La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

venerdì 17 luglio 2009

Cronaca di un disastro sociale in Veneto


Cronaca di ordinaria follia che sta devastando la società civile del Veneto.
Istituzioni, dignità, onore, legge, sono solo parole vuote. Buone per gli imbecilli in un sistema fatto di depressione, prevaricazione, abusi sessuali di minori (oltre alla vicenda dell’Istituto Provolo) che sta aggredendo la situazione economica e sociale.
Ho tratto delle sintesi degli avvenimenti di oggi dal Corriere della Sera.
E’ un quadro sociale devastate che fa emergere una quantità enorme di problemi sociali e di conflittualità che l’attuale governo non intende né prendere in considerazione né, tantomeno, affrontare. E’ vero che in Italia esistono una serie di poteri occulti che alimentano, per i loro interessi, il disagio sociale e le devastazioni socio-economiche. Solo che il livello sta superando il gestibile per ogni apparato deviato o meno dello stato.
Mi è stato chiesto, in positivo, che fare davanti a tanta devastazione, se avevo delle ricette o dei progetti. Ma come è possibile spiegare dei progetti quando chi ti ascolta, in realtà, spera nei miracoli?
Perché alcuni alberi diventino adulti servono 20 anni, ma per abbatterli basta cinque minuti con una motosega.
Se si gettano le basi ora, per dei progetti, è necessario aspettare venti-trenta anni per raccogliere dei frutti. Al contrario, per distruggere il presente, riempiendo le orecchie di chiacchiere, basta una motosega sotto forma di un provvedimento amministrativo utile per qualche potentato o qualche interessato che pensa al presente e non alle conseguenze di quello che produce con quel provvedimento.
Non funziona come “Una farfalla batte le ali a Tokio e a Roma diluvia”, ma funziona che la decisione che prendi ora farà un milione di disoccupati o un milione di drogati fra 20 anni. Solo che i venti anni sono ora e non ci sono ricette per i disastri già fatti, ma, semmai, ci sono delle ricette per evitare altri disastri che stanno venendo nel futuro prossimo
Questo è un piccolo spaccato di avvenimenti. Provate a pensare quanti inganni, quante speranze sono state distrutte. Quante illusioni sono state create e pensate come la disperazione di oggi sta, di fatto, creandone altre.
Questo è successo fra ieri e oggi in Veneto:


PADOVA - Il responsabile di una struttura di accoglienza per minori in difficoltà, da lui gestita nel Padovano, è stato arrestato a conclusione di due anni di indagini dai carabinieri di Padova con l’accusa di aver abusato sessualmente per almeno quattro volte di alcuni giovanissimi ospiti. L’arrestato - Giovanni Piovan, 36 anni - aveva avviato una nuova struttura per i soggiorni estivi dei minori a Transacqua (Trento), centro della valle del Primiero. L’uomo è stato sorvegliato a lungo, giorno e notte, anche con intercettazioni telefoniche ed ambientali, fino a raccogliere elementi che per gli investigatori comprovano la sua colpevolezza.

PADOVA — Aveva fatto visita più volte all’atelier dell’artigiano orafo di via Savonarola. Due volte nell’ultima settimana, un’altra manciata di capatine a giugno. Chiedeva sempre di vedere gli oggetti più belli e costosi. Ma Paolo Sacrato, 53 anni, padovano residente in via Corte Bezzecca 94, distinto signore dalla parlantina sciolta e dai modi gentili non era interessato, come diceva, a fare un regalo alla moglie. E l’orafo di via Savonarola se ne è accorto ieri po¬meriggio — poco dopo le 15 — quando gli ha voltato le spalle per aprire la cassaforte con le gioie più preziose del negozio. Da una tasca il «cliente» ha tirato fuori un coltello da venti centimetri di lunghezza e l’ha piantato nello stomaco dell’artigiano.


TREVISO - Nel prossimo mese di settembre almeno 3 mila lavoratori delle aziende trevigiane del metalmeccanico in crisi vedranno scaduto il loro periodo di cassa integrazione ordinaria. Lo ha detto oggi, nel corso del congresso annuale Fim Cisl, a Spresiano, il nuovo segretario generale di Treviso, Antonio Bianchin, precisando che si tratta del 30% della manodopera impiegata in questo settore industriale, dipendenti di aziende piccole e medie entrate in un periodo di discesa della produzione prima dell’esplosione della crisi generalizzata avvenuta da settembre 2008 in poi.


VICENZA – Pagava i ragazzi, con danaro o anche con la droga, perché avessero rapporti con lui. In altri casi, sempre sotto compenso, li convinceva a farsi riprendere dalla telecamere in atteggiamenti sessuali. E non è escluso, secondo le accuse, che utilizzasse un falso distintivo da carabiniere e le armi, per ottenere i suoi scopi. I video sequestrati dai carabinieri del nucleo radiomobile di Vicenza durante la perquisizione domiciliare indicano che erano diversi i ragazzini finiti nella sua «trappola» e che, per paura, avevano tenuto nascosto per anni quel terribile segreto. Fino a qualche tempo fa. Dopo anni di soprusi, iniziati quando ancora non aveva compiuto sedici anni, uno di loro ha trovato il coraggio di denunciare. Con l’ipotesi d’accusa di prostituzione minorile, violenza sessuale e atti sessuali nei confronti di minori, e corruzione di minorenne, reati continuati nel tempo, e con aggravanti specifiche, è finito in manette Alessio Gelicrisio.

