La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

mercoledì 30 settembre 2009

Le ronde di Treviso, le esilaranti proposte di Muraro e le complicità Istituzionali.


Come ho più volte scritto in Informazione Veneta, le ronde erano solo una questione di propaganda politica. Becera e cattiva che serviva per aggredire i cittadini più deboli. Una propaganda che avveniva con il concorso delle Istituzioni che spesso favorivano i comportamenti di incitamento all’odio di personaggi come Gentilini e compagni.
Dalle ronde, alle aggressioni al diritto di pregare dei musulmani, alle risate sugli immigrati travestiti da leprotti per far divertire i cacciatori, alla rimozione delle panchine, all’aggressione a chi elemosina, l’aggressione alle donne lungo la strada, ecc., si configurano come azioni criminali all’interno di un vasto disegno criminoso in cui delle persone venivano trasformate in bestie da sfruttare e ricattare. Un disegno criminoso che oggi aggredisce operai, imprenditori, commercianti e l'intesa società civile: dalla scuola alla sanità!
Anziché avere una Polizia di Stato che rispetti la Costituzione, si è avuta una Polizia di Stato che ha visto questi comportamenti criminali con divertimento e complicità.
Non è stato dimenticato il coinvolgimento nella propaganda politica del Prefetto e del Questore di Treviso sulla quale è stata presentata un’interrogazione parlamentare.
Riporto:

“Presentata interrogazione dai senatori del Pd Stefano Ceccanti, Paolo Giaretta e Felice Casson."Il ministro Maroni e il Ministro La Russa intendono richiamare il questore e il prefetto di Treviso, nonché i comandanti territoriali dei Carabinieri e della Guardia di Finanza a comportamenti più consoni ai loro doveri istituzionali?". Lo chiedono i senatori del Pd Stefano Ceccanti, Paolo Giaretta e Felice Casson in un'interrogazione rivolta al ministro dell'Interno e al ministro della Difesa. Nell'interrogazione i senatori del Pd ricordano che il decreto del governo sulla sicurezza consente ai sindaci, "previa intesa con il prefetto, di avvalersi della collaborazione di associazioni tra cittadini non armati per segnalare alle Forze di polizia dello Stato o locali eventi che possano arrecare danno alla sicurezza urbana o situazioni di disagio sociale, predisponendo l'iscrizione in un apposito elenco e dei criteri di priorità, rinviando la concreta disciplina a un decreto del Ministro dell’Interno". Ceccanti, Casson e Giaretta ricordano poi, nell'interrogazione, la notizia riportata da vari organi di stampa secondo la quale "il questore e il prefetto di Treviso, nonché i comandanti territoriali dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, avrebbero partecipato a una scuola per aspiranti volontari della sicurezza che risulta essere espressione di una determinata area politica". Nell'interrogazione si chiede quindi al ministro Maroni e al ministro La Russa di richiamare "il questore e il prefetto di Treviso, nonché i comandanti territoriali dei Carabinieri e della Guardia di Finanza a comportamenti più consoni ai loro doveri istituzionali".”

Fonte:
http://www.partitodemocratico.it/dettaglio/73856/Ronde:_Pd,_

Oggi il settimanale l’Espresso, con un breve articolo, ci illustra la situazione di Treviso.
Riporto:


Aspettando le ronde


“Desmentegàr” la Padania, dimenticare pure il Veneto.
Gli appalti trevigiani ai trevigiani. Per Leonardo Muraro, Presidente leghista della Provincia di Treviso, “le opere pubbliche debbono restare a casa nostra e privilegiare nei bandi le ditte trevigiane”.
Stop pure alle aziende della Lombardia e del Piemonte, del Friuli. Insomma, moglie e buoi dei paesi tuoi, ma chi ci metterà Muraro per non far scappare i buoi dalla sua Marca trevigiana se non ha un solo iscritto all’albo delle ronde? Per ora in Prefettura non è arrivata nemmeno una richiesta di iscrizione per i volontari del territorio. E ha fatto dire al procuratore Fojadelli [persona che io, personalmente, disprezzo profondamente per il disprezzo che ha dimostrato nei confronti della Costituzione della Repubblica e dei cittadini! Nota Claudio Simeoni]: “Questo significa che il servizio dei volontari non risponde a un bisogno reale”. Un bel flop.”

Trafiletto a firma P.T. sul settimanale l’Espresso del 01 ottobre 2009

Siamo fra l’esilarante e l’indignato per la violenza che è stata esercitata nella campagna politica e che ha visto l’aggressione di numerose persone per questioni irrilevanti. Persone minacciate e ricattate dalle Forze di Polizia solo perché elemosinavano, si prostituivano o non avevano un alloggio: Forze di Polizia che trasformavano in reato comportamenti assolutamente legittimi, mentre tralasciavano di perseguire comportamenti criminali: come l’incitamento all’odio religioso!
E’ fin dallo scorso anno che Informazione Veneta denuncia una campagna di propaganda che sta agendo come prologo ad un nuovo regime nazista e razzista.

30 settembre 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

lunedì 28 settembre 2009

Un giovane immigrato travolto da auto e ammazzato a bastonate a Treviso


Ed eccoci nella ricca città di Treviso, quella dello sceriffo Gentilini che incita all’odio contro gli immigrati.
Può stupire la notizia di stanotte?

Vicino allo stadio del rugby sono esplose le urla della vittima.
Un immigrato è stato prima travolto da un’auto e poi ucciso a bastonate.
Alle urla sono accorsi dei cittadini e hanno assistito in diretta alla scena.
Ammazzato come una bestia.

Le indagini sono in corso, la Squadra Mobile e la Questura di Treviso stanno svolgendo le indagini.

Regolamento di conti?
Azione razzista?
Non sono importanti le motivazioni che verranno scoperte. Compito della polizia è scoprire il colpevole.
A noi non resta che registrare il clima di odio e disperazione che la giunta di Gentilini prima e quella di ora hanno costruito con la complicità della magistratura di Treviso, che si è guardata bene dal considerare gli extracomunitari delle persone con dei diritti sociali.

29 settembre 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
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La Stregoneria, il mago di Vicenza, lo psichiatra e l'educazione cattolica: succede anche questo in Veneto.


Nella foto: particolare del rito religioso e magico del Solstizio d'Estate presso il Bosco Sacro a Jesolo-Venezia.
..
Molto bene: crisi e nuove professioni o vecchi vizi veicolati in stile cattolico?
E’ difficile dire se sia l’uno o l’altro, sta di fatto che tutto nasce dalla chiesa cattolica e dalle fobie sessuali che la chiesa cattolica ha imposto.
La novità della notizia sta nell’uso dello psichiatra. Gli esorcisti cattolici fanno violenza eludendo la medicina, il questo mago si serviva dello psichiatra per manipolare ragazzine.
Per quanto io insegni i sentieri di Stregoneria e da 15 anni in Veneto vado dicendo che cos’è la Stregoneria, le persone sognano la stregoneria dei cattolici, quella che dà loro il potere sulle persone: come il prete cattolico.
Così diventano prede di ogni cattolico che, dismessa la tonaca, si mette il cappello a punta o usa un teschio.
Esattamente come le persone diventano preda di truffatori come Padre Pio o Teresa di Calcutta.
La Stregoneria è duro lavoro di interazione emotiva fra l’individuo e il mondo in cui vive; è la percezione emotiva delle tensioni della vita. Non ha nulla a che vedere col delirio di onnipotenza dei cristiani né tanto meno con i loro fantomatici poteri magici: dal fermati vento, a guarisci lebbroso al delirio dell’arrivo con potenza sulle nubi, a creare sottomissione come il padrone cristiano nel magnificat, alla truffa dei miracoli di Lourdes o i Civitavecchia.
La Stregoneria è la capacità di muoversi nei mari emotivi che ci circondano; non è il delirio di onnipotenza del cristiano che si fonda sulla distruzione della capacità dell’individuo di usare la cultura per le sue scelte di vita.
Riporto le informazioni sull’arresto del mago e dello psichiatra a Vicenza che agguantavano prede malate prodotte dagli oratori cattolici:


VICENZA (28 settembre) - Magia nera e riti di iniziazione esoterica erano il paravento utilizzato da un operaio vicentino per far cadere nella sua rete giovani e giovanissime ragazze dalle quali pretendeva sempre e soltanto un tributo di natura sessuale In questo ambito si è mossa l'indagine della squadra mobile della polizia di Vicenza. Elementi di prova di estrema gravità hanno portato all'emissione di una ordinanza di custodia cautelare in carcere per l'improvvisato “stregone”, del quale non è ancora stata resa nota l'identità, accusato di violenza sessuale su minori.Il provvedimento è stato eseguito nei giorni scorsi ma ha portato anche all'arresto in flagranza di un medico psichiatra con il quale l'operaio vicentino era entrato in contatto per sottoporre le sue vittime a “manipolazioni” psicologiche particolari.

http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=74756&sez=NORDEST



Vicenza, 28 set. - (Adnkronos) - Si spacciava per una sorta di mago o stregone esperto in riti esoterici: in questo modo un uomo della provincia di Vicenza e' riuscito a procurarsi i favori sessuali di numerose minorenni attratte dai poteri misteriosi che l'uomo diceva di avere. Una volta ricostruita la vicenda la Polizia di Vicenza ha arrestato lo stregone, accusato di violenza sessuale, assieme a uno psichiatra sorpreso con delle ragazze durante una sorta di rituale.

http://www.adnkronos.com/IGN/News/Cronaca/VICENZA-ADESCAVA-MINORI-CON-RITI-ESOTERICI-ARRESTATO-PER-VIOLENZA-SESSUALE_3819892666.html


Il mio problema, come Stregone, è che ora, quando dico alle persone di cercarsi uno psichiatra, non sempre le affido alle mani della “scienza”, ma potrei mandarli nelle mani di un truffatore che abusa.
Però, io ho sempre ritenuto che il possesso di un mezzo, la psichiatria, non fa delle persone degli individui morali. Lo stupro che ha subito la psicologia attraverso i psicologi che l’hanno usata come un trucco per metterla al servizio del suo peggior nemico (la manipolazione mentale cattolica) la dice lunga sulla moralità dei professionisti.
E’ bene registrare anche questa in Veneto.
NOTA: al di là del nome del "mago" reso noto dalla Polizia di Vicenza, tale F. R., è da rilevare come il poliziotto intervistato da RAI 3 ha precisato il reato per cui tale persona è inquisita evitando allarmismi antireligiosi. Perché preciso questo? Perché non è stato ancora dimenticato l'odioso episodio messo in atto dalla Polizia di Vicenza contro l'articolo 19 e l'articolo 21 della Costituzione della Repubblica durante la Fiera del Libro di Vicenza.

