La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

giovedì 1 ottobre 2009

Veneto, vicende di ordinaria follia!



La normale follia del Veneto che si manifesta nella cronaca quotidiana.
Perché follia?
Perché questi fatti, come un infinito altro numero di avvenimenti, sono prodotti da una relazione di possesso e di dominio: come era il possesso e il dominio che ha indotto l’azione della maestra contro il bambino di 2 anni, così è una relazione di dominio l’attività dello psichiatra veronese contro la ragazzina.
Il potere sulle persone. L’induzione affinché le persone non siano dei soggetti di diritto, ma solo degli oggetti da usare. Oggetti che, come tali, non hanno nessun diritto Costituzionale: come il dio dei cristiani indica.
Questa volontà criminale di emarginare i più deboli della società; questa volontà criminale di annientare i cittadini per trasformarli in “popolo”, vede spesso la complicità fattiva delle Istituzioni che non ritengono che i cittadini fragili abbiano diritto a quei diritti Costituzionali che la società garantisce loro. Sono Istituzioni la maestra, sono Istituzioni lo psichiatra dell’Usl 20 di Verona. E i crimini non sono perpetrati SOLO dalla singola persona, ma DA TUTTA L’ISTITUZIONE che appare complice nella NON prevenzione di delitti indotti dalla dottrina cristiana e che veicolati da soggetti operanti nelle Istituzioni acquisiscono il carattere di TERRORISMO.
Riporto le infomazioni giornalistiche:


Bimbo nella stanza buia per castigo

Maestra a processo insieme al marito
Rovigo, la madre del piccolo: «Mio figlio non dorme più per la paura»

ROVIGO — «Il mio bimbo di notte non riusciva più a dormi­re per la paura che la maestra gli incuteva». La maestra di una materna privata con nido avreb­be tenuto un piccolo di due an­ni in una stanza buia, da solo, impedendogli poi di conservare un foulard che gli ricordava il padre morto qualche mese pri­ma. Ed è finita sotto processo. Al giudice la madre del bambino — la famiglia è di Pezzoli di Ceregnano (Rovigo) — ha confermato la versione già espressa nella denuncia pre­sentata contro l’insegnante per abuso di mezzi di correzione.
Con lei è imputato il marito, per aver minacciato la mamma, decisa a difendere il figlio. Nel corso dell’udienza la donna, che si è costituita parte civile ed è as­sistita dall’avvocato Antonio Ca­rinci, ha ripercorso le tappe del­la vicenda iniziata nella prima­vera del 2006. Non si è contrad­detta, anzi ha confermato la rico­struzione dell’accaduto. La 36enne Michela Fioravanti, al­l’epoca maestra in una materna privata di Lama di Ceregnano come sostituta temporanea del­la titolare, avrebbe traumatizza­to il piccolo, già provato per la morte del padre risalente ad al­cuni mesi prima. Nella querela, e nella versione in aula della mamma, la Fioravanti avrebbe appunto chiuso in una stanza buia il bambino, che al­l’epoca aveva due anni. Sempre più spaventato, il bimbo un giorno si sarebbe aggrappato a un’altra maestra, per sfuggire al­la Fioravanti.

Tratto da:
http://corrieredelveneto.corriere.it/rovigo/notizie/cronaca/2009/1-ottobre-2009/bimbo-stanza-buia-castigo-maestra-processo-insieme-marito-1601828319017.shtml

E ancora:


Magia nera e violenza su una 15enne,sospeso psichiatra complice del “mago”

Era il responsabile di settore dell'Ulss 20 di Verona L'azienda: «Costernata per la gravità delle accuse»

VERONA (30 settembre) - L'Ulss 20 di Verona ha oggi sospeso dal servizio Roberto Fiorio, 58 anni, il dirigente del servizio di psichiatria arrestato nei giorni scorsi perché coinvolto nell'inchiesta della procura di Vicenza su violenze sessuali ai danni di una minorenne. Il medico, bloccato il flagranza nel suo studio privato, è accusato di aver abusato di una sedicenne che era stata portata da lui dall'imbianchino di Chiuppano (Vicenza) Valentino Giacomello di 44 anni, arrestato a sua volta.In una nota la direzione dell'Ulss 20 si dice «costernata per la gravità dei fatti contestati al sanitario». La stessa Unità Locale Socio sanitaria si riserva di valutare eventuali azioni «a tutela della propria immagine e del proprio buon nome».