VICENZA - L'arma e l'ossessione per i ladri Il fucile era in casa, un vecchio fucile che l’anziano «aveva lì da una cinquantina d’anni» perché Zanellato era ossessionato dalla paura di subire un’aggressione. «Ha cominciato a crescergli dentro la paura dei ladri - racconta il figlio Daniele Zanellato - voleva fare una recinzione attorno alla casa, non si sentiva più sicuro». «Tutte queste notizie di anziani aggrediti, è stato ucciso uno qua, uno là - prosegue - lui ne ha fatto una mania». «Mia zia ha chiamato da Milano, ha cercato di calmarlo - aggiunge - e lui le ha risposto che era circondato da mafiosi, da malavitosi».
Un carabiniere, il tenente colonnello Valerio Gildoni, 42 anni, arrivato a Vicenza domenica scorsa per prendere servizio come comandante del nucleo investigativo, è stato ucciso con un colpo di arma da fuoco esploso alla testa da un anziano che sta sparando dalla sua abitazione a Nanto (Vicenza). L’uomo, Battista Zanellato, si sarebbe asserragliato in casa. Non è servito l'elicottero per soccorrere il militare, che è morto come hanno confermato all'agenzia Ansa fonti qualificate. La zona è attualmente cinturata dai militari dell’Arma. L’anziano è sempre barricato in casa, che si trova lungo la strada, in località Bosco di Nanto, a ridosso dei Colli Berici, a una ventina di chilometri da Vicenza. Davanti all’abitazione, una pattuglia dei carabinieri si sta riparando dietro l’auto di servizio, a portiere aperte. I militari restano protetti per non essere colpiti e indossano giubbotti antiproiettile.


ROVIGO — «Le situazioni drammatiche della Socotherm ad Adria e delle Acciaierie di Badia Polesine sono solo la punta dell’iceberg – denuncia il segretario provinciale, Paolo Zanini – al ritorno dalle ferie, se la situazione dei lavoratori non entrerà seriamente nelle agende degli enti locali, questa situazione potrebbe generalizzarsi come dimostra il rapido precipitare della situazione alla Rocar, sempre ad Adria». Il riferimento è rivolto in primis alle maggiori aziende del comparto nel territorio, quelle cioè che occupano circa 3500 dei 5000 metalmeccanici polesani. «Su sedici aziende con più di novanta dipendenti, solo la Femi Cz di Rovi¬go e la Inox Tech di Lendinara non hanno ancora fatto ricorso alla cassa integrazione (Cig) – continua Zanini – la Intrac, azienda del gruppo Arneg sempre nel capoluogo, se ne è tenuta fuori solo per accordi di solidarietà tra i lavoratori per l’utilizzo delle ferie. Le altre, invece, stanno già facendo ricorso abbondantemente agli ammortizzatori sociali e la fine della crisi non pare ancora prossima al termine».

VERONA - Il primo filone Al comandante Davide Zeli la procura contesta le ipotesi di reato di abuso d’ufficio e di omessa segnalazione all’autorità giudiziaria in quanto avrebbe omesso di segnalare l’indebito utilizzo (il che avrebbe configurato il reato di peculato) dell’auto di servizio da parte dell’agente Daniele Ferrais in danno all’ente Provincia. Secondo l’accusa, la vettura di Ferrais avrebbe effettuato 27mila km in più rispetto alla media di quelli fatti registrare dalle auto dei colleghi. Non solo, perché stando alle accuse Zeli avrebbe inoltre sostituito la vettura a Ferrais per «coprire » l’eccessivo chilometraggio. Un doppio reato, quello di abuso d’ufficio e di omessa segnalazione, che il comandante avrebbe commesso non solo in favore dell’auto di Ferrais ma anche di quelle di altri tre agenti. Nell’ambito dello stesso filone d’inchiesta, accuse confermate anche per Daniele Ferrais, l’ufficiale di polizia provinciale ( a sinistra nella foto grande con il legale De Marzi), che, unico tra gli indagati, era stato raggiunto lo scorso aprile da una clamorosa ordinanza agli arresti domiciliari, per i reati di corruzione, peculato, falso ideologico e in atto pubblico, falsa perquisizione e falsa annotazione alla polizia giudi¬ziaria, calunnia e truffa aggravata. Per il cacciatore Luigi Rizzotti la contestazione è quella di corruzione, mentre per gli agenti Alessandra Recchia e Maurizio Ferrari i reati ipotizzati risultano falso ideologico e in atto pubblico, falsa perquisizione e falsa annotazione alla polizia giudiziaria e calunnia. Il secondo filone Tre gli agenti provinciali nei cui riguardi la procura è in¬tenzionata a sollecitare il rin¬vio a giudizio: si tratta di Armando Santolin (per falso e peculato sull’auto di servizio), Sergio Colognato e Bruno Carletti (falso, peculato sull’auto di servizio e truffa aggravata in relazione alla timbratura del cartellino).


Fonte
Corriere del Veneto (corrieredelveneto.corriere.it) del 17 luglio 2009

Un vero disastro di natura sociale.
E domani?
Che cosa aspetta il Veneto?
Tutto si aggraverà, perché non può far altro che aggravarsi: l’uomo non è creato ad immagine e somiglianza di un dio farneticante, onnipotente e cretino. L’uomo diviene adattandosi nell’ambiente sociale in cui nasce e, dal momento che queste sono le condizioni dell’ambiente sociale, non può far altro che produrre la quadrato il disagio che c’è oggi.

18 luglio 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

1 commento:

  1. ma come si fa a mettere un manifesto della lega, con scritto sicurezza,cambiamento? con le leggi che son state recentemente approvate, l'unica cosa sicura è l'insicurezza che crescerà ogni giorno di più. ognuno è comunque libero di pensare e votare cio che crede, ma penso che non sia giusto affrontare un problema sociale, sventolando bandiere politiche, che siano dell'una o dell'altra parte.

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