28 settembre 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
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domenica 27 settembre 2009

La crisi economia, gli studi professionali e i nuovi senza tetto: in Italia come nel Veneto!


Dopo gli operai, i pezzenti, gli immigrati, gli emarginati, i vù-cumprà; ora a chi tocca?
Quando si mettono in atto azioni distruttive nelle situazioni più fragili del sistema sociale, si finisce per far crollare l’intero sistema sociale nel suo insieme.
La crisi sta diventando sempre più drammatica e Berlusconi, il Presidente del Consiglio che ama farsi chiamare “premier” (sa tanto da “duce”), è capace solo di tifare: sta facendo il tifo affinché questa crisi finisca. Lui, che è responsabile delle scelte all’interno della crisi che ha portato ad aggravare la crisi economica calandola come un macigno sui cittadini, prima ha fatto il tifo, proprio come un tifoso da stadio, affermando che la crisi era solo un fatto psicologico e poi, anziché intervenire, è andato farneticando per mesi che la crisi era finita. Come un tifoso da squadre di calcio, accusa di essere un tifoso chi sta indicando i disastri che lui sta provocando con scelte irresponsabili, vergognose e offensive per gli italiani.
Quando venivano aggrediti i lavavetri, i professionisti non immaginavano che sarebbe toccato a loro. Eppure, secondo i dati, sembra che ora tocchi a loro. A gennaio assisteremo alla chiusura in massa di partite IVA. Intanto, questi sono i dati:



CRISI: ARCHITETTI, PROFESSIONISTI ALLO STREMO.

E' RISCHIO POVERTA'


(ASCA) - Roma, 25 set - ''Nonostante le ripetute sollecitazioni che sono pervenute dal mondo delle professioni, nonostante tutti gli indicatori economici segnalino che la crisi in atto stia da tempo colpendo in modo particolarmente rilevante gli studi professionali, il Governo cosi' come purtroppo buona parte degli enti locali, sembra che non abbia ancora preso atto dei problemi strutturali del comparto delle libere professioni''. E' il 'j'accuse che arriva da Massimo Gallione Presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori.''A questa situazione - prosegue - si aggiunge anche una insufficiente attenzione nei confronti - nello specifico - delle difficolta' che stanno investendo la professione di architetto, che soffre in modo particolare della crisi del settore edilizio, la conclusione non puo' che essere una sola: il rischio di poverta' per una gran massa di professionisti - in particolare, i giovani che sono almeno il 50% dei nostri iscritti - e', letteralmente, alle porte''.

Tratto da:
http://www.asca.it/news-CRISI__ARCHITETTI__PROFESSIONISTI_ALLO_STREMO__E__RISCHIO_POVERTA_-862119-ora-.html


Poi, tocca agli altri studi professionali, come indica questo articolo:


CRISI: CONTRIBUENTI.IT,

CHIUDE IL 14% DEGLI STUDI PROFESSIONALI


(ASCA) - Roma, 26 set - Veterinari, avvocati, sociologi, giornalisti, medici, dottori commercialisti e biologi sono le professioni che hanno risentito maggiormente della crisi, con la chiusura del 14% degli studi professionali. A denunciarlo e' Contribuenti.it - Associazione Contribuenti Italiani che, con Lo Sportello del Contribuente, ha preso in esame alcuni indicatori economici riferiti a luglio 2009. Infatti, incrociando i dati del fatturato, delle prenotazioni, dell'occupazione e delle forniture professionali emerge un quadro preoccupante. Le professioni che fanno da trainano e supporto all'economia sono in forte difficolta'.Professioni, che nel 2008 avevano registrato incremento del fatturato di quasi 18 miliardi di euro.Il settore giuridico-economico (avvocati e dottori commercialisti) e' uno dei comparti piu' colpiti dalla crisi.Nei primi sette mesi del 2009 il fatturato globale ha segnato un -38% rispetto al periodo precedente, il -31% nelle prenotazioni, il -19% nell'occupazione ed il -47% nelle forniture professionali.Il settore medico (veterinari, medici e biologi), altro comparto di punta nelle professioni, presenta anch'esso tutti gli indicatori negativi: il fatturato globale, nei primi sette mesi del 2009, ha segnato un -29% rispetto all'anno precedente, il -36% nelle prenotazioni, il -21% nell'occupazione ed il -44% nelle forniture professionali.


Tratto da:
http://www.asca.it/news-CRISI__CONTRIBUENTI_IT__CHIUDE_IL_14_PERCENTO__DEGLI_STUDI_PROFESSIONALI-862346-ora-.html


Tutta questa gente viveva soltanto perché c’era un benessere diffuso e loro ci speculavano su quel benessere ritagliandosi la loro fetta. Sparito il benessere diffuso. Chiuse le fabbriche e messi in cassa integrazione gli operai; le banche chiudono i rubinetti del credito perché sanno che non potranno rientrare dei capitali prestati. Così i professionisti cominciano a chiudere uno dopo l’altro.
La cosa che ancora non è chiara è che molti di questi professionisti saranno costretti all’accattonaggio.
Eppure, sarebbe bastato che avessero impedito l’aggressione ai Rom, agli accattoni, dai musicisti di strada, ai lavavetri, e avrebbero salvato anche il loro posto di lavoro.
Esistono dei legami, nelle società civili, che legano i componenti dei vari gruppi sociali: rompi un legame e fai crollare l’intera società che è costretta a ricreare nuovi e diversi equilibri.
E’ ciò che sta avvenendo: vedremo quanti di questi laureati finiranno fra le file dei senza tetto.
Grazie Berlusconi; grazie Tremonti!

28 settembre 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
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Campalto, Venezia: e i detenuti stanno sulla sponda del fiume a vedere i cadaveri dei secondini galleggiare!


Chi non ha mai conosciuto le guardie carcerarie di Venezia non può capire il vuoto morale ed esistenziale di queste persone. Il loro attaccamento e la loro ossessione per riempire il loro vuoto esistenziale che nel carcere di Venezia coltivano nei confronti dei detenuti ponendosi come dei supermen sia quando sbattono le sbarre, sia quando giocano con i mazzi di chiave in ottone.
Un giorno, a Santa Maria Maggiore, sette detenuti si erano svenati. Il sangue sembrava scorrere come un fiume lungo le scale con grande soddisfazione degli operatori cattolici all’interno del carcere.

In quel momento, la soddisfazione dell’onnipotenza che paventano come un ricatto continuo davanti ai detenuti, fa loro credere che nulla ci sia sopra di loro. Non è un caso che la magistratura di Venezia indaghi su una cella di detenzione particolarmente atroce nella quale venivano nascosti i detenuti per punirli. Ma la magistratura di Venezia è sempre stata brava ad insabbiare le torture contro le persone, e, sono certo, anche stavolta farà il suo bravo lavoro da gestapo nazista. Impedirà alle persone di avere giustizia e insabbierà. A questi comportamenti criminali dei magistrati di Venezia ho fatto il callo, ne ho visti e subiti troppi, e li ho collocati in quell’ombra grigia da P2 che ha in Nordio, a cena col criminale Previti, la risposta a tutte le incongruenze procedurali e criminali messi in atto dai magistrati di Venezia (Poi, qualche magistrato parla di “Toghe rotte”, ma sono discorsi diversi).

Per questo motivo non mi stupisce la notizia di oggi: si massacrano i detenuti, talmente tante volte, che si finisce per ritenere che soltanto massacrando o uccidendo si possono risolvere i propri problemi. Non tutte le guardie carcerarie usano questi metodi e la pressione, cui sono sottoposte con l’aumento dei detenuti, il carico di lavoro, le pressioni psicologiche che ricevono, aggravano sia le loro patologie, sia la loro incapacità di gestire la loro struttura psichica.
La notizia, nuda e cruda, è questa:

Un rapporto familiare incrinato sarebbe alla base dell'omicidio-suicidio consumato da un ex ispettore della polizia penitenziaria che alle prime ore di oggi ha ucciso la moglie con un colpo di pistola a Campalto (Venezia). Secondo quanto ricostruito dalla squadra mobile della questura di Venezia, l'uomo, 47 anni, si è impossessato della pistola legalmente detenuta dalla moglie, 43 anni, guardia giurata, e le ha sparato, uccidendola, in fondo a Via del Cimitero, sulle barene di Campalto, fronte laguna. Poi ha chiamato il 113, dicendo che la sua vita era finita, e si è tolto la vita. Sul posto sono accorse le forze dell'ordine, che hanno trovato l'automobile della donna e i due cadaveri
--


Avevo già detto, in altri post, che la situazione sociale del Veneto si aggravava e che l’angoscia sta pervadendo il paese. Avevo già indicato in Galan e la sua giunta i responsabili per aver alimentato la situazione sociale ed economica del Veneto portandola alla catastrofe per i giochi che mettevano in essere all’interno di una crisi economica più generale. Avevo già indicato negli oratori e nelle parrocchie i responsabili morali e civili del degrado sociale prodotto dal tentativo di imporre ai bambini l’ideologia della monarchia assoluta in contrapposizione all’ideologia della Costituzione della Repubblica. Avevo già detto che le forze dell’ordine della regione, per soddisfare i pruriti cattolici degli amministratori, vengono più impegnate a far guerra (illegale!) alle donne lungo la strada o ad impedire ai musulmani di pregare, anziché perseguire i reati (decine di persone sono morte sui posti di lavoro! Nessun datore di lavoro è stato perseguito in base all’eversione dell’art. 1 della Costituzione dimostrando come sia in corso un progetto di ricostruzione dello stato fascista ad opera di individui che operano nelle Istituzioni).
Aspettiamo i prossimi omicidi e suicidi: intanto i detenuti torturati stanno sull’argine del fiume a vedere i cadaveri dei loro secondini galleggiare; dal momento che i magistrati non fanno giustizia, ci pensano le patologie psichiatriche indotte a regalare un momento di sollievo!

27 settembre 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
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venerdì 25 settembre 2009

Come i cittadini veneti stanno reagendo all'attuale crisi economica.


Dal suicidio alle molotov per rapinare una banca per riuscire ad avere uno stipendio.
Pur di avere uno stipendio si spaccia eroina.
I funzionari di banca, più attrezzati, ricorrono all’usura.


PORTOGRUARO (24 settembre) - Un uomo di 46 anni che aveva tentato il suicidio, respirando il gas di scarico della propria automobile, è stato salvato a Portogruaro grazie al provvidenziale intervento di un pensionato, che ha dato l'allarme al 112, e all'azione dei carabinieri che gli hanno prestato le prime cure. È accaduto stamane in una stradina isolata di Summaga (Venezia). L'uomo aveva collegato un tubo estensibile di plastica dallo scappamento della sua vettura, lasciata con il motore acceso, all'abitacolo. Quando i carabinieri sono intervenuti l'abitacolo era completamente invaso dal gas e l'uomo era privo di sensi. Secondo i sanitari, senza l'intervento di primo soccorso portato dagli uomini dell'Arma, il 46enne sarebbe molto probabilmente deceduto.

