La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

domenica 30 agosto 2009

Veneto: quale futuro?


Quando la società civile viene saccheggiata, se ne compromette il futuro.
Ogni problema che si presenta nella società, sia di ordine sociale che economico, tende ad aggravare la situazione della vita delle persone e la società è privata delle risorse con cui rispondere all’arrivo dei problemi sociali.
Proviamo a considerare dei dati reali che ci arrivano dal mondo e da questi proviamo a pensare al futuro del Veneto.

Si legge in un rapporto economico pubblicato dal giornale La Repubblica in data 30 agosto 2009:

“Il New York Times al termine di una lunga inchiesta conclude: “Anche se si moltiplicano i segnali che la Grande Recessione allenta la sua morsa sull’economia americana, la ripresa sarà debole perché la resistenza a spendere continuerà”. Il paragone viene fatto con la grande depressione degli anni ’30: anch’essa segnò una lunga ritirata dai modelli consumistici, l’emersione di una nuova frugalità, l’esaltazione della virtù austera del risparmio. Non è più soltanto un fenomeno economico, ma un ribaltamento dei valori, un cambiamento culturale. L’inversione di tendenza rispetto a decenni di euforia consumistica .”

Si tratta, in sostanza, di risposte emotive di massa alle aggressioni a cui è sottoposta la società civile in cui viviamo. Quando si leggono notizie di fabbriche che vengono messe in mobilità, di insegnanti precari abbandonati al loro destino, di respingimenti mediante la violenza di immigrati, si provocano nella società delle reazioni il cui fine è la sopravvivenza dei singoli cittadini. Come tu governo respingi gli immigrati, sottraendo quelle persone dai loro diritti naturali, così domani puoi, con la stessa violenza e con la stessa sottrazione dei diritti, privarmi del mio benessere per garantire il benessere ai tuoi amici degli amici.
Se è vero che gli USA erano abituati a spendere ora e a pagare poi con le carte di credito, è altrettanto vero che il sistema funziona solo in un’economia in espansione. Non nel fallimento dei presiti personali per i quali le banche sono indotte ad aggredire i cittadini per farsi rimborsare prestiti che i cittadini non sono in grado di rimborsare.
Questi dati non parlano solo di 1900 posti di lavoro:

Ideal Standard di Belluno: 250 esuberi. Safilo: 500 posti a rischio. Carraro di Campodarsego: 650 in cassa integrazione. Marzotto di Portogruaro: 250 in contratto di solidarietà. Myair di Vicenza: 250 licenziamenti in arrivo.

Questi dati parlano di 6000 posti di lavoro in meno con un impatto di reazione emotiva all’interno della regione di oltre 200.000 persone.
Ci sono i licenziati e i cassaintegrati. Costoro hanno già spinto i precari, sia delle aziende che delle imprese che lavoravano per le aziende al licenziamento. Tutti costoro hanno allentato i progetti di spesa sul territorio, ma soprattutto hanno indotto TUTTI i loro conoscenti a diventare prudenti nello spendere. A chiudere le spese inutili. A costruire delle strategie di difesa economica verso il futuro.
Non si tratta di “alcune migliaia di posti di lavoro”, ma di decine di migliaia di posti di lavoro. Decine di migliaia ai quali si aggiungono i precari della scuola che ora sono alla disperazione.

La stessa cosa che sta avvenendo in Veneto è avvenuta in Giappone. Dopo 54 anni di regime liberale che ha portato la società nipponica al fallimento economico e sociale, oggi i giapponesi si sono rivolti ai partiti democratici: alla sinistra. Sembra che in tutto il mondo i partiti di destra (come Berlusconi e Bossi e Fini in Italia) distruggano la ricchezza del paese (Bush negli USA), poi, i popoli si rivolgono per la sopravvivenza, dopo aver appoggiato chi distrugge la ricchezza del paese, ai partiti di sinistra. Così, Tremonti ha devastato l’economia italiana sia con la sua finanza creativa sia favorendo l’evasione fiscale. Poi, arriva Padoa-Schioppa e Treu a sistemare un po’ la finanza e subito Tremonti riprende il saccheggio. Ora saranno necessari altri sacrifici e sangue per recuperare il deficit costruito da Berlusconi.
Ma perché accade questo?
Perché quando le persone hanno una certa sicurezza economica sono facili prede di imbonitori di pizza; quando la crisi economica o il pericolo li afferra, attizzano il loro senso critico e cercano protezioni.
Così Obama deve ricostruire un’economia saccheggiata da Bush; Prodi ha tentato di ricostruire un’economia saccheggiata da Berlusconi; Hotoyama dovrà rimediare al disastro di Taro Aso.
Gli elettori di sinistra sono molto sensibili alla questione morale. In ogni paese del mondo. Così Hotoyama e Obama potranno continuare i loro programmi solo con una moralità assoluta dal momento che la destra non è solo pronta a sfruttare le debolezze, ma è pronta ad inventarsi scandali inesistenti (vedi telecom Serbia o la falsificazione dei documenti con cui si giustificò il genocidio in Iraq) pur di creare disfattismo nella società civile.

