La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

domenica 27 settembre 2009

Campalto, Venezia: e i detenuti stanno sulla sponda del fiume a vedere i cadaveri dei secondini galleggiare!


Chi non ha mai conosciuto le guardie carcerarie di Venezia non può capire il vuoto morale ed esistenziale di queste persone. Il loro attaccamento e la loro ossessione per riempire il loro vuoto esistenziale che nel carcere di Venezia coltivano nei confronti dei detenuti ponendosi come dei supermen sia quando sbattono le sbarre, sia quando giocano con i mazzi di chiave in ottone.
Un giorno, a Santa Maria Maggiore, sette detenuti si erano svenati. Il sangue sembrava scorrere come un fiume lungo le scale con grande soddisfazione degli operatori cattolici all’interno del carcere.

In quel momento, la soddisfazione dell’onnipotenza che paventano come un ricatto continuo davanti ai detenuti, fa loro credere che nulla ci sia sopra di loro. Non è un caso che la magistratura di Venezia indaghi su una cella di detenzione particolarmente atroce nella quale venivano nascosti i detenuti per punirli. Ma la magistratura di Venezia è sempre stata brava ad insabbiare le torture contro le persone, e, sono certo, anche stavolta farà il suo bravo lavoro da gestapo nazista. Impedirà alle persone di avere giustizia e insabbierà. A questi comportamenti criminali dei magistrati di Venezia ho fatto il callo, ne ho visti e subiti troppi, e li ho collocati in quell’ombra grigia da P2 che ha in Nordio, a cena col criminale Previti, la risposta a tutte le incongruenze procedurali e criminali messi in atto dai magistrati di Venezia (Poi, qualche magistrato parla di “Toghe rotte”, ma sono discorsi diversi).

Per questo motivo non mi stupisce la notizia di oggi: si massacrano i detenuti, talmente tante volte, che si finisce per ritenere che soltanto massacrando o uccidendo si possono risolvere i propri problemi. Non tutte le guardie carcerarie usano questi metodi e la pressione, cui sono sottoposte con l’aumento dei detenuti, il carico di lavoro, le pressioni psicologiche che ricevono, aggravano sia le loro patologie, sia la loro incapacità di gestire la loro struttura psichica.
La notizia, nuda e cruda, è questa:

Un rapporto familiare incrinato sarebbe alla base dell'omicidio-suicidio consumato da un ex ispettore della polizia penitenziaria che alle prime ore di oggi ha ucciso la moglie con un colpo di pistola a Campalto (Venezia). Secondo quanto ricostruito dalla squadra mobile della questura di Venezia, l'uomo, 47 anni, si è impossessato della pistola legalmente detenuta dalla moglie, 43 anni, guardia giurata, e le ha sparato, uccidendola, in fondo a Via del Cimitero, sulle barene di Campalto, fronte laguna. Poi ha chiamato il 113, dicendo che la sua vita era finita, e si è tolto la vita. Sul posto sono accorse le forze dell'ordine, che hanno trovato l'automobile della donna e i due cadaveri
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Avevo già detto, in altri post, che la situazione sociale del Veneto si aggravava e che l’angoscia sta pervadendo il paese. Avevo già indicato in Galan e la sua giunta i responsabili per aver alimentato la situazione sociale ed economica del Veneto portandola alla catastrofe per i giochi che mettevano in essere all’interno di una crisi economica più generale. Avevo già indicato negli oratori e nelle parrocchie i responsabili morali e civili del degrado sociale prodotto dal tentativo di imporre ai bambini l’ideologia della monarchia assoluta in contrapposizione all’ideologia della Costituzione della Repubblica. Avevo già detto che le forze dell’ordine della regione, per soddisfare i pruriti cattolici degli amministratori, vengono più impegnate a far guerra (illegale!) alle donne lungo la strada o ad impedire ai musulmani di pregare, anziché perseguire i reati (decine di persone sono morte sui posti di lavoro! Nessun datore di lavoro è stato perseguito in base all’eversione dell’art. 1 della Costituzione dimostrando come sia in corso un progetto di ricostruzione dello stato fascista ad opera di individui che operano nelle Istituzioni).
Aspettiamo i prossimi omicidi e suicidi: intanto i detenuti torturati stanno sull’argine del fiume a vedere i cadaveri dei loro secondini galleggiare; dal momento che i magistrati non fanno giustizia, ci pensano le patologie psichiatriche indotte a regalare un momento di sollievo!

27 settembre 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

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