DOLO (Venezia) (25 settembre) - I carabinieri lo hanno bloccato a casa con ancora tra le mani il bottino e vicino gli abiti usati per una rapina fatta armato di molotov. Per giustificare il gesto il rapinatore ha detto di essere disoccupato da oltre un anno e mezzo e per questo disperato. Protagonista della vicenda un uomo di 56 anni, residente a Camponogara, che stamane si è presentato alla filiale del banco San Marco di Dolo armato di due bottiglie molotov infilate nella cintura dei pantaloni. Dopo aver chiesto del direttore ha preteso i soldi delle casse minacciando di far esplodere tutto. Intascati poco più di tremila euro razziati dalle casse è salito su un'auto e se n'è tornato a casa.I carabinieri in pochi minuti sono risaliti all'autore della rapina, hanno recuperato le molotov, in tutto quattro, abbandonate per strada e quindi hanno raccolto la confessione dell'uomo che è stato arrestato.

UDINE (22 settembre) - Messo in mobilità, aveva iniziato a spacciare droga per far fronte alle difficoltà economiche. Per questo motivo Moreno Pagin, di 40 anni, operaio incensurato residente a Martignacco (Udine), è stato arrestato. La Squadra mobile della Questura di Udine, durante una perquisizione nell'abitazione dell'uomo, ha trovato in un borsello 25 grammi di eroina, 15 grammi di cocaina, 30 grammi di marijuana, sostanza da taglio e circa 5.000 euro. L'uomo è stato arrestato mentre la sua convivente, M.D., di 40 anni, è stata indagata a piede libero.


UDINE (22 settembre) - Il Giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Udine, Paolo Milocco, ha rinviato a giudizio sette persone, tutti funzionari di banca, per l'ipotesi di reato di concorso in usura aggravata. Sono stati rinviati a giudizio - prima udienza il 21 gennaio 2010 - Tiziano Berti, Gino Nicola Matteoni, Daniele Braconi, Fabrizio Ceccantini, Leonardo Quiriconi, Domenico Vacca e Enrico Mariani che avevano proseguito a prestare denaro all'immobiliarista udinese Giuseppe Paoli e alla moglie Rossella Moro anche quando le condizioni finanziarie della coppia non erano tali da permetterne il recupero. Il Gup ha invece pronunciato sentenza di non luogo a procedere per Giordano Barabesi, Mauro Moretti e Alessandro Giannessi Giorgetti e di assoluzione per Marco Gatti che aveva già optato per il giudizio abbreviato. I fatti risalgono al periodo 2000-2002 sui quali avevano indagato la Procura della Repubblica di Udine e quella di Pistoia.

Tutti gli articoli sono di fonte Il Gazzettino web.

Negli ultimi dodici mesi il Veneto ha perso 112.000 posti di lavoro: tutti fannulloni che ora rapineranno banche, spacceranno eroina, si daranno ad attività illegali rispondendo all’invito di Berlusconi di darsi da fare. E la crisi economica è sempre più aggressiva fra le persone.
25 settembre 2009
Claudio Simeoni
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giovedì 24 settembre 2009

La lotta contro i fanulloni di Brunetta, Galan, Tremonti e Berlusconi e il comunicato della CGIL per la Regione Veneto.


E’ un comunicato della CGIL che sottolinea una grave situazione in Veneto.
Io capisco i produttori del latte che protestano perché il loro latte è pagato poco. Ma è la stessa condizione delle aziende che in luglio del 2009 hanno esportato circa il 20% in meno del 2009 e sono costrette o a chiudere o ad abbassare i prezzi. E’ la stessa condizione dei cittadini che nel luglio del 2009 hanno comperato meno facendo crollare le importazioni del 27% rispetto al luglio del 2008.
Chiuderanno aziende metalmeccaniche e chiuderanno allevatori che producono il latte; chiuderanno i commercianti strozzati dalla grande distribuzione che deve sopravvivere nella crisi; chiuderanno i cittadini strozzati dall’insicurezza e chiuderanno le banche che non riusciranno a recuperare i capitali prestati.


BLOCCATE, DA AGOSTO, LE AUTORIZZAZIONI PER LA CASSA INTEGRAZIONE IN DEROGA: LA REGIONE HA ESAURITO LE RISORSE. 2.000 DOMANDE FERME ED OLTRE 12.000 LAVORATORI IN ATTESA, A CASA E SENZA SOLDI.


La Cgil sollecita Governo e Regione, preoccupata per l’ulteriore calo occupazionale atteso nei prossimi mesi.
“Purtroppo siamo stati facili profeti, a metà luglio, nel denunciare la mancanza di risorse per la cassa integrazione in deroga alla ripresa dell’attività dopo le ferie estive”; lo dice il Segretario Generale della Cgil del Veneto, Emilio Viafora, a fronte dei dati presentati dalla Regione che
“confermano un’ impennata delle richieste della Cig in deroga da parte delle aziende, in particolare quelle di piccole dimensioni e dell’ artigianato da cui viene oltre l’80% delle domande”. Secondo i dati di Veneto Lavoro, a fine agosto 2009 le richieste presentate dalle imprese sono state oltre 5.166 per 29.222 lavoratori previsti in Cig. Quelle approvate (sempre a fine agosto) sono state invece 3.142 per oltre 17.000 lavoratori ed un impegno di spesa che supera gli 85 milioni di euro, ovvero tutti i fondi stanziati dal Ministero del Lavoro più la quota regionale ed i residui 2008. “I soldi dunque sono finiti e la prima conseguenza – avverte il Segretario della Cgil - è che la Regione da fine agosto non autorizza più richieste di Cig in deroga.
Oltre 2.000 domande sono così rimaste ferme in attesa di ulteriori stanziamenti che il Ministero del Lavoro deve ancora rendere disponibili. Purtroppo vi sono coinvolti oltre 12.000 lavoratori: operai, tecnici ed impiegati lasciati a casa dalle aziende e privi di certezze circa gli ammortizzatori.
Ben che vada – aggiunge Viafora –questa situazione comporterà forti ritardi nei tempi di erogazione della cassa integrazione, un problema che nei mesi scorsi ha messo in difficoltà molte famiglie costrette a ricorrere a prestiti e che in questo caso si presenta ancor più delicato, trattandosi di settori dove le retribuzioni sono basse, mediamente inferiori del 20% rispetto a quelle industriali.
Il dramma, in assenza di una riforma strutturale degli ammortizzatori sociali che il Governo continua a negare, è che la crisi si ripercuote in modo pesantissimo sulle fasce più deboli e più povere del mondo del lavoro”.
Il continuo ricorso a “provvedimenti tampone”, attingendo per altro dalle fonti più disparate, è motivo di disguidi, disagi ed incertezze che finiscono per abbassare la soglia dei diritti per migliaia di persone. Tra questi i parasubordinati rimasti senza lavoro ed altre figure di lavoratori disoccupati che non hanno nessun sostegno al reddito.
“Per costoro – ricorda Viafora - l’intesa regionale sugli ammortizzatori prevedeva un’indennità di mobilità in deroga ed alcune misure specifiche, ma ad oggi quell’accordo non ha avuto alcun seguito concreto. Per questo sollecitiamo la Regione a realizzare gli interventi concordati e ad attivare le necessarie procedure.
Come Cgil abbiamo intanto sollecitato una risposta rapida e urgente dal Governo che ha sbandierato una disponibilità di 8 miliardi di euro per gli ammortizzatori e finora non ha stanziato più di 600 milioni. Alla Regione chiediamo di alzare la voce ed essere meno timida con l’Esecutivo, perché il tempo passa ed i problemi irrisolti si scaricano sui lavoratori sospesi e licenziati ai quali per vivere non bastano gli slogan”.

mestre 17 settembre 2009


I commercianti non venderanno perché la Regione Veneto di Galan non garantisce i fondi per la sopravvivenza delle persone in cassa integrazione. Galan gli fa un “culo così” a questi lavoratori chiudendo loro i rubinetti dell’assistenza: per questo chiuderanno i produttori di latte; i commercianti; i liberi professionisti. Le banche non riusciranno a recuperare i prestiti e chiuderanno i rubinetti alle imprese che non rientrano nei parametri di Basilea2.
Bravo Galan, Brunetta, Berlusconi, Tremonti (era terrorizzato nel 2008 quando il prezzo delle azioni crollava, ora che sono un po’ risalite sta tirando il fiato. Lui tira il fiato! I lavoratori sono sempre più in difficoltà. Solo che a fare la spesa nei negozi sono i lavoratori, non Tremonti!) avete chiuso la sopravvivenza della società civile. Coraggio, ancora un po’ e sarà fatta piazza pulita di questi “comunisti” che non si mettono in ginocchio davanti a voi.
24 settembre 2009
Claudio Simeoni
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martedì 22 settembre 2009

Da Renzo Tondo a Nerio Belfanti e l'educazione dei figli del Veneto.


Da Renzo Tondo a Nerio Belfanti e l’educazione dei figli del Veneto.

Scrive Renzo Tondo sul suo blog il 05 maggio 2007:

Lunedi 7 alle ore 20 sarò a Prata di Pordenone a sostenere la candidatura a Sindaco di Nerio Belfanti, primo cittadino uscente di Prata.
Nerio oltre che un bravo Sindaco è anche un mio caro amico, ricordo la sensibilità, lui genitore adottivo, con cui un paio di anni fa ha accettato di buon grado di organizzare presso la sua sala consiliare la presentazione del mio libro "Chapati".
Scommetto tranquillamente sulla sua vittoria alle elezioni comunali.

Tratto da:
http://renzotondo.blogspot.com/2007/05/belfanti-sindaco-di-prata.html


Ed effettivamente Nerio Belfanti ha vinto le elezioni. Ma la domanda è: amministra come ha educato suo figlio?

Commentava un lettore del blog di Renzo Tondo, tale Christian Romanini in data 05 maggio 2007:

“Ho avuto il piacere di conoscere il Sindaco Nerio Belfanti durante la trasferta a Fiuggi per la conferenza degli amministratori locali di Forza Italia. Gli auguro un grosso "in bocca al lupo" e faccio il tifo per lui!”

