La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

giovedì 5 novembre 2009

Autogoverno del popolo Veneto: una banda armata con finalità eversive dell'unità nazionale!


Costituzione di associazione paramilitare: in soldoni, banda armata.
Con questo reato sono state inquisite e indagate tredici persone dalla Digos di Treviso. Fra queste il comandante della polizia urbana di Cornuda, un ex poliziotto che organizzava la sicurezza nel supermercato Panorama di Villorba e la Life di Conegliano che risulterebbe essere il centro ideologico della banda eversiva.
Avevano organizzato la “Polisia veneta” [questi la lingua veneta è solo linguaggio da ostaria] per “l’Autogoverno del Popolo Veneto” come movimento di Liberazione Nazionale delle Venezie [se queste non sono finalità eversive. L’articolo 5 della Costituzione è chiaro e le armi, di cui sono in possesso, parlano da sole o Fojadelli si è dimenticato quanta gente è stata torturata per molto meno, o si è già dimenticato il 3° distretto di polizia di Mestre?]. Secondo gli inquirenti questo movimento armato si prefiggeva “la ricostruzione della Nazione della Repubblica Serenissima”.

Secondo il questore di Treviso Carmine Damiano per ora l'accusa è di costituzione di associazione paramilitare e, secondo lui, le finalità sono oggetto di indagine. Ricordo come il Questore di Treviso e il Prefetto di Treviso sono stati molto chiacchierati per frequentazioni che davano addito a molti interrogativi.




Treviso, bufera su questore e prefetto

Ospiti alla scuola ronde di Forza Italia
Repubblica — 10 marzo 2009



MILANO - La foto li ritrae in prima fila, braccia conserte, faccia serissima, come fossero a una cerimonia di taglio del nastro, costretti dai compiti di rappresentanza ad essere lì. Il questore di Treviso Cesare Damiano, il prefetto Vittorio Capocelli, il colonnello della Guardia di Finanza Claudio Pascucci, quello della Forestale Gianfranco Munari e il comandante della stazione dei carabinieri di Montebelluna Nicola Fasciano, sabato hanno partecipato come fosse un incontro istituzionale al primo giorno di scuola dei «volontari per la sicurezza» di Crocetta del Montello, qualcosa che tutti si dannano a non voler chiamare con il loro nome, ma che, insomma, alla fine è una scuola per aspiranti rondisti voluta dal capogruppo di Forza Italia alla Regione Veneto Remo Sernagiotto.
Il risultato è l' ennesima lite intorno alle ronde. È il consigliere regionale del Pd Igino Michieletto il primo a chiedersi se le «autorità» hanno partecipato in modo consapevole o se sono state attirate in una trappola, ea concludere che l' unica cosa che adesso resta loro da fare è dimettersi: «Erano tutti insieme in prima fila a un grande spot di partito, e grazie a loro questo spot ha avuto un effetto mediatico senza precedenti». Andrea Martella, deputato Pd, ha annunciato un' interpellanza parlamentare: «Sono rimasto stupefatto nel vedere il prefetto e i vertici delle forze dell' ordine, autorevoli solo in quanto imparziali, presenziare al debutto dei rondisti». E anche Silvano Filippi, segretario regionale del sindacato di polizia Siulp, auspica un intervento disciplinare del ministero dell' Interno e del capo della polizia. Ma l' avvio della scuola per volontari - sede in una club house costruita grazie al mutuo di un gruppo di forzisti, "professore" l' investigatore privato Antonio Romeo, già carabiniere al servizio del generale Dalla Chiesa - ha spaccato lo stesso centrodestra. Il sindaco di Treviso, Gian Paolo Gobbo, grazia questore e prefetto e se la prende con Sernagiotto accusandolo di avere strumentalizzato le autorità «attirandole in una sede politica»: «La colpa è di chi fa politica in maniera non trasparente e usa le istituzioni». E così, mentre ancora si aspetta il decreto attuativo sulle ronde, in Veneto ogni giorno intorno alle ronde scoppiano tensioni. L' unico soddisfatto è Sernagiotto che ringrazia la «lodevole e corretta» attenzione dei vertici istituzionali e si gode la notorietà.

Tratto da:
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/03/10/treviso-bufera-su-questore-prefetto-ospiti-alla.html

Per essere consapevoli con quanta superficialità la Polizia di Stato controlla i gruppi insurrezionalisti della Lega e dintorni (ricordiamo la benevolenza dimostrata con chi voleva travestire gli extracomunitari da leprotti per far divertire i cacciatori), basta tener presente che la scoperta di questo gruppo eversivo è avvenuta soltanto in seguito al ritrovamento delle divise con le insegne stampate, i proclami, trovati in seguito ad un pignoramento nella sede dei Liberi Imprenditori Federalisti Europei (LIFE) a Conegliano. Questo lascia molto perplessi sulla professionalità dei poliziotti di Treviso e la loro capacità di interpretare il territorio. In sostanza, questi “bravi imprenditori” non hanno pagato le tasse, sono stati pignorati e, nel pignoramento, è stato scoperto il loro progetto eversivo con cui volevano separare il Veneto dall’Italia: “l’Autogoverno del Popolo Veneto” come movimento di Liberazione Nazionale delle Venezie.
I principali indagati, almeno per ora, sono il presidente della Life di Conegliano, il comandante della Polizia locale di Cornuda, e un ex poliziotto addetto alla sicurezza del supermercato Panorama di Villorba. Tò, guarda chi si rivede!
Era quest’ultimo che si occupava degli arruolamenti e risultano circa 80 persone arruolate. E, gli arruolamenti, avvenivano all’interno di un locale del supermercato Panorama di Villorba. L’ex poliziotto si era definito “Ministro dell’interno del popolo veneto”. Non male come carriera.
Sono state sequestrate nove pistole automatiche e due fucili a pompa (sembra regolarmente detenute, ma staremo a vedere. Troppo materiale e troppo concentrato per essere detenuto nell’abitazione del comandante della polizia urbana di Cornuda). Sono state sequestrate tute mimetiche con fregi della “Polisia Veneta” e 727 proiettili. E’ stato rinvenuto materiale propagandistico. E’ stato sequestrato anche materiale informatico. E il supermercato Panorama di Villorba come centro di arruolamento: che schifo!

