetti. Ma come è possibile spiegare dei progetti quando chi ti ascolta, in realtà, spera nei miracoli?
Perché alcuni alberi diventino adulti servono 20 anni, ma per abbatterli basta cinque minuti con una motosega.
Se si gettano le basi ora, per dei progetti, è necessario aspettare venti-trenta anni per raccogliere dei frutti. Al contrario, per distruggere il presente, riempiendo le orecchie di chiacchiere, basta una motosega sotto forma di un provvedimento amministrativo utile per qualche potentato o qualche interessato che pensa al presente e non alle conseguenze di quello che produce con quel provvedimento.
Non funziona come “Una farfalla batte le ali a Tokio e a Roma diluvia”, ma funziona che la decisione che prendi ora farà un milione di disoccupati o un milione di drogati fra 20 anni. Solo che i venti anni sono ora e non ci sono ricette per i disastri già fatti, ma, semmai, ci sono delle ricette per evitare altri disastri che stanno venendo nel futuro prossimo
Questo è un piccolo spaccato di avvenimenti. Provate a pensare quanti inganni, quante speranze sono state distrutte. Quante illusioni sono state create e pensate come la disperazione di oggi sta, di fatto, creandone altre.
Questo è successo fra ieri e oggi in Veneto:


PADOVA - Il responsabile di una struttura di accoglienza per minori in difficoltà, da lui gestita nel Padovano, è stato arrestato a conclusione di due anni di indagini dai carabinieri di Padova con l’accusa di aver abusato sessualmente per almeno quattro volte di alcuni giovanissimi ospiti. L’arrestato - Giovanni Piovan, 36 anni - aveva avviato una nuova struttura per i soggiorni estivi dei minori a Transacqua (Trento), centro della valle del Primiero. L’uomo è stato sorvegliato a lungo, giorno e notte, anche con intercettazioni telefoniche ed ambientali, fino a raccogliere elementi che per gli investigatori comprovano la sua colpevolezza.

PADOVA — Aveva fatto visita più volte all’atelier dell’artigiano orafo di via Savonarola. Due volte nell’ultima settimana, un’altra manciata di capatine a giugno. Chiedeva sempre di vedere gli oggetti più belli e costosi. Ma Paolo Sacrato, 53 anni, padovano residente in via Corte Bezzecca 94, distinto signore dalla parlantina sciolta e dai modi gentili non era interessato, come diceva, a fare un regalo alla moglie. E l’orafo di via Savonarola se ne è accorto ieri po¬meriggio — poco dopo le 15 — quando gli ha voltato le spalle per aprire la cassaforte con le gioie più preziose del negozio. Da una tasca il «cliente» ha tirato fuori un coltello da venti centimetri di lunghezza e l’ha piantato nello stomaco dell’artigiano.


TREVISO - Nel prossimo mese di settembre almeno 3 mila lavoratori delle aziende trevigiane del metalmeccanico in crisi vedranno scaduto il loro periodo di cassa integrazione ordinaria. Lo ha detto oggi, nel corso del congresso annuale Fim Cisl, a Spresiano, il nuovo segretario generale di Treviso, Antonio Bianchin, precisando che si tratta del 30% della manodopera impiegata in questo settore industriale, dipendenti di aziende piccole e medie entrate in un periodo di discesa della produzione prima dell’esplosione della crisi generalizzata avvenuta da settembre 2008 in poi.


VICENZA – Pagava i ragazzi, con danaro o anche con la droga, perché avessero rapporti con lui. In altri casi, sempre sotto compenso, li convinceva a farsi riprendere dalla telecamere in atteggiamenti sessuali. E non è escluso, secondo le accuse, che utilizzasse un falso distintivo da carabiniere e le armi, per ottenere i suoi scopi. I video sequestrati dai carabinieri del nucleo radiomobile di Vicenza durante la perquisizione domiciliare indicano che erano diversi i ragazzini finiti nella sua «trappola» e che, per paura, avevano tenuto nascosto per anni quel terribile segreto. Fino a qualche tempo fa. Dopo anni di soprusi, iniziati quando ancora non aveva compiuto sedici anni, uno di loro ha trovato il coraggio di denunciare. Con l’ipotesi d’accusa di prostituzione minorile, violenza sessuale e atti sessuali nei confronti di minori, e corruzione di minorenne, reati continuati nel tempo, e con aggravanti specifiche, è finito in manette Alessio Gelicrisio.

VICENZA - L'arma e l'ossessione per i ladri Il fucile era in casa, un vecchio fucile che l’anziano «aveva lì da una cinquantina d’anni» perché Zanellato era ossessionato dalla paura di subire un’aggressione. «Ha cominciato a crescergli dentro la paura dei ladri - racconta il figlio Daniele Zanellato - voleva fare una recinzione attorno alla casa, non si sentiva più sicuro». «Tutte queste notizie di anziani aggrediti, è stato ucciso uno qua, uno là - prosegue - lui ne ha fatto una mania». «Mia zia ha chiamato da Milano, ha cercato di calmarlo - aggiunge - e lui le ha risposto che era circondato da mafiosi, da malavitosi».
Un carabiniere, il tenente colonnello Valerio Gildoni, 42 anni, arrivato a Vicenza domenica scorsa per prendere servizio come comandante del nucleo investigativo, è stato ucciso con un colpo di arma da fuoco esploso alla testa da un anziano che sta sparando dalla sua abitazione a Nanto (Vicenza). L’uomo, Battista Zanellato, si sarebbe asserragliato in casa. Non è servito l'elicottero per soccorrere il militare, che è morto come hanno confermato all'agenzia Ansa fonti qualificate. La zona è attualmente cinturata dai militari dell’Arma. L’anziano è sempre barricato in casa, che si trova lungo la strada, in località Bosco di Nanto, a ridosso dei Colli Berici, a una ventina di chilometri da Vicenza. Davanti all’abitazione, una pattuglia dei carabinieri si sta riparando dietro l’auto di servizio, a portiere aperte. I militari restano protetti per non essere colpiti e indossano giubbotti antiproiettile.


ROVIGO — «Le situazioni drammatiche della Socotherm ad Adria e delle Acciaierie di Badia Polesine sono solo la punta dell’iceberg – denuncia il segretario provinciale, Paolo Zanini – al ritorno dalle ferie, se la situazione dei lavoratori non entrerà seriamente nelle agende degli enti locali, questa situazione potrebbe generalizzarsi come dimostra il rapido precipitare della situazione alla Rocar, sempre ad Adria». Il riferimento è rivolto in primis alle maggiori aziende del comparto nel territorio, quelle cioè che occupano circa 3500 dei 5000 metalmeccanici polesani. «Su sedici aziende con più di novanta dipendenti, solo la Femi Cz di Rovi¬go e la Inox Tech di Lendinara non hanno ancora fatto ricorso alla cassa integrazione (Cig) – continua Zanini – la Intrac, azienda del gruppo Arneg sempre nel capoluogo, se ne è tenuta fuori solo per accordi di solidarietà tra i lavoratori per l’utilizzo delle ferie. Le altre, invece, stanno già facendo ricorso abbondantemente agli ammortizzatori sociali e la fine della crisi non pare ancora prossima al termine».