Quando esiste l’incapacità di valutare il fallimento culturale delle persone, il loro disprezzo per la vita e per le persone che stanno loro vicine; esiste anche il disprezzo per la vita pubblica. Il figlio di Nerio Belfanti è maggiorenne. I reati che ha commesso, giuridicamente, riguardano lui. Ma Renzo Tondo, nel sottolineare le caratteristiche positive di Nerio Belfanti, sottolinea l’aspetto della sensibilità di “genitore adottivo”. Il ruolo di genitore fa parte della carta di presentazione di Nerio Belfanti. Più o meno come la famiglia era la carta di presentazione di Berlusconi (salvo poi essere circondato da prostitute, cocaina, minorenni e quant’altro).
Così non stupisce la notizia di oggi:

--
PORDENONE 22 settembre) - Tredici persone sono state arrestate, dieci indagate e una ventina di perquisizioni sono state eseguite nell'ambito di un'operazione antidroga della Squadra mobile della Questura di Pordenone che ha portato anche al sequestro di alcuni etti di eroina e di hashish. Tra gli arrestati c'è anche Ruben Dario Belfanti, 23 anni, figlio del sindaco leghista di Prata di Pordenone. Assieme a Belfanti è stata fermata un'altra decina di ragazzi che ruotavano attorno a locali pubblici di Pordenone e provincia, sui cui clienti si era appuntata l'attenzione degli investigatori.Le ultime tre ordinanze di custodia cautelare in carcere sono state eseguite nella notte, tra Pordenone, Oderzo e Motta di Livenza (Treviso). In manette sono finiti 11 cittadini italiani - di età compresa tra 20 e 27 anni e un uomo di 47 - un cittadino albanese e un argentino.
Tratto da:
http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=74084&sez=NORDEST


Ormai il traffico di eroina e droga in generale è l’unica attività economica che la regione Veneto ha salvaguardato. Non stupisce la nascita di nuovi imprenditori nell’attività di spaccio.
La cultura dei sindaci del Veneto è a livello da Ombralonga. Da osteria e da vino, bevuto per noia e per disperazione.
Si può sostituire il vino bevuto per noia con la CULTURA, o lo si può sostituire con l’EROINA!
E’ una questione di scelte sociali e gli amministratori del Veneto sembra che abbiano scelto.

22 settembre 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
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lunedì 21 settembre 2009

La cultura degli italiani grazie alla chiesa cattolica, Berlusconi e la Gelmini: il Veneto non sta meglio.


Il livello culturale di massa si sta paurosamente abbassando. Io non dico che le persone debbano conoscere per forza Delitto e Castigo o Prust, però un interesse culturale che permetta loro di affrontare in maniera onorevole la loro vita, è quanto meno necessario.
Anche perché, spesso, non sanno nemmeno di che cosa parli. Mi ricorda le mie trasmissioni radiofoniche in cui parlavo del “pazzo di Nazareth” e le persone, che non avevano nessuna cognizione né di diritto, né dei fondamenti della patologia psichiatrica, né, tanto meno la conoscenza dei vangeli (dei quali si limitavano a vagheggiare) pensavano che, anziché analizzare nella lettera e negli effetti sociali, io bestemmiassi: come se fosse un dovere mettersi in ginocchio davanti ad un padrone che pretende che tu sia il suo schiavo.
Eppure, questo è l’effetto del catechismo cristiano. Gli insegnamenti cattolici che negano la cultura e condannano la persona al delirio di onnipotenza e all’ignoranza di ogni manifestazione oggettiva del presente sociale.
Si tratta di una delle componenti fondamentali dell’attuale crisi economica: l’IGNORANZA imposta dalla chiesa cattolica.
Riporto un articolo con una serie di dati pubblicato da Libero:





21 settembre 2009
Universitari da bocciare
Incredibili lacune nei test di ammissioni agli atenei, non solo culturali ma ancor più lessicali e di comprensione. Da Genova a Palermo, lo stivale per una volta è davvero unificato: grazie all’ignoranza delle nostre matricole



Brutte notizie sul fronte università. Altro che ritorno al maestro unico, riduzione delle ore settimanali a scuola e introduzione del voto in condotta nelle scuole primarie e secondarie. A giudicare dalla preparazione dei nostri ragazzi che escono dalle superiori, fotografata dai risultati dei test di ammissione universitari, le ore andrebbero quintuplicate e i maestri triplicati per colmare tutte quelle lacune.
Sì, perché l’ignoranza delle nostre matricole è spaventosa. E non ci riferiamo solo alle carenze culturali, ma anche a quelle lessicali e ai problemi di comprensione dei testi.«Siamo preoccupati -ha detto la preside dell’ateneo fiorentino di lettere Franca Pecchioli- perché se le matricole non sanno dov’è il Mar Nero, pazienza, glielo insegneremo strada facendo. Ma se non sono in grado di seguire quando parla un docente perché non conoscono il significato di certi vocaboli, allora è grave».Proprio a Firenze alla facoltà di Lettere non ha superato il test il 50% degli studenti. Che non conoscevano il significato delle parole "refuso", "velleità" e "procrastinare". A Palermo, la maggioranza pensava che La Nausea l’avesse scritta Moravia anziché Sastre. Quasi il 30%, ovvero uno studente su tre, ha ottenuto debiti formativi.
«L’anno scorso insegnando si primi anni di Filosofia, ho chiesto chi avesse letto Proust. Hanno alzato la mano 3 studenti su 100. E quasi nessuno aveva idea di chi avesse scritto Delitto e Castigo» Dice Elio Franzini, preside di Lettere della statale di Milano.Dalle facoltà umanistiche a quelle scientifiche, la musica non cambia: a Genova a Economia, uno studente su quattro non ha raggiunto la sufficienza, dimostrando una cultura generale bassissima. Sono andati in crisi su quesiti apparentemente banali, tipo "cos’è la Cgil" o "La Finmeccanica".A Bari il 30% degli iscritti a scienze matematiche, fisiche e naturali non ha raggiunto la soglia minima della sufficienza. La consolazione è che ai bocciati non si preclude la possibilità di accedere all'Università, ma si impone la frequentazione dei corsi di recupero, dove è una gara contro il tempo a colmare le lacune più gravi. Anche se in poche settimane, viene difficile pensare che si possa porre rimedio a dieci e più anni di studio superficiale e male indirizzato. Il rimedio, come sempre, andrebbe trovato e curato monte. Prima che l'ignoranza diventi cronica e irrecuperabile


Tratto da:

http://dilatua.libero.it/cultura_spettacolo/universitari-da-bocciare-bl8383.phtml?ssonc=2065370441


A questo punto, come si può discutere con le persone che non solo non sanno di che cosa parli, ma non sanno il significato delle opinioni che esse stesse sostengono. Con queste persone i culi e le tette delle veline sono un argomento comprensibile; meno comprensibile è un linguaggio che salvaguardi il futuro sociale. Un futuro che non vedono in quanto immersi in un presente immobile (creato da un dio padrone) e senza un futuro (in quanto dipendente da una provvidenza).
Queste persone possono solo aspettare di morire o danneggiare ulteriormente la società civile.
E’ quanto sta accadendo il Veneto. Si nega la cultura in nome del dominio delle farneticazioni razziste di Tosi o di Gentilini finendo per formare dei ragazzi che soccomberanno agli extracomunitari.
Hanno trovato un Veneto ricco e lo hanno saccheggiato aggredendo la società civile. C’era un’Italia sociale e Solidale, l’hanno trasformata in una nazione di miserabili nascondendo il tutto con gli spot televisivi.
Grazie Berlusconi che per la tua voglia i tette e di culi delle veline hai saccheggiato la società civile nascondendo la tua incapacità ( e il tuo delinquere). Grazie Gelmini, ci voleva la tua incompetenza e la tua incapacità, cattiva ed aggressiva, per consegnare l’Italia alla cultura degli extracomunitari.
21 settembre 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
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domenica 20 settembre 2009

Patavinitas ieri e domani. Mostra su "La religione dei veneti, dal mito alla storia"


Nell’ambito della manifestazione “Patavinitas, ieri e domani” che si svolge a Padova durante il mese di settembre, l’associazione culturale Mata Ciancia ha chiesto alla Federazione Pagana di presentare una mostra didattica dal titolo “Antichi e nuovi percorsi: La religione dei veneti, dal mito alla storia”.

Il percorso illustrava sia i ritrovamenti dei luoghi di culto degli antichi veneti, sia le loro divinità. Il percorso è stato integrato da una serie di osservazioni di fonte giornalistica tolte da una mostra precedentemente organizzata dalla Federazione Pagana dal titolo “Abitare il mondo”; alcune scoperte scientifiche relative a stimoli o situazioni che hanno favorito e condotto l’evoluzione egli Esseri della Natura, con particolare riferimento agli uomini della preistoria.
Della mostra ho tratto un piccolo filmato:






La mostra ha riscosso un buon successo e molte persone, per la prima volta, hanno capito il concetto del Paganesimo Politeista di “Abitare il mondo” e quello di “Un mondo pieno di Dèi”.
La manifestazione “Patavinitas, ieri e oggi” a Padova concluderà le sue iniziative il 23 settembre.

20 settembre 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
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venerdì 18 settembre 2009

Veneto, lavoro nero, schiavismo e ricatto delle Istituzioni nei confronti delle persone.

Questo è uno dei modi con cui si è concretizzato il ricatto che ha indotto le persone alla schiavitù sui posti di lavoro nel Veneto e nel trevisano in particolare sotto il terrore di Gentilini e con la complicità delle forze di Polizia che spesso (e spesso è solo un eufemismo) si sono girate dall’altra parte per non fare il loro dovere.
Gli imprenditori del Veneto assumevano clandestini per poterli ricattare col lavoro nero e con le minacce.
Minacce che in questo caso si sono tradotte in espulsione.
Non sono importanti le “colpe” ipotizzabili nei confronti dell’albanese. La realtà è questa: ha chiesto giustizia per aver subito dei reati che attentavano alla Costituzione della Repubblica (l’art. 1) e per non perseguire il delinquente la Polizia di Stato e l’Inps lo hanno arrestato. Se un “delinquente” denuncia un “delinquente” non per questo il “delinquente” che denuncia deve essere privato dalla Polizia o dall’Inps dei suoi diritti di giustizia. Il fatto che l’Inps e la Polizia lo abbiano fatto, sempre e comunque, è un atto di eversione dell’ordine democratico e un attentato all’articolo 1 della Costituzione.
E’ un’idea del terrorismo cattolico quella che impone che chi denuncia il dio padrone per i suoi delitti debba, a sua volta, essere moralmente migliore del dio padrone o del padrone che denuncia. Purtroppo la Polizia della Marca Trevigiana (vedi i comportamenti del Questore di Treviso) è più aderente al terrore cattolico che non al diritto e ai doveri che vengono loro imposti dalla Costituzione della Repubblica.
Assumere clandestini per ricattarli facendoli fare lavoro in nero, lavoro pericoloso, ore di lavoro straordinarie illegittime: in altre parole, GESTIRE LO SCHIAVISMO.
Riporto la notizia:


