La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

venerdì 9 ottobre 2009

Miliardi evasi, imprenditori criminali e barboni condannati alla galera: la realtà morale e giuridica in Veneto.


Come la Democrazia Cristiana, Forza Italia e Lega, hanno ridotto il Veneto. Poi, arriva la pioggia e tutto si trasforma in poltiglia maleodorante.

Quando si parla di mafia in Veneto, non ci si riferisce agli stereotipi cinematografici siciliani, ma ci si riferisce ad un’ideologia che applicata mediante azioni criminali, con complicità Istituzionali (sia dirette che, più spesso, indirette) aggrediscono la società civile.
Lavoro nero, infortuni sul lavoro, malattie indotte da devastazione del territorio, sono motivi ricorrenti in tutta Italia, sono che noi non viviamo in tutta Italia, ma in Veneto. Quel Veneto ricco che ha fatto dell’aggressione al fisco non solo un motivo ricorrente della sua attività, ma spesso ha considerato l’evasione fiscale un “atto eroico”. Per queste persone, costruire la miseria sociale, come indica Gesù, è un gesto eroico e meritorio.

Poi succede che la Guardia di Finanza venga fornita di motivazioni, mezzi e di strumenti di indagini, e riesca a individuarne qualcuno. Quel qualcuno individuato lascia ogni volta stupiti gli “inquirenti” o i “politici” che, a me pare, fingono di non conoscere la vastità del fenomeno.

Due azioni della Guardia di Finanza, in due giorni, ha portato alla luce due casi che, al momento, appaiono, a chi non conosce la situazione del Veneto e la immoralità dei suoi cittadini (più servi che cittadini) come un fenomeno eccezionale.

La cronaca ci parla di “Nonni Manager e aziende fantasma” con cui un gruppo, 48 persone denunciate di cui 11 arrestate, ha sottratto circa un miliardo di euro all’erario italiano.
Si tratta di un’organizzazione composta da imprenditori Veneti e Lombardi, da faccendieri napoletani e cittadini stranieri con ramificazioni in Germania, Grecia, Inghilterra e Austria. “veri e propri castelli di società con sede operativa in stanze deserte dotate solo di un fax, di una scrivania e di una sedia per un’unica impiegata, solitamente estranea alla frode, che si trovava a gestire l’emissione di fatture dagli importi incredibili che arrivavano addirittura a 4 milioni di euro l’una” dice la Guardia di Finanza. Fatture false o, se preferite, “cartaccia” che giustificano camion fantasma con merce fantasma. Facevano i soldi evadendo l’IVA, concorrenza sleale, on una galassia di imprese fantasma.
Fra i 48 indagati con collegamenti con la malavita napoletana (bagarinaggio e pirateria audiovisiva) ci sarebbero anche tre imprenditori trevigiani a testimoniare che il Veneto è pronto a correre e ad affiancare chiunque pur di fare soldi. Ce la possono avere con i terroni, ma se con i terroni si fanno i soldi, allora non sono più razzisti.
Questa era un’evasione fiscale da un miliardo la cui notizia è dell’8 ottobre 2009. ma non c’è solo la Guardia di Finanza di Padova e Venezia, c’è anche la Guardia di Finanza di Vicenza e il giorno 09 ottobre si apprende che:
La Guardia di Finanza di Vicenza scopre un’evasione fiscale internazionale che coinvolge 128 ditte della concia. 21 imprenditori vengono arrestati per associazione a delinquere e 178 persone denunciate. E’ stato nascosto un imponibile IVA di 1 miliardo e solo di IVA sono stati sottratti 245 milioni con finanziarie costituite fittiziamente all’estero e movimenti verso San Marino per 17,3 milioni di Euro.
Mentre nelle concerie vicentine si moriva per le esalazioni e per le condizioni di lavoro, i milioni di Euro venivano indebitamente intascati aggravando le condizioni sociali della vita civile.
Però, non si dica che nel Veneto i magistrati non sanno fare giustizia. Mentre i miliardi girano indisturbati per anni, i magistrati danno la precedenza ai reati PERICOLOSI, quelli che aggrediscono la società civile:


Treviso. Barbone dorme in un bastione:

tre mesi per occupazione abusiva



TREVISO (8 ottobre) - Lo scorso inverno ha cercato riparo dal freddo all'interno di una stanza sotterranea di un bastione delle mura cittadine. Lo hanno scoperto ed è finito a processo per occupazione abusiva dello spazio. Adesso, Franco [...], un senzatetto di 51 anni, è stato condannato a tre mesi di reclusione. Il barbone, che non si è presentato all'udienza davanti al giudice, era stato denunciato il 9 gennaio dai Carabinieri per aver trasferito le sue povere cose in un angolo del bastione di Santa Sofia, nel quale aveva cercato riparo dal freddo intenso dell'inverno.Il pm Antonio De Lorenzi aveva chiesto per l'uomo una condanna a sei mesi di reclusione, mentre il difensore d'ufficio aveva invocato il minimo della pena. Sulla sentenza potrebbe aver pesato una recidiva specifica: il barbone era già finito nei guai per aver occupato una struttura pubblica.
Tratto da:
http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=75982&sez=NORDEST

E’ la condizione mentale dei magistrati di Treviso che mentre accolgono con benevolenza le farneticazioni razziste di Gentilini lo favoriscono condannando feroci criminali.
Effetto non solo di leggi derivate dal famigerato Codice Rocco, ma applicate con una mentalità nazista dai magistrati trevigiani. Il barbone può sempre fare ricorso in appello: la legge è uguale per tutti, ma non nella ferocia criminale di...... fate voi. Ai miliardari i barboni e i poveri fanno schifo, e alcuni magistrati provvedono in maniera zelante.
09 ottobre 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

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