VERONA - Il primo filone Al comandante Davide Zeli la procura contesta le ipotesi di reato di abuso d’ufficio e di omessa segnalazione all’autorità giudiziaria in quanto avrebbe omesso di segnalare l’indebito utilizzo (il che avrebbe configurato il reato di peculato) dell’auto di servizio da parte dell’agente Daniele Ferrais in danno all’ente Provincia. Secondo l’accusa, la vettura di Ferrais avrebbe effettuato 27mila km in più rispetto alla media di quelli fatti registrare dalle auto dei colleghi. Non solo, perché stando alle accuse Zeli avrebbe inoltre sostituito la vettura a Ferrais per «coprire » l’eccessivo chilometraggio. Un doppio reato, quello di abuso d’ufficio e di omessa segnalazione, che il comandante avrebbe commesso non solo in favore dell’auto di Ferrais ma anche di quelle di altri tre agenti. Nell’ambito dello stesso filone d’inchiesta, accuse confermate anche per Daniele Ferrais, l’ufficiale di polizia provinciale ( a sinistra nella foto grande con il legale De Marzi), che, unico tra gli indagati, era stato raggiunto lo scorso aprile da una clamorosa ordinanza agli arresti domiciliari, per i reati di corruzione, peculato, falso ideologico e in atto pubblico, falsa perquisizione e falsa annotazione alla polizia giudi¬ziaria, calunnia e truffa aggravata. Per il cacciatore Luigi Rizzotti la contestazione è quella di corruzione, mentre per gli agenti Alessandra Recchia e Maurizio Ferrari i reati ipotizzati risultano falso ideologico e in atto pubblico, falsa perquisizione e falsa annotazione alla polizia giudiziaria e calunnia. Il secondo filone Tre gli agenti provinciali nei cui riguardi la procura è in¬tenzionata a sollecitare il rin¬vio a giudizio: si tratta di Armando Santolin (per falso e peculato sull’auto di servizio), Sergio Colognato e Bruno Carletti (falso, peculato sull’auto di servizio e truffa aggravata in relazione alla timbratura del cartellino).


Fonte
Corriere del Veneto (corrieredelveneto.corriere.it) del 17 luglio 2009

Un vero disastro di natura sociale.
E domani?
Che cosa aspetta il Veneto?
Tutto si aggraverà, perché non può far altro che aggravarsi: l’uomo non è creato ad immagine e somiglianza di un dio farneticante, onnipotente e cretino. L’uomo diviene adattandosi nell’ambiente sociale in cui nasce e, dal momento che queste sono le condizioni dell’ambiente sociale, non può far altro che produrre la quadrato il disagio che c’è oggi.

18 luglio 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

Da Venezia la condanna del cristianesimo di Nietzsche.

Da Venezia la condanna di Friedrich Nietzsche del cristianesimo.
Non si legge mai abbastanza l’Anticristo di Nietzsche. Forse perché è un libro che esprime un impulso emotivo di ribellione nei confronti di un presente e non si sofferma molto nello spiegare. (nota, se volete ascolatarlo, abbassate il volume della televisione pagana a fondo pagina).





Quanto è stato insultato e denigrato Nietzsche dai cristiani e dai cattolici in particolare.
I cattolici hanno tentato di spacciare il “super uomo” di Nietzsche come il “superuomo” dei nazisti al sono fine di nascondere che il “superuomo” dei nazisti altri none era che il Gesù di Nazareth in quanto figlio del dio padrone e padrone lui stesso: quel legame di sangue che certificava il suo essere padrone!
La condanna di Nietzsche al cristianesimo è la condanna di Nietzsche al nazismo. Un nazismo che non poté mai reclutare Nietzsche sia per l’avversione per il cristianesimo di Nietzsche (per cui, per il superuomo nazista) e la forte simpatia di comunione che spingeva Nietzsche verso gli ebrei che per i nazisti era inaccettabile. Per i nazisti i deicidi ebrei andavano ammazzati, mentre Nietzsche amava l’ebrea Salomè.
Forse i veneti dovrebbero imparare qualche cosa da Nietzsche.

17 luglio 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

giovedì 16 luglio 2009

Mestre-Venezia: la sopravvivenza dei disoccupati, la cocaina degli imprenditori, l'evasione fiscale degli artigiani...però c'è il monumento al lavoro

Tre aspetti della disperazione sociale del Veneto.
Forse, più delle parole valgono le immagini.

La disperazione dei disoccupati che tentano di sopravvivere:


Gli artigiani che sono sempre stati favoriti sia tollerando il lavoro nero, che la mancata fatturazione che, molto spesso l’insicurezza e l’inadeguatezza delle misure antinfortunistiche per i loro dipendenti, oggi piangono più per sceneggiata nella speranza di elemosinare qualche spiccio dal governo: non c'è differenza fra gli artigiani e gli accattoni che fanno perseguitare dai vigili urbani per "difendere il decoro urbano". Solo che gli accattoni non hanno commesso reati, mentre non passa giorno che imprenditori artigiani siano inquisiti per un qualche reato.


E, infine, i responsabili della crisi: gli imprenditori. Quando si ragiona con un cervello pieno di cocaina o di eroina non si è in grado di cogliere le trasformazioni del presente e di organizzare il proprio lavoro in funzione del futuro che emerge da questo presente (non da un fantomatico trascendente.).

--


Gli aguzzini, artigiani ed imprenditori e vittime degli aguzzini che tentano di sopravvivere in una dinamica sociale che presenta sempre più lati oscuri.
Un Veneto fallimentare che soccombe in una lenta agonia fra chiacchiere senza senso di Galan, Berlusconi, Tremonti, e gente che non riesce a finire il mese. Solo nel distretto del mobile della bassa padovana su 1500 addetti, 750 sono sospesi dal lavoro. Ed è una realtà di piccole fabbriche e di piccoli artigiani.

Mentre Brambilla selezionava le tette delle candidate del Popolo delle Libertà (Intervista a deputato Europeo del Popolo delle Libertà raccolta da La Repubblica); e mentre Tremonti e Berlusconi vanno farneticando che il peggio è passato, oggi veniamo a sapere che:

16 lug - Nel mese di maggio 2009, rispetto allo stesso mese del 2008, la dinamica dei flussi commerciali da e verso l'area Ue è risultata negativa: le esportazioni sono diminuite del 31,7 per cento e le importazioni del 28,9 per cento.