18/09/2009
CLANDESTINO DENUNCIA ALL'INPS IL SUO EX DATORE DI LAVORO E VIENE ESPULSO

Denuncia il suo ex datore di lavoro all'Inps ma fermato dalla Polizia verrà espulso perchè clandestino. Questa la vicenda di un 31enne albanese, pluripregiudicato ed ex dipendente di una nota azienda vivaistica di Saletto di Piave. L'uomo, accompagnato dal cognato che da alcuni anni lo ospita nella Marca, si è presentato in mattinata alla sede dell'Inps per denunciare l'ex datore di lavoro che a suo dire non avrebbe mai regolarizzato la sua posizione lavorativa non permettendogli di ottenere il permesso di soggiorno. I dipendenti dell'Istituto nazionale della Previdenza sociale al cospetto del clandestino non hanno potuto far altro che chiamare le volanti della Polizia che provvederanno all'espulsione dell'albanese. Nei confronti dell'uomo, in possesso di passaporto albanese, verranno fatti ulteriori accertamenti per quanto riguarda vari alias che avrebbe fornito durante la sua clandestinità sul territorio nazionale. Il cognato dell'uomo che ha ammesso di averlo ospitato verrà a sua volta denunciato in base alle norme contenute nel “pacchetto sicurezza” per quanto riguarda il favoreggiamento alla clandestinità.
Tratto da:

Perseguire i “delitti” è un’attività che va a ripristinare la giustizia, non può MAI essere un modo con cui un’Istituzione afferma il suo essere dio padrone nei confronti del cittadino e impedisca al cittadino di rivendicare i propri diritti. Qualunque sia la persona che quei diritti richiede. Le leggi non sono fatte per aggredire le persone: gli stessi comandanti delle motovedette che hanno eseguito i respingimenti devono e vengono indagati dalla Procura di Agrigento per aver eseguito ordini illegittimi. Come questi poliziotti.
Purtroppo in Veneto, questi comportamenti, con cui si impone lo schiavismo, sono normali ad opera delle Istituzioni, favoriti dai magistrati ed eseguiti da Istituzioni moralmente corrotte.

19 settembre 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
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lunedì 14 settembre 2009

Veneto: una prospetti futura nonostante coloro che provocano, crisi economica, disperazione e odio sociale.


Mentre il terrore in territorio Veneto continua ad esprimersi in tutta la sua drammaticità emergendo nei vari fatti di cronaca, qualcuno in Veneto continua a seminare quella cultura che serve al Veneto e ai veneti per costruire un futuro quando la crisi economica generata dalla Lega, da Berlusconi e Tremonti porteranno alla miseria diffusa. Qualcuno tenta di ricordare ai Veneti la loro antica morale, il loro antico onore, l’antica passione che spinse i popoli a cercare un futuro.
Oggi i seminatori di miseria e di odio sociale imperano. Una miseria diffusa di cui oggi un partito politico come la lega (capeggiato da Bossi, ma di proprietà di Silvio Berlusconi al quale Bossi ha venduto il partito) sta ideologizzando come nelle parole di Muraro che suonano offensive e criminali:

“TREVISO (12 settembre) - Il presidente della Provincia di Treviso, Leonardo Muraro, insiste. Anche ieri ha ribadito la proposta di una corsia preferenziale per i trevigiani nelle assunzioni di lavoro. «Non è una boutade di fine estate», ha detto il leghista Muraro a margine di un convegno a Fonte. Poi ha spiegato che «è giusto valorizzare e dare una risposta a tutte le esigenze dei trevigiani e a quei veneti in difficoltà. Devono avere il privilegio - ha proseguito - di una assunzione nelle aziende perché sono loro i maestri che ci hanno insegnato il lavoro, che hanno creato questa economia importante». (Tratto da Il Gazzettino)

TREVISO (13 settembre) - Nessuna marcia indietro. Il giorno dopo la bufera di polemiche che si è abbattuta sulla Provincia e che ha, di fatto, aperto nel dibattito politico della Marca una “questione meridionale”, il presidente Muraro riconferma tutto e non ha nessuna intenzione di tornare sui propri passi. Al massimo si concede a qualche precisazione. «Non si accusano i lavoratori meridionali, ma chi cerca concorsi al nord per poi chiedere il trasferimento e scappare immediatamente al sud portandosi via il posto – rimarca – un sistema che non funziona e che sta rovinando il nostro territorio».L’invito rivolto alle aziende della Marca di assumere solo lavoratori autoctoni, quindi, resta più che mai valido. Il numero uno di viale Battisti non tira indietro la mano neppure sulla definizione di “sanguisughe” economiche, finita al centro di roventi polemiche e di accuse di razzismo. «Sanguisughe è la parola giusta: il sud vive succhiando il frutto del nostro lavoro, forse sarebbe meglio dire assistiti? – continua – stiamo sostenendo il meridione da circa mezzo secolo».

http://www.gazzettino.it/home_page.php?sez=NORDEST&ssez=TREVISO


Si è solo dimenticato di parlare delle sue responsabilità, sia politiche che sociali, sul cretinismo che ha diffuso in Veneto e sul razzismo che incita in continuazione. Non si tratta di dare lavoro ai Veneti: si tratta di impedire gli atti criminosi che gli imprenditori veneti hanno messo in atto e attraverso i quali hanno sottratto lavoro ai veneti. Si tratta, in sostanza, di cessare di favorire il lavoro nero, il lavoro sottopagato, il lavoro in condizioni criminali, che ha spinto gli imprenditori a non assumere personale italiano. Ha indotto gli imprenditori veneti a preferire il personale straniero e clandestino perché lo potevano sfruttare e ricattare come e quando volevano: e si tratta di imprenditori che hanno finanziato e votato Lega. Oggi, proprio per aver sputato sulla società Veneta, questi imprenditori non solo sono nella merda, ma spingono al disastro la società civile anche grazie a gente come Muraro che per nascondere il disastro economico che LUI ha contribuito a generare vogliono spingere all’odio sociale contro categorie di persone nella società civile.

Il risultato si vede sia nelle aggressioni fisiche, come a Venezia:

VENEZIA - Aggrediti e malmenati da un gruppo di persone vestite di verde. E' la denuncia di due camerieri albanesi di un ristorante dietro Piazza San Marco, a Venezia. L'episodio, avvenuto ieri e confermato dalla questura di Venezia, è stato reso noto dal consigliere comunale dei Verdi, Beppe Caccia, per il quale si è trattato di una aggressione a sfondo razzista messa in atto da "squadristi militanti della Lega". I due camerieri, che hanno riportato lesioni guaribili in trenta e sette giorni e ora si riservano di presentare una denuncia insieme al titolare del ristorante, hanno raccontato di avere avuto un diverbio con uno dei quattro aggressori poco prima della colluttazione. A quanto si apprende, ieri le 11,40 alla Briccola in Calle degli Specchieri, è entrato un giovane sui trent'anni, visibilmente ubriaco e con una maglietta con slogan leghisti. Che, all'improvviso, ha iniziato a battere con il pugno contro la vetrina del ristorante. A quel punto uno dei camerieri, di nazionalità albanese, è uscito per allontanarlo. Per tutta risposta sono partiti gli insulti: "Che cazzo vuoi, fammi vedere il permesso di soggiorno". A quel punto la situazione è degenerata. "Sono entrati in sette-otto, tutti leghisti, ed è successo l'inferno - raccontano i lavoratori - Hanno buttato a terra una lattina di birra, poi hanno rovesciato tavoli e sedie, sfasciando mezzo locale. Avevamo davvero paura". L'aggressione è continuata con le botte al cameriere albanese. Poi gli aggressori sono scappati e si sono mischiati con i manifestanti della Lega radunati nei pressi.
Tratto da:
http://www.repubblica.it/2009/09/sezioni/politica/udc-soli/botte-leghisti/botte-leghisti.html

Oppure la vicenda che vede la follia di un disgraziato al quale verrebbe voglia di dirgli “Vedi di crepare, pezzo di cretino!” che dimostra il grado di degenerazione anche istintuale, emotiva, profonda dell’animo umano:

“PORTOGRUARO (Venezia) (14 settembre) - Follia al quinto piano dell’ospedale, al Centro Ustioni di Padova. Sarà stato il dolore lancinante provocato dalle lesioni che da una settimana lo torturano, ma anche un inspiegabile odio razziale a mandare venerdì scorso su tutte le furie un uomo di 56 anni residente a Mazzolada di Portogruaro.Mentre un’infermiera di colore - una congolese 40enne - lo stava medicando, l’uomo ha cominciato a farneticare e a ribellarsi alle cure. La colpa della donna: non essere italiana. Il protagonista di questo increscioso episodio è Livio Strumendo, che giorni fa rimase vittima di un infortunio sul lavoro che gli procurò gravi ustioni (è operaio edile in una ditta di Lison). Non è in pericolo di vita, ma la convalescenza è lunga e piena di insidie. Se all’inizio del diverbio, Strumendo si è limitato ad inveire sulla malcapitata con frasi di una gravità estrema legate al colore della sua pelle, ben presto la situazione è degenerata. L’ustionato ha iniziato a barcollare per tutto il reparto e ha distrutto un monitor della reception. Allarmati dal reparto hanno allertato il posto di polizia dell’ospedale che ha mandato alcuni agenti al quinto piano per immobilizzare l’uomo.”

Tratto da:
http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=73101&sez=NORDEST

Eppure, nonostante questa diffusione di odio che indica l’incapacità dei Veneti di affrontare sia il loro presente che la qualità del futuro che viene loro incontro, c’è ancora qualcuno che tenta di presentare una base culturale diversa attraverso la quale leggere il presente e organizzarsi per affrontare il prossimo futuro.
Perché se non si esce dalla trappola dell’assolutismo ideologico, del delirio da onnipotenza, in cui la chiesa cattolica ha imprigionato i cittadini e le loro scelte, per il Veneto si prospetta un futuro di miseria.
E’ facile sfruttare l’ideologia sociale Democratica, interpretandola dal punto di vista assolutista, quando l’economia è in espansione ed esistono popoli abbastanza fessi da farsi derubare. Diverso è quando i popoli non si fanno più derubare (o alzano il prezzo) e l’imprenditore è costretto a trattare alla pari, vendendo merci al giusto prezzo e acquistando merci al giusto prezzo. Allora il suo assolutismo va a farsi benedire. La sua parola diventa la parola di un truffatore, di un ladro. Le sue merci evitate perché contaminate da odio morale: è questo il senso di recenti articoli che dimostrano come i Veneti ( intesi come imprenditori e amministratori pubblici) siano antipatici e immorali.

