La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

giovedì 24 dicembre 2009

Zaia, i valori cristiani che vuole difendere e la pratica della pedofilia come valore centrale del cristianesimo in Veneto.

Le foto sono relative alla manifestazione contro la pedofilia dei preti cattolici all'Istituto Provolo di Verona. Violenza che ha trovato la polizia di Stato e la Magistratura impegnati in altro che non a difendere i diritti dei cittadini deboli violentati dai preti cattolici. Milioni di situazioni simili sono avvenute in Veneto, ma Polizia, Carabinieri e Magistrati, avevano da fare, altre cose, a loro più congegnali che non assicurare la giustizia ai cittadini.


Zaia e i valori cristiani.
La violenza sui minori in Veneto è una costante diffusa in modo massiccio e indotta dall’educazione cristiana.

Zaia si è presentato come "paladino" dei valori cristiani; si è presentato come colui che vuole garantire ai cristiani il diritto di costringere, con la violenza della negazione del diritto Costituzionale, i bambini in ginocchio davanti ad un crocifisso. Dunque, Zaia si è presentato come il garante dei cattolici nelle loro attività in contrasto con la Costituzione della Repubblica.
La violenza sui minori è ben curata, capillarmente, dalla chiesa cattolica. E' uno dei suoi valori centrali. Un Vescovo francese, durante un processo, ebbe a dire che processare i cattolici per la violenza sui minori era un'aggressione alla libertà religiosa dei cattolici.
Lo sa bene Zaia che per assicurarsi un pugno di voti parla di “Valori cristiani”, intendendo, con questi, la libertà di violentare i bambini perché solo in questo modo, con la distruzione delle Istituzioni democratiche e dei Valori della Costituzione, può assicurarsi i voti della chiesa cattolica. Non lo dimostra solo l’Irlanda o gli USA, in cui delle istituzioni hanno agito per la giustizia, ma soprattutto l’omertà della Polizia di Stato e dei Magistrati in Veneto che hanno voluto essere accondiscendenti con la Democrazia Cristiana prima, col Popolo delle Libertà e la Lega oggi, per non disturbare l’appoggio della CEI. Il caso Provolo e quello del vescovo di Verona è solo un esempio fra i tanti che possiamo scorgere nei comportamenti dei Veneti e nella ricerca di poveri da sottomettere e violentare.
A me non interessa se questo artigiano sia colpevole o meno. Lo accerteranno i magistrati, se lo potranno. Le accuse vengono dalla Germania e vengono nella sua azione di volontario cattolico. I pedofili sono preti cattolici o laici cattolici che trovano nell’ambiente, in cui sguazzano i cattolici, un ambiente favorevole e sufficientemente omertoso per le loro pratiche. Altre volte sono i parenti delle vittime che esercitando il potere che concede loro la "famiglia cattolica" piegano i minori al loro volere. Sempre parte dell'ideologia religiosa cristiana.
I Veneti non sono pedofili che si rifugiano nel cattolicesimo, ma sono pedofili perché educati dal cattolicesimo alla pratica della pedofilia come sistema per veicolare le loro pulsioni sessuali. Violentare gli altri, veicolare le proprie pulsioni sessuali nel dominio dei minori per l’incapacità di diventare adulti responsabili, con una sessualità adulta che costruisca delle relazioni con gli altri, nella regione Veneto è un'impresa titanica che riesce solo alle persone che si sottragono al cattolicesimo. E’ un aspetto della malattia del Veneti che li porta ad aver paura dell’altro e a voler aggredire zingari, extracomunitari, senza tetto, solo perché non si mettono a novanta gradi o non si prostrano davanti ai Veneti che si sentono tanto dei “padroni buoni” disposti a far loro la carità mentre li violentano.
Riporto la notizia da il Gazzettino e il Corriere della sera del Veneto:


Vicenza. Accusato di molestie sessuali,
ex assessore si impicca in carcere
Arrestato domenica dai carabinieri su mandato di cattura
internazionale, l'artigiano ha protestato la propria innocenza



VICENZA (23 dicembre) - Ha protestato fino all'ultimo la sua innocenza, con una fermezza pari alla disperazione che lo lo aveva stretto in una morsa da quando, domenica, i carabinieri si erano presentati a casa sua con un mandato di cattura internazionale che lo accusava di atti sessuali su minorenni. La disperazione non gli ha lasciato scampo: dopo l'interrogatorio di garanzia di ieri, durante il quale ancora una volta ha spiegato agli inquirenti che le accuse rivoltegli erano a suo dire assolutamente folli, Plinio Toniolo - 55 anni, artigiano di Nove ed ex assessore - è rientrato in cella e si è impiccato usando un lenzuolo. A nulla sono valsi i tentativi di rianimazione da parte del personale di polizia penitenziaria e dei sanitari del 118 accorsi sul posto.Il mandato di cattura arrivava da Berlino e faceva riferimento ad episodi avvenuti nei mesi scorsi quando Toniolo - come accadeva spesso - si trovava in Germania per lavoro. Al momento dell'arresto si è detto sconvolto dalle accuse e ha affermato la propria estraneità ai fatti. Posizione che ha ribadito anche ieri. Non è però riuscito a sopportare il peso delle accuse, e si è tolto la vita.Familiari e conoscenti sono stati gettati nella disperazione. Il cinquantacinquenne era stimato sia come artigiano che come uomo, per aver lavorato una vita nei campi del volontariato e del sociale, a stretto contatto con la parrocchia.

Tratto da:
http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=85259&sez=NORDEST


Non ci sono grandi novità nell’informazione del Corriere della Sera del Veneto:


Al San Pio X
In carcere da tre giorni, si uccide
L’uomo era accusato di violenza su minori




VICENZA - Un sessantenne bas­sanese si è ucciso martedì in carcere, al San Pio X. Non ha retto alle ac­cuse che lo hanno portato in car­cere e in preda alla disperazione, si è tolto la vita. Impiccandosi con un lenzuolo. Così lo hanno trovato gli agenti della polizia pe­nitenziaria poco dopo le 16 nella sue cella. Ha atteso di essere solo. Poi la disperazione o il tormento della vergogna hanno avuto la meglio. E si è ucciso. Gli operato­ri del Suem, chiamati per un ulti­mo ed estremo tentativo di salvar­gli la vita, hanno cercato di riani­marlo ma non hanno potuto fare altro che constatare il decesso. Or­mai era troppo tardi. Sull’uomo, sposato e padre di due figli, pen­deva un ordine di car­cerazione europeo emesso dalla polizia giudiziaria della Ger­mania per atti sessua­li su minori. Fatti che secondo le indagini seguite degli inquiren­ti tedeschi sarebbero avvenuti nell’ambito del volontariato.
Il de­tenuto sarebbe infatti stato impe­gnato all’estero in diverse missio­ni sociali. In quel contesto sareb­bero maturate, secondo la polizia tedesca, le occasioni per molesta­re e sfruttare minori con cui era in stretto contatto nelle sue attivi­tà. In quelle occasioni avrebbe abusato di loro. Ragazzi probabil­mente svantaggiati, per quanto è possibi­le comprendere, che proprio per questo sa­rebbero potuti essere prede facili. Ma que­sto gesto estremo, a soli tre giorni dall’ar­resto eseguito su man­dato di cattura euro­peo, quest’uomo ha deciso, nella sua cella di togliersi la vita. Ha preso un lenzuolo. Lo ha usato come corda per creare il cappio. E si è ucciso. Se a portarlo a questo estremo gesto sia stata la consapevolezze di un’accusa infondata, insoppor­tabile, o se invece abbia deciso di togliersi la vita per quel senso di vergogna che l’arresto e le accuse connesse, implicano, è quanto la procura di Bassano cercherà di ca­pire e che, nel frattempo, creano ulteriori interrogativi nei familia­ri, la moglie e il figlio, che prima si sono dovuti domandare come fosse possibile che quel marito e quel padre, così impegnato, fos­se finito in carcere. Ed ora, alla luce di questo ge­sto, si stanno domandando an­cor di più quale possa essere la ve­rità su quelle accuse che gli erano state rivolte. Che lo hanno porta­to in carcere. Che lo hanno porta­to alla morte. Prima del giudizio di un tribunale.