Tratto da:
http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=75024&sez=NORDEST


La cultura Democratica fatica ad entrare nel pensato comune delle persone. Fatica a manifestarsi nei doveri dei soggetti Istituzionali, eppure, non c’è altra scelta. Se si vuole che la Costituzione diventi il riferimento morale dei cittadini è necessario perseguire i reati commessi dalle Istituzioni quando vengono meno ai loro doveri Costituzionali.

Dei bambini e della società futura non frega nulla a nessuno come la vicenda giudiziaria, in questa sentenza, dimostra:


Rovigo«Chiuse un bimbo al buio» Ma la maestra è assolta

Rovigo, sui mezzi correttivi non ci fu abuso. Marito multato


ROVIGO — Per il giudice non ha abusato dei mezzi di correzione nei confronti del bimbo suo scolaro, finendo col traumatizzarlo coi suoi metodi educativi che erano parsi tutt’altro che dolci. La trentasettenne Michela Fioravanti, all’epoca dei fatti maestra in una materna privata come sostituta temporanea della titolare di cattedra, è stata assolta con formula piena da ogni accusa di aver abusato del suo ruolo. Il marito della docente Gianluigi Romanelli, imputato assieme alla moglie per aver minacciato verbalmente la madre del bambino, è stato condannato a una multa di 50 euro. La vicenda era iniziata nella primavera del 2006. Il bambino racconta di esser stato tenuto in una stanza buia, da solo, e che la Fioravanti gli avrebbe impedito di conservare un foulard. Sempre più spaventato, il piccolo un giorno si sarebbe aggrappato a un’altra maestra della materna.
L’episodio viene raccontato alla madre del bimbo, che inizia a verificare cosa sia successo. Ci sono indizi: difficoltà a dormire, paura eccessiva del buio, uno stato di agitazione costante quando deve entrare in classe per iniziare la giornata. La madre a quel punto si decide a sporgere querela contro Michela Fioravanti per abuso di mezzi di correzione. «Il mio bimbo di notte non riusciva più a dormire per la paura che la maestra gli aveva fatto a scuola», spiegherà poi in aula davanti al giudice la donna. La vicenda si complica quando il marito della maestra, il quarantaduenne Romanelli, cerca di impedire alla signora di sporgere querela. In pratica, in un paio di episodi avrebbe «consigliato » verbalmente alla donna di ripensarci, utilizzando parole piuttosto forti per convincerla. A quel punto, anche lui finisce indagato per minacce, e si ritrova a processo. Nel corso del dibattimento, però, non è stato dimostrato in modo pieno ed evidente come vi sia stato un abuso dei mezzi di correzione da parte della Fioravanti. Non sono state considerate sufficienti da sole le due perizie neuropsichiatriche sul bimbo: la prima commissionata dal magistrato titolare dell’inchiesta, Ciro Alberto Savino, la seconda dalla parte offesa. Entrambe hanno rilevato un danno biologico stimato attorno al 4 per cento nel piccolo a seguito dei traumi.
Antonio Andreotti

25 maggio 2010


Tratto da:



Ha minacciato la madre del bambino che chiedeva giustizia per le violenze subite da suo figlio.
01 ottobre 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

2 commenti:

  1. per una corretta informazione perchè non avete messo come è andato a finire il processo a carico della maestra?forse perchè non avrebbe fatto scoop perchè è stata assolta con formula piena...veggasi gazzettino rovigo 25 maggio 2010

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  2. Informazione Veneta ha lo scopo di sollecitare la società civile a guardare ad un futuro diverso da quello attuale e la violenza sui minori può anche non essere sanzionata dal magistrato, che valuta relazioni giuridiche, mentre la società civile valuta l'alterazione del processo emotivo dei bambini, i futuri adulti, sottoposti sistematicamente a violenza anche quando la violenza non ha risvolti prettamente giuridici, ma viene tollerata dai magistrati.
    Se le accuse, descritte nell'articolo de Il Gazzettino sono cadute è solo un problema personale. E' sufficiente segnalarlo e io approvo il messaggio di rettifica (a differenza del quotidiano il Gazzettino che afferma che lui sputtana chi vuole). Ma resta la mia convinzione che il magistrato, fra un bambino scosso emotivamente e la possibilità di una condanna penale della maestra possa (e ne ho esperienza diretta) assolvere piuttosto che approfondire. Diverso sarebbe stato se il magistrato avesse torturato per due giorni la maestra per farla confessare come è successo ad altre persone.
    Claudio Simeoni
    Meccanico
    Apprendista Stregone
    Guardiano dell'Anticristo

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