La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

martedì 10 novembre 2009

I veneti imbecilli: mentre giocano all'autogoverno, è stato protetto il saccheggio dell'economia Veneta e la società immiserita


Prosegue il disastro economico dell’Italia e del Veneto in particolare.
Mentre i tromboni dell’imbecillità continuano a suonare la nota della “crisi superata” giocando su dati vecchi di mesi, a mano a mano che i dati arrivano viene evidenziato anche a livello statistico il dramma sociale che l’Italia, e il Veneto in particolare, stanno vivendo.

Riporto dal Sole 24 Ore:



Istat: la produzione industriale a settembre crolla del 5,3%
10 novembre 2009

A settembre 2009 l'indice della produzione industriale destagionalizzato ha segnato un calo del 5,3% rispetto ad agosto (calo maggiore dal 1990). Lo rende noto l'Istat secondo cui, inoltre, la variazione congiunturale della media degli ultimi tre mesi, rispetto a quella dei tre mesi precedenti, è pari a 4%.L'indice grezzo, invece, risulta in calo del 15,3% rispetto a settembre 2008 mentre l'indice corretto per gli effetti di calendario scende del 15,7% annuo. Nel confronto tendenziale, l'indice grezzo relativo al periodo gennaio-settembre 2009 é in diminuzione del 20,5% e del 20,3% al netto degli effetti di calendario. Rivisto al ribasso il dato di agosto, con un rialzo congiunturale dello 5,8% rispetto al +7% già comunicato.

Tratto da:
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Economia%20e%20Lavoro/2009/11/istat-produzione-industriale.shtml?uuid=2519ebae-cdd8-11de-b9f0-3e218276b82d&DocRulesView=Libero

E mentre il crollo della produzione indica il disastro economico in Veneto, sia quello in atto che quello a breve, vengono individuate le cause prime di tale sfascio.
Le cause prime sono costituite dall’immoralità, dal disprezzo per la società civile, di veneti ladri e vigliacchi.
Hanno sottratto milioni alla società civile. Si sono sentiti furbi a rubare. Qualcuno viene individuato, ma i veneti hanno la tendenza ideologica ad essere ladri, eticamente volgari, moralmente vigliacchi. Gente che saccheggia la società civile per assicurarsi dei vantaggi personali: si devono definire come ladri. E non sono i veneti immorali in quanto veneti; ma sono immorali in quanto, questi veneti, sono stati educati all’ideologia del crocifisso e nella cronaca prevalgono rispetto ai Veneti che hanno tirato l’economia per anni e ora vengono sacrificati sull’altare del crocifisso che distrugge la società civile. Un crocifisso che ha indotto i veneti ladri a considerarsi onnipotenti, superladri invincibili, come un dio padrone che deride gli sforzi dei popoli di costruire il loro futuro.
Riporto gli ultimi dati da un articolo di Radiovenetouno:


11/10/2009
REDDITOMETRO, E' UN TREVIGIANO IL RECORMAN DELL'EVASIONE
586mila euro di tasse non pagate: è tra i 72 pizzicati dall'Agenzia delle Entrate



2,6 milioni di euro in più rispetto al 2008: a tanto ammontano le imposte evase dei trevigiani pizzicati dal redditometro dall'Agenzia delle Entrate. Questo l'esito di ben 72 controlli incrociati tra redditi e possesso di beni di lusso ed effettive dichiarazioni dei redditi dei contribuenti. Tra le province del Veneto la Marca trevigiana risulta di gran lunga quella con un tasso di evasione più alto. Tra questi un evasore record, un imprenditore residente a Treviso che era intestatario di abitazioni, auto di lusso, barche ed altri beni ma dichiarava un reddito modestissimo. L'uomo avrebbe sottratto al fisco ben 586mila euro, il dato di evasione più alto tra quelli riscontrati in tutta la regione Veneto; il tutto a fronte di una media di evasione che si aggira attorno agli 8-10mila euro. Oltre a lui ci sono ben altri due casi clamorosi di altrettanti imprenditori pizzicati dal redditometro con tasse evase per 350mila euro. Tutti i “furbetti del fisco” beccati a Treviso, segnalano dall'Agenzia delle Entrate, hanno riconosciuto l'evasione e non hanno richiesto strumenti agevolativi. Sono stati ben 300 i funzionari schierati dall'agenzia delle Entrate nel periodo gennaio-settembre e che armati di redditometro hanno finora riscontrato oltre 7milioni di evasione in più in Veneto rispetto a dodici mesi fa.