Nei primi cinque mesi del 2009, rispetto allo stesso periodo del 2008, le esportazioni sono diminuite del 27,5 per cento e le importazioni del 24,6 per cento.

Considerando l'interscambio complessivo, nel mese di maggio 2009, rispetto allo stesso mese dell'anno precedente, le esportazioni sono diminuite del 27 per cento e le importazioni del 30,8 per cento.

Nei primi cinque mesi 2009 le esportazioni complessive hanno segnato, rispetto allo stesso periodo del 2008, una diminuzione del 24,9 per cento e le importazioni del 25,6 per cento.

Questi dati (fonte La Repubblica del 16 luglio) ci dicono che i disoccupati, i cassaintegrati e i sospesi dal lavoro, aumenteranno e la loro condizione diventerà cronica nell'intera società italiana.
Cronica diventerà la sottrazione da parte degli artigiani dei loro profitti al fisco.
Aumenterà lo spaccio di cocaina ed eroina fra gli imprenditori e fra la popolazione diventando, consumatori e spacciatori, la principale attività economica del Veneto. Lo spaccio dell'eroina e della cocaina sarà l'attività principale dei cittadini italiani. Così alimenteranno i centri cattolici per la disintossicazione dei tossici e, finalmente, sarà assicurato loro un lavoro legale a patto che smetteranno di spacciare o di drogarsi.
Per fortuna che gli incidenti stradali, ogni tanto, eliminano dalla strada qualche imbecille se non fosse che si porta con sé anche persone oneste e fiduciose.
Però rimane, in Via Piave a Mestre, il monumento al lavoro....



15 luglio 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

mercoledì 15 luglio 2009

Il Veneto "bene"; dai cocainomani alle sensazioni della mostra di Alessandro Verdi alla Biennale d'Arte di Venezia


Che il Veneto, industriale e imprenditoriale, fosse pieno di cocaina, trafficasse in droga, non è una novità.
Fa parte sempre dell’ideologia del dio padrone insegnata nelle parrocchie.
Gli spacciatori di droga esiston solo perché ci sono i consumatori: chi dunque ha addestrato le persone, sia dal punto di vista psicologico che morale, da inseguire la sensazione che il delirio di onnipotenza da la droga?
Cosa stupisce se “Matteo Ballarin, 37 anni di Carpenedo e Giovanni Battista Palin, 52 anni di Mestre avrebbero rifornito di cocaina, almeno fino a ieri mattina, imprenditori, commercianti, liberi professionisti e dirigenti soprattutto del centro storico.”

Mi sembrava ovvio che gli imprenditori fossero fatti di droga e che il loro essere imprenditore era solo per favorire le relazioni sessuali e i deliri da cocaina: non mi sembra molto diversa la situazione di Silvio Berlusconi. E se era così la vicenda di Silvio Berlusconi con la vicenda di Bari, perché non dovrebbe essere così a Venezia, Treviso, Belluno, Verona e Padova?

La magistratura arresta gli autori dei reati, ma la società civile deve imparare a riconoscere i comportamenti e le decisioni degli imprenditori: in questo momento sono decisioni, nella generalità, di individui fatti di droga!
Questo Bruno Vidali era titolare del cantiere navale "Il nuovo moschettiere", e con l’accusa di essere il mandante del duplice tentato omicidio ai danni di Maurizio Zennaro e Massimo Zanon avvenuto il 25 giugno dello scorso anno al largo del Lido è finito in cella.
Eppure Ballarin, 37 anni e Giovanni Battista Palin, di 52 anni erano incensurati! Comodo per gli imprenditori farsi fornire da incensurati anziché da pregiudicati, mica scemi.
Così emerge l’illegalità anche a livello giudiziario quando a livello sociale era ben percepita: tutta questa disoccupazione, chi pensate che l’abbia fatta se non degli imprenditori drogati con complici nelle Istituzioni?

E mentre si scopre che l’imprenditoria veneziana è fatta di cocainomani (quante mani di imprenditori a dire “io no!”, “io, no!” per gli automobilisti è obbligatorio il test, quando lo sarà per imprenditori e deputati, ne discuteremo. Per ora l’impressione è che siano tutti pieni di cocaina, se non peggio!) la cultura continua il suo sforzo per veicolare le emozioni e le sensazioni delle persone.
E’ il caso di Alessandro Verdi che espone a Castello 2126/A in campo della Tana con i suoi dipinti all’interno del tema “Navigare nell’incertezza”.
Ne ho fatto una pagina:

http://www.religionepagana.it/alessandroverdi.html



Tutta la vita è incertezza e, come abbiamo visto, la Venezia bene usa grandi quantità di cocaina proprio per essere incapace di affrontare l’incertezza esistenziale.
Con i suoi dipinti Alessandro Verdi entra nel campo del sognare. Quel terreno in cui il dio che cresce dentro l’uomo si scontra, nella sua percezione della sua realtà estranea alla ragione, con la percezione della ragione e la sua necessità di dominare l’uomo.
In questo scontro titanico l’uomo naviga verso la sua Itaca.
Poi, come questi cocainomani, naufragano perché il desiderio di onnipotenza, l’angoscia e l’ansia li porta in depressione: e allora gli altri, quelli che non fanno uso di cocaina, perdono il posto di lavoro ed entra in crisi la società.
Andate a vedere la mostra di Alessandro Verdi. Vi costa meno di una dose di cocaina e le sensazioni che riceverete sono più vivificanti.

Una volta, quando c’era la crisi si lottava per uscire dalla crisi. Ora che i cittadini hanno la consapevolezza di essere stati presi per i fondelli dai partiti politici e dai sindacati che li hanno usati per favorire imprenditori cocainomani, non resta loro che adeguarsi. Come dice, parafrasando, un proverbio cinese: “Se la società in cui vivi si basa sulla droga, la droga, sia che la spacci, sia che la usi, è la soluzione dei tuoi problemi esistenziali!”
E’ seguendo questo principio, che non ha nulla a che vedere col materialismo storico e dialettico, ma con gli insegnamenti imprenditoriali dell’attuale classe politica (il darsi da fare) . Sono gli incensurati e giovani quelli che la Guardia di Finanza ha arrestato su indicazioni del PM Benedetto Roberti di Padova. Ad essere arresti due persone con il cofano pieno di hashish: più di due quintali. Ha dichiarato il colonnello Pierluigi Pisano in relazione a questo arresto: “I due ragazzi si sono limitati a dire che avevano bisogno di soldi per la rata del mutuo. Lui ha qualche precedente, ma insignificante, lei ha la fedina penale pulita. Lui ha 29 anni e lei 27 anni: in questo modo risolvono la loro crisi finanziaria.
Sono quattro, negli ultimi mesi, gli arrestati nella zona di Strà (fra Padova e Venezia) e tutti affermano che: “Hanno rate e mutui da pagare!”
E’ la politica di sicurezza della Lega che sta, un po’ alla volta, giungendo al capolinea.