Tratto da:
http://corrieredelveneto.corriere.it/vicenza/notizie/cronaca/2009/23-dicembre-2009/carcere-tre-giorni-si-uccide--1602199578975.shtml


Troverete i veneti in giro per il mondo per soddisfare le loro pulsioni sessuali nell’esercizio dell’ipocrisia propria del cristianesimo. Un valore fondamentale dell’ideologia cristianan è quello di fare ciò che si vuole (come il dio padrone dei cristiani oil criminale Gesù), basta che non si sappia. E se qualcuno lo dice e svela che i cattolici commettono atroci delitti, sarebbe meglio per lui che si mettesse la macina di mulino al collo e si gettasse in mare. E' costretto a subire le aggressioni e le diffamazioni dei cattolici: come è successo ai ragazzi negli USA che denunciavano le violenze subite. I cristiani vogliono sentirsi liberi dalle leggi per poter violentare i bambini. Renderli cittadini insicuri. Renderli dei soggetti di carità incidendo nella loro struttura emotiva in modo che siano incapaci di chiedere giustizia.
Un esempio di questa attività criminale sono i missionari cattolici nel mondo che non solo violentano i bambini, ma costringono le popolazioni in miseria per poter continuare a viollentare i bambini o a soddisfare le loro pulsioni di possesso. Un delirio proprio del Gesù che si compiace delle persone deboli, malate, indifese, che si prostrano ai suoi piedi.
L’ideologia del vangelo che ha come punto centrale il piacere, il godimento, della sofferenza altrui, non è un mero discorso razionale, ma è una condizione emotiva che, una volta imposta ai bambini, diventa desiderio di ricerca delle persone deboli e fragili per poter esercitare su di loro il piacere (che è sempre piacere sessuale) nella gestione della loro sofferenza: essere il padrone dei sofferenti.
Se hai dieci euro, in Italia sei un pezzente. Se hai dieci euro, nelle bidonville di qualche città africana o americo-latina, sei il signore e il padrone di quei pezzenti che elemosinano.
Per questo motivo ci sono tanti missionari cattolici di origine veneta in giro per il mondo: veicolano le loro pulsioni sessuali seminando miseria. E a qualche politico fa comodo che vadano a violentare i bambini africani piuttosto che continuino a violentare i bambini in Veneto.
E’ una delle vergogne dei Veneti: solo come schiavi deferenti possono considerarsi “paroni” e desiderare di essere “paroni in casa propria”, mentre sono solo dei violentati psicologicamente che vanno alla ricerca di perone deboli e fragili da violentare. Come questi missionari:



Veneti nel mondo: un indirizzario dei 3.500 missionari
in una pubblicazione Fondazione Migrantes




verona (Migranti-press) - Sono quasi 3.500 i missionari delle nove diocesi del Veneto, sparsi per il mondo: 880 in Africa, 1.423 in America, 301 in Asia, 829 in Europa e 38 in Oceania. Questa particolare realtà “migratoria” è stata fotografata in una pubblicazione, realizzata per conto della Regione, dall’Associazione “Luci nel mondo” onlus di Verona, che contiene tutti i nomi e gli indirizzi dei 3.471 missionari veneti: 572 sono della diocesi di Verona, 57 di Venezia, 893 di Padova, 70 di Belluno-Feltre, 79 di Adria-Rovigo, 795 di Vicenza, 873 di Treviso, 119 di Vittorio Veneto e 22 della diocesi di Chioggia. “Abbiamo pensato di realizzare questo indirizzario - si legge nella presentazione al volumetto dell’assessore regionale ai flussi migratori Oscar De Bona - per due motivi: innanzitutto per essere riconoscenti del lavoro che i missionari stessi svolgono, perché anche loro, con la loro dedizione, sono ambasciatori del Veneto e dei suoi valori; in secondo luogo, per delineare e quantificare una dimensione della chiesa cattolica in Veneto assolutamente importante e significativa anche per il tessuto sociale. Ai 3.471 missionari veneti che percorrono le strade dei cinque continenti, corrispondono, in Veneto, altrettante associazioni, gruppi missionari, parrocchie, movimenti, congregazioni di riferimento e di sostegno”.
“Ed è con ammirazione - aggiunge De Bona - che ogni volta, incontrandoli, ascolto la loro testimonianza, ammiro le loro opere. Ho incontrato missionari veneti veramente impegnati tra i più poveri dei poveri in America Latina, in Africa, in Asia; ho potuto ammirare piccole grandi opere da loro realizzate: ospedali, scuole, centri di formazione”.
Il libro ha la prefazione del Card. Angelo Scola, Patriarca di Venezia, che sottolinea come la presenza missionaria sia “un patrimonio prezioso da custodire con cura, di cui ringraziare la Provvidenza ed andare fieri, ma soprattutto da mettere a frutto”. Per il Card. Scola questa pubblicazione ha il merito di aver creato “una prima semplice “rete” che consenta e faciliti la comunicazione fra tutte le presenze dei nostri missionari nel mondo”. L’indirizzario è preceduto da una breve analisi di Beppe Magri, membro del Consiglio Missionario Nazionale della CEI, dal titolo “Veneti, popolo di migranti e di missionari”. Al libro è allegato anche un dvd con le testimonianze video di alcuni missionari. (R.I.)

Tratto da:
http://www.chiesacattolica.it/pls/cci_new/bd_edit_doc.edit_documento?p_id=14180


Si tratta di DELITTI CONTRO L’UMANITA’. Quei delitti che non cadono mai in prescrizione e che marchiano una popolazione per centinaia di anni.
Una popolazione di stuprati, costretta in ginocchio davanti al dio padrone, che va in giro per il mondo a cercare bambini e miseria da stuprare ancora. Il bambino delle bidonville non potrà mai far sentire la sua voce. Come il povero che la Teresa di Calcutta si compiaceva a far soffrire, non avrà mai giustizia.
Legittimare la violenza sui bambini; questo è il motivo per cui i politici hanno imposto sia il crocifisso nelle scuole che la costruzione dei presepi nelle scuole. Anche se non lo dicono apertamente (ma l'attività omissiva della Polizia ne è la conferma delle direttive politiche imposte alle priorità di indagine), il loro intento è quello di assicurare ai cattolici le migliori condizioni possibili per poter continuare a violentare i minori.
Però, ogni tanto, la polizia tedesca, qualcuno lo trova.
Non ha torto Silvio Berlusconi quando afferma che nel suo governo sono ben presenti i "valori cristiani". Infatti, molti votano Berlusconi considerando che da bambini erano vittime e ora, adulti, hanno il diritto di fare gli aguzzini (è la loro volta). Se rinunciassero ai "valori cristiani" dovrebbero iniziare ad aver RISPETTO per le altre persone: non hanno certo motivo per rinunciare a tale privilegio; meglio votare Berlusconi che, difendendo i "valori cristiani" in antitesi ai Valori Costituzionali, garantisce loro l'impunità di esercitare la violenza sulle persone. Come il White Christmas della cui violenza se ne chiacchiera fra amici in salotto, quasi fosse un esercizio di un'opinione, anziché arrestare gli amminsitratori comunali per terrorismo.
24 dicembre 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

mercoledì 23 dicembre 2009

Parlare di Stregoneria per affrontare la vita in maniera consapevole






Questa sera, dalle ore 21.00 alle ore 22.00 sulla Televisione Pagana

http://www.livestream.com/paganesimo

Diretta televisiva sul tema:

“L’energia, come si accumula e come si usa nelle operazioni di Stregoneria”

“Questa è la trasmissione, per aprirla e ascoltarla abbassare il volume della televisione presente a fondo pagina del Blog.”


Watch live streaming video from paganesimo at livestream.com


La Stregoneria è un modo per affrontare la vita. Dall’energia della vita all’energia sessuale. Dall’emergere dal brodo primordiale alle società. Dalla sottomissione del cristianesimo che distrugge la sessualità umana, alla libertà di vivere appassionatamente nel mondo. Non esistono valori cristiani se non quelli della sottomissione, dell’odio per le persone, della schiavitù e dei campi di sterminio sia sociali che delle forse emotive individuali. La Stregoneria, a differenza del cristianesimo, non dice alle persone che cosa devono fare, ma che cosa possono fare per essere attrezzati ed affrontare al meglio i problemi personali e sociali nella società in cui vivono.
In questa trasmissione ho tentato di spiegare quando l’uomo sociale pratica Stregoneria anche quando non è consapevole che ciò che sta facendo è Stregoneria.

Esiste la possibilità di "accumulare energia" vitale?

Qual è l'energia che si usa nelle operazioni di Stregoneria?
Cosa significa "veicolare l'energia soggettiva in funzione dell'Intento"?


Che cos'è Intento come manifestazione dell'energia?

Che cos'è il mondo del Tempo?


Che cosa significa l'azione di Stregoneria per modificare il mondo?


Rispondendo ad alcune di queste domande tenterà di far nascere, nell'ascoltatore, delle intuizioni con cui usare e alimentare la propria energia.
23 dicembre 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

domenica 20 dicembre 2009

Anche il Veneto al festival dell' "imbecillità": dagli ubriaconi delle ombrelonghe alla buffoneria dell' "Autogoverno del popolo Veneto".