Tratto da:
http://www.radiovenetouno.it/leggi_notizia.asp?Notizia=7928


E la situazione sociale del Veneto è ben rappresentata dai dati generali sulla situazione, visto che quelli dell’Istat li avremo tra tre mesi, diffusi dai sindacati nazionali:


Treviso - I primi nove mesi del 2009 sono stati neri sul fronte dell’occupazione e i prossimi si prospettano peggiori. Il rapporto Congiunturale dell’Ufficio Studi della di Cigl parla di una disoccupazione al 7% entro la metà del 2010. Nei primi nove mesi del 2009 ci sono stati più licenziamenti rispetto a tutto il 2008, con netta prevalenza di uscite dalle piccole imprese. E si è registrato un boom di cassa integrazioni e fallimenti, oltre al blocco delle assunzioni. Il segretario generale della Cgil, Paolino Babiero sostiene che: “dobbiamo affrontare la peggiore e più preoccupante situazione da dieci anni a questa parte.

I LICENZIAMENTI NEL 2009 – Dal 1 gennaio al 31 ottobre 5.998 trevigiani hanno perso il lavoro contro i 3.741 licenziati dell’intero 2008. Si tratta di un aumento estremamente preoccupante, segnale di una dinamica avviata e dagli esiti incerti, in cui a pagare il prezzo più alto sono i lavoratori delle piccole imprese, cioè quelli sprovvisti di veri ammortizzatori sociali, ovvero 4.201 (2.258 in tutto il 2008) licenziati costretti ad affidarsi alla sola indennità di disoccupazione, mentre gli espulsi dalle aziende medio-grandi sono stati 1.797 (erano 1.456 nel 2008).
CROLLO DELLE ASSUNZIONI – In discesa libera, dal 2008 a oggi, le assunzioni con contratti di lavoro a tempo indeterminato. Il calo è di oltre il 10%, confermando così il trend già registrato nel 2008. Ma il timore è un ulteriore peggioramento del dato entro la fine dell’anno. A pagare di più in caso di crisi sono le donne: l’occupazione femminile presenta un saldo di -40%; critica anche la situazione dell’occupazione straniera, i cui flussi entrata-uscita segnano un - 30%. In crescita i contratti atipici. Solo 1 posto su quattro ha previsto, tra gennaio e settembre, un contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato. Nel 44% dei casi si è invece trattato di contratti a termine, mentre circa il 25% (nel 2008 era il 21%, nel 2007 il 17%) ha riguardato assunzioni con contratto di somministrazione.
PRECARI I PIU’ A RISCHIO – I più esposti al rischio di licenziamento sono i precari: ogni 100 licenziati tra gennaio e settembre, 68 sono infatti occupati con contratti a tempo determinato non rinnovato; il 15,9% è rappresentato dai lavoratori in somministrazione mentre il 23,39% riguarda lavoratori con contratti a tempo indeterminato. Complessivamente, il saldo negativo delle dinamiche occupazionali ha fatto registrare, nel confronto fra 2008 e 2009 (ultimo dato utile è la rilevazione di giungo) un -20,35%, per un totale di 23 mila unità in meno, il dato peggiore fra quelli relativi alle province del Veneto.
Tratto da:
http://www.oggitreviso.it/disoccupazione-nel-2010-al-7-19585



Che cosa c’è da dire?
Nulla, Bossi, Berlusconi, Maroni, Sacconi, Zaia, Tremonti, stanno prendendo per i fondelli gli italiani facendo credere che la crisi è finita mentre gli italiani devono fare i conti con la loro quotidianità.
E’ così che i Bossi, i Maroni, i Tosi, i Gentilini, i Galan, distruggono la società civile. Tolgono la ricchezza alla società per accumularla nelle mani di pochi: come ha insegnato loro Gesù che invitava a distruggere la ricchezza della società civile (tanto lui sarebbe venuto di li a poco sulle nubi con grande potenza alla destra del padrone suo padre e il mondo presente sarebbe finito) e sputano sui loro doveri costituzionali.
Non c’è un futuro, partendo da questa organizzazione economica. C’è un salto qualitativo in cui la struttura economica non sarà mai più come quella che abbiamo conosciuto. L’unica cosa da preservare sono le Strutture Sociali, ma fra leghisti, indipendentisti, autogoverno Veneto, Polisia Veneta, siamo davanti a personaggi talmente incompetenti e culturalmente abietti (mettici insieme Questori che se ne sbattono delle leggi; Prefetti che si sono dimenticati il loro ruolo giuridico e si fanno gli affari loro; sindaci che si sentono investiti del sacro ruolo dei giustizieri; amministratori provinciali che hanno comportamenti razzisti e nazisti, ecc.) stanno svendendo le strutture sociali per accaparrarsi denaro rapinando i cittadini del patrimonio e della ricchezza che hanno accumulato nel tempo.
Col crocifisso hanno fatto del Veneto una cloaca sociale e morale!

10 novembre 2009

Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

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