15 luglio 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

martedì 14 luglio 2009

La disperazione della crisi economica in Veneto: fra virtuale e reale.


E’ un’estate che zoppica fra disperazione ed indifferenza.
Alla Ideal Standard dal primo settembre 1700 persone sono messe in cassa integrazione e gli stabilimenti sono destinati a chiudere. Sia quello del bellunese sia quello a Pordenone. Trichiana, Roccasecca, Occenigo, oltre che gli stabilimenti di Brescia e Gozzano, verranno chiusi. Le persone non saranno a casa tutte insieme, ma un po’ alla volta. Creando ansia, angoscia e incertezza per un futuro ormai chiuso ad ogni possibilità. Si procederà con la cassa integrazione, dimezzando la circolazione del denaro sul territorio, e poi si procederà col licenziamento progressivo dei lavoratori che, entrando in concorrenza con i disoccupati attuali e impedendo l’accesso al mondo del lavoro ai giovani che nel frattempo si affacciano, aiuteranno a bloccare lo sviluppo del Veneto e a favorire lo spaccio dell'eroina.
Le chiacchiere rassicuranti dei dirigenti della Ideal Standard servono solo per prendere per i fondelli i lavoratori.

La situazione alla LOFRA è forse più drammatica. Se i lavoratori della Ideal Standard entreranno in cassa integrazione dal primo settembre, quelli della Lofra di Teolo lo sono già da gennaio e 100 famiglie, prima agiate, ora sono in forte sofferenza.

Alla Carraro Group di Campodarsego – Padova continua la cassa integrazione prorogata per tutta l’estate

Alla Gbs l’azienda, ex Golfetto-Berga-Sandati non viene venduta. Il bando di gara per l’acquisto dell’azienda è andato a vuoto qualche mese fa e il destino dei dipendenti degli stabilimenti di Padova e di Quinto di Treviso.

La Finmek di Padova, con 110 dipendenti è in vendita. In amministrazione controllata, con un commissario, i dipendenti stanno solo aspettando di cessare in una lenta agonia.

Nel frattempo, le spiagge del litorale Veneto sono sempre meno frequentate, i bar di Venezia sono vuoti di clienti, da Jesolo, Sottomarina, Caorle, si piange il turista perduto e il lucchetto che, i turisti che arrivano, hanno messo al loro portafoglio.

Un Veneto che muore in un’agonia economica, anche se non va meglio nel resto d’Italia.
Mentre la televisione si compiace nel far vedere bagnanti felici nelle spiagge, la drammaticità della situazione la vede soltanto chi guarda alle conseguenze prossime e future in cui si muove la situazione attuale.
E, pensare, che tutti questi operai che stanno perdendo il posto di lavoro hanno tutti votato Lega e Popolo delle Libertà. Erano convinti che Berlusconi avrebbe loro garantito il benessere. Erano convinti che la vita reale fosse un gioco virtuale in cui notizie come “calo delle esportazioni del 22% di questo e quel paese” fosse solo la barzelletta del comico di turno a Zelig o al Bagaglino.
Questo è il Veneto in questa estate. Intanto aumentano gli stupri, a Roana un anziano si suicida perché non ce la fa con la moglie malata, e le condizioni di vita sollecitano una maggiore diffusione dello spaccio di eroina.
Intanto gli amministratori pubblici sono più preoccupati perché le squadre di calcio del Treviso e del Venezia non hanno soldi per iscriversi al campionato di calcio.

14 luglio 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

sabato 11 luglio 2009

Flavio Tosi: la Corte di Cassazione conferma la condanna per razzismo.


Riporto la dichiarazione di Flavio Tosi, attuale sindaco di Verona, dopo che la Corte di Cassazione lo ha condannato per razzismo:

«Mi auguro comunque, pur dubitandone, che il mio caso sia da esempio a certi magistrati per fare velocemente anche i processi che riguardano i delinquenti veri e pericolosi che spesso escono dal carcere o che non arrivano a sentenza definitiva per decorrenza dei termini causate da clamorose omissioni del sistema giudiziario».

Ricordo che LUI è il delinquente veramente pericoloso. Non solo per la gravità del reato, la cui pena irrisoria è determinata esclusivamente grazie ai rapporti di forza mafiosi che hanno mediato affinché nel riconoscere il reato la pena sia bassa (in altri paesi la pena per il reato fatto da Tosi è punita con pene maggiori), ma per il fatto che la sua attività di terrorismo è supportata dal suo ruolo Istituzionale che ne fa un delinquente pericoloso.
Abbiamo dimenticato la violenza e il terrore che Tosi ha esercitato contro il bambino che si mangiava un panino?

Ha incitato all’odio e al terrore, quello stesso che portò a costruire i campi di sterminio e a rinchiudervi gli zingari. E’ come se Tosi fosse responsabile di strage e di genocidio (se i magistrati applicassero il teorema Calogero, che tanto piace a Caselli, dovrebbe essere in galera per partecipazione al genocidio avvenuto nei campi di sterminio e per aver reiterato i fondamenti ideologici che hanno portato al genocidio).
Tosi è un delinquente. Un criminale. Lo era anche prima della sentenza della Corte di cassazione per la percezione che si aveva delle sue azioni e dell’odio che contenevano. La sentenza della Corte di Cassazione è un di più. Non è che prima non era un razzista e dopo la sentenza della corte di cassazione è diventato un razzista: era un razzista prima e la Corte di Cassazione non ha fatto altro che aggiungere un di più!

Purtroppo Tosi non ha capito che deve imparare a rispettare le leggi anziché fare dei provvedimenti che sono degli insulti alla società civile.
Può essere che la società civile ancora non se ne renda conto, ma a mano a mano che la crisi economica si espanderà le contraddizioni, spinte dai suoi provvedimenti, si faranno sempre più acute. Come si faranno acuti i problemi che Galan non vuole vedere se non per aggravare in tutta la regione Veneto.

