La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

giovedì 3 settembre 2009

Ancora suicidi in Veneto: si è impiccato l'assessore di centro-destra Lorenzo Guglielmi. Professione: promotore finanziario. Chi sarà il prossimo?

Assessore Guglielmi di Rosà si è impiccato.
Ora inizieranno ad essere pubblicati i coccodrilli.
Non ha trovato nulla di meglio che suicidarsi.
Era assessore al bilancio del comune di Rosà, vicino a Bassano. Nato il 30 gennaio 1954 fu eletto nelle liste di centro-destra nel 2007 e come lavoro faceva il “promotore finanziario”.
E questo la dice lunga in una situazione di crisi economica galoppante.

Subito i media tentano di tirare in ballo la recente scomparsa della madre, ma se a 55 anni non sei abbastanza maturo per gestire il dolore, significa che l’infantilismo non è mai stato superato.
E se non è stato in grado di superare l’infantilismo emotivo, come si sarà relazionato con chi gli dava i soldi in una situazione di crisi economica così grave?
Forse sarebbe meglio che il sindaco di Rosà, Manuela Lanzarin, desse un’occhiata ai conti del comune del quale Lorenzo Guglielmi era assessore al Bilancio e agli Affari Istituzionali.
Io ho l’impressione che di suicidi in Veneto ne vedremo parecchi.
Le giunte leghiste hanno portato alla gestione dei comuni parecchi incapaci e io mi auguro che siano solo degli incapaci. Lo steso vale per operai disperati e per imprenditori falliti. Stante l’educazione alla sofferenza, alla sottomissione e ai sensi di colpa, imposti dalla chiesa cattolica, in una situazione di crisi così aggressiva, è da attendersi un’ondata di suicidi in Veneto.

E’ del 26 agosto 2009 l’accoltellamento da parte di un ventitreenne della madre nel quartiere San Carlo a Padova. La donna di 61 anni ha chiamato la polizia. Il giovane, S. M. aveva già avuto problemi psichici. Dopo l’arresto, ai carabinieri, ha detto che non voleva finire all’inferno, per questo ha accoltellato la madre!

Non era un extracomunitario o un rom il geometra del comune di Schio, Massimo R. di 36 anni arrestato per un tentativo di violenza sessuale su un quindicenne. L’uomo di Isola Vicentina è stato bloccato da un carabiniere subito dopo il tentativo di violenza sessuale nell’impianto. Il carabiniere, fuori servizio, ha bloccato l’uomo e ha chiamato i colleghi. Povero sindaco di Malo, Antonio Antoniazzi. Quanto si è stupito! Il suo geometra era una brava persona. Ma tanto brava. Così il sindaco dimostra la sua collaborazione: “Auspico che la giustizia faccia il suo corso...”. Peccato che anche lui aveva delle responsabilità nei confronti dei cittadini. E le aveva come PREVENZIONE, non come repressione. Facile essere violenti con i rom, gli extracomunitari o contro le donne lungo la strada.
Più difficile, ma doveroso e proprio del ruolo e della funzione, essere responsabili degli effetti che nel tempo provocano le scelte fatte oggi.
Aspettiamo i prossimi omicidi e suicidi di disperati.
La situazione si sta aggravando.

04 settembre 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

5 commenti:

  1. Non ho parole per questo articolo! sicuramente non lo conosceva neppure questa persona e si permette di scrivere delle cose che sono infondate... molto probabilmente il disagio che lo ha portato a compiere questo gesto è dovuto ad altre cause.... si fa sempre troppo presto parlate... perchè nella nostra società prevale l'ignoranza!

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  2. Lei farebbe gestire una prigione da guardie malate di sadismo?
    Investirebbe i suoi soldi affidandoli a persone malate di gioco d'azzardo?
    Lei affiderebbe i suoi figli ad un prete cattolico?
    Forse si! Basta che queste persone si presentino in giacca e cravatta (e non vestite da rom) e soddisfino il suo senso di fiducia.
    Poi, quando viene travolto dai problemi e si getta in un fiume, io guardo con disprezzo le sue scelte. La mancanza di senso critico e la rinuncia alle responsabilità personali non ha danneggiato solo Lei, ma l'intera società civile. La sua mancanza di critica e di ricerca di Giustizia (come la intende la Costituzione) ha derubato ogni singolo cittadino, me compreso, nel mio abitare la società aumentando i problemi che sono costretto ad affrontare.
    Non solo guardo con disprezzo il cadavere che passa, ma anche tutti coloro che dicono "era tanto una brava persona" e non si sono accorti dei problemi che quella persona creava a sé e agli altri.
    Nessuno viene giustificato nelle proprie azioni dalle proprie illusioni, dalla propria fede o dal proprio credo.
    Io onoro la Morte, ma non le persone che si sottraggono dalle responsabilità sociali. Io onoro la Morte e, proprio perché la onoro, ho in disprezzo tutti coloro che creano problemi agli uomini fragili ed indifesi, spingendoli alla disperazione o a suicidarsi. E non è il caso di chi aveva denaro e potere politico in un comune!
    Claudio Simeoni
    Meccanico
    Apprendista Stregone
    Guardiano dell'Anticristo

