La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

lunedì 12 ottobre 2009

Annunciata chiusura dello stabilimento della Selecta a Quinto Vicentino: 120 possibili licenziamenti.

La Selecta di Quinto Vicentino ha annunciato la chiusura dello stabilimento. 120 operai, da dicembre dovrebbero, stando alle ultime informazioni, essere licenziati.

Nel suo sito, Selecta di Quinto Vicentino si presenta in questo modo:

Selecta aiuta le aziende a migliorare qualità ed efficienza delle comunicazioni ai loro clienti.
Oltre 500 aziende usano i servizi di outsourcing forniti da Selecta per creare, produrre, spedire, archiviare e ritrovare i propri documenti e le informazioni che contengono.
Tramite un approccio fortemente orientato a Internet e ad una elevata automatizzazione della produzione Selecta è in grado di fornire servizi assolutamente competitivi e della massima qualità.Che si tratti di documenti stampati o di quelli elettronici, le soluzioni in outsourcing di Selecta consentono una gestione più efficiente dei processi aziendali di gestione dei documenti stessi.”

Nello stesso tempo il crollo degli ordinativi e voci di acquisizione di aziende in Campania favorite da finanziamenti regionali, mettono in pericolo i 120 posti di lavoro di Quinto Vicentino.
Sono iniziati gli scioperi e i presidi degli operai. Già 44 di loro erano stati messi in cassa integrazione da giugno. In quell’occasione l’azienda si era ripromessa di mantenere nella fabbrica almeno una parte della produzione.
Ma, come sempre accade (o tanto spesso da dire sempre), gli accordi firmati dai sindacati servono soltanto per tener buoni i lavoratori costruendo speranze inutili e truffaldine. Servono per far in modo di smorzare ogni spirito di lotta costruendo aspettative illusorie ed inutili.
Così questi 120 operai sono stati TRUFFATI. Già lo erano quando appoggiavano Berlusconi o Bossi in una visione sprezzante per la società civile (la CISL è in prima fila nel saccheggiare la società civile appoggiando la costruzione della miseria sociale messa in atto da Tremonti, Sacconi e Berlusconi).
La crisi economica è come un cancro che sta ammalando l’intera società veneta acutizzando tutte le contraddizioni che erano sopite al suo interno.
Questi operai lotteranno per il loro posto di lavoro; si sono dimenticati che avrebbero dovuto lottare prima, in favore della società civile. Così come l’imprenditore che viene pizzicato con i fondi neri o con lo sfruttamento del lavoro nero, questi operai se ne sbattono della società civile. Ora che il loro posto di lavoro è in forse e saranno costretti, probabilmente, a cercarsi un altro lavoro, allora supplicano quella solidarietà che hanno negato alla cultura e alla società civile.
Il cancro della crisi non colpisce come una bomba che esplode, ma lentamente, isolando le sacche di problemi e impedendo alla società di prendere coscienza della gravità di quello che avviene. Quando si sarà preso coscienza della realtà di quello che sta succedendo, allora sarà troppo tardi.
Di che cosa si lamentano questi operai? Di essere licenziati? Ma dov’è questa crisi. Guardate le borse, il titolo FIAT sta brillando conquistando valore giorno dopo giorno. Che cosa vuoi che sia che 120 stipendi saranno sottratti alla società civile, quando il titolo FIAT sta conquistando l’ammirazione degli speculatori di borsa?

Finalmente sventolano le bandiere verdi della Lega, il FEDERALISMO in nome del quale i licenziamenti sono avviati. Gli operai si sono dimenticati l’importanza della società civile, delle Istituzioni. Quelle che avrebbero potuto sostenerli nel momento di crisi. Una volta si sapeva che il problema di uno era il problema di tutti: gli operai se lo sono dimenticato in un delirio di onnipotenza.

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari
e fui contento, perché rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei
e stetti zitto, perché mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali,
e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti,
e io non dissi niente, perché non ero comunista.
Un giorno vennero a prendere gli operai,
e non c’era rimasto nessuno a protestare.


Domani, quale sarà la fabbrica che chiude o che “dismette manodopera”?

12 ottobre 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

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