12 luglio 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

venerdì 10 luglio 2009

Antonio Infantino e Santina Nocerino alla Biennale di Venezia con "La danza delle api"


In occasione della Biennale Internazionale d’arte a Venezia espone Antonio Infantino e Santina Nocerino con una performance sulla “Danza delle api”.
La rappresentazione è avvenuta il 4-5-6- giugno, ma le sculture e la scena della rappresentazione vale la pena di visitarla.

http://www.religionepagana.it/antonioinfantino.html


Se si scorre la presentazione si scorge l’intento dell’opera che è quello di dimostrare come le api abbiano un linguaggio e un sistema di comunicazione complesso capace di parlare agli Esseri Umani. I due artisti fanno un’incursione nella storia per dimostrare come da sempre i popoli abbiano riconosciuto il ruolo delle api nella loro vita. Dall’Egitto a Creta, i popoli hanno sempre visto nelle api una rappresentazione dei loro principi .
Gli artisti vogliono rappresentare anche la danza delle api: una danza che è un linguaggio infinitamente più complesso di quanto fino a qualche tempo fa si immaginava.
L’arte che conduce gli Esseri Umani alla scoperta del mondo di cui, in ultima analisi, facciamo parte.

La mostra si tiene in Campo s. Margherita ed è aperta fino al 25 luglio 2009.

11 luglio 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

Enzo Bortolotti di Azzano Decimo, i doveri del sindaco e la guerra mossa dalle Istituzioni contro la società civile


Con una sentenza, che potrà e verrà sicuramente impugnata, speriamo fino a sentenza definitiva della Corte di Cassazione che potrà così chiarire e stabilire un principio etico fondamentale, Il sindaco leghista di Azzano Decimo, Enzo Bortolotti, è stato dichiarato decaduto dal Tribunale di Pordenone.
Questo personaggio si è reso famoso, come molti sindaci del Veneto per la guerra che ha scatenato contro il burqa (spesso chiamano burqa anche il semplice velo) e contro gli immigrati che chiedono sostegno ai comuni. Il sindaco leghista di Azzano Decimo, Enzo Bortolotti, è anche segretario provinciale della Lega Nord e Consigliare Provinciale di Pordenone.

Perché è stato dichiarato decaduto?
Perché il sindaco ha fatto ricorso contro una multa che gli è stata inflitta dai Vigili Urbani di Azzano Decimo che con l’autovelox gli aveva inflitto una multa per eccesso di velocità. Una multa inflitta all’interno di una raffica di multe con un autovelox che, su avviso del sindaco Enzo Bortolotti, non erano segnalati da cartelli che indicassero i controlli in corso. Da qui la decisione del sindaco di rivolgersi al Giudice di Pace per far annullare la contravvenzione.

Il vero problema è che il sindaco è responsabile del comportamento dei Vigili Urbani che dipendono dalla sua amministrazione. Se i vigili urbani erano appostati, come egli afferma come un commandos nascosto, era suo dovere sanzionare il comportamento dei vigili urbani. Segnalarlo alla magistratura o, quanto meno, dare delle disposizioni perché modificassero i loro comportamenti.

Ricorrendo al Giudice di Pace, questo sindaco, ha rinunciato alle sue prerogative di primo cittadino e ha rivestito i panni di un cittadino che chiede giustizia nei confronti di un’amministrazione di cui egli è “altro” dall’amministrazione stessa. In sostanza, ha dato dimissioni dal suo essere Sindaco di Azzano Decimo.

Afferma il sindaco, riprendo dall’articolo del giornale Il Gazzettino:

«Erano nascosti tra le piante, invisibili agli automobilisti. Non è così che si fa prevenzione». Amara la conclusione: «Non basta più essere eletti col 70% dei consensi, perché poi arrivano le sentenze dei Tribunali e ribaltano il verdetto popolare, con decisioni che non hanno fondamento».

Puoi truffare il 70% di elettori, ma non hai il diritto di trarre profitto dalla truffa che hai fatto. Se hai nascosto la tua incapacità di gestire un comune, se hai nascosto la tua ignoranza nei principi fondamentali che regolano la società civile, HAI TRUFFATO IL 70% DEGLI ELETTORI creando illusione dalla quale hai preteso di trarre profitto. Il truffatore è abile nel raggirare le sue vittime, ma deve essere altrettanto abile la legge nel ripristinare l'equilibrio con giustizia.
Le funzioni di sindaco non sono le funzioni della Gestapo nazista: non sono funzioni atte a far guerra agli immigrati dando disposizioni militari contro le donne lungo le strade o contro i “cinesi” clandestini. Il Comune non è un organo dello Stato, ma è solo un organo amministrativo a cui, purtroppo, una politica superficiale e a volte criminale, ha voluto attribuire compiti impropri. Sia gli autovelox che i manganelli ai vigili urbani che i T-red sono strumenti che se non vengono attentamente regolamentati, sono armi di distruzione di massa contro la società civile e i diritti dei cittadini. Diventano armi di terrorismo che creano conflittualità.

Era compito del Sindaco Enzo Bortolotti disciplinare i vigili urbani, ma è probabile che li abbia aizzati contro i cittadini in un’orgia ideologica razzista che ha finito, come spesso succede, col ritorcersi contro sé stesso.

Tutti i cittadini vorrebbero dei Vigili Urbani consapevoli dei loro doveri e deferenti alla Costituzione, anziché essere costretti a veri e propri conflitti spesso indotti dai comuni per far cassa e spesso macellando donne lungo le strade o accattoni che chiedono l’elemosina. Il sindaco di Como che, sia pur diplomaticamente, giustifica i vigili urbani che hanno sequestrato l’anziana portandola fra le montagne e abbandonandola senza scarpe in mezzo alla neve, può far piacere ai Leghisti, ma è un atto criminale, che da il voltastomaco. Come da il voltastomaco l’aggressione alle donne nere lungo le strade che è solo un atto criminale e non ha nulla di “sicurezza”. E’ solo un esercizio di terrorismo gratuito, violento e cattivo. La sicurezza la fa la Polizia di Stato individuando e arrestando chi usa le donne per fini e atti criminali.

Quando il sindaco Enzo Bortolotti afferma: “ogni cittadino, al di là del ruolo che ricopre nella società, ha il diritto-dovere di denunciare se si evidenziano delle irregolarità” . Dice una cosa falsa! Falsa, non perché ogni cittadino non abbia il diritto di denunciare le irregolarità, ma l’Istituzione non ha il diritto di denunciare le irregolarità quando, organizzando le irregolarità, queste si riversano su sé stessa. L’Istituzione non ha gli stessi diritti né gli stessi ruoli del cittadino. L’Istituzione DEVE modificare la regola, non sottrarsi alla regola. L’Istituzione non è il dio padrone che dice “non uccidere”, però il dio padrone può uccidere senza essere sottoposto alla pena: l’Istituzione è sottoposta alla pena!