Eppure fra poco gli imprenditori e gli amministratori dovranno fare i conti con chi richiede ONORE nella parola data. Adesione puntuale agli impegni. Solo che per trarre profitto, nel fare affari o nell’amministrare un territorio, dall’uso dell’ONORE e dell’IMPEGNO, è necessario un modo di pensare alla propria vita che non trova riscontro nell’educazione militarmente imposta dagli amministratori in Veneto.

E così la Federazione Pagana si sforza di ricordare ai Veneti un passato diverso. Quando erano uomini che affrontavano la vita e non quei beceri bulli di periferia psicologicamente angosciati di oggi.
La mostra “Antichi e nuovi percorsi: la religione dei Veneti, dal mito alla storia” è ancora visibile il 15 e 16 settembre alla Loggia della Gran Guardia in Piazza dei Signori a Padova.

La Repubblica di Venezia fu grande perché gettò via la croce e riprese gli ideali commerciali degli Antichi popoli. La Repubblica di Venezia fu grande non quando conquistò qualcuno o qualche cosa, ma quando riconobbe nell’altro, con cui commerciava, un individuo uguale a sé. Portatore degli stessi diritti e degli stessi doveri: la Repubblica di Venezia fu grande quando il dio ONOS regolò i commerci.
Dimenticato il dio ONOS la crisi economica sta distruggendo la società civile. Eppure, basterebbe essersi ricordati dei principi fondamentali della Costituzione della Repubblica Italiana.

14 settembre 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
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giovedì 10 settembre 2009

Alla Loggia della Gran Guardia Padova: La Religione dei Veneti, dal Mito alla Storia!


MOSTRA DI ANTICHI E NUOVI PERCORSI
“La religione dei Veneti, dal Mito alla Storia”

La mostra che era stata preparata per Cittadella è stata presa dall’associazione Mata Ciancia che ha voluto usarla per Padova.
L’associazione Mata Ciancia ha organizzato alla Loggia della Gran Guardia un percorso didattico dal titolo “La Religione dei Veneti, dal Mito alla Storia”.

Si tratta di una serie di stazioni che illustrano il divenire dell’uomo. La mostra è stata assemblata prendendo da una serie di mostre precedenti e ha lo scopo di illustrare la genialità dell’uomo, i suoi processi di trasformazione, il suo abitare il mondo.

La mostra di Mata Ciancia, che si è avvalsa dell’aiuto della Federazione Pagana, intende introdurre l’idea dell’uomo che abita il mondo. La strategia della vita nel suo eterno adeguarsi alle relazioni col mondo in cui vive. Quella necessità di attrezzare l’uomo per affrontare in maniera coerente la sua quotidianità.

La mostra, che non ha pretese estetiche, ha pretese di portare il visitatore ad interagire con un mondo immenso che intuisce dentro di sé, ma dal quale la sua educazione lo ha separato.
La mostra si tiene alla Loggia della Gran Guardia in Piazza dei Signori a Padova ed è aperta dalle ore 09.00 alle ore 12 e dalle 15.00 alle 19.00.
La Federazione Pagana, che ha fornito il materiale espositivo all’associazione Mata Ciancia affiancherà l’associazione Mata Ciancia per tutto il periodo dell’esposizione che va dall’11 al 16 settembre 2009.

Sempre alla Loggia della Gran Guardia si tiene una mostra di Pittura e Scultura a cura delle associazioni: Ca’ Magica, Xearte, Fantalica, Blu du Prussia, UCAI, “A6T” Design.


10 settembre 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
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L'ovvio pronostico della catena di suicidi in Veneto: "era tanto una brava persona"!


Pronosticare l’ondata di suicidi o di omicidi nell’ambito familiare è assolutamente elementare.
Oggi giunge notizia di un altro suicidio: un artigiano.
Classificato lavorativamente come un IMPRENDITORE!

A Rossano Veneto, ieri sera, è stato trovato morto in campagna con una grande ferita e il fucile a terra. Del nome ci sono solo le iniziali, U. B.. Si sa che aveva 34 anni ed era un imprenditore che lavorava nel settore metalmeccanico. Forse uno dei tanti operai espulsi dal ciclo del lavoro e che hanno tentato di riciclarsi come artigiani imprenditori per sopravvivere. In molti lo hanno fatto, come ultima risorsa. Per uno che riesce a sopravvivere almeno 10 sono pronti a fallire o sopravvivono a mala pena.

Si è suicidato e i suoi problemi sono finiti.
I problemi ora li ha la moglie e la sua bambina in tenera età.
Come crescerà questa bambina? Il padre era disperato e si è ammazzato! E la sua disperazione?

Davanti ad amministratori cinici e vili del Veneto che non vedono ciò che è assolutamente ovvio, non c’è da aspettarsi altro:

Aspettiamo il prossimo che si suicida o la prossima violenza familiare che metta fine a tormenti e dolori. In questo mettere fine, si aprono prospettive di tormenti e dolori per i sopravissuti, spesso bambini inermi che disarmati dovranno affrontare una società di “sciacalli” che li spingeranno in prede verso l’ennesima angoscia e l’ennesima depressione.

TI SEI SUICIDATO? ERI UNA PERSONA VUOTA ED INCAPACE!

10 settembre 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
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mercoledì 9 settembre 2009

Suicidi e disperazione in Veneto: gli amministratori locali si divertono a favorirli!


Informazione Veneta da molto tempo parla della distruzione del Sistema Sociale che vede negli omicidi e nei suicidi le scelte obbligate di molti cittadini angosciati.
Anziché affrontare il problema dal punto di vista sociale, si preferisce difendere la dignità dell’amico, dell’amico. In pieno sistema ideologico mafioso il cui scopo è non mettere in discussione sia chi ha provocato il terrore in Veneto che chi omette doveri d’ufficio per perseguirlo.

Non c’è solo il suicidio di Lorenzo Guglielmi, l’assessore al bilancio di Rosà. Un suicidio che viene giustificato dai suoi amici perché lui era una “brava persona” e non colui che ha truffato gli elettori facendosi eleggere e poi non trovando niente di meglio che suicidarsi. E’ bene che si indaghi che cosa lo ha spinto al suicidio e, per favore, non si giustifichi quel suicidio con l’infantilismo della mamma morta!

C’è anche Denis Stefanon di 54 anni, abitante a Sesto di Reghena (Pordenone) trovata, dopo ricerche, in un laghetto. La causa? Come sempre, nei casi del suicidio, c’è anche il dubbio dell’omicidio. Le indagini chiariranno.

C’è il caso di Nerino Pretto di 44 anni e la sua morte misteriosa, a Recoaro terme. Si tratta dei lavoratori disperati. La vicenda ha tutta l’aria del disoccupato che si suicida, ma non è stata trovata l’arma. Chi l’ha portata via? Le indagini sono in corso, ma è sempre un altro atto di disperazione in Veneto (o un incidente di caccia illegale?).

C’è il caso di Galliera Veneta dove il bancario che ha fatto degli errori rimedia al dolore della disperazione ammazzandosi. Per i suoi errori la pena l'ha decisa lui infilandosi un sacchetto di nylon in testa. In Italia non c’è la pena di morte, ma la pena di morte viene erogata dalla chiesa cattolica costringendo le persone ad ignorare le possibilità con cui affrontare, comunque, il oro futuro. Se la infliggono da soli ponendo fine alla loro angoscia.

E intanto, nel trevigiano, i vigili del fuoco provenienti da Venezia, nel canale Brentella stanno cercando un cinquantenne della provincia di Treviso. Fra Caerano San Marco e Montebelluna è stata trovata la sua auto. Dell'uomo nessuna traccia e la moglie che non lo ha visto arrivare ha dato l'allarme.
Non è ancora stato trovato, magari non si è suicidato, ma l'assenza è preoccupante.
Ora è arrivata la notizia che il barbiere 49enne è stato trovato nel Brentella!
Solo in pochi giorni.
E ci sono gli amministratori politici: feroci, incapaci e incompetenti. Amministratori che creano problemi ai cittadini mediante quella violenza che hanno appreso negli oratori e che li identifica col loro dio padrone.

Chi sono questi che si sono suicidati (salvo verificare qualche omicidio)?
Delle non persone!
Vengono considerate, dagli amministratori locali, delle bestie che vanno compiante, ma non comprese. Non persone con dei bisogni che le condizioni hanno spinto al gesto estremo, ma bestie alle quali il dio padrone non ha rivolto la sua benevolenza e che servono da alibi a chi costruisce condizioni criminali in Veneto portando i cittadini alla distruzione. Se fossero considerate delle persone, dagli amministratori, sarebbero analizzate le condizioni che le hanno spinte al gesto estremo e gli amministratori avrebbero adottato dei provvedimenti sociali, anziché i soliti provvedimenti di polizia. Gli amministratori le considerano delle bestie; soggetti non degni di attenzione che dopodomani saranno dimenticati!

Che differenza c’è fra questi che si sono suicidati e Mario Menis di 80 anni ex titolare della ditta Italsolemangimi. Il suo è un incidente! Verrà classificato come tale. Ma io leggo la disperazione di un individuo che a 80 anni sale sul tetto perché non ha altro modo per riempire lo spazio della sua vita. Incidentalmente cade. Cede il tetto. Muore lui e un artigiano. E’ sempre effetto del vuoto psicologico. Dell’incapacità delle persone di vivere. Dell’incapacità di difendersi dal furto della propria vita.

Aspettiamo i prossimi suicidi!
E gli amici degli amici, al fine di favorire nuovi suicidi, diranno dell’ultimo suicida: “Era proprio una brava persona; devi portargli rispetto!” Dovrebbero, invece, imparare il rispetto per la società civile e censurare quei comportamenti che manifestano il vuoto emotivo affinché nessuno possa costruire il vuoto emotivo nelle persone per poter sfruttare le dinamiche distruttive nella società a proprio beneficio:

TI SEI SUICIDATO? ERI UNA PERSONA VUOTA ED INCAPACE!

09 settembre 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

lunedì 7 settembre 2009

L'occupazione in Veneto: licenziamenti e distruzione del tessuto sociale. Alcuni dati.


La regione ha aggiornato la 30 giugno 2009 i dati relativi all’occupazione in Veneto.
Dal IV° trimestre del 2008 è iniziato un processo di allontanamento dei lavoratori dal salario con una forte ricaduta sull’intera economia del Veneto.
Già nel III° e IV° trimestre del 2008, nel Veneto sono stati persi 83.000 posti di lavoro.
La cosa non sarebbe drammatica se quelle 83.000 fossero delle pecore o le bestie di un qualche gregge. Invece sono persone che hanno visto distrutta la loro fonte di reddito. E se pensiamo che queste 83.000 persone potevano avere uno stipendio di 1000 euro, ora sappiamo che sono stati sottratti 83.000.000 di euro ai commercianti e all’economia del Veneto.