I soliti “mentecati” che davanti alla crisi economica del Veneto si organizzano per arraffare quanto possono e impoverire ulteriormente la società del Veneto. Sono lo zoccolo ideologico dell’indipendentismo leghista. I galoppini di Zaia e Bitonci. Vengono inquisiti, tardivamente e con molta benevolenza, dalla procura di Treviso sempre pronta ad accogliere con comprensione le esternazioni razziste e l’incitamento all’odio sociale dei vari sindaci che istigano all’odio contro la Costituzione della Repubblica: tanto, se qualche cittadino reagisce, la Procura di Treviso è pronta a farlo torturare. Come si permette di reagire al razzismo e al razzismo di criminali come Gentilini? Va torturato. E’ la logica di questi magistrati che in tutti questi anni hanno steso il tappeto rosso davanti alle esternazioni offensive e criminali di Gentilini.
Dicono quelli che, pomposamente e in maniera offensiva nei confronti dei veneti, si definiscono “Autogoverno” insultando le tradizioni dei veneti che «Costituire il corpo di Polisia Nasionale Veneta è un progetto che non è stato abbandonato». In pratica una banda armata. Al di là di come ne manifsteranno fini ed intenti. Banda armata perché il fine della sua costituzione è l’indipendentismo e non altri fini.
Caproni idioti che giocano alla guerra mentre la situazione sociale si fa sempre più grave. Gentaglia criminale pronta ad aiutare chi stupra bambini imponendo il crocifisso nelle scuole e lapidando la cultura di cui un tempo i Veneti, quelli con la V maiuscola e non questa miserabile banda di “buzzurri” ignoranti e senza cultura, andava orgogliosa.
Questi personaggi sono lo zoccolo ideologico della Lega: troppo stupidi per aver la dignità di Veneti e troppo razzisti e criminali per non essere usati contro la Costituzione della Repubblica e i diritti fondamentali dei cittadini del Veneto.
I “buzzurri” ignoranti possono (e lo faranno) fare molti danni. Costruiscono miseria fra i cittadini del Veneto e aiuteranno i preti a stuprare bambini costringendoli in ginocchio davanti ad un crocifisso in assoluto disprezzo delle norme Costituzionali.


Treviso. Gli autonomisti non cedono:

«Costituiremo la Polisia Veneta»
di Elisa Giraud

TREVISO (19 dicembre) - «Costituire il corpo di Polisia Nasionale Veneta è un progetto che non è stato abbandonato». Sono le parole di Daniele Quaglia, capo dell’Autogoverno del Popolo Veneto, confermate da Sergio Bortotto, ministro dell’Interno dello Stato dele Venetie e responsabile della Polisia. Giovedì sera al centro sociale di Campolongo di Conegliano, Quaglia ha subito chiarito che l’Autogoverno porterà avanti la sua battaglia a colpi di leggi internazionali per il riconoscimento dell’indipendenza del Popolo Veneto dallo Stato italiano.Il primo plauso è arrivato da Fabio Padovan, presidente e fondatore di Life Veneto:«Siete dei Serenissimi, nella storia ci sarete». «Non abbiamo mai commesso reati – ha detto Bortotto - La Polisia Nasionale Veneta non è e non sarà un’associazione paramilitare, si parlava di un’ipotetica struttura federale che doveva comprendere anche i vigili del fuoco e le forze di soccorso sanitario». Secondo gli indipendentisti veneti non c’è nemmeno alcun tesoro: «Life Treviso ha addirittura licenziato la segretaria e disdetto l’affitto perché non ha risorse economiche» ha detto Quaglia. E poi «quali prove hanno per dire che ci apprestavamo a fare addestramenti in Cansiglio? - si chiede Bortotto –. Se non una telefonata a Gallina e Quaglia dal rifugio Posa Puner, per dire loro che è proprio un bel posto e che sarebbe stato adatto per addestrare le squadre speciali».A innescare la miccia che ha fatto scattare le intercettazioni e a cascata indagini e perquisizioni della Questura, sarebbe stato, secondo Quaglia, «una mail inviata in estate ad un database di 200 mila indirizzi da Loris Palmierini» e qui subentrano le questioni di faide interne all’Autogoverno. A sorpresa è intervenuto a Campolongo anche Marco Cappato, segretario dell’associazione Luca Coscioni ed esponente del Partito Radicale. «Ci siamo sempre occupati di libertà – ha detto Cappato – Non conosco le vicende di cui avete parlato ma mi fido di Padovan, di Quaglia e di Life. Chiederò ai nostri parlamentari di presentare un’interrogazione perché possiate capire come sono andate veramente le cose».
Tratto da:
http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=84851&sez=NORDEST

E’ il terrorismo che avanza nel Veneto. Quello che affianca i Vigili Urbani nelle aggressioni a poveracci, immigrati, accattoni, venditori ambulanti e bambini. Quello che tenta di leggittimarsi dietro ad ordinanze comunali illegali. La violenza che costringendo la società più debole a “sparire” garantisce, di fatto, l’aggressione ai livelli di vita dei ceti medi. Facendo sparire gli artisti di strada, si fanno chiudere i negozi del centro di Treviso. Facendo sparire gli “accattoni” si fa sparire la cultura e si alimenta lo spaccio dell’eroina. La festa del libro viene sostituita dall’ombralonga. L’ubriacone dell’osteria è il modello del cittadino del Veneto. Quando si criminalizzano gli immigrati che lavorano o che vogliono pregare il loro dio, non si allontanano gli immigrati, ma si aprono le porte a immigrati intenti a rubare, a violentare, a chi è organizzato come un criminale perché solo gli immigrati che agiscono come criminali possono avere spazio in una società civile che criminalizza gli immigrati. Così la Lega, criminalizzando i musulmani che vogliono pregare, favorisce i musulmani integralisti e con intenti terroristi. Così la Lega criminalizzando gli operai immigrati, favorisce gli immigrati delle bande di trafficanti di droga o di rapinatori. Così la Lega criminalizzando le donne lungo le strade con i Vigili Urbani trasformati in una banda armata, favorisce il traffico di Esseri Umani; le bande dei protettori e dei magnaccia.
Proprio perché la Lega favorisce la criminalità, i magnaccia, i trafficanti di individui, gli stupratori di bambini che impongono il crocifisso, può ottenere quel terrore sul territorio che gli permette di invocare le Ronde e la repressione.
In altre parole, la Lega di Zaia, Bitoni, Gentilini, favoriscono la criminalità e con la criminalità alimentano il consenso per fare repressione. Come l’invocazione delle ronde, stupida e inutile per i propositi manifestati, finirà per costituire delle ronde tributarie che aggrediranno i commercianti e gli artigiani per scovare i contribuenti evasori, così l’invocazione della repressione finirà per costruire campi di concentramento per i cittadini del Veneto. Quando non si rispetta la Costituzione della Repubblica, che fu la risposta all’orrore fascista e nazista, il fascismo e il nazismo si ripropongono e spesso le vittime sono coloro che lo hanno invocato. Come le vittime delle ronde tributarie saranno commercianti ed artigiani.

20 dicembre 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

sabato 19 dicembre 2009

Imprese artigiane e fallimento dell'imprenditoria territoriale in Veneto: dicembre 2009.


La Lega e il Popolo delle Libertà hanno portato il Veneto al fallimento.
Da Zaia, a Gentilini, da Tosi a Gobbato, hanno saccheggiato la regione togliendo ai veneti quella prospettiva di società che era stata costruita negli anni ’70 e ’80.
Però i veneti non si preoccupino: c’è sempre ancora qualche cosa da spremere con il razzismo, il nazismo e la distruzione della società civile.
C’è ancora la possibilità di rubare qualche cosa. Quanto basta per arricchire gli avventurieri della Lega di Bossi.
Dalla Mercegaglia della Confindustria alla Cna degli artigiani, dalla Confcommercio alla Confagricoltura, sono tutti schierati nella speranza di far sprofondare nella merda tutta la società civile e rimanere a galla sulla testa dei cittadini.
Pur di dare loro i soldi, si rubano i soldi alle università, alle biblioteche, alla cultura, quella vera.
Come ha detto Gentilini il 17 dicembre 2009:

«Visto che De Poli è il salvatore della patria – risponde Gentilini – ci dica che provvedimenti vuole prendere. In centro ci sono degli affitti demenziali per quanto sono alti e questo provoca la continua moria di attività commerciali. I proprietari degli immobili dovrebbero ritoccare i prezzi. E poi ci vorrebbero appuntamenti di richiamo, come l’Ombralonga che portava in città decine di migliaia di giovani». Da non imboccare, invece, la via della cultura invocata dal presidente: «La cultura in centro non paga mai – sentenzia Gentilini – richiama solo una ristretta cerchia di persone».