E c’è ancora un altro aspetto che Enzo Bortolotto sta trascurando. Se prendiamo in considerazione le sue affermazioni, dovrebbe essere imputato di RAPINA A MANO ARMATA!
I vigili urbani erano sotto il suo controllo! La loro azione era illegale e dunque era un atto di rapina, al di là di chi era il beneficiario, nei confronti dei cittadini. Lui stesso afferma “non è così che si fa prevenzione”, ma, e bisogna prenderne atto, è così che si rapinano i cittadini!

Questo episodio ci indica il disprezzo per leggi e norme che hanno troppi personaggi in Veneto: uno fra tutti Cacciari che da un lato aiuta Scola a costringere bambini in ginocchio davanti ad un crocifisso privandoli dei loro diritti e doveri costituzionali e dall’altro lato vuole abolire erotica a Marghera per imporre le fobie sessuali tanto amate dalla chiesa cattolica. Qualcuno, della giunta comunale di Venezia, ha incitato i parroci di Venezia, noti stupratori di bambini (adorano quel Gesù che fu arrestato col bambino nudo!), a protestare contro Erotica. Non mi sembra che abbiano protestato contro i festini di Noemi!

Purtroppo si è perso il senso sia delle norme civili che del ruolo che le Istituzioni hanno nella società. Sembra spesso che le Istituzioni si muovono per bande alla ricerca ossessiva di voti facendo a gara per complicare la vita dei cittadini.

10 luglio 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

giovedì 9 luglio 2009

Chi porterà solidarietà agli operai di Marghera e di Fusina?


Qualcuno si chiede perché i lavoratori di Marghera non hanno più l’appoggio della cittadinanza?
Perché i lavoratori di Marghera hanno insultato la città di Marghera separandosi dal tessuto sociale.
In fondo, è sempre stato così.
Il fatto che oggi i lavoratori di Marghera votino in massa pdl o Lega, fa parte di quella separazione che hanno sempre voluto per difendere il proprio orto in opposizione alla società civile.
Ciò che è successo alla centrale di Fusina dell’Enel è una dimostrazione.
L’azione di Greenpeace non era né contro i lavoratori né contro l’Enel. Era un’azione che richiamava l’attenzione sui problemi dell’inquinamento. Quegli stessi problemi che hanno riempito Mestre e Marghera di diossina e ha fatto migliaia di morti attraverso cancri indotti.
Ma, appare chiaro, che gli operai di Fusina vogliono che le persone muoiano di cancro. Non frega niente dei problemi ambientali. Sono massa di manovra contro la società civile in funzione dei progetti di Berlusconi di distruggere la società.
Chiunque vede in pericolo il proprio posto di lavoro ha il diritto di difenderlo, ma le persone si qualificano ideologicamente per come lo difendono. E l’aggressione che gli operai dell’Enel di Fusina hanno portato ai militanti di Greenpeace li qualifica complici del degrado ambientale di Marghera e corresponsabili, con gli industriali, del massacro che hanno compiuto.
Riporto parte dell’articolo del Gazzettino:

MARGHERA (8 luglio) - Il blitz degli attivisti di Greenpeace di questa mattina nelle centrali elettriche a carbone di Italia, fra le quali quella di Fusina a Marghera e Porto Tolle, sul Delta del Po, che sta per essere riconvertita a carbone, proseguirà anche nella nottata. A Marghera, stamani, i dipendenti hanno reagito contestando vivacemente gli ecologisti invitandoli ad andarsene

Striscioni appesi, nastri bloccati e scritte a favore della "rivoluzione energetica" e il "taglio delle emissioni di CO2". La protesta è stata attuata in occasione dell'avvio dei lavori del G8 per chiedere ai Capi di Stato iniziative fattive per il miglioramento dell'ambiente contro i cambiamenti climatici.

A Marghera 7 attivisti hanno scalato la ciminiera e 5 hanno occupato il nastro che trasporta il carbone all'impianto. La direzione lo ha bloccato, anche se gli attivisti hanno precisato che questo non era il loro obiettivo. Altri 15 attivisti hanno occupato alcune gru e la ciminiera della centrale da dove hanno steso due striscioni con su scritto «G8: prendi la leadership sul clima» e «Rivoluzione energetica = lavori verdi».

Dipendenti contro ecologisti. Dipendenti Enel si sono radunati sul piazzale della centrale di Fusina formando una catena umana e componendo la scritta «Go Home» rivolta agli aderenti di Greenpeace, che stamane hanno dato vita a una iniziativa all'interno della centrale.

Sono stati esposti anche striscioni - come informa una nota dei lavoratori - con le scritte «Andate a lavorare», «Basta ecoballe» e «Siamo verdi di rabbia».

Fonte:
http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=64961&sez=NORDEST




Questa separazione che gli operai della centrale di Fusina hanno operato nei confronti della cittadinanza era già in atto con gli operai del Petrolchimico e di tutte le aziende di Marghera.
La domanda è questa: quando gli operai avranno problemi, da chi riceveranno solidarietà?
E la crisi è galoppante. Probabilmente la centrale di Fusina non chiuderà e questi operai saranno comunque dei garantiti, ma quando muore il mondo attorno non è più la stessa cosa.

09 luglio 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

martedì 7 luglio 2009

Il peggio della crisi sta macinando ora: in Italia, grazie a Berlusconi, a molte persone non resta che il suicidio.


Il peggio della crisi economica, intesa come distruzione del tessuto sociale ed economico del paese e del Veneto in particolare, deve ancora avvenire, ma è in atto in tutta la sua drammaticità.

I dati forniti dalla società elettrica Terna sui consumi di elettricità ci dicono che a giugno, nonostante non abbiamo i dati delle statistiche e il governo Berlusconi le sta nascondendo, le industrie sono state praticamente ferme. A giugno, i consumi di elettricità in Italia sono diminuiti del 6,6% rispetto ai consumi del giugno 2008, ma dal momento che nel 2008 si è lavorato un giorno in meno, i consumi di elettricità sono diminuiti del 7,6%.
In tutto il semestre del 2009 il consumo di elettricità è diminuito del 8,2% rispetto al semestre del 2008.

Questi dati ci dicono che, tolti i consumi delle famiglie e dei servizi, la produzione industriale, in giugno è diminuita dal 20 al 30% rispetto al giugno del 2008 quando già molte aziende stavano entrando in crisi e mandavano in ferie i dipendenti.

Questo tipo di dato non va distinto dall’insieme. Se diciamo che la diminuzione dei consumi di elettricità nei primi sei mesi del 2009 è stata dell’8,2%, significa che ogni mese ha avuto un crollo analogo della produzione industriale con un ridimensionamento della struttura produttiva e, di conseguenza, un ridimensionamento dell’apparato produttivo ed occupazionale.
E, allora, perché i consumi non sono diminuiti in proporzione?
Per effetto del risparmio e dell’indebitamento. Famiglie che hanno dato fondo ai loro risparmi nell’attesa che la ripresa avvenga seguendo scioccamente le farneticazioni di Berlusconi e Tremonti e l’indebitamento di famiglie ed aziende che prima o poi arriveranno al fallimento.