La questione si ripropone in Veneto.
Dopo che la Lega e il Popolo delle Libertà di Galan ne hanno saccheggiato le ricchezze con i loro comportamenti selvaggi e mentre la Guardia di Finanza sta cercando di stanare i miliardi di euro sottratti al fisco; già si prepara il cambio del controllo politico della regione. Sono i soldi e il pericolo della povertà di numerose imprese e imprenditori del Veneto che spingono a questo cambio perché saranno loro a collassare in questo autunno.
Le grandi imprese vengono sostenute dalle banche nella speranza di recuperare i crediti, ma le piccole imprese sono obbligate a restituire i fidi e i prestiti perché non saranno in grado di ripagarli a media scadenza. Si contraggono i mercati: tutti i mercati. Gli imprenditori Veneti sfruttavano le varie nicchie di mercato. Quelle nicchie costruite dal lusso e dal “di più” delle grandi imprese. Quel “di più” non c’è più.
I Veneti si chiuderanno su sé stessi per “salvare il proprio salvabile” e, anche se non hanno mai letto Mao Tse Tung, sanno applicare esattamente i principi della guerra difensiva per salvare al meglio il loro potere d’acquisto.
Non esiste più la possibilità di emigrare. La valigia di cartone è il retaggio del ventesimo secolo. Ora arrivano i clandestini su barche di disperati che i Veneti tentano di affondare (li chiamano respingimenti) seguendo il principio cattolico: “Muoia Sansone con tutti i filistei!”.
Questo porta ad una “ricostruzione” della struttura sociale del Veneto nei prossimi 20-25 anni. Prima però i discotecari dovranno morire contro i platani; gli eroinomani morire con una siringa nel braccio; i pensionati dovranno essere rapinati dalla follia del “gratta e vinci” o dalle speranze del superenalotto; le banche dovranno appropriarsi delle case fino a portare al fallimento il mercato immobiliare; la scuola e la sanità dovranno essere distrutte per trasformarsi in tanti lebbrosari nelle mani delle varie Teresa di Calcutta che si compiacciono della sofferenza dei Veneti. Allora, e forse allora, avverrà quel moto di spirito, quell’orgoglio, che riporterà i Veneti verso la cultura. Non quella del vino dell’osteria e nemmeno quella dell’alpino ubriacone o quella dell’arroganza del capannone di cemento o dello spacciatore di eroina o cocaina. La cultura delle relazioni fra l’uomo e il mondo. Fra l’uomo e la società in cui viviamo.
Scrive ancora il giornale La Repubblica del 30 agosto 2009 nell’articolo “La recessione rallenta ma l’America non spende “addio al consumismo”.”:

“Normalmente, quando le famiglie USA si sentono arricchite dal rialzo della Borsa e del mercato immobiliare, nell’anno seguente aumentavano i propri consumi in una misura compresa fra il 3 e il 5% del proprio incremento patrimoniale. Oggi quel riflesso – definito “effetto-ricchezza” – agisce esattamente nel senso contrario, deprimendo i consumi. Subentrano comportamenti più prudenziali, ispirati da un’ansia sul lungo periodo: la propensione al risparmio (cioè la quota di reddito messa da parte) era crollata sotto l’1% alla vigilia della grande crisi del 2007-2008 ma oggi è già risalita al 5%. Malgrado i redditi siano stagnanti, una parte crescente viene accantonata. E quindi sottratta ai consumi.”

Questo fenomeno è destinato ad ampliarsi: sposta imprenditori e consumatori verso i partiti di sinistra che assicurano una maggiore stabilità sociale (e per stabilità non si intendono gli scioperi, ma una coerente circolazione della ricchezza nelle condizioni di vita delle persone) e un recupero della società. Per conseguenza un aumento dei consumi.
Però i cittadini non hanno solo messo in atto un senso critico solo nei confronti del denaro, ma dell’intera società. Una società che è da ripensare al di fuori degli schematismi destra-sinistra che appaiono loro come un gioco dei bussolotti senza un reale fondamento ideologico. Per contro nei partiti di destra si concentreranno i comportamenti mafiosi, quei comportamenti che consistono nell’usare le istituzioni per garantirsi vantaggi personali. Oggi ci sono le spinte della Lega che tenta di scalzare Berlusconi dalla relazione con la chiesa cattolica e prenderne il posto nelle relazioni privilegiate (leggi mafiose), con una chiesa cattolica che cerca disperatamente servi sciocchi che ne alimentino le finanze.
Tutti giocano la loro “partita di potere”, solo che questa volta, i singoli cittadini, stanno giocando la loro e questa, è la vera novità nella storia. Una novità della quale dovranno tener presente ogni politico.
Dalla crisi non si uscirà perché Tremonti ha finanziato le banche, se ne uscirà proprio perché le banche falliranno e con esse fallirà il sistema economico clericale che è giunto al capolinea.
30 agosto 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

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