La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

sabato 7 novembre 2009

L'imbecillità è la malatia mentale dei veneti che hanno acquisito stando in ginocchio davanti al crocifisso.


La malattia mentale di veneti imbecilli!
Non c’è altro modo per definirli: tuti i vol esser i paroni.
Nessun che fassa el scariolante. Nessun che meta e man nea merda.
Tuti che vol comandar. Da semi e da deficienti i se sente tanto dei paroni e invese i manda a remengo quel che, con tanto suar, xe sta costruio.
Davanti a e fabriche che sera i vende el cul come putane sperando de averghe un posto par non far fadiga e ciapar i schei.

Riporto dal Gazzettino. La struttura economica del paese e la sua struttura giuridica impongono alle persone una consapevolezza precisa dei diritti e dei doveri delle persone all’interno della società civile. Precisa, significa che le persone sanno distinguere la norma giuridica e la norma Costituzionale in ogni relazione fra le persone. Precisa significa la consapevolezza delle Istituzioni di avere dei doveri ASSOLUTI nei confronti dei diritti dei cittadini.
Cosa che ne Zaia, né Tosi, nè Sacconi, né Gentilini, né Galan, hanno. E proprio perché loro non hanno consapevolezza delle norme elementari che regolano le relazioni fra le persone nella società civile si circondano e usano una manovalanza di illusi e disperati che, una volta che non vedono la coincidenza fra il ruolo politico conquistato e i vantaggi personali che loro immaginavano, corrono per altri lidi sognando per sé “montagne de polenta e mari de tocio!”. Quelle “montagne de polenta e quei mari de tocio” che il politico che hanno appoggiato ha “negato” loro.
E così, come novelli Gesù, si immaginano di venire sulle nubi con grande potenza alla destra di un qualche padre come “paroni”. Come Gesù era “el paron dei paroni”, così essi si sentono tanti paroni o tanti messia.
La cronaca ci dice che ad arruolarsi al supermercato Panorama di Villorba erano disperati, deficienti e disoccupati, che sognavano un posto di lavoro.
E’ proprio dei veneti, visto nell’odio espresso contro gli extracomunitari o la ferocia esercitata contro le donne lungo le strade, “voer comandar” e non essere capaci di prendere la carriola e di portare il letame sul campo!
Non sono capaci di costruire un minimo di futuro e, tanto meno, di gestire in maniera dignitosa il presente. Ne sono testimonianza incapaci e incompetenti come Sacconi, Zaia o Galan. Personaggi che stuprano la Costituzione della Repubblica per i propri interessi personali (da Eluana Englaro, al Lodo Alfano, alle aggressioni ai Phone Center (sentenza Corte Costituzionale 25/2009).) che rappresentano atti di terrorismo nei confronti di cittadini che la Corte Costituzionale ha censurato.
Imbecilli, dunque, che non conoscono nemmeno l’abc del vivere comune e delle norme che regolano la società civile. Galan stesso, per i suoi interessi personali, con una legge illegale alla quale hanno seguito provvedimenti comunali illegali e criminali, ha fatto chiudere parecchi esercizi commerciali: delirio di onnipotenza; el se credea de esser el paron!
E’ la malattia del Veneto che riporto da un articolo de Il Gazzettino:



Quattro governi per il popolo veneto


di Alvise Fontanella


VENEZIA (7 novembre) - Forse non tutti sanno che il Veneto, oggi, è sottoposto a ben quattro governi. Primo: il Veneto Serenissimo Governo, anzitutto, della Veneta Serenissima Repubblica, presidente il serenissimo Luigi Faccia, altri due serenissimi col rango di premier e di ministro. Secondo: l’Autogoverno del Popolo Veneto presieduto da Loris Palmerini, che lo fondò nel 1999 insieme a Bepìn Segato, l’ideologo dei Serenissimi, che allora andava e veniva dal carcere. Terzo: l’Autogoverno del Popolo Veneto di Daniele Quaglia, che è quello finito sotto inchiesta a Treviso per la sua "Polisia Veneta". Quarto, naturalmente, il governo italiano presieduto da Berlusconi: ma non conta perché, a giudizio unanime degli altri tre governi, è l’illegittima autorità di una «potenza occupante».Nel dopoguerra fu la Liga Veneta il primo partito a parlare apertamente di indipendenza. Ma la Liga Veneta è ancora un partito italiano. Era questo il suo limite, secondo chi - come Luigi Faccia e Flavio Contin - vi si era avvicinato vagheggiando una sorta di movimento partigiano quale la Liga non volle diventare. Delusi, nel 1987 Faccia e Contin introdussero una novità nella strategia dei movimenti che gravitavano intorno alla «questione veneta»: si strutturarono non come partito, ma come governo semi-clandestino all’opera in un territorio sotto occupazione straniera. Erano in quattro gatti, giravano per le osterie a far propaganda venetista, ma erano il Veneto Serenissimo Governo, e si proclamavano rappresentanti del popolo veneto ed eredi legittimi della Serenissima.Il Veneto Serenissimo Governo, del quale era diretta espressione la "Veneta Serenissima Armata" che l’8 maggio 1997 liberò per una notte dall’occupazione italiana piazza San Marco, è sopravvissuto agli arresti e ai processi. Vede tuttora ai vertici i serenissimi. Dai due ai sei anni di galera, dodici anni di processi non li hanno piegati: Luigi Faccia è il presidente della Veneta Serenissima Repubblica, Luca Peroni il presidente del Veneto Serenissimo Governo, Andrea Viviani il vice. E gli ideali indipendentisti non sono mutati di una virgola. Ma il Veneto Serenissimo Governo non è più solo. Dopo il gesto di San Marco, ne è nato un altro, fondato nel 1999 dal padovano Loris Palmerini, che ne è stato l’ideatore, da Luciano Franceschi e da Bepi Segato: nacque l’Autogoverno del Popolo Veneto. Anche qui, ministri e Tribunali, anche qui la rivendicazione di rappresentare legittimamente il popolo veneto, la contestazione del referendum truffa del 1866, però con una peculiarità: il Palmerini-pensiero fonda il il diritto all’autogoverno del Veneto su norme internazionali recepite dall’Italia, e da questa illegittimamente disapplicate. La sua azione è quindi strettamente legale, interna al quadro giuridico, fondata su ricorsi e pronunce della Magistratura. Proprio questa impostazione ha condotto, l’estate scorsa, alla scissione: quando il presidente, Daniele Quaglia, e il Ministro dell’Interno, Sergio Bortotto, presentarono una deliberazione che normava la «Polisia Veneta» prevedendo, pare, anche la possibilità di armarla, il Parlamento depose il presidente. Al suo posto, fu nominato lo stesso Palmerini. Quaglia e Bortotto diedero vita ad un altro sito internet, pretendendo di essere loro il vero «Autogoverno del popolo veneto»: ed è questo Autogoverno, con la sua Polisia, l’unico al centro dell’inchiesta di Treviso. L’Autogoverno di Palmerini, così come il Veneto Serenissimo Governo, e così come la Life, non c’entrano. Semplice, no?
Tratto da:
http://www.gazzettino.it/articolo_app.php?id=23645&sez=NORDEST&npl=N&desc_sez=

Ed è proprio per continuare in questa malattia del Veneto che, come spesso è avvenuto, gli amministratori comunali sputeranno ed offenderanno il Tribunale per i diritti dell’uomo che ha censurato il terrorismo nei confronti dei bambini che viene fatto da loro esponendo il crocefisso.
Loro i xe i paroni. I se ne sbatte dea legge e tutti i ga da far quel che loro i vol!
Con la logica dei veneti si sono costruiti i campi di sterminio e si sono macellati 40.000.000 di persone trasformate in bestiame.
Se non si comprende questo, allora significa che non si è capito nulla dei processi storici che stiamo vivendo.
Quando si è finito di saccheggiare il presente: restano solo coloro che con la carriola portano la merda sul campo sperando che un futuro diverso possa germogliare. E chi porta la carriola non vuole padroni. Però, potrebbe essere troppo tardi. Potrebbe essere arrivato il momento di persone più consapevoli e moralmente più attrezzate: gli extracomunitari.


07 novembre 2009

Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

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