Rispecchia molto bene l’ideologia sociale dei veneti le cui imprese hanno arraffato fin che hanno potuto, delocalizzando quando ne avevano interesse e usando i cittadini alle loro dipendenze come bestiame da comperare e vendere. Così, mentre i fatti di allucinogeni, come gli “esperti economici” della confindustria affermano che la crisi è passata, i dati dell’economia reale che vengono forniti (sempre con qualche mese dopo al periodo cui si riferiscono), dimostrano la sensazione che hanno le persone attente che si sentono truffate quando guardano al disastro economico che le circondano.
Riporto gli ultimi dati in Veneto sull’artigianato.
E, tanto per dirla tutta, non servono finanziamenti alle imprese artigiane, serve che chiudano subito se vogliono salvare il salvabile. Se non chiudono subito, moriranno molto lentamente e saranno, nel frattempo salassate accumulando ulteriori debiti ed esponendosi con banche ed usurai.
Riporto l’articolo con i dati su cui i Veneti dovrebbero mettere attenzione:


ARTIGIANATO IN CRISI: MORTE 1.652 ATTIVITA'
Tra le nuove aperture e le chiusure il saldo è negativo: 508 realtà artigiane in meno
18-12-2009
Autore: Laura Repossi




Treviso - E' negativo il saldo tra nuove iscrizioni e cessazioni di attività artigiane nella Marca Trevigiana: 508 soggetti produttivi in meno. Morte 1.652 realtà artigiane, ne sono nate 1.144.
A dirlo sono i dati contenuti in una elaborazione della Cna trevigiana, che ha preso in esame i flussi di nuove iscrizioni e nove cancellazioni di aziende dell’artigianato nelle sette aree produttive di Treviso, Asolo, Castelfranco, Conegliano, Montebelluna, Oderzo e Vittorio Veneto. I
Soffrono di più i mandamenti di Treviso (-210) e Conegliano (-78). Tiene un po' meglio Asolo (-27).
Nei primi 9 mesi del 2009, insomma, il numero di cancellazioni supera abbondantemente quello delle nuove iscrizioni, con una situazione di particolare gravità nel settore delle costruzioni: sparite 780 imprese contro 548 iscrizioni, portando il saldo a –232.
Gli altri settori che soffrono maggiormente le chiusure sono i trasporti (saldo a –73), la meccanica (-64), Commercio e pubblici esercizi (-47) e il sistema moda (-41).
Tengono invece bene i servizi: differenziale positivo per i servizi alle imprese (+21) e servizi alla persona (+10).
“E’ una crisi diffusa – commenta Giuliano Rosolen, direttore della Cna provinciale di Treviso - che colpisce le aree della Marca in maniera omogenea ma con connotati specifici, legati alle tipologie produttive delle diverse aree. L’analisi porta certamente ad una forte preoccupazione in una fase in cui stretta del credito, i ritardi nei pagamenti e l’imposizione fiscale, in particolare per quanto riguarda gli studi di settore, sono zavorre che stanno pesantemente condizionando le attività. Rimane però il dato tiepidamente positivo delle nuove iscrizioni, che al netto delle cancellazioni mostra come la voglia di fare impresa resti elevata”.
L’analisi scomposta per aree mette in evidenza la particolare criticità dell’area del capoluogo. Nella zona di Treviso, sono andate molto male le costruzioni (-95) e male la meccanica (-30), mentre tiene il legno arredo (+1) e aumenta, di sette unità, il settore dei servizi alle persone.
In provincia, l’area con le maggiori difficoltà di tenuta del tessuto produttivo dell’azienda artigiana è quella di Conegliano, dove si registra (233 cancellazioni, contro 155 nuove iscrizioni) un saldo di –78. Crescono solo industria alimentare (+4) e servizi alle imprese (+7).
Il numero più basso di iscrizioni è quello dell’opitergino (solo 98, contro 145 cessazioni).
A soffrire relativamente meno è il mandamento di Asolo: le cancellazioni, nei primi 9 mesi del 2009, sono state 132, a fronte di ben 105 nuove iscrizioni. Il saldo è negativo, ma “solo” di 27 unità, una contrazione contenuta in termini generali e in tutti i settori presi in esame.
Se si esclude il dato del capoluogo, in provincia, in termini assoluti, il numero maggiore di nuove iscrizioni si registra nel mandamento di Montebelluna (201), che però ha anche il meno positivo record delle cancellazioni (252).
“Tra le questioni che questi dati pongono all’attenzione delle istituzioni e delle forze economiche, politiche e sociali – ha proseguito Rosolen – vi è quella della perdita di professionalità, sia per quanto riguarda i lavoratori che gli imprenditori. A fronte di 508 soggetti imprenditivi in meno vi sono almeno oltre un migliaio di dipendenti che, a saldo, sono fuoriusciti dal bacino occupazionale e che hanno avuto, ad oggi, scarse occasioni di rioccupazione”.
Tratto da:
http://www.oggitreviso.it/artigianato-crisi-morte-1652-attivita-20822

Dice Giuliano Rosolen, mentendo: “Rimane però il dato tiepidamente positivo delle nuove iscrizioni, che al netto delle cancellazioni mostra come la voglia di fare impresa resti elevata” non è vero. Al contrario, l’iscrizione e l’apertura di “nuove imprese” dimostra la disperazione del territorio. Persone costrette a diventare “impresa” perché espulse dal mercato del lavoro e senza prospettive occupazionali. Si fa impresa nel tentativo di raccogliere qualche cosa.
Il mondo del lavoro muore su sé stesso e non vi sono prospettive di emigrazione perché l’intera Europa soffre una crisi generalizzata. Altre imprese chiuderanno. Ma l’artigiano o il piccolo industriale non si limiterà a chiudere, sarà dissanguato dalle banche e dagli usurai e nel suo fallimento porterà con sé i dipendenti ai quali non assicurerà la liquidazione o sarà in arretrato di mesi con il pagamento degli stipendi.
Si tratta del fallimento economico come un’agonia continua. Il fine dell’agonia è spremere l’individuo per portargli via tutto prospettandogli un’illusione dopo l’altra.
I veneti sono stati educati a mettersi in ginocchio davanti al crocifisso e a morire agonizzando: nello stesso modo sta andando l’economia in Veneto e in questo modo stanno morendo gli imprenditori in Veneto.
Poi, non deve stupire se qualcuno si spara.

18 dicembre 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

venerdì 18 dicembre 2009

Il suicidio: è la nuova forma di lotta sociale contro le ingiustizie in Veneto?

Questa immagine è il sogno del suicida. Accarezza le sue emozioni e alimenta il suo desiderio. Dal presente che lo opprime, sogna verdi pascoli e montagne sulle quali l'aria è pulita. Però è solo l'idea che si forma nella sua mente come fuga da una realtà oggettiva. Non ha strumenti psicologici ed emotivi per dissetare la sua angoscia. Chi lo ha privato degli strumenti per vivere, è colui che lo ha spinto al suicidio. Quando fu privato? Un tempo, quand'era un bambino fiducioso e pensava che gli adulti lo potevano guidare nel suo futuro, nella sua crescita. E mentre la sua anima desiderava affrontare, come nelle fiabe, le condizioni della vita fornendo le sue emozioni del cavallo focoso di Afrodite e dell'accuminata lama delle Erinni; lo hanno, invece, messo in ginocchio. Alla bocca hanno messo il morso, affinché non potesse dire; agli occhi hanno messo i paraocchi, per impedirgli di vedere l'infinito del mondo; al collo gli hanno messo il guinzaglio affinché non potesse scegliere. Alle montagne hanno sostituito il crocifisso e ora lo deridono perché non ha saputo stare nella posizione del chierichetto in cui lo hanno messo! Spararsi è stato l'unico modo che aveva per togliersi dalla posizione del chierichetto.
Chi sarà il prossimo a suicidarsi in Veneto?
Sembra che a questo punto che io sia costretto a fare il bollettino dei suicidi.
Sono problemi che ho già affrontato anni fa, che ,evidentemente, vengono alimentati dall’odio sociale della Lega e del Popolo elle Libertà contro la società civile. Imponendo l’odio del crocifisso ad una società civile che chiede strategie per affrontare i problemi individuali.
Un odio del Popolo delle Libertà che si esprime con un disprezzo assoluto nei confronti delle persone che va dalla guerra criminale fatta ai Sinti, da parte del Presidente della Provincia di Venezia, a quei provvedimenti che, ignorando la realtà sociale, esprimono odio come l’imposizione illegale del crocifisso ai bambini e il finanziamento dele scuole private.
Ci siamo chiesti ieri: chi sarà il prossimo?
Le persone sono educate a vedere l’odio solo quando qualcuno inveisce o bestemmia e non a vedere il feroce odio quando vengono presi o non presi provvedimenti lasciandoli nella merda sociale fin sopra la testa.
La risposta non si è fatta attendere. Dall’uomo ammalato che non era attrezzato per far fronte alla sua malattia che ha voluto applicare il principio cristiano “Muoia Sansone con tutti i Filistei”, all’imprenditore-affarista di oggi:


Schiacciato dalla crisi, si spara
Massimo Zanetti, geometra di 43 anni, residente a Conselve, padre di due bambini, si è tolto la vita nel proprio studio a Pozzonovo



POZZONOVO. Si è seduto alla scrivania del proprio ufficio, ha scritto di getto gli ultimi pensieri della sua vita e poi, con altrettanta freddezza, si è sparato un colpo in bocca. Sono stati questi gli ultimi attimi vissuti da Massimo Zanetti, geometra di 43 anni, residente a Conselve. Il tecnico, sposato e padre di due bambini, due maschietti, si è tolto la vita nel proprio studio di Pozzonovo, affidando a quelle poche righe vergate in preda alla disperazione la giustificazione del suo tragico gesto. Massimo Zanetti viveva a Conselve (Padova), in via Vittorio Emanuele II 41/a, assieme alla moglie e ai suoi due amati piccoli. Da anni esercitava la professione di geometra a Pozzonovo, il suo studio si trova proprio in centro. In via Dante 15. E’ proprio qui che, come ogni giorno, Massimo Zanetti si è recato ieri pomeriggio. E’ arrivato poco dopo la pausa pranzo, ma questa volta ad aspettarlo non c’era alcuna pratica e nessuna incombenza. Solo un’i dea: farla finita. Il tecnico ha quindi preso carta e penna e d’i mpeto ha scritto una lettera, indirizzata ai propri genitori. Ha quindi impugnato una pistola regolarmente detenuta, un semiautomatica Tanfoglio 9x21, si è puntato la canna dell’arma in bocca e ha premuto il grilletto. L’uomo è morto sul colpo. Il boato dello sparo ha ovviamente allertato i residenti della via, che hanno subito chiesto l’intervento delle forze dell’ordine. I primi ad entrare nell’ufficio del geometra sono stati i carabinieri di Monselice, seguiti da quelli di Tribano. La salma di Zanetti poco dopo le 18 ed è stata portata fuori dallo studio e trasportata nel dipartimento di Medicina Legale dell’ospedale di Padova, a disposizione dell’autorità giudiziaria.

