La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

lunedì 14 settembre 2009

Veneto: una prospetti futura nonostante coloro che provocano, crisi economica, disperazione e odio sociale.


Mentre il terrore in territorio Veneto continua ad esprimersi in tutta la sua drammaticità emergendo nei vari fatti di cronaca, qualcuno in Veneto continua a seminare quella cultura che serve al Veneto e ai veneti per costruire un futuro quando la crisi economica generata dalla Lega, da Berlusconi e Tremonti porteranno alla miseria diffusa. Qualcuno tenta di ricordare ai Veneti la loro antica morale, il loro antico onore, l’antica passione che spinse i popoli a cercare un futuro.
Oggi i seminatori di miseria e di odio sociale imperano. Una miseria diffusa di cui oggi un partito politico come la lega (capeggiato da Bossi, ma di proprietà di Silvio Berlusconi al quale Bossi ha venduto il partito) sta ideologizzando come nelle parole di Muraro che suonano offensive e criminali:

“TREVISO (12 settembre) - Il presidente della Provincia di Treviso, Leonardo Muraro, insiste. Anche ieri ha ribadito la proposta di una corsia preferenziale per i trevigiani nelle assunzioni di lavoro. «Non è una boutade di fine estate», ha detto il leghista Muraro a margine di un convegno a Fonte. Poi ha spiegato che «è giusto valorizzare e dare una risposta a tutte le esigenze dei trevigiani e a quei veneti in difficoltà. Devono avere il privilegio - ha proseguito - di una assunzione nelle aziende perché sono loro i maestri che ci hanno insegnato il lavoro, che hanno creato questa economia importante». (Tratto da Il Gazzettino)

TREVISO (13 settembre) - Nessuna marcia indietro. Il giorno dopo la bufera di polemiche che si è abbattuta sulla Provincia e che ha, di fatto, aperto nel dibattito politico della Marca una “questione meridionale”, il presidente Muraro riconferma tutto e non ha nessuna intenzione di tornare sui propri passi. Al massimo si concede a qualche precisazione. «Non si accusano i lavoratori meridionali, ma chi cerca concorsi al nord per poi chiedere il trasferimento e scappare immediatamente al sud portandosi via il posto – rimarca – un sistema che non funziona e che sta rovinando il nostro territorio».L’invito rivolto alle aziende della Marca di assumere solo lavoratori autoctoni, quindi, resta più che mai valido. Il numero uno di viale Battisti non tira indietro la mano neppure sulla definizione di “sanguisughe” economiche, finita al centro di roventi polemiche e di accuse di razzismo. «Sanguisughe è la parola giusta: il sud vive succhiando il frutto del nostro lavoro, forse sarebbe meglio dire assistiti? – continua – stiamo sostenendo il meridione da circa mezzo secolo».

http://www.gazzettino.it/home_page.php?sez=NORDEST&ssez=TREVISO


Si è solo dimenticato di parlare delle sue responsabilità, sia politiche che sociali, sul cretinismo che ha diffuso in Veneto e sul razzismo che incita in continuazione. Non si tratta di dare lavoro ai Veneti: si tratta di impedire gli atti criminosi che gli imprenditori veneti hanno messo in atto e attraverso i quali hanno sottratto lavoro ai veneti. Si tratta, in sostanza, di cessare di favorire il lavoro nero, il lavoro sottopagato, il lavoro in condizioni criminali, che ha spinto gli imprenditori a non assumere personale italiano. Ha indotto gli imprenditori veneti a preferire il personale straniero e clandestino perché lo potevano sfruttare e ricattare come e quando volevano: e si tratta di imprenditori che hanno finanziato e votato Lega. Oggi, proprio per aver sputato sulla società Veneta, questi imprenditori non solo sono nella merda, ma spingono al disastro la società civile anche grazie a gente come Muraro che per nascondere il disastro economico che LUI ha contribuito a generare vogliono spingere all’odio sociale contro categorie di persone nella società civile.

Il risultato si vede sia nelle aggressioni fisiche, come a Venezia:

VENEZIA - Aggrediti e malmenati da un gruppo di persone vestite di verde. E' la denuncia di due camerieri albanesi di un ristorante dietro Piazza San Marco, a Venezia. L'episodio, avvenuto ieri e confermato dalla questura di Venezia, è stato reso noto dal consigliere comunale dei Verdi, Beppe Caccia, per il quale si è trattato di una aggressione a sfondo razzista messa in atto da "squadristi militanti della Lega". I due camerieri, che hanno riportato lesioni guaribili in trenta e sette giorni e ora si riservano di presentare una denuncia insieme al titolare del ristorante, hanno raccontato di avere avuto un diverbio con uno dei quattro aggressori poco prima della colluttazione. A quanto si apprende, ieri le 11,40 alla Briccola in Calle degli Specchieri, è entrato un giovane sui trent'anni, visibilmente ubriaco e con una maglietta con slogan leghisti. Che, all'improvviso, ha iniziato a battere con il pugno contro la vetrina del ristorante. A quel punto uno dei camerieri, di nazionalità albanese, è uscito per allontanarlo. Per tutta risposta sono partiti gli insulti: "Che cazzo vuoi, fammi vedere il permesso di soggiorno". A quel punto la situazione è degenerata. "Sono entrati in sette-otto, tutti leghisti, ed è successo l'inferno - raccontano i lavoratori - Hanno buttato a terra una lattina di birra, poi hanno rovesciato tavoli e sedie, sfasciando mezzo locale. Avevamo davvero paura". L'aggressione è continuata con le botte al cameriere albanese. Poi gli aggressori sono scappati e si sono mischiati con i manifestanti della Lega radunati nei pressi.
Tratto da:
http://www.repubblica.it/2009/09/sezioni/politica/udc-soli/botte-leghisti/botte-leghisti.html