Nel I° e nel II° trimestre del 2009, ci dice Elena Donazzan, sono stati cacciati come bestie dai posti di lavoro 32.000 persone.
Aggiunge l’osservatorio regionale sul mercato del lavoro:

Va osservato che il trimestre più negativo è stato il IV trimestre 2008 (-71.000 unità), mentre nel 2009 il trimestre finora peggiore, il II trimestre, ha visto un saldo negativo di 31.000 unità. I comparti più colpiti sono soprattutto l’industria (- 57.000) e le costruzioni ( - 13.000), seguiti da commercio e turismo (- 25.000) e servizi alle imprese (- 13.000). Il calo ha interessato per circa 1/3 i lavoratori stranieri. Il saldo negativo riguarda per il 60% i maschi e per il 40% le donne, spiegabile con la maggiore presenza maschile nei settori più colpiti dalla crisi (industria e costruzioni).
Nel contempo si rivela che mentre nel primo semestre del 2008 le assunzioni in Veneto sono state 383.000, nel primo semestre del 2009 sono state 298.000.

Per Elena Donazzan, che non è fra le persone cacciate dal suo posto di lavoro, certamente la situazione non è drammatica.
I segnali di ripresa si riferiscono solo al peggioramento delle condizioni di lavoro e all’aumento della cassa integrazione che tampona ulteriore licenziamenti posticipandoli nel tempo ma evitando di dare delle soluzioni alle situazioni drammatiche sociali.

I dati sulla disoccupazione, sulla cassa integrazione e sulla diminuzione delle assunzioni si sommano ai dati che vedono, nel primo semestre in Veneto un crollo delle esportazioni (-20% nei primi sei mesi del 2009) e del calo di circa il 23% nelle importazioni.
Le affermazioni di Elena Donazzan sui vari “segnali di ripresa” sono delle vere e proprie bufale, in quanto non esiste nessuna condizione reale affinché sia possibile una qualche forma di ripresa. Le stesse banche sono in difficoltà a finanziare le aziende perché non hanno nessuna garanzia di rivedere i loro soldi date le condizioni attuali del mercato.
Per di più siamo in presenza di politici che manifestano dei comportamenti criminali prima negando la realtà della crisi, e poi usando massicciamente la stampa per far passare dei “dati di assestamento momentaneo del crollo economico” come dei segnali di ripresa.
Non siamo davanti solo a dei politici incapaci e incompetenti, ma davanti a persone che mentono creando illusioni nel tentativo posticipare nel tempo di rendere conto della loro attività. Un atto di propaganda elettorale fatto di menzogne che garantiscono la distruzione della struttura sociale del paese.
NOTA: A questi dati si aggiungono quelli che hanno perso il lavoro nero favorito dagli attuali politici.

8 settembre 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
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Veneto, feste e manifestazioni in tempo di crisi economica.


66esima biennale del cinema di Venezia. Ragata storica con diretta RAI. Palio di Montagnana, Festa dei veneti a Cittadella, ecc. non sono bastate in questo avvio di settembre a richiamare un numero sufficiente di persone per esorcizzare la crisi economica in atto.
Gli eventi non sono stati disertati. Le amministrazioni comunali hanno profuso una grande quantità di denaro per riuscire a dimostrare che la crisi economica non c’è e permettere ai commercianti di rimpinguare le casse.
Quando però si fa il bilancio, il vuoto è evidente. Un po’ come Ratzinger a Viterbo: poca gente nonostante le genuflessioni davanti a Ratzinger della RAI.

Berlusconi ha imposto la logica del tappeto: la crisi economica va nascosta sotto il tappeto della comunicazione. Chi ne manifesta la gravità va tacciato come catastrofista da Tremonti. La Mercegaglia, afferma che “Ci saranno dei licenziamenti, ma non bisogna drammatizzare!”. La Mercegaglia adotta la logica degli aguzzini dei campi di sterminio nazisti: “Ci sono dei gassati, ma non bisogna drammatizzare!”.
La stessa logica viene adottata da Berlusconi: “Solo i “cattocomunisti” affermano che in Italia non c’è la libertà di stampa: Feltri è assolutamente libero!”
E’ il terrore che avanza come un mostro indefinito nelle pieghe della società civile. Un mostro che afferra le persone e ne distrugge il futuro. Un mostro ignorato dalle persone vicine che si appresta a ghermire. Un mostro che spande disperazione mentre la RAI, Mediaset, l’informazione tutta, ne negano l’esistenza per aiutarlo a ghermire nuove persone.
Così i campi delle telecamere si restringono, l’audio di chi protesta viene disturbato e si moltiplicano le affermazioni, irreali e farneticanti di Capezzone o di Tremonti (che afferma di disporre di capitali inimmaginabili per far fronte alla crisi che non esiste!) di Bonaiuti e compagni.

Una società in cui la libertà di stampa viene negata con aggressioni illegali (Come l’aggressione di stampo terroristico dell’Autorità per le Telecomunicazioni finalizzata a disarticolare la Costituzione della Repubblica), minacce di richieste risarcitorie oltre il limite del “ridicolo giuridico” che pretende di essere legittimato. Minacce di morte e di aggressione ai cittadini messe in atto da provvedimenti amministrativi costituzionalmente illegali e spacciati come “finalizzati alla sicurezza”. Leggi che violano palesemente la Costituzione e che, fintanto che la Corte Costituzionale non provvede, usati per spargere terrore nella società. Magistrati moralmente corrotti che favoriscono Berlusconi nella sua attività di disarticolazione delle Istituzione e che agiscono contro magistrati che si impegnano a salvaguardare il diritto Costituzionale. Il sistema mafioso elevato a metodo di gestione dello stato e giustificato, e legittimato da questo governo come “lotta alla mafia”.

Aggressioni all’istituto scolastico; aggressione all’istituto sanitario; aggressione all’apparato della giustizia; aggressione alle strutture carcerarie; aggressione alle norme che il Parlamento ha approvato sul trattato di Nizza trasformate in mera forma con cui giustificare la repressione delle libertà fondamentali dell’uomo: c’è in questo paese la libertà di morire di fame e di dolore, ma solo per la gloria della chiesa cattolica. ANCHE MORENDO LE PERSONE SONO COSTRETTE A SODDISFARE IL DOMINIO DELLA CHIESA CATTOLICA DI IMPORRE IL SUO ORRENDO CRISTO.

In Italia esiste solo la libertà dell’ideologia nazista di aggredire chi non si adegua al nazismo sia nella forma espressa da Berlusconi che nella forma espressa da Ratzinger.
In una crisi economica in cui Berlusconi impone la miseria attraverso il sistematico licenziamento e riduzione dei salari, anche la rivendicazione delle libertà Costituzionali viene meno e la Mercegaglia può insultare l’Italia affermando che, in fondo, anche se ci saranno licenziamenti, non bisogna drammatizzare. Se la reazione, a queste affermazioni, fossero l’espressione dei sentimenti suscitati dando alla Mercegaglia della “delinquente”, “criminale” e “assassina”, sicuramente userebbe i suoi miliari per rivolgersi al magistrato e tentare di legittimare il suo diritto a devastare la società civile: e potrebbe trovare anche qualche magistrato che anziché essere ossequioso alla Costituzione sia ossequioso al crocifisso. Così, come dice “si buana” al crocifisso, quel magistrato dirà: “Si, buana” anche alla Mercegaglia.
E intanto, nonostante il Palio di Montagnana, la regata Storica, la 66esima mostra del cinema di Venezia e le direte RAI, la società civile si sta sfaldando.
Quante fabbriche non hanno aperto?
Quanti contratti a tempo determinato sono stati chiusi?
Quanti camion non girano sulle strade?
Quante navi sono ferme senza un carico?
Però la RAI pontifica Ratzinger e la sua capacità di sottrarre miliardi alla società civile: è una delle invenzioni di Tremonti!
Non fatevi ingannare dalle immagini e dalla propaganda: anche quelle manifestazioni sono state dei fallimenti perché rispecchiano il fallimento della società Veneta ad opera di Galan e di Bossi.
Come per l’aeroporto di Malpensa.

7 settembre 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
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domenica 6 settembre 2009

La città di Verona e la sua faccia presentata dal suo sindaco Tosi!



Alla faccia degli atti criminali messi in campo da Tosi, in Italia esiste un diritto SACRO sancito dalla Costituzione ed è il DIRITTO ALL’INDIGNAZIONE!
L’attività criminale di Tosi è stata censurata da vari tribunali, non da ultimo la Corte di Cassazione. La Corte di Cassazione ha censurato la sua attività criminale di incitamento all’odio e all’aggressione.
Tosi dovrebbe dimettersi perché, la sua attività è all’interno di una vasto disegno criminoso di destabilizzazione istituzionale che vede nel decreto sicurezza, approvato contro le norme Costituzionali, un altro tassello di un disegno criminoso che attenta alla Costituzione della Repubblica.
Tosi offeso tutti gli italiani!
Ha insultato la città di Verona qualificando i suoi cittadini come razzisti!
Lo stesso, anche se io sono ancora più indignato, vale per Alessandra Mussolini che in numerose occasioni, e senza nessun contraddittorio, ha esaltato la figura del macellaio assassino Benito Mussolini e i 60.000.000 di macellati che la sua attività ha contribuito a fare. Tant’è che la nostra Costituzione ha previsto l’impossibilità della ricostituzione del partito fascista tanto gravi sono le azioni di questo criminale assassino e vigliacco!
Capisco che Alessandra Mussolini trovi del tutto normale che suo nonno abbia macellato il popolo libico, o il popolo etiope: ma oggi la comunità internazionale considera quegli atti dei crimini!
Come si può pensare che l’esaltazione di Alessandra Mussolini di uno dei maggiori criminali della storia non debba indurre l’idea che il genocidio che lei esalta non sia il genocidio che lei auspica nei confronti dei romeni? Che forse qualificare i Romeni, come afferma il regista del film, “i romeni hanno lo stupro nel Dna” non sia una premessa al genocidio del popolo romeno? Hitler fece la stessa cosa con gli ebrei!
Come può pensare Tosi che il nazismo e il razzismo non debbano indignare le persone tanto da chiamarlo “pezzo di merda”? se le persone non lo facessero, offenderebbero la Costituzione rendendosi moralmente complici delle sue volgari esternazioni e dei suoi compagni di partito (da Gentilini a Salvini, Borghezio e Boso ecc.).
Il film che lui ha denunciato definisce il sentimento che le sue azioni hanno provocato richiedendo, proprio per i doveri imposti dalla Costituzione, una censura sociale all’incitamento all’odio di Tosi. Come una censura sociale meritano le affermazioni della Mussolini che con tanto compiacimento sono state più volte, nel corso degli ultimi quindici anni, trasmesse dalla RAI e da altre televisioni senza che qualcuno, che riteneva Benito Mussolini, un criminale e un assassino, fosse presente a ribattere le sue criminale insinuazioni! Quasi che la RAI avesse voluto riabilitare il fascismo contro il diritto democratico degli italiani.
Riporto la prima parte dell’articolo del giornale La Repubblica.