La lettera scritta dal professionista prima del suicidio lascia trasparire una lucidità disarmante: il geometra si rivolge ai genitori, come già detto, cercando di motivare la sua scelta estrema. Tira in ballo alcuni dispiaceri patiti negli ultimi mesi nell’ambito del lavoro: operazioni sbagliate. Che, nella spirale creata dalla crisi, hanno provocato conseguenze gravi. Macigni insopportabili dentro. Specie per uno come lui, da sempre abituato ad affrontare con sicurezza problemi di ogni genere. E, in genere, a risolverli. Tra le righe l’uomo ha chiesto più volte scusa per quello che stava per fare. Accorato il suo appello ai genitori di stare vicini alla moglie e ai due bambini. Ai carabinieri, gli amici di Zanetti hanno raccontato che da tempo l’uomo era piuttosto debole, fisicamente e psicologicamente, tanto da averlo indotto a rivolgersi a un medico. Mai, però, si sarebbe pensato ad un simile epilogo: il geometra è noto per essere un tipo combattivo e determinato, pronto a sacrifici e difficilmente scoraggiabile.Ieri pomeriggio la piazzetta che dà su via Dante era colma di persone: «Non ho sentito nulla - racconta una donna che abita al civico 13, a fianco dell’ufficio -. Mi sono accorta dell’accaduto solo dopo aver sentito le sirene. Conoscevo poco Massimo, ma era sempre molto cordiale». Tesi confermata da tutti a Pozzonovo.
(18 dicembre 2009)

Tratto da
http://mattinopadova.gelocal.it/dettaglio/schiacciato-dalla-crisi-si-spara/1807919



Almeno le difficoltà di gestire la vita sociale comincia a salire di livello. Già un anno fa circa tre imprenditori si erano suicidati. I suicidi di “male d’amore” sono considerati endemici, e questo suicidi, come lo consideriamo?
Frutto della crisi? No! Frutto di scelte sociali fatte in una regione che sta distruggendo il tessuto sociale. Siamo arrivati, a spanne, ad un suicidio ogni due giorni, forse di più, anche se l’informazione pone l’accento sui tentati suicidio salvati in extremis.
Ripeto l’ennesima domanda alla Lega e al Popolo delle Libertà: a quando il prossimo suicidio?
Suicidi che nascono dall’odio della Lega e del Popolo delle Libertà per la società civile del Veneto: imponete il crocifisso e le persone sapranno affrontare i loro problemi soltanto come l’ideologia del crocifisso ha imposto loro!

18 dicembre 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
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giovedì 17 dicembre 2009

Ancora omicidi e suicidi in Veneto: dove il crocifisso segna la disperazione sociale.


Mi ero chiesto ieri, chi sarà il prossimo?
E il prossimo era già in atto: sull’altipiano di Asiago in cui il sindaco imponeva il crocifisso in maniera illegale. Sull’altipiano di Asiago dove si pensa che far violenza alle Istituzioni e alla Costituzione sia un atto legittimo.
In maniera illegale questo ex finanziere ha ammazzato moglie e figlio e si è suicidato. Almeno, questo stanno dicendo le notizie di cronaca.
E sarà il parroco intervistato dai giornalisti che dirà:”Oh, ma che disgrazia!”.
E saranno i sindaci a dire: “Chissà che cosa è scattato in quella mente....”
Riporto il lancio dell’Ansa:



Trovati tre morti in auto nel Vicentino
Un ex finanziere avrebbe ucciso il figlio di 15 anni e la moglie,

poi togliendosi la vita
17 dicembre, 15:25


VICENZA - Avrebbe ucciso il figlio di 15 anni e la moglie e poi si sarebbe sparato: questa l'ipotesi al momento ritenuta più attendibile dai carabinieri per spiegare la tragedia avvenuta a Montemulo, vicino a Gallio, nel Vicentino. Secondo una prima ricostruzione, un ex finanziere, malato da tempo, Sergio Colella, residente ad Asiago, avrebbe convinto la moglie e il figlio ad andare con lui fino al parcheggio, poco lontano dalle piste da sci da fondo. Qui, una volta fermata la vettura, avrebbe esploso alcuni colpi d'arma da fuoco contro la moglie, che era alla guida, e il figlio Alessandro, che era seduto accanto alla madre. Poi, avrebbe rivolto l'arma contro di lui uccidendosi. La vettura, un'Opel Meriva, è stata notata nella tarda mattinata da alcune persone e una di queste si era avvicinata incuriosita dal fatto che un finestrino era rotto. Una volta notati i corpi all'interno, è stato dato l'allarme e sul posto sono intervenuti i carabinieri. Poco dopo è giunto anche il Pm e il comandante provinciale della Guardia di Finanza, col. Antonio Morelli.
Tratto da:
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2009/12/17/visualizza_new.html_1647108146.html


E riporto anche l’articolo dell’Unione sarda:


Vicenza, tre morti in autoIpotesi di omicidio-suicidio


I corpi sono stati ritrovati poco lontano dalle piste da sci in un'area isolata. Secondo le prime ricostruzioni un finanziare avrebbe ucciso moglie e figlio, poi si sarebbe tolto la vita
Avrebbe ucciso il figlio di 15 anni e la moglie, poi un finanziere non in servizio da tempo e malato da tempo si sarebbe sparato: questa l'ipotesi al momento ritenuta più attendibile dai carabinieri per spiegare la tragedia avvenuta a Montemulo, vicino a Gallio, nel vicentino. Secondo una prima ricostruzione, che dovrà attendere gli accertamenti in corso per avere definitiva conferma, l'ex finanziere, Sergio Colella, residente ad Asiago, avrebbe convinto nel tardo pomeriggio di ieri la moglie e il figlio ad andare con lui fino al parcheggio che si trova poco lontano dalle piste da sci da fondo. Qui, una volta fermata la vettura, avrebbe esploso alcuni colpi d'arma da fuoco contro la moglie, che era alla guida, e il figlio Alessandro, che era seduto accanto alla madre. Poi, avrebbe rivolto l'arma contro di lui uccidendosi. La vettura, un'Opel Meriva, è stata notata nella tarda mattinata da alcune persone e una di queste si era avvicinata incuriosita dal fatto che un finestrino era rotto. Una volta notati i corpi all'interno, è stato dato l'allarme e sul posto sono intervenuti i carabinieri. Poco dopo è giunto anche il Pm e il comandante provinciale della Guardia di Finanza, col. Antonio Morelli.
Tratto da:
http://unionesarda.ilsole24ore.com/Articoli/Articolo/159834


E’ la disperazione del Veneto. Quanti morti ci sono stati per suicidio ed omicidi legati alla disperazione in questo mese?
Se fossero stati fatti altrettanti atti di terrorismo sarebbero scattati gli allarmi e si sarebbe mobilitata la Regione. Ma qui si tratta di disperazione costruita e voluta da politici e da magistrati che si divertono a mettere in difficoltà le persone, a costruire odio sociale, a distruggere la loro vita.
Quando si incomincerà a mettere attenzione alla società civile, anziché a violentarla imponendogli il crocifisso?
Quando saranno rispettate le leggi da parte di Istituzioni che seguono solo i loro personali interessi?
E rifacciamo ancora una volta la domanda:
Chi sarà il prossimo?
Chi sarà il prossimo che la Regione e le istituzioni incitano a suicidarsi costruendo una situazione di disperazione?
Vale la pena di aggiungere una nota per la cronaca:

Padova. Si getta nel canale ghiacciato
Quattro poliziotti in acqua per salvarlo
L'uomo ora è grave in ospedale.
Allarme in Veneto:
in una settimana già 3 i tentativi di suicidio fermati in tempo