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  3. Io ho scritto perchè questa persona la conoscevo molto bene! e Lei? ha visto la sua faccia solo su un giornale, va a giudicare l'operato di una persona! mi sembra un po' avventate le sue opinioni... glielo ridico si vergogni!

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  4. Quando per fare un favore all'amico dell'amico, perché lo si considera una brava persona, si aggredisce e si danneggia la società civile, significa che esiste un sistema mafioso. Quando una persona malata o immatura o inadeguata, viene lasciata a gestire una comunità, come un assessorato al bilancio, significa che si è aggredita la società civile.
    Io non discuto che le SS che gestivano i campi di sterminio non fossero dei "buoni padri di famiglia"; dico che erano dei criminali!
    Le sue azioni dimostrano che era una persona incapace di gestire le tematiche della propria vita; da cui, era un incapace e un incompetente nella vita sociale ed economica.
    Lei lo può giustificare perché era un suo amico, ma ciò non toglie che la sua azione ha danneggiato la società.
    Indubbiamente ci sono punti di vista differenti nel dare il proprio giudizio: nel suo giudizio c'è una persona per come appare (indipendentemente da ciò che ella è, e dalle sue azioni. Se così non fosse avrebbe scorto nei suoi occhi il desiderio di suicidarsi.), nel mio c'è la società civile e la distruzione del suo futuro.
    Anche la compagna di Totò Reina considerava il suo compagno una brava persona; non era di questo avviso la società civile.
    Per di più, a tutto questo, io aggiungo un altro fattore nel mio metodo di giudizio: non giustifico le persone per la loro "malattia mentale". Considero le persone colpevoli non solo per tutto ciò che avrebbero potuto fare, ma anche colpevoli per gli effetti della loro illusione e la loro educazione (e le loro scelte) che non le hanno permesso, nemmeno di immaginare, che cosa avrebbero dovuto fare!
    Coloro che danno giudizi come Lei sono coloro che giustificano tutti i crimini e tutte le difficoltà sociali perché, secondo il suo metodo di giudizio, chi crea delle difficoltà sociali, in fondo, sono delle brave persone: i rom vengono insultati, gli emarginati perseguiti, le donne lungo le strade criminalizzate mentre si è tolleranti con i promotori finanziari o con gli imprenditori che saccheggiano la società civile come nel dossier Pessina.
    Si fa un pessimo servizio alla società quando si pretende di imporre dei giudizi di merito giustificando le scelte perché lui è l'amico dell'amico: è il fondamento del metodo mafioso che prima separa le persone dalla responsabilità sociale e poi finisce per giustificare i crimini o il disagio perché lui, in fondo, è una brava persona!
    Claudio Simeoni
    Meccanico
    Apprendista Stregone
    Guardiano dell'Anticristo

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  5. Spesso le persone non vogliono vedere che i problemi restano. Se tizio si suicida, risolve i suoi problemi, non quelli della società. Il giorno dopo, non sorge solo il Sole, ma si ripresetano i problemi dai quali, chi si è suicidato, è scappato. Quando la società induce le persone alla disperazione, sia nelle famiglie che nei luoghi di lavoro, significa che la società è malata, sia come famiglia che come luogo di lavoro!
    Finché i Veneti non capiranno questa "verità" elementare, non inizieranno nemmeno ad affrontare in maniera Costituzionalmente coerente la società in cui vivono. I veneti continueranno a credersi creati ad immagine e somiglianza del loro dio padrone, bambini immaturi che frignano, battono i piedi o si suicidano, perché si è rotto il giocattolo. Continueranno a credersi dio onnipotente come quel crocifisso con cui continueranno a minacciare di morte le persone inducendole alla disperazione, all'angoscia. In altre parole, le spingeranno al suicidio.
    Ma non credo che riusciranno a capire queste cose elementari, il loro giudizio è sempre offuscato dalla necessità di riaffermare la loro sopravvivenza all'interno di una ragnatela di relazioni mafiose che, alla fine, al di là delle loro furbizie, avvolgerà loro stessi portandoli a loro volta, alla disperazione.
    Claudio Simeoni
    Meccanico
    Apprendista Stregone
    Guardiano dell'Anticristo

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