In Italia non è come negli USA in cui si può fallire e ricominciare da zero. In Italia, una volta fallito, devi rimanere nel fallimento fino alla morte.
Ed è quel “fino alla morte” che crea angoscia e disperazione perché dopo che Berlusconi e Tremonti hanno ingannato le famiglie, a queste non rimane nessuna via d’uscita se non il suicidio!

07 luglio 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

lunedì 6 luglio 2009

Lo sciopero dei benzinai e le aggressioni alla società civile ad opera di Berlusconi!



I benzinai prendono per i fondelli il paese.
Lo sciopero dell'8 e 9 luglio è stato indetto per fini diversi dalle rivendicazioni economiche della categoria.
Uno sciopero organizzato dal governo Berlusconi: forse ora i benzinai avranno qualche vantaggio.
I benzinai cercano vantaggi danneggiando la società italiana.
Lo sciopero dei benzinai è stato indetto per impedire le proteste per il G8. Forse non le impedirà, ma nella mente di Berlusconi, immaginare i contestatori a piedi e senza benzina, la fantasia è molto eccitata.
Nessun giornale straniero, a differenza di come avviene in ogni altro caso, ha pubblicato un'intervista al Presidente di turno del G8 che, in questo caso è Berlusconi. E' un segno evidente del disprezzo che quest'uomo gode in campo internazionale. Disprezzo che ha esteso a tutta l'Italia.


I problemi dei benzinai sono stati usati in maniera strumentale da Berlusconi per rendere difficoltose le proteste e nascondere, ulteriormente le sue porcherie. Già la Cisl si era prestata ad organizzare scioperi per impedire l'uscita di informazioni che avrebbero favorito il referendum sul ripristino dei punti tolti ai lavoratori nella scala mobile. Già gli autotrasportatori avevano scioperato per favorire Berlusconi e danneggiare il governo Prodi (in Cile favorirono il copo di stato coltro Allende).
Non esistono altre spiegazioni plausibili: si tratta di una attentato alla Costituzione. Di un attentato a quel diritto di manifestare le opinioni che oggi viene aggredito in tutti i modi possibili. Anche con arresti preventivi!

06 luglio 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

domenica 5 luglio 2009

La crisi che esiste solo negli allarmismi psicologici


Ci sono dati sulla crisi economica del Veneto che continuano ad annunciare cattivo tempo e depressione economica galoppante.
Nel rapporto “Veneto Lavoro” del 2009 si dice che i posti di lavoro spariti sono circa 80.000.
Questo non viene visto da Berlusconi e da Tremonti, come non viene visto l’11% dei lavoratori in Veneto che non avrebbero nessuna tutela in caso di perdita del posto di lavoro neoassunti, parasubordinati, ecc.) e non viene visto il crollo delle assunzioni che non fa altro che aumentare la massa di persone che cerca il lavoro.

Per Berlusconi e Tremonti, la crisi che hanno sempre affermato non esistere, ora è passata. Solo gli idioti, o i disfattisti, leggendo le statistiche (come riportato da Diamanti su La Repubblica del 05 luglio 2009) della Demos-Coop, negli ultimi 7 mesi le famiglie in cui qualcuno ha perduto il lavoro sono passate dal 13 al 19% e sono passate dal 12,5 al 21% le famiglie in cui una persona è diventata cassa integrata. In sostanza, il 40% delle famiglie italiane ha avuto una sostanziale privazione di reddito.

Siamo davanti alla peggiore crisi del sistema paese che sia in atto in tutto il mondo. Mentre nel mondo i governi agiscono per conservare la società civile, in Italia la crisi economica fa da sfondo ad una progressiva criminalizzazione della società civile.
A Berlusconi interessa esclusivamente Naomi e le velinette con cui se la spassa. Anche se si è assunto i doveri di “governare” il paese, in realtà ha messo le Istituzioni al servizio dei suoi pruriti. Gli stessi terremotati d’Abruzzo sono diventati la tappezzeria del suo palcoscenico.

La crisi, per Berlusconi non esiste anche se le banche, che il governo ha protetto:

“I tassi d'interesse sono più clementi, ma i mutuatari non possono gioire per questa bella novità. Mentre il tasso scendeva sempre di più negli ultimi mesi, saliva nello stesso tempo il ricarico (lo spread) preteso dalle banche che davano il mutuo. Impennate record allo sportello, superiori al 50%.
[...] le condizioni che i principali istituti hanno applicato a fine agosto 2008 con quelle applicati invece lo scorso 2 luglio. Si scopre, così, che i ricarichi, gli spread dei mutui ventennali a tasso variabile hanno registrato un aumento del 55% mentre quelli a tasso variabile addirittura del 57. Stangate che azzerano parte delle riduzioni dell'Euribor.”

Un vero massacro col quale le banche tentano di galleggiare in questo momento visto che qualcuno le sta costringendo a finanziare aziende fallite o in procinto di fallire per ragioni elettorali.

Nello stesso tempo le entrate fiscali sono crollate e Tremonti, con le sue farneticanti e offensive dichiarazioni aggredisce la società civile. Non può nascondere le cifre, ma le può esorcizzare in modo che le persone non ne percepiscano la gravità e continuino a farsi derubare da Tremonti:

“I dati sull’andamento del deficit, del fabbisogno, delle entrate, delle spese, del debito pubblico, forniti dal Tesoro sono esattamente quelli anticipati dall’Istat, dalla Banca d’Italia, dall’Ocse, dalla Commissione di Bruxelles, che il ministro aveva definito “congetture inutilmente allarmistiche”.” (La repubblica 05 luglio 2009 art. Scalfari).

E’ un governo che basa la sua azione sulla truffa!
Sull’inganno.
E, infatti, il 07 luglio, la sera, vengono resi noti in sordina dei dati sulle stime del Pil Italiano (dati che provengono da Tremonti) che parlano di un peggioramento del 5,2%. -5,2% contro l'ottimistica farneticazione di Tremonti che il primo maggio parlava del -4,2. Sempre Tremonti annuncia che il calo dei tributi è previsto in 32,6 miliardi di euro di entrate (poi vedremo a chi toglierà quei soldi). Questi dato appartengono a quel Dpef che Tremonti si è guardato bene di pubblicare.

Sul terrorismo che Maroni intende esercitare nei confronti dei più deboli, come quei 40.000 immigrati che hanno perso il posto di lavoro e che non rientrano nelle statistiche o le badanti che rischiano di essere allontanate come clandestine per le inadempienze della burocrazia imposta da Maroni.
Fino a quando una società così può continuare?


