La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

giovedì 22 ottobre 2009

C'era una volta nella regione Veneto (purtroppo, quella volta, è oggi).


Questi episodi accadono in Veneto.
La società non è solo malata, ma esiste una volontà anche di farla ammalare.
Ragazzini di undici anni che se ne vanno in giro attorno alla mezzanotte come se il giorno dopo non avessero nulla da fare. Quel nulla che esprimono come un grido di aiuto in una società che li ha svuotati predisponendoli a riempire quel vuoto con forme di disprezzo nei confronti di un esistente che ignora le persone.
Squadracce di picchiatori leghisti. Un po’ diversi dalle squadracce fasciste di triste memoria. E molto più pericolosi: un ministro degli interni che alimenta l’uso delle ronde e un delirio di onnipotenza che li porta a picchiare i camerieri perché non sono abbastanza poveri e abbastanza sottomessi al loro delirio.
Accade in Veneto, nelle responsabilità di una società malata di morte e organizzata, oggettivamente, come un’associazione criminale contro i cittadini.


Treviso.

Bestemmie sui muri della chiesacon lo spray:

denunciati tre undicenni
Sono un italiano, un albanese e un marocchino di Gaiarine

Ieri sera hanno riempito negozi ed edifici di scritte ingiuriose


GAIARINE (20 ottobre) - Tre ragazzini di undici anni - un italiano, un albanese e un marocchino - sono stati denunciati per aver scritto bestemmie e oscenità sui muri delle case del loro paese, Gaiarine, compresi quelli della chiesa. L'imbrattamento, che ha interessato non solo le case e la chiesa ma anche edifici pubblici e vetrine di negozi, è stato fatto questa notte. Sono bastate alcune ore a polizia municipale e carabinieri a scoprirne gli autori, trovati ancora con le mani sporche di vernice. I tre, secondo un primo accertamento dell'Arma, si erano dati appuntamento ieri, intorno alle 23, nel centro del paese da dove è partito il raid con le bombolette spray scrivendo sostanzialmente bestemmie e frasi oscene. I proprietari degli edifici imbrattati sarebbero intenzionati a chiedere un risarcimento per i danni ai genitori dei bambini, segnalati in ogni caso alla Procura dei minorenni di Venezia.

Tratto da:
http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=77382&sez=NORDEST


Che altro resta a questi ragazzini se non il vuoto che la società veneta gli impone. Il loro è, tutto sommato, un vero e proprio urlo di dolore che poliziotti incapaci di gestire delle indagini sociali, segnalano alla Procura dei minorenni, anziché arrestare le amministrazioni comunali: così avranno i criminali futuri. Si preoccupano dei danni prodotti delle scritte e non si preoccupano dei danni che hanno fatto alla psiche di questi ragazzi! Che cosa succederà fra un paio d’anni quando questi ragazzi inizieranno a sentire prepotenti le pulsioni sessuali? Tanto, mica pagano i poliziotti. Paga una società sulla quale si riversa un carico di disagio e di devastazione emotiva che le Istituzioni preposte non solo ignorano, ma gestiscono a loro vantaggio contro i cittadini (da dove nasce la propaganda della paura con la quale alcuni partiti politici hanno attinto voti?).

E, intanto gli squadristi aggrediscono le persone deboli e fragili. La polizia, sembra da questo articolo, ha individuato gli autori del pestaggio, ma l’insieme sociale da cui emergono questi autori del pestaggio è un carico sociale che provoca molti problemi alla società civile.


