La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

lunedì 7 settembre 2009

L'occupazione in Veneto: licenziamenti e distruzione del tessuto sociale. Alcuni dati.


La regione ha aggiornato la 30 giugno 2009 i dati relativi all’occupazione in Veneto.
Dal IV° trimestre del 2008 è iniziato un processo di allontanamento dei lavoratori dal salario con una forte ricaduta sull’intera economia del Veneto.
Già nel III° e IV° trimestre del 2008, nel Veneto sono stati persi 83.000 posti di lavoro.
La cosa non sarebbe drammatica se quelle 83.000 fossero delle pecore o le bestie di un qualche gregge. Invece sono persone che hanno visto distrutta la loro fonte di reddito. E se pensiamo che queste 83.000 persone potevano avere uno stipendio di 1000 euro, ora sappiamo che sono stati sottratti 83.000.000 di euro ai commercianti e all’economia del Veneto.

Nel I° e nel II° trimestre del 2009, ci dice Elena Donazzan, sono stati cacciati come bestie dai posti di lavoro 32.000 persone.
Aggiunge l’osservatorio regionale sul mercato del lavoro:

Va osservato che il trimestre più negativo è stato il IV trimestre 2008 (-71.000 unità), mentre nel 2009 il trimestre finora peggiore, il II trimestre, ha visto un saldo negativo di 31.000 unità. I comparti più colpiti sono soprattutto l’industria (- 57.000) e le costruzioni ( - 13.000), seguiti da commercio e turismo (- 25.000) e servizi alle imprese (- 13.000). Il calo ha interessato per circa 1/3 i lavoratori stranieri. Il saldo negativo riguarda per il 60% i maschi e per il 40% le donne, spiegabile con la maggiore presenza maschile nei settori più colpiti dalla crisi (industria e costruzioni).
Nel contempo si rivela che mentre nel primo semestre del 2008 le assunzioni in Veneto sono state 383.000, nel primo semestre del 2009 sono state 298.000.

Per Elena Donazzan, che non è fra le persone cacciate dal suo posto di lavoro, certamente la situazione non è drammatica.
I segnali di ripresa si riferiscono solo al peggioramento delle condizioni di lavoro e all’aumento della cassa integrazione che tampona ulteriore licenziamenti posticipandoli nel tempo ma evitando di dare delle soluzioni alle situazioni drammatiche sociali.

I dati sulla disoccupazione, sulla cassa integrazione e sulla diminuzione delle assunzioni si sommano ai dati che vedono, nel primo semestre in Veneto un crollo delle esportazioni (-20% nei primi sei mesi del 2009) e del calo di circa il 23% nelle importazioni.
Le affermazioni di Elena Donazzan sui vari “segnali di ripresa” sono delle vere e proprie bufale, in quanto non esiste nessuna condizione reale affinché sia possibile una qualche forma di ripresa. Le stesse banche sono in difficoltà a finanziare le aziende perché non hanno nessuna garanzia di rivedere i loro soldi date le condizioni attuali del mercato.
Per di più siamo in presenza di politici che manifestano dei comportamenti criminali prima negando la realtà della crisi, e poi usando massicciamente la stampa per far passare dei “dati di assestamento momentaneo del crollo economico” come dei segnali di ripresa.
Non siamo davanti solo a dei politici incapaci e incompetenti, ma davanti a persone che mentono creando illusioni nel tentativo posticipare nel tempo di rendere conto della loro attività. Un atto di propaganda elettorale fatto di menzogne che garantiscono la distruzione della struttura sociale del paese.
NOTA: A questi dati si aggiungono quelli che hanno perso il lavoro nero favorito dagli attuali politici.

8 settembre 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

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