La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

venerdì 2 ottobre 2009

L'etica e la morale dei veneti: gli emarginati fanno schifo!


Tutti parlano del sistema omertoso siciliano, e c’è molta difficoltà a comprendere il sistema criminale omertoso dei veneti.
Nella foto: manifestazione contro i preti pedofili all'Isituto Provolo di Verona

Un Veneto che aggredisce, isola ed emargina, chi denuncia la violenza sessuale. Un Veneto che guarda con compiacenza al prete stupratore o ai bulli che aggrediscono la ragazzina e che disprezzano le loro vittime. Quasi fosse un diritto di chi si è fatto padrone e la vittima è solo uno che si lamenta. Un Veneto che non conosce il senso della giustizia; non conosce il senso dell’onore sociale; non conosce i doveri del proprio ruolo nell’essere cittadino.
Un Veneto in cui i cittadini sono degli accattoni: incapaci di rivendicare i diritti di cittadini e violenti, criminali, delinquenti, nei confronti di chi ha una propria dignità. Sia esso un rom, un questuante, un extracomunitario, una ragazzina o un ragazzino violentato o una donna violata.
L’atteggiamento dei veneti, cattolici e vili, è sempre lo stesso. Quando, invece, sentite dei proclami contro questa o quella violenza, allora fate attenzione: c’è qualcuno, con dei legami familiari, che sta passando dal ruolo di carnefice al ruolo di emarginato. Per la violenza che ha subito o per le mutate condizioni economiche, non è più il carnefice dell’extracomunitario o il bullo che vessava, ma diventa socialmente sofferente; un possibile emarginato. Così, dove fino ad ieri c’erano le bandiere della “padania”, quando arriva la cassa integrazione, appaiono le bandiere di rifondazione comunista. Non sono passati dall’ideologia leghista all’ideologia comunista; come prima non erano passati dall’ideologia comunista a quella leghista. Sono solo passati di condizione sociale: da operai garantiti a precari in cassa integrazione.
Essere licenziati, in Veneto è una vergogna morale. Com’è una vergogna morale subire una violenza: te la sei voluta! Invece, è meno riprovevole, dal punto di vista morale, spacciare droga, commerciare in carne umana, ammazzare le persone sui luoghi di lavoro, truffare soldi ai risparmiatori, evadere le tasse. In fondo, chi commette quei reati, si è fatto “padrone”. Mentre commetteva quei reati, era lui che comandava.

Ci sono un paio di “parabole” nei vangeli in cui il dio cristiano e il Gesù esaltano questo tipo di comportamento (Fariseo e peccatore; amministratore infedele e altre) che vengono usate negli oratori per condizionare, in questo senso, il comportamento dei ragazzi: la vittima è l’imbecille, il cretino (cristiano) che se l’è voluta.

Riporto dal Corriere ella Sera:


l'editoriale
Cappuccetto e i nuovi lupi



C’è anche un Vene­to sottotraccia, quasi sempre «de­localizzato » in co­munità fuori mano che di tanto in tanto, quando non può farne a meno, esce dal­l’ombra in cui resistono tracce del passato che non passa, sopravvivenze di co­stumi dimenticati, nuclei di silenziosa opposizione alla modernità. Il Veneto profondo delle credenze popolari, di antichi pregiu­dizi mai estirpati, avanzi di culture mai rinnegate: un Veneto esoterico che, co­me si è scoperto l’altro gior­no in provincia di Vicenza, sconfina dal colore locale per entrare nella cronaca nera. Non ci si meraviglia più di tanto di queste tena­ci eredità, visto che esse si sostengono e si diffondo­no tramite il più potente dei mezzi di comunicazio­ne, la tv.
Così, nel cuore del­l’età tecnologica, maghi e fattucchiere si procacciano i clienti sulla cui buona fe­de, o creduloneria, campa­no. Succede ovunque, da noi e nel resto del mondo, perché di gente smarrita e senza bussola ce n’è fin troppa. Ci sono «sacerdo­ti » che si limitano ad asse­condare le ansie dei loro fe­deli, altri che le usano per sfruttarli, fino a quelli che fra riti e magie soddisfano i loro bassi appetiti. Que­sto, appunto, hanno fatto un medico psichiatra vero­nese e il suo «collaborato­re » operaio-imbianchino della provincia di Vicenza, abusando di una sedicen­ne dopo averla coinvolta in riti iniziatici e magie varie: avevano convinto la fan­ciulla di essere in contatto col padre defunto. L’hanno sottoposta «a ogni genere di pratiche sessuali». Sem­bra una versione schifosa di Cappuccetto Rosso in cui il Lupo, adeguandosi ai tempi, recita la parte del pedofilo pervertito. Sulla scena del crimine sono sta­ti trovati «utensili» e libri adatti alla bisogna. La vitti­ma , date le sue condizioni psichiche, era una facile preda. I dettagli sono sul Corriere del Veneto di mar­tedì. Perché ne riparliamo in uno spazio solitamente dedicato alla politica e al­l’economia? Perché questa vicenda, avente per sfondo non certo una metropoli, è durata troppo a lungo per non assumere anche un in­quietante significato socia­le.
La domanda è ovvia: possibile che nessuno ab­bia saputo o nutrito alme­no dei sospetti? Non è una storia vergognosa ma rara, le cronache quotidiane lo testimoniano. Il «Veneto sottotraccia», l’altra faccia della luna, non ne è immu­ne. E spesso queste sordi­de realtà emergono perché attirano l’attenzione della polizia o dei carabinieri, non perché i compaesani decidono di togliere il co­perchio dalla pentola e la­sciare che il contenuto si ri­versi sul nostro sdegno. Pa­re che la passione per il pet­tegolezzo, il gossip, il bru­sio telefonico si arresti quando si tratta di lavare in pubblico i panni spor­chi. Allora facciamo come le tre scimmie e diventia­mo ciechi, sordi e muti. Senza volerlo, creiamo il clima che sovente garanti­sce l’impunità.
Fausto Pezzato

01 ottobre 2009
Tratto da:
http://corrieredelveneto.corriere.it/verona/notizie/cronaca/2009/1-ottobre-2009/cappuccetto-nuovi-lupi-1601827865714.shtml


E’ il Veneto dei “paroni”, della delocalizzazione, dei capannoni dove “comando mi”. Ciò è il prodotto di un’ideologia della prevaricazione, della sopraffazione psico emotiva delle persone.

Questo tipo di Veneto attrae tutta la malavita mondiale. Basta prevaricare il più debole o il più emarginato e chiunque, in Veneto, trova la sua collocazione. Non a caso nel Veneto, che aggredisce i musulmani che pregano, c’è il maggior tasso di integrazione di extracomunitari: purché si collochino nell’ideologia della prevaricazione aiutando il più forte ad aggredire il più debole e il più forte sarà magnanimo.
Questo tipo di società costruisce un alto tasso di patologie psichiatriche, dalla depressione all’angoscia, e spinge i cittadini all’aggressione fisica del più debole.
Così le vittime stuprate del vescovo Carraro non avranno mai giustizia: sono vittime, che altro vogliono! Siano vittime e stiano in silenzio!
Quando poi si perde il ruolo di “paroni” o perché la crisi incalza o perché un’inchiesta giudiziaria li fa sentire deboli, allora scatta il meccanismo del piagnisteo. Scatta la ricerca di solidarietà: quella che loro, dio padroni onnipotenti, hanno sempre negato alla società civile.
Ciò che suscita ribrezzo nei Veneti è questo disprezzo per la società; questo identificarsi col superuomo nazista al di fuori e padrone della società che tratta con altri padroni riunendosi in branchi contro gli emarginati.
E’ in questo contesto ideologico che alcune forze politiche riescono a trarre voti: nella loro promessa elettorale garantiscono che colui che si sente dio onnipotente e “paron in casa sua” possa continuare a considerarsi dio onnipotente e nessuno può mettere in discussione il suo ruolo. L'ideologia delle ronde e l'ideologia dei respingimenti, nasce da questa mentalità: politicamente e socialmente si identifica col nazismo, ma ha la sua origine nel cristianesimo e nei vangeli. Promesse elettorali che poi si scontrano con la realtà di una crisi economica e sociale scatenando patologie psiciatriche di massa che non vengono riconosciute, ma circoscritte al singolo che soccombe affermando: “el xera un deboe”.

02 ottobre 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

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