PADOVA (17 dicembre) - Quattro, tre uomini e una donna, in servizio alla questura di Padova si sono gettati nelle acque gelide del canale Scaricatore di Padova stamane per salvare un uomo che intendeva uccidersi. Questo è l'ultimo, allarmante, caso di tentato suicidio che avviene in Veneto: in soli sette giorni sono già tre le persone fermate in tempo. I poliziotti sono riusciti a portare l'uomo a riva, dopodiché tutti e cinque sono stati trasportati al pronto soccorso. Gravi le condizioni dell'uomo che si era gettato nel fiume per togliersi la vita, il quale presenta un principio di annegamento e di ipotermia. È attualmente sottoposto a ventilazione artificiale ed i medici si sono riservati la prognosi sulle sue condizioni. Ignoti i motivi del tentato suicidio. Solo una forte raffreddata invece per i quattro poliziotti che potrebbero essere dimessi già nel pomeriggio.Veneto: tre tentativi di suicidio in una settimana.La situazione è allarmante. Nell'ultima settimana, a partire cioè dallo scorso 10 dicembre, sono già quattro le persone che hanno tentato di togliersi la vita e che sono invece state salvate in extremis. La prima è una donna trevigiana quando ha visto l'ufficiale giudiziario, che alla fine l'ha salvata, notificarle lo sfratto, si è chiusa in casa, non ha risposto e ha ingerito un pugno di barbiturici.Ieri il caso del 26enna padovano che voleva buttarsi sotto il treno e che è stato dissuaso da un maresciallo dei carabinieri. Infine il caso di oggi, senza contare la tragedia avvenuta il 15 dicembre all'hotel Augustus a Montegrotto Terme (Padova), dove una donna, madre da 5 giorni, si è gettata dal sesto piano dell'immobile, perdendo la vita.
Tratto da:
http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=84616&sez=NORDEST

Le punte della disperazione che emergono in Veneto. Se ad Asiago chi si è suicidato ha applicato il principio del crocifisso che dice: “Muoia Sansone con tutti i filistei [la sua famiglia]”, la disperazione dei veneti avanza e si radicalizza.
Riproponiamo ancora la domanda: chi sarà il prossimo?
17 dicembre 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
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e-mail claudiosimeoni@libero.it

Le previsioni economiche degli economisti della Confindustria, del Governo Berlusconi e di Tremonti. Ad ogni dato dicono "Ostrega, che sfiga!"


"Ostrega, che sfiga!"
Vista l’imbecillità o, sarebbe meglio dire, l’attività criminale degli analisti della Confindustria o di quelli che usa il governo Berlusconi, con Tremonti, Bonaiuto e Cicchitto, più tesi a derubare gli italiani che non a rispettare le leggi dello Stato incitando all’odio e alla guerra civile, ad ogni dato ufficiale sull’andamento dell’economia, non resta che dire. “Che sfiga!”. Un governo che non incitasse all’odio sociale e alla violenza istituzionale, metterebbe in campo provvedimenti per impedire il disastro sociale. Invece tutte le cifre di “previsione” e di “speranza infondata” sono usate come specchietto per truffare i cittadini e tentare di allontanare la loro percezione del disastro sociale che sta avvenendo. Promesse che suonano come truffe e ingiurie; atti di buffoneria da teatro che compiono veri e propri attentati alle istituzioni Democratiche.
Questi sono i dati che arrivano oggi:


Disoccupati in aumento. Nel 2009 Pil a -4,7%
Istat: nel III trimestre 508mila lavoratori in meno
17 dicembre, 12:09


ROMA - L'occupazione è diminuita nel terzo trimestre di 508.000 unità rispetto allo stesso periodo del 2008 (-2,2%), mentre ha perso 120.000 unità rispetto al secondo trimestre del 2009. Lo rileva l'Istat precisando che è il calo peggiore dal '92, anno di inizio delle serie storiche, e che 386.000 posti sono stati persi nell'industria.
A ottobre il tasso di disoccupazione ha raggiunto l'8,2%, il dato peggiore da aprile 2004. Lo rileva l'Istat che ha rivisto al rialzo il dato diffuso nelle scorse settimane (8%). I disoccupati nel mese erano quindi 2.039.000.
L'Istat ha visto al rialzo quindi anche il numero delle persone in cerca di occupazione, cresciuto di 299 mila unità a ottobre 2009 rispetto a ottobre 2008. Nel mese i senza lavoro erano 2.039.000 (2.004.000 il dato diffuso in precedenza) a fronte di 1.740.000 registrato ad ottobre 2008. Nel terzo trimestre - ha spiegato l'Istat - il tasso di disoccupazione si è attestato al 7,8%, il dato più alto dal terzo trimestre 2005. Nel terzo trimestre il tasso di disoccupazione era del 12,4% nel Mezzogiorno, del 6,9% nel centro e del 5,5% nel nord. I posti di lavoro persi sono stati 508 mila nel terzo trimestre rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, soprattutto a causa del calo dei posti registrato nel nord (-274 mila) e nel Mezzogiorno (-196 mila) mentre il centro tiene e perde solo 38 mila unità.
L'Istat segnala di aver rivisto al rialzo anche le stime sui posti di lavoro persi a ottobre. Nel mese, secondo l'istituto, erano occupate 22.929.000 persone con un calo di 486 mila unità rispetto ad un anno prima. Nel terzo trimestre l'Istat segnala che sono diminuite le forze di lavoro con un -0,9% rispetto al terzo trimestre 2008 (-222 mila unità) e un -0,2% sul secondo trimestre 2009 (-50 mila unità). Sono aumentate le persone in cerca di occupazione (+286 mila unità) che hanno raggiunto nel trimestre quota 1.814.000. Il tasso di disoccupazione nel trimestre si è attestato al 7,8% con un aumento di 1,2 punti percentuali rispetto al terzo trimestre 2008 e di 0,3 punti rispetto al secondo trimestre 2009. L'Istat segnala che il calo dell'occupazione si è concentrato nell'industria in generale (-386 mila posti) con un picco nell'industria in senso stretto (-307 mila unità e un calo del 6,1%). Le costruzioni segnano un -4% con un calo di 79 mila unità mentre il terziario segna un calo dello 0,6% con una diminuzione di 97 mila unità. Al sesto calo consecutivo delle posizioni lavorative indipendenti (-3% pari ad un calo di 178 mila unità) si associa la seconda consistente flessione tendenziale di quelle dipendenti (-1,9% pari ad una riduzione di 330 mila unità). In particolare l'Istat segnala un calo dei dipendenti a tempo indeterminato di 110 mila unità concentrata nelle imprese di più ridotta dimensione.
Tratto da:
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/economia/2009/12/17/visualizza_new.html_1647100247.html

Com’è possibile una ripresa economica o una ripresa del commercio se, di fatto, viene annientata la quantità di consumatori che possono accedere ai prodotti: sarebbe necessario chiederlo al cartolarizzatore Tremonti; un personaggio che con Berlusconi, millanta di moltiplicare i pani e i pesci.


L’ISTAT ha appena comunicato i dati delle compravendite di immobili nel primo semestre del 2009:



Casa: Istat, compravendite -13,6%
Dati riferiti a primo semestre 2009, giu' anche mutui del 13,1%


(ANSA) - ROMA, 17 DIC - Nel primo semestre 2009 sono crollate le compravendite di unita' immobiliari. Lo riferisce l'Istat. Tra gennaio e giugno - precisa - i passaggi di proprieta' sono stati 406.735, il 13,6% in meno rispetto allo stesso periodo 2008. Forte calo delle compravendite di unita' immobiliari a uso non residenziale, -17,9%. Scende anche il numero dei mutui stipulati: nei primi 6 mesi, ne sono stati accesi 359.099, il 13,1% in meno rispetto allo stesso periodo 2008.

Tratto da:
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2009/12/17/visualizza_new.html_1647105293.html

Gli immobili li compri solo se ti servono. Li compri per investimento solo se la richiesta di immobili tende a salire, altrimenti è un costo di tasse e manutenzione che non porta interesse o guadagno.
L’acquisto di immobili si è fermato perché si è fermata l’economia. L’economia si è fermata perché mancano soldi. Chi ha i soldi li spende in maniera più oculata o li sposta su spese diverse e a lui più conveniente determinando, di fatto, una ristrutturazione del mercato. In questa situazione ha buon gioco la malavita internazionale che piazza sul mercato prodotti a prezzi bassissimi importati, in maniera più o meno legale, dalla Cina.
Ricordo che proprio le leggi fatte da Berlusconi, Tremonti, Bossi e il loro governo hanno allontanato gli investitori esteri in Italia. Si fanno leggi per i loro interessi dimenticando che le leggi sono la struttura oggettiva entro la quale si muove l’economia. Se l’economia non ha leggi stabili ed oggettive che garantiscano la legalità dell’impresa, gli investitori esteri fuggono.
Questo vale anche per le banche. Si sono ritirate dai prestiti perché il denaro prestato non lo avranno più indietro e intanto avanzano l’usura e le organizzazioni mafiose legate a banche e a politici più o meno locali. E’ il processo di sudamericanizzazione che sta avanzando in Italia sotto forma di dittatura fascista e nazista che ha nel Vaticano e nella chiesa cattolica il suo maggior sostenitore.

Le cornacchie gracchianti della confindustria, di Berlusconi, delle banche, affermavano che nei primi mesi del 2010 ci sarebbe stata la ripresa economica. Parlavano naturalmente della ripresa dei loro affari contro gli interessi del paese, ma questo, le TV lo hanno nascosto.
Agli economisti, come Tremonti, non resta che dire: “Ostrega, che sfiga!” (non ci resta che caz.zo e fi.ga e una bara per suicidarci).