Aggredirono un cameriere, indagati quattro militanti della Lega
Venezia,

perquisizioni della procura a Bergamo nelle case

dei presunti aggressori, riconosciuti dai video

e dalle foto scattate durante la manifestazione



VENEZIA - Sarebbero militanti della Lega Nord le quattro persone perquisite nell’ambito delle indagini sull’aggressione a un cameriere di origine albanese, Doci Ervin, durante la festa della Lega Nord a Venezia, il 13 settembre. Gli indagati, accusati di lesioni e danneggiamento con l’aggravante di motivi razziali, erano arrivati a Venezia con un altro gruppo di militanti della Lega Nord. Le perquisizioni hanno interessato i comuni bergamaschi di Telgate, Cividate al Piano e Grumello del Monte. Fra i perquisiti, uomini tra i 20 e i 50 anni le cui generalità non sono state rese note, figurano una persona già indagata per fatti di violenza e un’altra già arrestata dalla questura di Bergamo per episodi di violenza avvenuti dopo un incontro di calcio. Si tratta dell’uomo che in occasione dell’aggressione a Venezia indossava una maglietta della squadra di calcio della Padania. Ed è stata proprio questa maglietta a portare la Digos lagunare sulla pista giusta dell’indagine, coordinata dalla pm veneziana Emma Rizzato.
I presunti aggressori, tutti indagati, sono stati identificati grazie agli approfondimenti investigativi condotti dalla Digos di Venezia, che ha esaminato il materiale video e fotografico relativo alla manifestazione della Lega Nord ed ha infine individuato un fotogramma che ritraeva persone con caratteristiche fisiche e di abbigliamento analoghe a quelle degli aggressori descritte dei testimoni. Le indagini si sono quindi concentrate nella provincia di Bergamo (i testimoni avevano riferito di un accento tipico del bergamasco), dove, con la collaborazione della locale questura, è stato possibile giungere ad una identificazione delle persone ritratte nella riproduzione fotografica, poi riconosciuti dalle vittime e dai testimoni come i probabili autori del pestaggio.
22 ottobre 2009

Tratto da:
http://corrieredelveneto.corriere.it/veneziamestre/notizie/cronaca/2009/22-ottobre-2009/aggredirono-cameriere-il-raduno-leghista-perquisizioni-corso-1601905347737.shtml


I problemi della società civile sono prodotti dal razzismo che alcuni gruppi sbandierano ad ogni piè sospinto. I problemi sono costituiti da Istituzioni che non rispettano le leggi e che fanno violenza tollerando razzismo e incitamento all’odio dimostrando, nei fatti, una complicità.
Oggi sembra che gli autori del pestaggio siano stati individuati, ma quali furono le affermazioni da parte della lega alla notizia del pestaggio?



I leader regionali del partito, tornato «secessionista» nelle parole di Umberto Bossi, prendono le distanze dal pestag­gio e dalla distruzione dei tavoli del ristorante Ca’ La Bricola die­tro a piazza San Marco, ma tutti compatti sottolineano che «non erano leghisti perché do­menica a Venezia non era poi così difficile comprare dei gad­get della Lega e travestirsi da mi­litanti ». «Se venisse fuori che so­no leghisti — dice il deputato Corrado Callegari — sarebbero subito espulsi».

Tratto da:
http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2009/15-settembre-2009/pestato-un-commando-padano-lega-non-erano-nostri-iscritti--1601770140064.shtml?fr=correlati

Espellerli? E i mandanti, coloro che incitano all’odio razziale, non vanno anch’essi espulsi? O si sono dimenticate le farneticazioni di Gentilini e soci dal palco della lega nel settembre del 2008? E perché non sono state perseguite?
In Veneto, questo e altro.
Dagli imprenditori banditi ai carabinieri corrotti!

Imprenditori banditi e ladri che se fossero stati in un’altra regione sarebbero inquisiti anche per mafia o per camorra come:

VICENZA (22 ottobre) - La Guardia di finanza di Vicenza ha accertato una bancarotta fraudolenta internazionale commessa da 42 persone, tra cui numerosi professionisti, le cui condotte hanno causato danni al gruppo tessile Raumer di Valli del Pasubio un dissesto complessivo di 152 milioni di euro occultato attraverso falsi in bilancio per 211 milioni di euro. I finanzieri hanno inoltre accertato che sono stati distratti e veicolati ancheall'estero beni patrimoniali per 42,5 milioni di euro. Gli accertamenti sono stati svolti nell'ambito delle indagini relative allo stato d'insolvenza, dichiarato nel giugno 2007 dal Tribunale di Vicenza, del gruppo Raumer, ammesso da settembre 2007 alla procedura d'amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi (cosiddetta legge Prodi bis). Gli indagati, secondo l'accusa avrebbero causato il dissesto del gruppo tessile vicentino - fino al 2003 tra i leader nazionali nel comparto della produzione di filati per maglieria - per oltre euro 152 milioni, attraverso operazioni di spoliazione dei beni aziendali, anche diretti all'estero. Coinvolto nelle distrazioni il gruppo Miroglio di Alba, colosso europeo dell'abbigliamento con oltre 1 miliardo di fatturato e circa 11.000 dipendenti in Italia e all'estero, che, nel 2002, aveva avviato in Bulgaria una partnership con l'azienda tessile vicentina.Il commissario straordinario del Gruppo Raumer, nominato dal Ministero per lo Sviluppo Economico, è riuscito a mantenere invita almeno una parte dell'azienda, con circa 60 dipendenti, e ad ottenere subito, a titolo transattivo, dal Gruppo Miroglio,7,4 milioni di euro per i danni cagionati.
Tratto da:
http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=77549&sez=NORDEST

Questo, ma decine di altri imprenditori sono stati arrestati o sono inquisiti per lavoro nero, evasione e quant’altro. Una vera e propria emergenza sociale contro imprenditori che si comportano al di fuori delle leggi certi dell’impunità in una società che hanno ridotto a preda. Qualche volta li arrestano, ma per lo più gli arresti stanno a dimostrare la diffusione del fenomeno criminale fra gli imprenditori in tutta la regione Veneto.

Oppure carabinieri corrotti come:



Caorle
Ex comandante della stazione dei carabinieri arrestato per truffa
Ciro Dalla Zeta in manette anche per falsità ideologica e materiale.


Aveva denunciato il furto dell'auto, venduta alla fidanzata,


per incassare i soldi dell'assicurazione


VENEZIA - L’ex comandante della stazione dei carabinieri di Caorle (Venezia), Ciro Dalla Zeta, è stato arrestato dai propri commilitoni per truffa, falsità ideologica e materiale. A mettergli le manette i militari dell’Arma di Venezia che da due anni stavano svolgendo accertamenti sul conto del sottufficiale al quale, dopo i primi riscontri, il Comando generale dei carabinieri aveva tolto il comando della stazione di Caorle, trasferendolo alla caserma di Mestre. Dalla Zeta è accusato di truffa ai danni della propria assicurazione. Secondo quanto scoperto dai carabinieri, il sottufficiale aveva denunciato il furto della propria auto e incassato i soldi dell’assicurazione, ma in realtà aveva venduto la vettura alla sua convivente, una romena che l’aveva poi portata nel suo Paese. Dalla Seta, inoltre, aveva incassato i soldi dall’assicurazione anche per l’incendio di un’altra auto a cui lui stesso avrebbe dato fuoco. Le indagini dell’Arma erano state avviate nel 2007 dopo la denuncia di una persona che aveva prestato una considerevole somma di denaro a Dalla Zeta senza mai ottenerne la restituzione. Facendo gli accertamenti su questo caso, i carabinieri sono arrivati a scoprire le presunte truffe. Nel frattempo, il sottufficiale - che in passato era già stato condannato per altri fatti, sempre per falso in atto pubblico - era stato trasferito a Mestre, ma si era messo in convalescenza ed era rientrato in servizio da poco.
20 ottobre 2009
Tratto da:
http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2009/20-ottobre-2009/ex-comandante-stazione-arrestato-truffa-1601898444517.shtml


Accade in Veneto, una regione eticamente e moralmente sofferente. Attraversata da un male che non le lascia scampo: la distruzione di un tessuto sociale incapace di adattarsi alle regole di una società Democratica. Un tessuto sociale ferocemente ancorato all’ideologia del superuomo cattolico: quello che prende e non deve rispondere a nessuno! Quello che è al di fuori delle leggi e delle regole sociali. Una società che si ripiega su sé stessa in un grido di dolore che nessuno coglie, ma del quale, qualcuno, si compiace (e ci fa i voti!).

22 ottobre 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

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