Io i personaggi della Life li ho conosciuti, almeno alcuni (e forse non centrano con questi), ma erano incapaci di leggere una norma giuridica elementare. Ricordo che un paio d’anni fa si scannarono con i giornalisti di Annozero in piazza a Cittadella PD durante la Festa dei Veneti quando esponevano il “tanko” che avevano costruito per Piazza S. Marco.
E’ la mancanza di cultura.
Una feroce mancanza di cultura che li porta ad immaginare un mondo in cui sono “i paroni” e tutti gli altri in ginocchio davanti a loro: come hanno imparato negli oratori e nelle parrocchie.
“Voler esser i paroni” è la malattia psichiatrica dei veneti.
Si sentono talmente incapaci di vivere la loro vita e di trovare delle passioni nel loro quotidiano che sono disposti a distruggere chiunque, compresi i loro figli, pur di sentirsi dei protagonisti nella società e non quei pezzenti, ignoranti e incapaci, che si stringono attorno al denaro perché quello è un concetto abbastanza facile da capire: a quel concetto ci arrivano anche i razzisti Tosi e Gentilini.
Il giorno dopo arrivano anche i nomi degli indagati. Riporto dalla Tribuna di Treviso:

Banda paramilitare, 13 indagati
Fra i venetisti Quaglia (ex Life), Gallina, capo dei vigili a Cornuda e Bortotto (Pnv)

Il blitz è scattato nella mattinata di ieri. Sessanta uomini della Digos hanno effettuato quindici perquisizioni nelle abitazioni degli appartenenti al gruppo, nella sede della polizia municipale di Cornuda, nella sede della Life (uno degli indagati, Daniele Quaglia, ne è stato presidente fino a pochi mesi fa) e al Panorama di Villorba. Proprio all’interno di una stanza del supermercato, l’e x poliziotto Sergio Bortotto, addetto alla sicurezza dell’iper e ministro dell’Interno dell’Autogoverno del popolo veneto, effettuava gli arruolamenti per la polisia veneta.Gli inquirenti, coordinati dal capo della Procura Antonio Fojadelli, hanno sequestrato nove tute mimetiche blu riportanti fregi e stemmi indipendentisti, documentazione relativa all’arruolamento di ottanta individui nella «polisia» e materiale informatico relativo a documentazione ideologica e a schede personali sui soggetti reclutati. Per quanto riguarda le armi, gli agenti della Digos hanno sequestrato a casa di Paolo Gallina 727 proiettili illegalmente detenute, nove pistole semiautomatiche e due fucili a pompa. «L’associazione paramilitare aveva come obiettivo la ricostituzione della Serenissima Repubblica di Venezia», ha detto ieri il questore Carmine Damiano. «Siamo intervenuti - ha poi aggiunto - prima che diventassero pericolosi».E’ un duro colpo per l’area dell’indipendentismo veneto radicale. Le indagini sono scattate quando, poco prima dell’estate, era stato impedito ai finanzieri di effettuare un pignoramento nella sede della Life. Nel mirino sono immediatamente finiti gli appartenenti all’Autogoverno del popolo veneto, Daniele Quaglia, Sergio Bortotto e Paolo Gallina in testa. Questi non hanno però nulla a che vedere con gli otto Serenissimi che il 9 maggio del 1997 assaltarono il campanile di San Marco. «L’ideologia sottostante è però identica», dice il dirigente della Digos trevigiana Nicolo D’Amico. Infatti, come gli appartenenti al Veneto Serenissimo Governo, anche i tredici indagati non riconoscono la legittimità del referendum di annessione del Veneto allo Stato italiano svoltosi nel 1866. Da qui non riconoscono la validità di forze dell’ordine come carabinieri, polizia o guardia di finanza. «Ma non ci sono alternative alle istituzioni», ha detto Fojadelli, stroncando anche le loro velleità elettorali.L’inchiesta comunque non è ancora conclusa. Gli uomini della Digos stanno passando al setaccio i file dei computer sequestrati per capire se il gruppo avesse già individuato obiettivi sensibili da colpire

05 novembre 2009
Tratto da:
http://tribunatreviso.gelocal.it/dettaglio/banda-paramilitare-13-indagati/1771277


Non c’è dubbio che l’area dell’ “indipendentismo Veneto” è quella in cui si covano mire insurrezionaliste. Con la crisi economica e con la scarsità di cultura imposta nel Veneto è possibile che un po’ di disperazione di imprenditori ignoranti e incapaci, individui nella separazione da Roma la soluzione dei loro problemi. E’ una rivisitazione della pulsione apocalittica che permette all’individuo di spazzare via i suoi problemi in una dimensione eversiva che lo vede finalmente trionfare con grande potenza e venire sulle nubi alla destra del “padre”, o dio padrone (come ha insegnato il crocifisso che è stato loro imposto). Forse è proprio a loro che si riferiva Maroni quando parlava di cellule eversive pronte a colpire obbiettivi in Italia: dopo l’assalto al campanile di san Marco trattato con tanta magnanimità dai magistrati (gente si è fatta anni di carcerazione preventiva per una bottiglia di benzina) era facile prevederlo.
(modificato il 06 novembre 2009)

05 novembre 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

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