17 dicembre 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
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mercoledì 16 dicembre 2009

Ancora suicidi là dove si obbligano le persone in ginocchio davanti al crocifisso: preti, politici e sociologi, sempre in aiuto del terrore.



Quando si perde la memoria del passato e si impone l'ideologia del crocifisso alle persone viene chiuso ogni futuro possibile e a loro non resta altra scelta che il suicidio. Sia in modo diretto che indiretto attraverso scelte autodistruttive. Ritornare al passato non significa ritornare alle radici, significa cessare di imporre la morale del dio padrone e riconoscere le persone come dei soggetti di diritto Costituzionale.


Omicidi per autolesionismo e suicidi: sono i mali oscuri del veneto costretto in ginocchio davanti ad un crocifisso. Mentre la violenza morale che la chiesa cattolica ha vigliaccamente impsoto in Veneto contro la società civile vuole impedire la ricerca delle cause con la scusa di un pietismo che ha il solo scopo di continuare a produrre suicidi, i politici venti scappano come topi di fogna dalle loro responsabilità fingendo di non vedere le cause di cui loro, sono parte.
Chi sarà il prossimo che si ammazzerà?
O chi sarà il prossimo che attenterà a Berlusconi?
La società è malata perché si vuole che sia malata. La società è malata perché i politici e le Istituzioni vogliono che sia malata.
E i politici e le Istituzioni si compiacciono dei suicidi, degli omicidi, dell’eroina spacciata, perché più suicidi, più omicidi, più eroina spacciata e maggiori sono le tensioni che loro gestiscono per assicurarsi il potere e il dominio in regione. Più le persone si suicidano e più i preti hanno il potere di costruire le condizioni per altri suicidi.
Riporto la notizia di oggi:



Si uccide a tre giorni dal parto
Neo-madre si è buttata dal terzo piano di un hotel di Montegrotto


PADOVA – Ancora una mamma vittima della gioia più bella, quella di avere un fi­glio. Questa volta la depressione post par­tum ha ucciso non la piccola creatura (co­me accaduto poche settimane fa a Pieve di Curtarolo con la mamma Monica che accoltella il figlio Alessandro di nemme­no due anni) ma chi le ha dato la luce. E’ successo tutto in un attimo nel tardo pomeriggio di martedì. Erano circa le 18.30 quando una donna di 32 anni, diventata mamma solo tre giorni prima, ha deciso di togliersi la vita gettandosi dal sesto pia­no dell’hotel Augustus di Montegrotto Terme. Una storia che a raccontarla dà idea della lucidità con cui sia stata costrui­ta. La donna, che abitava con il marito a Due Carrare, ha raggiunto l’albergo terma­le all’insaputa del coniuge, ancora al lavo­ro. Si è avvicinata al bancone della recep­tion e ha chiesto di poter vedere le pisci­ne, sapendo bene la particolarità dell’Au­gustus: posizionato su una collinetta in centro al paese, le sue vasche termali so­no famose perché si trovano sul tetto del­l’hotel e regalare una vista incantevole ai clienti. Una volta lì ha eluso la sorveglianza dei suoi accompagnatori e dopo aver aperto la finestra della sala si è gettata nel vuoto. Non un grido, nessun urlo. Ad accorgersi di quanto successo sono stati gli inser­vienti che lavorano nel retro della struttu­ra, alle vasche dei fanghi. Hanno sentito un tonfo, sordo, e sono accorsi, trovando­si di fronte ad uno spettacolo agghiaccian­te. A nulla sono serviti i soccorsi portati dai medici del Suem, la donna infatti era già morta e non c’è stato nulla da fare. Nella serata il marito è stato avvertito dai carabinieri della compagnia di Abano, comandata dal capitano Massimiliano Kornfeind, ed è stato portato sotto choc in caserma a Montegrotto, dove è stato sentito per tentare di ricostruire gli ultimi giorni di vita della moglie, quelli che a tut­ti sembravano momenti di gioia e invece nascondevano il male oscuro che ha por­tato la donna al tragico gesto.
N.M. 16 dicembre 2009

Tratto da:

http://corrieredelveneto.corriere.it/padova/notizie/cronaca/2009/16-dicembre-2009/si-uccide-tre-giorni-parto-1602164247232.shtml


Secondo il giornale Il Gazzettino la donna si chiamava Chiara Terruggi e aveva 32 anni (non una ragazzina). Prima di suicidarsi ha portato il neonato dalla nonna.
La domanda che pongo, ogni volta che si verificano questi fatti è: chi è il prossimo?
Nulla si può fare per questa donna: è caduta nella trappola del dio padrone dei cristiani e qualunque sia la motivazione che verrà accertata, in realtà è stata svuotata delle proprie tensioni emotive con le quali affrontava la vita. E’ stata umiliata al punto tale da trovare la vita insopportabile.
C’è sempre un prete cattolico a sparare imbecillità per garantirsi l’impunità; c'è sempre un sindaco che violenta i propri cittadini imponendo illegalmente il crocifisso; c’è sempre un sociologo come Bettin che corre in aiuto agli assassini, ai torturatori, ai devastatori della società civile.
E la domanda è sempre la stessa: chi è il prossimo? Avanti il prossimo; ci sono sempre palazzi da cui buttarsi; c’è sempre corda con cui impiccarsi; ci sono sempre fucili da caccia con cui farla finita. In altre parole: ci sono sempre politici con la faccia di circostanza, ma sono felici che un altro imbecille si sia tolto dalle palle!
Ognuno sta solo [sempre troppo solo]
Sul cuore della Terra [un grande cuore che abbiamo dimenticato di ascoltare]
Trafitto da un raggio di Sole [come se ciò ci fosse dovuto e ci dimentichiamo di ringrazionare]
Ed è subito Sera [nel frattempo, ci siamo dimenticati di vivere].

16 dicembre 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
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martedì 15 dicembre 2009

Continua l'agonia del Veneto fra imprenditori truffatori, falliti ed euforici. Mai razionali.


Continua la campagna di propaganda per illudere in una ripresa.
Da Padova, all’inizio del mese si è gridato all’aumento della fiducia degli imprenditori, mentre i dati dell’economia reale dimostrano una contrazione continua dei mercati e l’impossibilità di vendere e di commerciare.
La disoccupazione aumenta e aumenta la sofferenza delle banche che saranno costrette a chiudere ulteriormente i rubinetti del credito. Facile pensare che qualche imprenditore si rivolga agli “usurai” facendosi soffiare anche l’azienda.
Continuano i licenziamenti come continua quella lenta tortura per i lavoratori che tentano di preservare i posti di lavoro.
Se alcune imprese non risentono direttamente della contrazione delle esportazioni, lo risentono in maniera indiretta trovandosi il mercato che si chiude su sé stesso.
Riporto la notizia sulla “fiducia “ di imprenditori disperati:


Padova, 3 dic. - (Adnkronos) - Un nuovo clima di fiducia nel sistema produttivo, pur rimanendo elevata la quota dei pessimisti, caratterizza le previsioni di chiusura del secondo semestre 2009 nel Nord Est. Risultano, infatti, in evoluzione le prospettive relative agli ordini provenienti dal mercato interno con un saldo pari a -28,2 in miglioramento rispetto al -48,1 registrato al termine del primo semestre del 2009; si riduce cosi' a 4 su 10 il numero degli imprenditori che prevede una flessione (erano 6 a fine giugno '09).
Migliorano anche le prospettive sugli ordini dall'estero attesi in crescita secondo il 9,3% degli intervistati e in flessione per il 21,9% (dal 33,7% del semestre precedente). Aumenta, inoltre, la propensione agli investimenti: saranno, infatti, solamente 3 imprese su dieci (erano 4 alla fine del primo semestre 2009) ad attuare riduzioni. Le attese negative, invece, riguardano in particolare l'andamento della produzione (crescita per il 14,9% e diminuzione per il 54,4% degli intervistati) e il fatturato (per il 16,3% in crescita e 52,9% in diminuzione).
Sono questi i risultati dell'indagine ''La Congiuntura del Nord Est'' promossa dalla Cassa di Risparmio del Veneto e realizzata dalla Fondazione Nord Est tra l'8 e il 25 ottobre 2009, presentati oggi a Padova. La ricerca ha visto protagonista un campione significativo composto da 1.000 titolari di imprese attive nelle regioni Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige di tutti i settori economici (industria, commercio, servizi alle imprese, servizi alle persone) con piu' di 10 dipendenti in organico.
Tratto da:
http://www.libero-news.it/adnkronos/view/236338

Questi sono, invece, i dati del commercio extra Unione Europea che dimostrano un crollo delle esportazioni e delle vendite. I paesi extra UE comprendono USA, Australia, Canada, America Latina, India, Giappone e Cina. Così, tanto per fare qualche nome.


