La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

domenica 29 novembre 2009

Venetismo, indipendentismo, illegalità: sospetti su una situazione di conflittualità repressiva in Veneto.


L’articolo 5 della Costituzione recita:

“La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomia locali...”

Ogni azione che viene intrapresa per rendere parte dello Stato indipendente, è sempre un’azione eversiva nei confronti della Costituzione e mina l’integrità nazionale e i rapporti con l’Europa.
Perché noi assistiamo a delle persone che agiscono illudendo altre persone che ci siano delle possibilità di indipendenza “legale” quando, invece sappiamo che qualunque tentativo finirà in un bagno di sangue?
Parlare di “Indipendenza del Veneto” significa spingere per la guerra civile.
Giuridicamente non è possibile nessun’altra soluzione se non spingendo gli imbecilli, gli ingenui e gli illusi de esser “paroni in casa loro” e di rivendicare un’autonomia come toccasana di tutti i loro mali.
Il che significa che, affermare di volere l’indipendenza, nasconde nella realtà altri obbiettivi. Obbiettivi occulti. Obbiettivi inconfessabili.
Abbiamo visto come il sedicente “Autogoverno del popolo veneto” stia facendo una campagna ridicola prendendo per i fondelli gli ingenui e gli ignoranti cresciuti negli oratori del Veneto. Istituiscono una specie di “Tribunale del popolo veneto” come “Autorità giudiziaria del popolo veneto e dello stato delle venezie” con cui illudono imprenditori falliti di poter risolvere i loro problemi (i legami con la LIFE erano evidenti).
Istituiscono una “Polisia veneta” sui quali interviene, casualmente, la Polizia di Stato trovandoli con parecchie armi. Ognuno ha il diritto di prendere le distanze.

La questione è: a chi serve questo marasma?
Ad impedire ai veneti di affrontare i loro problemi e incanalare alcune persone, emotivamente coinvolte, in direzione di illegalità e di eversione. Già molti episodi ci sono stati: dal razzismo a delibere criminali ed illegali di sindaci. Ci sono stati episodi di provocazione e di aggressione a chi non è di religione cristiana o a chi non è di razza bianca oppure non è ricco. Episodi tollerati e spesso favoriti dalla Polizia di Stato al fine di provocare reazioni per poi reprimerle come atti di terrorismo.

Così si viene a sapere che Luca Casarini con gli ex-noglobal sono diventati filo-venetisti legati a Bitonci e Zaia.
Infatti, durante la manifestazione di Venezia, scrive il giornale Il Gazzettino di domenica 29 novembre 2009 nelle pagine locali di Venezia:

NO GLOBAL & RAIXE VENETE

E Luca Casarini va a braccetto con i venetisti


L’alleanza anti-Carroccio accoglie l’adesione dei centri sociali. Ieri, infatti, alla manifestazione indetta dall’associazione culturale “Veneto Nostro - Raixevenete” c’era anche Luca Casarini, accompagnato da alcuni aderenti al movimento no global. “Raixevenete” ha chiamato a raccolta circa 150 persone da tutto il Veneto, che nel pomeriggio hanno percorso in corteo tutta Strada Nuova, soffermandosi in campo San Geremia. I manifestanti hanno protestato contro la discriminazione linguistica, pretendendo che la lingua veneta sia visibile negli spazi pubblici del territorio. «Più del 70 per cento della popolazione veneta parla in veneto - ha detto il presidente di “Raixevenete”, Davide Guiotto - perciò vogliamo che la nostra lingua, espressione della nostra cultura e della nostra identità, sia riconosciuta, diffusa e insegnata. Dopo un lungo sonno le genti venete stanno alzando la testa, chiedendo un cambio culturale e sociale, tale da far valere i loro diritti civili». Alla manifestazione erano presenti Fabrizio Comencini (Liga veneta repubblica) e Albert Gardin (Indipendenza veneta), ma soprattutto si è respirata un’aria politica trasversale, totalmente antirazzista, dai tanti cartelli in tal senso inneggianti all’integrazione, con persone di destra e di sinistra, operai e imprenditori, donne, giovani e anziani. Niente Padania ma solo riappropriazione civile e politica del Veneto: uno schiaffo alla Lega Nord, accusata di cercare i posti di governo e di aver perso l’identità di movimento. «Appoggiamo la manifestazione per l’attenzione dovuta a quello che di buono si sta muovendo nel Veneto - ha spiegato Casarini - insieme possiamo lottare contro la dominazione padano/romana. Questi veneti si sono sentiti imbrogliati dalla Lega Nord, capace di far crescere una destra xenofoba e razzista. Nel Veneto si stanno aprendo ampi spazi contro la globalizzazione, colpevole di cancellare storia, lingua e tradizioni di un territorio».
Tullio Cardona