ROMA - Stop al film romeno Francesca. Sono state sospese le proiezioni locali del film di Bobby Paunescu che avrebbe dovuto essere immesso in circuito dopo essere stato presentato alla Mostra. La decisione è stata assunta dai responsabili del Circuito Cinema Comunali di Venezia "in presenza" indica una nota "di specifica azione legale di parte e su richiesta della casa di distribuzione Fandango". Contro il regista nei giorni scorsi erano state annunciate querele da parte di Alessandra Mussolini e del sindaco di Verona Flavio Tosi chiamati in causa nei dialoghi. "Sindaco di Verona di merda", "la Mussolini, una troia che vuole ammazzare tutti i romeni" sono le frasi che aprono Francesca. Il film racconta il sogno di una ragazza di Bucarest che spera di aprire in Italia un asilo per i figli degli immigrati e di "cambiare la percezione" che gli italiani hanno dei romeni. "Ho girato il film sull'onda di quel fatto orribile, l'omicidio di Giovanna Reggiani" aveva spiegato Paunescu "volevo reagire, sentivo di dover fare qualcosa. La politica ha sbagliato da entrambe le parti: gli italiani che volevano sbattere fuori tutti i romeni, i romeni che volevano distinguere tra romeni e rom per criminalizzare in toto solo questi ultimi". "Come sempre quando si prende un film in distribuzione" commenta Domenico Procacci della Fandango "si difende l'integrità dell'opera e il diritto di espressione dell'autore: a fine ottobre intendiamo uscire in versione integrale".

Tratto da:
http://www.repubblica.it/2009/09/sezioni/spettacoli_e_cultura/cinema/venezia/film-romeno-stop/film-romeno-stop/film-romeno-stop.html


Siamo di fronte ad una deformazione della concezione dello Stato Democratico. I criminali si indignano per essere chiamati criminali e chiedono giustizia perché si ritengono offesi.
Nella democrazia c’è una concezione della magistratura precisa: la persona offesa si rivolge al magistrato per chiedere giustizia!
Nella monarchia c’è una concezione precisa della magistratura: il re, il padrone, si riolge al magistrato per impedire alle persone offese di rivendicare il loro diritto a non essere offese.
Nello stato monarchico si usa la magistratura per legittimare l’aggressione ai cittadini.
Usare la magistratura per ricattare i cittadini nei loro diritti fondamentali.
Ed è quello che fa Berlusconi, quello che fanno gli attuali componenti del governo contro la stampa ed è quello che fa Tosi e la Mussolini nei confronti del film Francesca: nessuno deve sapere che loro sono dei criminali che aggrediscono i cittadini nelle loro idee e nella loro espressione emotiva nella loro quotidianità.
I magistrati usati come arma di distruzione di massa da individui delle Istituzioni (come durante il fascismo).

Così il film Francesca è stato bloccato: ma Tosi è stato condannato per razzismo!
Tosi resta un criminale come Mussolini continua ad essere un criminale che merita disprezzo e suscita indignazione. Ed è assolutamente irrilevante che l’indignazione abbia il linguaggio della sentenza della Corte di cassazione o del più “popolare” “pezzo di merda”. Al fondo c’è la medesima indignazione contro i delitti che chi detiene dei ruoli istituzionali mette in atto nei confronti dei cittadini per aggredire la Costituzione della Repubblica.
La pretesa di Tosi di legittimare, con una denuncia nei confronti di chi reagisce ai suoi atti criminali, il suo diritto di “padrone”, deve suscitare indignazione nell’intera società civile.
L’unico problema che ha la città di Verona è che l’accusa mossa dalla sentenza della Corte di Cassazione a Tosi e che nel linguaggio popolare assume il senso di “pezzo di merda”, va esteso, per le responsabilità morali, ad ogni elettore di Tosi! Come per le responsabilità del nazismo tedesco è moralmente colpevole la Germania e tutti i suoi cittadini per aver eletto il partito nazista, così per le aggressioni razziste di Tosi sono responsabili anche gli elettori Veronesi che non hanno saputo discriminare fra i principi della Costituzione Democratica e l’assolutismo razzista approvando, con il loro voto, l’assolutismo razzista di Tosi.
Se la sentenza della Corte di Cassazione sancisce il razzismo di Tosi, le azioni di Tosi erano sempre razziste e il fatto stesso che i cittadini di Verona le abbiano approvate si sono assunti la responsabilità morale della pratica razzista di Tosi facendola propria. Non devi aspettare la Corte di Cassazione per farti un’idea, come non devi aspettare il genocidio di Mussolini per farti un’idea dove portano le sue affermazioni. Una democrazia coinvolge i cittadini e li rende corresponsabili delle loro scelte e di quello che le loro scelte provocano.
Concludo con le dichiarazioni del regista del film (prese dal medesimo articolo) che chiedono, in sostanza, agli italiani di dissociarsi da comportamenti come quelli di Tosi o della Mussolini:

"Noi" ribadisce Procacci "difendiamo l'integrità dell'opera e il diritto di espressione dell'autore. Se poi un giudice darà ragione alla Mussolini e ci chiederà di cambiare quella battuta, d'accordo col regista in qualche modo la cambieremo. Magari la frase diventerà "quella santa donna della Mussolini che vuole uccidere tutti i romeni". Se mi posso permettere un commento" aggiunge "trovo che se uno insulta un intero popolo come ha fatto la Mussolini dicendo che i romeni hanno lo stupro nel Dna, poi non si può stupire se tra loro il suo tasso di popolarità non sia alto".
Dissociarsi dall’odio seminato da Tosi e dalla Mussolini è un DOVERE SACRO di ogni Italiano salvo che per coloro che si fanno complici dell’odio espresso!

In cosa consiste la "figura di merda" che davanti al mondo sta facendo la città di Verona? Consiste nel tentare di legittimare, attraverso la magistratura, l'incitamento all'odio, che la Corte di Cassazione ha condannato, chiedendo di reprimere chi a quell'odio reagisce percependolo come un'offesa.

Nulla di più grottescamente ridicolo!

06 settembre 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
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e-mail claudiosimeoni@libero.it

venerdì 4 settembre 2009

Il carnevale di Verona, l'UAAR, la Federazione Pagana e le bestemmie agli Dèi.

Questa foto l’ho trovata su un forum di “atei e agnostici” e, in quel forum si stigmatizzava la posizione della Federazione Pagana in merito al desiderio dell’UAAR di organizzare un carro con cui sfilare durante la parata del carnevale di Verona. Non so da quale giornale sia stata tratta la foto con il relativo articolo.

E' relativa ad un articolo, su un giornale locale di Verona, pubblicata, presumibilmente il 20 febbraio 2009.
Che l’UAAR abbia l’abitudine di prostrarsi davanti al dio padrone dei cattolici, ne abbiamo avuto più di qualche prova. Nonostante tutto abbiamo sempre pensato che il loro prostrarsi non fosse una pratica naturale, ma dipendesse da una certa confusione che avevano nella testa.
Non avevo dubbi che i militanti dell’UAAR pensassero che l’uomo sia creato ad immagine e somiglianza di un dio padrone che loro, paladini della scienza (quella di Galileo, perché se andiamo alle scoperte neuronali sulla percezione, il cervello nello stomaco, i neuroni specchio, o la crescita del cervello in età adulta, ciò che per la Stregoneria è ovvio, per loro è bestemmia!) che va da Ratzinger al santo Agostino dei cattolici, non concepiscono nessun significato del termine “dio” che non sia quello che ha loro imposto la chiesa cattolica.
Quando fu diffusa la notizia che avrebbero sfilato al carnevale di Verona con la scritta “Giove non esiste”, commentando l’iniziativa dell’UAAR alla pagina web:

http://www.stregoneriapagana.it/conferenzauaar.html

avevo scritto:

“Un Pagano la vita se la sa godere (quando può e per come può; i Baccanali erano feste sacre!) e, dall’idea che i cristiani e l’UAAR ne hanno di Padre Zeus, anche lui se la sapeva godere: non per nulla dai suoi amplessi nasce il mondo e la vita che contiene. E’ dalla felicità e dal godimento che nasce e si sviluppa la vita; non dalla sofferenza e dal dolore come cristiani e UAAR amano predicare.
Dal momento che i cattolici hanno offeso il diritto dell’UAAR di esprimere la loro idea sul dio cristiano, hanno pensato bene di allearsi con i cattolici e di insultare chi è stato martirizzato dai cristiani.
Padre Giove non si offende certo per questi deficienti. Si divertano come vogliono. Non sarà l’Atmosfera a scagliare su di loro fulmini, né saranno i Pagani che grideranno alla “blasfemia”.
Notiamo solo la vigliaccheria morale e sociale.
Dal momento che i cristiani hanno impedito di manifestare le loro idee, anziché combattere per rivendicare i diritti Costituzionali in una società che dovrebbe essere laica e non cattolica integralista, preferiscono schierarsi con l’integralismo cattolico per aggredire le persone di religione diversa. Incapaci di discutere di religione e tesi, come gli inquisitori cattolici, ad insultare e denigrare i cittadini, agiscono in sintonia con l’odio religioso, sociale e civile, che più volte Tosi ha dimostrato.”


Che qualcuno proclami che Giove non esiste, non ci interessa nulla. Gli uomini respirano Giove ogni volta che ne inalano l’aria. Non ci interessano le offese fatte agli Dèi, perché, come dicevano gli Antichi Romani: “Le offese fatte agli Dèi sono una questione ch riguardagli Dèi!”. Semmai ci indigniamo quando qualcuno offende gli Dèi per offendere la libertà religiosa dell’uomo, come ha fatto Umberto Eco da Fazio.
Ci indigna l’ignoranza dei militanti dell’UAAR che, prostrati in ginocchio davanti al dio dei cristiani, non sanno concepire nessun altro significato alla parola “dio” che non quello che ha imposto loro la religione cattolica. E quando incontrano qualche cosa che non capiscono si ergono in difesa della religione cattolica perché questa giustifica il loro ateismo.
Galilei e Francesco Bacone, per quelli dell’UAAR, son solo due idoli su un piedistallo.
In ogni caso non pensavamo che stigmatizzare l'iniziativa dell'UAAR portasse a tali effetti. Sono convinto, come responsabile della Federazione Pagana, che i cattolici abbiano solo preso a pretesto quanto ho scritto per giustificare la loro decisione e impedire all'UAAR di sfilare.
04 settembre 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
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