05 luglio 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

sabato 4 luglio 2009

Il video sulla manifestazione degli ex allievi dell'Isituto Provolo contro la pedofilia dei preti cattolici


Il video riassuntivo della manifestazione degli ex allievi dell’Istituto Provolo di Verona contro la pedofilia dei preti cattolici.
Purtroppo non è interesse delle istituzioni cercare, studiare, analizzare l’origine della pedofilia. Se le Istituzioni lo facessero troverebbero la sua origine nell’educazione cattolica e nel delirio con cui l’identificazione di ogni, educato dai cattolici, si identifica col Gesù davanti al quale si inginocchia a pregare violentando altri affinché si inginocchino davanti a lui.
Ho fatto un breve filmato della manifestazione di venerdì a Verona che trovate all’indirizzo:

http://www.youtube.com/watch?v=llG-6vizKbs

Oppure, se volete guardarlo direttamente:




Giuseppe Carraro nel Veneto ha lasciato una traccia di sangue e di disperazione.
E le Istituzioni sono state a guardare con una Procura della Repubblica che appare più complice che non ignara degli avvenimenti.

Una nota: a sostenere i manifestanti erano più gli stranieri in visita a Verona che non i Veronesi che guardavano come “stupiti”, quasi considerassero la pedofilia come un diritto dei preti cattolici!

D'altronde, Verona non è forse la città degli innamorati.

Probabilmente qualche Istituzione confonde lo stupro e la violenza sui minori con la tradizione dell'amore di verona!

04 luglio 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

Le ragioni della crisi sociale in Veneto


Stavo riflettendo sulla manifestazione di Verona degli ex allievi dell’Istituto Provolo di Verona.

L’informazione ha silenziato la questione. Non l’ha presentata in tutta la sua drammaticità, specialmente in considerazione delle altre decine di migliaia di bambini violentati.

Non solo, ma il ministero degli Interni è intervenuto personalmente nella figura di Maroni per impedire che le persone violentate chiedessero giustizia in maniera adeguata.

Migliaia di persone violentate alle quali è stato chiuso il futuro e che sono state manipolate per alimentare il disagio sociale.

Ebbene, di tutto questo, non frega niente a nessuno.

Eppure, quel giorno che avverrà che alla politica di Bossi, Maroni, Berlusconi, dovranno eccitare gli animi con un caso (tipo un bambino Rom attraverso cui criminalizzare i genitori e, attraverso essi tutti i Rom dimenticando che la criminalità diffusa è, invece, indotta fra i Veneti, proprio mediante la violenza dei preti cattolici e l’ideologia dell’identificazione col dio padrone come le centinaia di evasori fiscali, ladri e delinquenti, scoperti recentemente dalla Guardia di Finanza) utile per avere voti elettorali, allora i telegiornali sparano la notizia in prima pagina. Esperti vengono chiamati a discutere e a esporre la loro opinione. Si criminalizza e minimizza chi vuole ricondurre tutto alla normalità e si lascia spazio all’enfasi criminale. La RAI e Mediaset mettono in scena le loro recitazioni illegali, criminali, offensive, sia per la società civile che per la Costituzione.

Della società civile, in quanto società civile; non frega niente a nessuno!
Tutti tirano per i propri interessi mettendo nel tritacarne uomini e sentimenti. E quel tritacarne lo chiamano “far politica”.

Così Berlusconi e Tremonti, incapaci di affrontare l’attuale crisi economica, si mettono in ginocchio e pregano invocando la “speranza che le cose vadano meglio!”. Nel frattempo fanno affermazioni il cui fine è la rapina dei risparmi degli italiani.
Così i poliziotti e i magistrati della violenza ai minori non frega nulla tesi come sono a proteggere gli interessi di Ratzinger e del suo dio assassino: come se macellare l’umanità fosse un diritto di un qualche padrone folle.

Della società civile, per la società civile, non importa nulla a nessuno.
Se per caso c’è una persona appassionata che ritiene che la Giustizia sia una questione in sé e non uno strumento nelle mani di un qualche potentato di turno, allora gli avvoltoi, politici e altri, si avventano sopra per appropriarsene e per dirgli “cosa lui deve dire”, “come lui lo deve dire”, “che cosa può dire”, “quali sono i limiti che, loro, gli consentono in cui dire”. E se per caso continua a ritenere la Giustizia un oggetto in sé che si riferisce solo alle leggi: allora i poliziotti e i magistrati torturano usando le leggi in funzione dei loro interessi.

Così chi ha subito violenza all’Istituto Provolo subisce un’altra violenza. Una violenza da Papalia, da Schinaia, dalla polizia di stato. Lo possono violentare una seconda volta perché non porta voti al politico di turno, né si è messo in ginocchio davanti al padrone che lo ha violentato. Al contrario, il suo violentatore porta voti e garantisce potere ai politici locali: così è protetto! Può continuare ad esaltare il suo Gesù che fu arrestato insieme col bambino nudo. Così, Papalia e Schinaia anziché esecrare Gesù e l’esempio che viene imposto nella società, ne proteggono l’esempio affinché altri preti cattolici continuino con i bambini nudi.

Lo stesso vale per la crisi economica.
Nei dati mancano quelle decine di migliaia di extracomunitari licenziati e allontanati, sia dal lavoro regolare che dal lavoro nero.
Non votano, non hanno rappresentanti politici, vengono intimiditi e ricattati quando chiedono giustizia.
Ci si dimentica che quelle migliaia di stipendi che sono venuti a mancare faranno chiudere l’attività a molte migliaia di commercianti veneti i quali, anziché accusare Maroni o Berlusconi, accuseranno i cinesi che lavorando a prezzi più bassi e dando un servizio migliore favoriscono le persone che hanno pochi soldi.

La società italiana sta andando a grandi passi verso una situazione sudamericana. Non è mai nato il sentimento di essere parte di una nazione. Potentati e mafie politiche hanno costruito un sistema mafioso che gestiscono mediante un’informazione drogata che ha il solo fine quello di assicurare profitti ai vari potentati.

Che schifezza. Quando un terrorista assassino come Padre Pio membro dell’organizzazione criminale “arditi di cristo” viene spacciato come una dose di eroina per mettere in ginocchio le persone significa che l’intero senso critico della popolazione italiana è crollato ed il giudizio medio è in balia di ogni manipolatore che costruisce illusioni.
Non resta che augurarci che questa crisi, tanto esorcizzata da Berlusconi, raggiunga un livello di rottura socio-emotiva come unica possibilità di ripristinare la capacità critica delle persone.


04 luglio 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it