Tutti hanno il diritto di fare i loro “distinguo”, ma io che sono uno spettatore esterno non posso non mettere in relazione non solo le coincidenze, ma essere guardingo sui possibili effetti che la cosa avrà. Intanto Il Gazzettino afferma che non vi è razzismo. Non è vero. Il fatto stesso di evocare un’indipendenza rispetto all’Italia è già una ricerca sociale di razzismo dal momento che non è precisato “di che natura”. In secondo luogo i cartelli esposti del tipo “basta il razzismo contro i veneti” è una richiesta di legittimazione del razzismo che viene fatto contro gli extracomunitari.
Non è vero che il 70% della popolazione in Veneto parla il "veneto"; è vero che le persone in Veneto conoscono qualche parola di osteriese, cosa ben diversa dal Veneto di Casanova. In compenso, la maggior parte dei veneti non sa parlare italiano né sa leggere un testo e comprenderne i contenuti: il che significa che saranno le vittime dei veneti che, fra 10 anni, sono di origine cinese, araba, indiana e quant’altro. Si è veneti perché si vive in Veneto; non esiste una "razza Veneta". Esiste una cultura del Veneto e, purtroppo, esiste la stupidità di chi parla di razza Piave indicando ignoranza e incultura elevata ad orgoglio di razza.
Questi “veneti” sono la Lega Nord, xenofoba e razzista, né mai le varie sigle apparse nel "firmamento" venetista, hanno preso le distanze dalla xenofobia e dal razzismo della Lega: quando mai hanno criticato Bitonci e le sue delibere finalizzate all’odio sociale? O quelle di gentilini? O quelle di Tosi?

Luca Casarini appare in questo momento un uomo illuminato che, illuminato sulla via di Damasco, attraversa una grande conversione alla xenofobia e al razzismo. Quando decide di associarsi nella manifestazione con i venetisti lo fa per : «Appoggiamo la manifestazione per l’attenzione dovuta a quello che di buono si sta muovendo nel Veneto - ha spiegato Casarini - insieme possiamo lottare contro la dominazione padano/romana. Questi veneti si sono sentiti imbrogliati dalla Lega Nord, capace di far crescere una destra xenofoba e razzista. Nel Veneto si stanno aprendo ampi spazi contro la globalizzazione, colpevole di cancellare storia, lingua e tradizioni di un territorio»

Non ci sono principi sociali da difendere; non ci sono richieste da fare; non ci sono distinguo; ma c’è semplicemente un “lottare per il lottare” tentando di imbrigliare una sensazione vaga di insoddisfazione entro quelli che Casarini definisce “insieme possiamo lottare contro la dominazione padano/romana.”.
Il dubbio è atroce: per che cosa manifestava Casarini, quando si spacciava per “rivoluzionario dei centri sociali”, se non è in grado di distinguere il razzismo e la xenofobia come elemento caratteristico del venetismo?

E perché la Polizia di Stato di Treviso scopre solo ora le armi della “Polisia Veneta”? E perché la Polizia di Stato non è mai intervenuta nei confronti degli atti di terrorismo messi in atto da alcune amministrazioni Comunali tendenti a disarticolare la Costituzione della Repubblica per impedire l’Istituto della Libertà religiosa e, più in generale, la fruizione della Carta Costituzionale da parte dei cittadini?
Casarini sa perfettamente che esiste un filo rosso che lega i manifestanti di Venezia con Zaia, Bitonci, la Polisia Veneta, il “Autogoverno del popolo veneto” e il PNV. Al di là delle relazioni organizzative ufficiali, l’umus è lo stesso: fra quelli del tanko, Polisia Veneta, Autogoverno e imprese di Zaia e Bitonci, esiste un’unità di intenti finalizzata a distruggere le condizioni di vita dei cittadini del Veneto.

E allora?