Oppure la vicenda che vede la follia di un disgraziato al quale verrebbe voglia di dirgli “Vedi di crepare, pezzo di cretino!” che dimostra il grado di degenerazione anche istintuale, emotiva, profonda dell’animo umano:

“PORTOGRUARO (Venezia) (14 settembre) - Follia al quinto piano dell’ospedale, al Centro Ustioni di Padova. Sarà stato il dolore lancinante provocato dalle lesioni che da una settimana lo torturano, ma anche un inspiegabile odio razziale a mandare venerdì scorso su tutte le furie un uomo di 56 anni residente a Mazzolada di Portogruaro.Mentre un’infermiera di colore - una congolese 40enne - lo stava medicando, l’uomo ha cominciato a farneticare e a ribellarsi alle cure. La colpa della donna: non essere italiana. Il protagonista di questo increscioso episodio è Livio Strumendo, che giorni fa rimase vittima di un infortunio sul lavoro che gli procurò gravi ustioni (è operaio edile in una ditta di Lison). Non è in pericolo di vita, ma la convalescenza è lunga e piena di insidie. Se all’inizio del diverbio, Strumendo si è limitato ad inveire sulla malcapitata con frasi di una gravità estrema legate al colore della sua pelle, ben presto la situazione è degenerata. L’ustionato ha iniziato a barcollare per tutto il reparto e ha distrutto un monitor della reception. Allarmati dal reparto hanno allertato il posto di polizia dell’ospedale che ha mandato alcuni agenti al quinto piano per immobilizzare l’uomo.”

Tratto da:
http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=73101&sez=NORDEST

Eppure, nonostante questa diffusione di odio che indica l’incapacità dei Veneti di affrontare sia il loro presente che la qualità del futuro che viene loro incontro, c’è ancora qualcuno che tenta di presentare una base culturale diversa attraverso la quale leggere il presente e organizzarsi per affrontare il prossimo futuro.
Perché se non si esce dalla trappola dell’assolutismo ideologico, del delirio da onnipotenza, in cui la chiesa cattolica ha imprigionato i cittadini e le loro scelte, per il Veneto si prospetta un futuro di miseria.
E’ facile sfruttare l’ideologia sociale Democratica, interpretandola dal punto di vista assolutista, quando l’economia è in espansione ed esistono popoli abbastanza fessi da farsi derubare. Diverso è quando i popoli non si fanno più derubare (o alzano il prezzo) e l’imprenditore è costretto a trattare alla pari, vendendo merci al giusto prezzo e acquistando merci al giusto prezzo. Allora il suo assolutismo va a farsi benedire. La sua parola diventa la parola di un truffatore, di un ladro. Le sue merci evitate perché contaminate da odio morale: è questo il senso di recenti articoli che dimostrano come i Veneti ( intesi come imprenditori e amministratori pubblici) siano antipatici e immorali.

Eppure fra poco gli imprenditori e gli amministratori dovranno fare i conti con chi richiede ONORE nella parola data. Adesione puntuale agli impegni. Solo che per trarre profitto, nel fare affari o nell’amministrare un territorio, dall’uso dell’ONORE e dell’IMPEGNO, è necessario un modo di pensare alla propria vita che non trova riscontro nell’educazione militarmente imposta dagli amministratori in Veneto.

E così la Federazione Pagana si sforza di ricordare ai Veneti un passato diverso. Quando erano uomini che affrontavano la vita e non quei beceri bulli di periferia psicologicamente angosciati di oggi.
La mostra “Antichi e nuovi percorsi: la religione dei Veneti, dal mito alla storia” è ancora visibile il 15 e 16 settembre alla Loggia della Gran Guardia in Piazza dei Signori a Padova.

La Repubblica di Venezia fu grande perché gettò via la croce e riprese gli ideali commerciali degli Antichi popoli. La Repubblica di Venezia fu grande non quando conquistò qualcuno o qualche cosa, ma quando riconobbe nell’altro, con cui commerciava, un individuo uguale a sé. Portatore degli stessi diritti e degli stessi doveri: la Repubblica di Venezia fu grande quando il dio ONOS regolò i commerci.
Dimenticato il dio ONOS la crisi economica sta distruggendo la società civile. Eppure, basterebbe essersi ricordati dei principi fondamentali della Costituzione della Repubblica Italiana.

14 settembre 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

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