La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

martedì 27 ottobre 2009

I vigliacchi della "razza piave", la condanna del nazista Gentilini e il marchio d'infamia per la città di Treviso che lo ha votato.


Quando si usa il termine “razza piave”, non lo si usa a caso.
Si usa il termine “razza piave” per indicare una “razza di vigliacchi” (che non è una "razza", ma il risultato di un'educazione). Personaggi educati ad essere violenti e prepotenti con chi non è in grado di difendersi e deferenti, sottomessi e piagnoni, nei confronti di chi ritengono un loro “padrone”. Quando si usa il termine “razza piave” si indica del “bestiame umano” o, se preferite “degli individui costretti a soggettivare, mediante l’educazione all’obbedienza, il ruolo di “bestiame umano” incapace di considerare sé stesso un soggetto portatore di doveri e di diritti Costituzionalmente determinati. Quando si parla di “razza piave” si intende un soggetto incapace di affrontare la propria quotidianità all’interno delle regole e delle leggi sociali, ma tutto intento ad imporre, mediante l’odio e la violenza, la propria “superiorità di dominio socio-economico” su soggetti fragili. E quando l’individuo di “razza piave” è debole? Diventa piagnone e si rifugia nel gregge sotto le gonne del prete. Col termine “razza piave” si indica un individuo che pratica la violenza sui minori, costruendo bullismo prima ed emarginazione in età adulta. Si intende un soggetto che in campo economico pratica il lavoro nero e gli omicidi sui posti di lavoro (qualche volta a morire sono gli stessi imprenditori travolti dalla loro arrogante superficialità nei rapporti col mondo. Quel “ghe penso mi” che li porta a guidare trattori su pendii o argini nei quali si capovolgono) per delirio di onnipotenza: si compiace a far del male alle persone, tanto, gli organi inquirenti sono benevoli con la sua attività criminale. Con “razza piave” si intende quel delirio criminale contro gli emarginati sociali che ha in Vlad L’Impalatore, uno dei precursori della pulizia etnica nei confronti degli emarginati.

Giancarlo Gentilini non è solo incapace di vivere e confrontarsi nella società civile, ma è un impotente che vede nell’odio contro persone vitali l’unica sua ragione d’esistenza.
Le “idee” ben note di Gentilini sono quelle che hanno portato ai campi di sterminio. Sono le idee cattoliche veicolate nel delirio di onnipotenza. Le stesse idee che stanno distruggendo l’economia del Veneto incitando al più grande disastro socio economico che la regione del Veneto abbia mai visto. Imprenditori che sapevano solo rubare e delinquere violando tutta una serie di leggi e norme, garantiti dalla benevolenza degli inquirenti, davanti alla necessità di affrontare i problemi dei mercati internazionali, sono incapaci e impotenti. Come Gentilini che, come sindaco, anziché integrare i cittadini di religione diversa e di diversa etnia, sa solo incitare all’odio e allo sterminio; “voglio eliminare i bambini nomadi”.
Capisco che Gentilini sia cattolico, ma l’ordine del dio cristiano che rende beati “coloro che sbatteranno le teste dei bambini contro i macigni” Salmo 136 è considerato dalla Costituzione un delitto
Ricordiamo come Gentilini non si è mai considerato il “sindaco di Treviso”, ma il “padrone di Treviso”, considerando i trevigiani bestie che dovevano fare ciò che lui voleva. E i trevigiani, che non si considerano cittadini, ma servi, lo hanno sempre votato facendo proprie le idee di morte, di genocidio e di razzismo di Gentilini.


Treviso. Istigazione al razzismo, Gentilini

condannato: tre anni senza comizi
Lo "sceriffo" dovrà pagare una multa

[che traduce in denaro mesi di galera, data l'età]

di 4mila euro, non potrà parlare in pubblico

in occasione di manifestazioni politiche



TREVISO (26 ottobre) - Aveva tuonato davanti alla sua platea più congeniale, i militanti del Carroccio alla Festa dei Popoli Padani a Venezia, ma le frasi usate da Giancarlo Gentilini, lo "sceriffo" vicesindaco di Treviso, gli sono costate prima un'inchiesta per istigazione all'odio razziale e oggi una condanna. Il Gup di Venezia Luca Marini, al termine del rito abbreviato, ha condannato Gentilini a 4.000 euro di multa e al divieto per tre anni di partecipare a comizi politici, con la sospensione di entrambe le pene. A sostenere l'accusa il procuratore della Repubblica Vittorio Borraccetti che ha chiesto il massimo della pena, 6.000 euro di multa, pari a un anno e 5 mesi di reclusione, e non il carcere vista l'età dell'imputato. Alla festa della Lega a Venezia, il 14 settembre del 2008, il vicesindaco trevigiano era salito sul palco infiammando il popolo del Carroccio. Con voce tuonante e piglio deciso, aveva toccato tutti i temi "caldi" già trattati in altre occasioni, con relativa apertura di polemiche e prese di posizione, come quando aveva deciso di togliere le panchine o provocatoriamente aveva detto di travestire gli immigrati da "leprotti" per addestrare i cacciatori. A Venezia erano state così lanciate frasi pesanti sull'immigrazione clandestina, sulle presenze di nomadi, fino alle possibili realizzazioni di moschee in territorio veneto. «Voglio eliminare - aveva detto - i campi nomadi, voglio eliminare dalle strade quei bambini che vanno a rubare in casa degli anziani» ed ancora «voglio una rivoluzione contro chi vuole aprire moschee e tempi islamici», dicendosi pronto «ad aprire una fabbrica di tappeti per regalarli agli islamici perché vadano a pregare nel deserto e non a casa nostra». Un discorso documentato dalla Digos ma anche da tanta gente con videocamera tanto da far diventare il suo intervento - per breve tempo - un video "cult" su youtube. Da parte sua, la procura di Venezia aveva avviato un'inchiesta che oggi è giunta al suo primo risultato in aula con la sentenza di condanna. Il difensore di Gentilini, l'avvocato Luigi Ravagnan del Foro di Venezia, ha respinto con forza la decisione del Gup e ha annunciato - in attesa delle motivazioni della sentenza - il ricorso in appello. Per il legale, nelle frasi di Gentilini, «non c'era nessuna maliziosità contro le razze, bensì il sostegno ad idee ben note del mio assistito finalizzate all'integrazione tra etnie diverse». Per nulla turbato lo "sceriffo", che con la voce robusta e risata sorniona, come quelle che accompagnano i suoi interventi pubblici, dice che le accuse mossegli sono state fatte «ad un uomo che, per le proprie idee, è abituato ad andare all'assalto e ad esporsi al fuoco nemico porgendo il proprio petto mentre qualcuno è pronto a spararmi alle spalle».

Tratto da:
http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=78101&sez=NORDEST

Le ultime parole di Gentilini dimostrano tutta la sua vigliaccheria!
Un vigliacco che si sottrae alle leggi e alle norme della società civile per incitare all’odio e al linciaggio di bambini e di persone di religione diversa dalla sua. Solo con la violenza Gentilini ha impedito alle persone di esprimere le loro idee. Quelle di Gentilini non sono idee, sono crimini. Se fossero idee, allora anche la soluzione finale di Hitler sarebbe un’idea e non un atto criminale!

26 ottobre 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

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