Allora mi sorge un dubbio: mi sorge il dubbio che questi personaggi siano le frange sacrificabili di un disegno criminoso che agendo sul territorio del Veneto apre le porte a modelli repressivi il cui scopo è allontanare l’opinione pubblica e l’attenzione ai problemi che si stanno accumulando.
Io non so fra gli ex noglobal di Luca Casarini e Raixe Venete di Davide Guiotto quale unità o alleanza si formi e quale fra i due manipolerà l’altro. Né so il ruolo che avrà il nuovo raggruppamento illegale (la richiesta di indipendenza è comunque un fine costituzionalmente illegale; poi, saranno i mezzi che verranno messi in atto che determineranno la qualità della sua illegalità) che spinge per l’indipendenza del Veneto: Veneto Libero.
«Referendum per l'autodeterminazione»:
5 movimenti creano "Veneto Libertà"

Il nuovo progetto presentato a Grisignano di Zocco (Vicenza):«Democrazia direta per rompere l'asse Milano - Roma»

VICENZA (29 novembre) - Ruota attorno all'idea di un referendum per l'autodeterminazione del popolo veneto il progetto politico "Veneto Libertà" a cui hanno aderito alcuni movimenti che si richiamano al venetismo. Il progetto è stato presentato oggi nel corso di un incontro a Grisignano di Zocco (Vicenza) e sottoscritto dal Movimento Veneti, Intesa veneta, Lig
a repubblica Veneta, Partito Autonomista Bellunese, Unione Popolare Veneta. «Principale punto del programma - è stato ricordato - è il referendum per l'autodeterminazione del popolo veneto, per dare la possibilità ai veneti di decidere del proprio destino, convinti che la sovranità popolare e la democrazia diretta siano elementi indispensabili per arrivare all'indipendenza della nostra gente nella costruzione di una Europa dei Popoli che veda i Veneti finalmente protagonisti».
«Ma Veneto Libertà - hanno evidenziato i promotori, Carlo Covi, Fabrizio Comencini e Patrick Riondato - non sarà solo "Obiettivo Autodeterminazione", ma attenzione alle problematiche che coinvolgono e preoccupano quotidianamente la nostra gente, a partire dalle politiche sociali, l'ambiente, la sanità, la dura crisi economica che stiamo attraversando e che più di altri i veneti subiscono. Vogliamo che queste tematiche siano di completa competenza veneta e non come accade costantemente di assoluto potere decisionale dell'asse Roma-Milano. Per questi motivi il Veneto ora più che mai necessità dell'aiuto di ogni persona che come noi hanno a cuore il destino della nostra amata Patria».
Dopo aver indicato una serie di ragioni dello stare insieme, i promotori hanno evidenziato che «solo consapevoli delle proprie radici si potranno creare le fondamenta per una società solida lanciata verso il futuro».
Tratto da:
http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=82370&sez=REGIONI


Non so nemmeno il ruolo che ha il Questore e il Prefetto di Treviso, nella complicità con Gentilini e compagni....
Ho l’impressione che si stia montando artificiosamente una situazione di scontro sul nulla: appunto, l’indipendentismo! Uno scontro che costruisce delle condizioni repressive coinvolgendo imprenditori falliti e disperati (vedi i disoccupati che si iscrivevano nelle liste dalle Polisia Veneta) che sognano un “mondo nuovo”, liberi da regole che non hanno mai capito perché le Istituzioni le hanno nascoste.
Ho l’impressione che si stiano formando situazioni in cui convogliare il disagio per poi reprimerlo militarmente e violentemente per nascondere la crisi economica, bloccare sul nascere le proteste, distruggere la cultura e legittimare lo stato mafia che sta ogni giorno di più prendendo forma.
Se Davide Guiotto o Luca Casarini facessero un elenco di problemi da affrontare e di possibili soluzioni e trovassero un accordo in merito, chiunque potrebbe discutere sulle proposte, giuste o sbagliate che siano: sia quando riguarda il lavoro, la società, la famiglia, il diritto, o quant’altro. Ma dal momento che la parola d’ordine è “insieme possiamo lottare contro la dominazione padano/romana.” E “indipendenza del popolo veneto”, appare evidente che stanno prendendo per i fondelli i cittadini proponendo uno scontro sul nulla e distruggendo ogni forma di rivendicazione sul territorio: e questo mi preoccupa.
Per provocare questo genere di tensioni Cossiga era un esperto; criminale, ma esperto. C'è sempre un Gianfranco Bertoli a disposizione. Un Gianfranco Bertoli che finge di essere un anarchico e lancia una bomba per legittimare la repressione e la violenza della Polizia di Stato, salvo scoprire che era un militante di estrema destra e lavorava con i servizi segreti.
E a nessuno fa piacere assistere a film già visti.

29 novembre 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

1 commento:

  1. Co un cognome come el tuo, e i discorsi che te fe...me pare ciaro el to legame coa masoneria.

    Sito un marson par caso?

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