La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

mercoledì 14 ottobre 2009

Fonderie del Montello sono dichiarate fallite: fuori un altro. A chi tocca il prossimo?


Le Fonderie Montello sono state dichiarate fallite.
Ora, sotto a chi tocca!

Ancora ad aprile i sindacati chiedevano un piano industriale per la ripresa dell’azienda.
Probabilmente i sindacati non conoscevano i dati sulle importazioni e sulle esportazioni, oppure, peggio ancora, nascondevano ai lavoratori la fine di un’esperienza lavorativa.
C’erano, ancora ad aprile, 222 persone in cassa integrazione e altre 120 fra interinali e cooperative erano state allontanate da tempo.
In altre aziende del gruppo si era iniziata la mobilità per altri lavoratori.

C’era la promessa di un piano industriale entro ottobre. Una menzogna!
Una menzogna patetica, cattiva, criminale!
Il mondo sta cambiando e gli operai sono i candidati ad essere i prossimi accattoni.
Con debiti per 100 milioni e un fatturato passato da 130 milioni a 40 milioni in 12 mesi, c’era solo la possibilità di fallire. Chiudere tutto e se il curatore fallimentare Massimo Roma dovesse trovare un acquirente, la quantità di manodopera reimpiegata sarebbe pochissima.

L’attuale crisi economica sta sviluppandosi come un cancro nella società. Distrugge i livelli produttivi in una situazione economica in cui non ci sono spazi per ristrutturazioni. C’è solo un “vecchio che muore” e nel morire porta con sé i cadaveri degli illusi che lentamente vengono dismessi.
In crisi sono entrate fra le 500-600 persone. Quante saranno riciclate? Quanti professionisti saranno costretti a chiudere gli studi? Quanti commercianti vedranno diminuire i loro affari? Quanti paesi sono in crisi perché l’unità produttiva di riferimento è in grave difficoltà?

E’ la crisi che Sacconi, Berlusconi e Tremonti non vogliono vedere. Non si tratta del valore delle azioni in borsa, si tratta del valore del denaro che circola nella società. Si tratta dei livelli di benessere che vengono a fallire. Si tratta di ipoteche nei confronti del futuro. Quei trecento stipendi in meno nel comprensorio di Montebelluna, significa aver tolto alcuni milioni di euro dal mercato. Milioni di euro che non hanno nessuna prospettiva di essere rimpiazzati con altre attività.

Io ricordo quando nel 1995, con la difficoltà di trovare lavoro a Marghera andai a lavorare a Castelfranco assistendo le fabbriche di Castelfranco, Montebelluna fino a Vittorio Veneto e dintorni. Su decine e decine di fabbriche c’era il cartello “Si assume”. Un’affannosa ricerca di personale.
Poi iniziarono a “delocalizzare”. Aprirono le fabbriche in Romania e fu la distruzione del comprensorio. Non per le fabbriche in Romania, ma perché quel tipo di industriali avevano un solo obbiettivo: arraffare! Vivevano in un ambiente di arraffattori e non avevano nessuna sensibilità per la società in cui vivevano. La Cassamarca e la Banca di Asolo-Montebelluna erano banche d’assalto: banche di arraffatori che dovevano far soldi. Chi non arraffava e metteva in guardia contro gli effetti a media e lunga scadenza, veniva guardato con disprezzo, isolato, emarginato.

La questione importante è sapere che questo disastro economico è appena iniziato.
Gli speculatori di borsa parleranno di uscita dalla crisi riferendosi al valore delle loro azioni; la società civile seguirà disastro dopo disastro e, la cosa peggiore, non esistono organizzazioni o reti di protezione sociale perché questo Stato ha protetto le banche, ma ha sottratto fondi agli Enti Locali. Né gli Enti Locali sono in grado di muoversi davanti ad una situazione economica per loro “impensabile”.

Intanto l’Ansa comunica che la Cina continua a rallentare le importazioni e le esportazioni. Anche se le importazioni sono aumentate nel settembre 2009 del 17% rispetto ad agosto 2009 e le esportazioni del 11,8% sempre rispetto ad agosto 2009, il rallentamento dell’import-esport complessivo è del 10,1% rispetto al settembre dello scorso anno. Un rallentamento che vede una ripresa del mercato cinese, ma una contrazione dei mercati sui quali la Cina esporta. Se la Cina, nel mese di settembre, ha una contrazione commerciale del 10% , significa che la contrazione mondiale va dal 15 al 20% e già, ricordiamo che a settembre dello scorso anno iniziava una forte contrazione della domanda e dell’offerta.

Altre fabbriche in Veneto chiuderanno. Altri operai saranno sul lastrico. Altre fondazioni non saranno finanziate. Altri professionisti chiuderanno gli studi. Altri centri commerciali verranno ridimensionati o chiuderanno.
In altre parti d’Italia le cose andranno peggio? Certamente, ma nel Veneto la drammaticità sociale è destinata ad aggravarsi.
Altre fonderie, nel frattempo, avevano chiuso!
13 ottobre 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

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