Commercio estero: extra Ue positivo
Istat: a ottobre +117 milioni, era -366 milioni un anno fa
26 novembre, 10:37


(ANSA) - ROMA, 26 NOV - Ad ottobre il saldo commerciale con i Paesi extra Ue e' stato di 117 mln, in miglioramento rispetto al deficit di 366 mln di ottobre 2008. Lo comunica l'Istat. A confronto con lo stesso mese del 2008 l'export e' sceso del 23,4% e l'import del 26,1%. Su base congiunturale, rispetto a settembre, a ottobre l'export cala del 9,1% mentre le import sale dell'1,2%. Nel trimestre agosto-ottobre 2009, rispetto ai 3 mesi precedenti, si registra un calo del 5,3% dell'export e dello 0,4% dell'import.

Tratto da:
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2009/11/26/visualizza_new.html_1621213909.html


Alle difficoltà di mercato si aggiungono le truffe del sistema delinquenziale degli imprenditori del Veneto.
Alcuni casi drammatici sono costituiti dalle concerie di Arzignano e dintorni.
Come il caso della Sica:


Sica chiude, 50 operai a casa 20 milioni di imponibile evaso
IL CASO. L' inchiesta della polizia tributaria nel settore della concia ha risvolti angoscianti sul fronte occupazionale. La società messa in liquidazione dopo l'arresto del titolare. Il buco viaggia oltre i 10 milioni. Non è stata versata iva per 4,5 milioni

23.11.2009

Vicenza. È uno dei capitoli più amari. I lavoratori che perdono il posto, nel caso della conceria Sica 50 persone, perché il business aziendale sarebbe stato alterato da attività che per la procura e la polizia tributaria erano pesantemente fraudolente. Ma le cose per la ditta andavano male già prima dell'inchiesta. Non a caso in questi giorni l'Agenzia regionale delle entrate sta per concludere i conteggi sulla società di Simone Voltolin e avrebbe riscontrato un imponibile evaso di oltre 20 milioni di euro nel triennio 2006-2008 per operazioni soggettivamente inesistenti e iva non versata per 4,5 milioni attraverso società cartiere e filtro complici. Quello occupazionale è uno dei risvolti angoscianti dell'inchiesta "Dirty leather" nel distretto conciario berico. Lo scorso ottobre ha subito una brusca accelerazione con l'arresto di una dozzina di persone. Il caso della conceria Sica di Chiampo amministrata da Voltolin, 38 anni, di Arzignano, difeso dall'avv. Giancarlo Schiavo, è uno dei più clamorosi. Per uscire dal carcere Voltolin ha dovuto nominare un amministratore di garanzia, il commercialista Pietro Capraro, il quale nei giorni scorsi ha informato i sindacati che l'azienda chiuderà i battenti. Da quindici giorni le maestranze sono a casa in cassa integrazione e tutto lascia prevedere, considerando il rapporto dell'Agenzia delle entrate, che la società andrà incontro alla liquidazione. Se non di peggio. L'ultimo bilancio depositato presenta una perdita di 10 milioni di euro. Lo sbilancio attuale tra attivo e passivo è molto più ampio

Tratto da:
http://www.ilgiornaledivicenza.it/stories/Home/106355_sica_chiude_50_operai_a_casa_20_milioni_di_imponibile_evaso/

Truffe che sono avvenute con la complicità di individui all’interno delle Istituzioni:



vicenza
Inchiesta concerie, arrestato ex finanziere «Era la talpa degli imprenditori indagati»
In manette l'ex capo del comando di Arzignano. In carcere anche il presidente del Grifo calcio a 5 e un commercialista

VICENZA - La Guardia di finanza di Vicenza ha arrestato il commercialista Maurizio Sedda per riciclaggio internazionale di danaro e per corruzione in concorso con un finanziere in pensione, il luogotenente Luigi Giovine, accusato anche di concussione e corruzione. In manette anche Andrea Ghiotto, presidente del Grifo Calcio A5, già sotto la lente di ingrandimento per frodi nelle conce. Il finanziere, a capo del comando di Arzignano fino a poco tempo fa, avrebbe, secondo le accuse, avvertito, in cambio di danaro, gli imprenditori del compartimento conciario degli sviluppi delle indagini del nucleo di polizia tributaria. Ghiotto avrebbe avuto una parte rilevante in tutto questo fungendo in alcuni casi da tramite. Nei guai anche il commercialista Maurizio Sedda. Il suo compito era quello di aiutare gli imprenditori delle conce a spostare il danaro all’estero e a farlo rientrare sottoforma di investimenti.
R.Va.14 dicembre 2009


In questa situazione, parlare di ripresa economica, non è solo ridicolo, ma significa prendere per i fondelli la società civile. La Mercegaglia chiede un allungamento dello Scudo Fiscale e ricatta il governo con altri possibili licenziamenti. Usa i lavoratori come una forma di ricatto per poter avere finanziamenti gratuiti. Però, in fondo, era questo che questi lavoratori volevano: diventare merce di scambio per il loro padrone.
La crisi porterà alla destrutturazione dell’intero tessuto sociale del Veneto e costituirà l’inizio di almeno 12 anni di disastri sociali. I centri di ricerca economici si sono dimenticati che soggetto ed oggetto della crisi è l’uomo sociale nella sua collocazione sociale, non le tabelle dei possibili profitti che un singolo, emarginato dalla società, può fare ed accumulare. Tanto più l’imprenditore è alienato dal tessuto sociale, tanto più perde di vista le relazioni economiche che gli portano guadagno per “infognarsi” in relazioni finanziarie il cui scopo è privarlo degli utili.
Vale la pena di aggiungere i dati che sono arrivati oggi 16 dicembre e relativi al mese di ottobre 2009:

COMMERCIO ESTERO: ISTAT,
A OTTOBRE DEFICIT DI 710 MLN, EXPORT -24,6%
16 dicembre

Roma, 16 dic. - (Adnkronos) - Il deficit commerciale, ad ottobre, e' di 710 milioni di euro, in peggioramento rispetto al disavanzo di 62 milioni di euro dello stesso mese del 2008. Lo rende noto l'Istat in un comunicato. Le esportazioni, per quanto riguarda l'interscambio complessivo, sono diminuite, rispetto allo stesso mese dell'anno precedente, del 24,6% e le importazioni del 22,6%.

Tratto da:
http://www.adnkronos.com/IGN/News/Economia/COMMERCIO-ESTERO-ISTAT-A-OTTOBRE-DEFICIT-DI-710-MLN-EXPORT--246_4115117045.html

Continua il crollo delle esportazioni; continua la sofferenza dell’apparato produttivo nazionale e di quello Veneto in particolare.
Altri dati, specialmente quelli della meccanica, sono ancora peggiori e rendono ridicole le aspettative positive manifestate con tanta enfasi dalla cessione della Safilo e dagli accordi con i sindacati della Carraro. Si tratta di percorsi agonici il cui scopo è fermare le proteste e far decantare la rabbia per i posti di lavoro persi e per la distruzione delle prospettive di ampi settori della società civile. Intanto se ne stanno buoni e arriviamo alle elezioni regionali. Poi, questo governo, ha tre anni senza giudizio elettorale per continuare a rapinare la società civile ignorando le tensioni sociali e favorendo i progetti di devastazione sociale come quelli della Mercegaglia.

15 dicembre 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

giovedì 10 dicembre 2009

Continuano i suicidi e i tentati suicidi nella disperazione del Veneto.


Continua ad allungarsi la lista dei suicidi.
E dei tentati suicidi. Il Veneto, terra di disperazione.
Incapacità ad affrontare le tensioni della vita e spesso Istituzioni complici nell’aggravare queste difficoltà.
Che alternativa aveva l’artigiano se non quella di suicidarsi.
Riporto l’articolo:


Treviso. Suicida davanti al cimitero

Il biglietto ai familiari: «Affari a rotoli»
Il sessantunenne di Istrana si è tolto la vita in auto,

collegando il tubo di scappamento all'abitacolo


TREVISO (10 dicembre) - Sono molte le cause che possono nascondersi dietro un suicidio: crisi affettive o economiche, delusioni, sfinimento, depressione. La morte di Danilo Gasparini, 61 anni di Istrana (Treviso), ne ha una molto precisa È l’ormai prossimo fallimento dell’azienda artigianale che aveva messo in piedi da alcuni mesiLo ha scritto di suo pugno lunedì scorso in un biglietto lasciato ai familiari: «Gli affari vanno a rotoli». Poi ha preso la vecchia Renault per dirigersi verso il non lontano cimitero di Postioma di Paese.Ha parcheggiato la vettura in un luogo discreto dove non potesse attirare più di tanto l’attenzione e poi ha collegato il tubo di scappamento all’abitacolo, si è chiuso dentro e ha lasciato che la dolce morte lo ghermisse, portandolo via con sè.I familiari si erano rivolti ai carabinieri fin da lunedì pomeriggio. Era atteso per il pranzo, Danilo, ma non si è fatto vedere. Un’attesa inutile, infarcita di brutti presentimenti. Fino a quando qualcuno non è andato nella sede della piccola ditta dove realizzava crocifissi in ferro battuto trovando il biglietto. Da allora sono cominciate le ricerche. Senza che ciò abbia consentito di scoprire quell’auto parcheggiata dietro il cimitero di Postioma prima delle 16 di ieri.L’allarme è stato dato da alcuni abituali visitatori del camposanto, ai quali non è sfuggita la presenza del veicolo. Uno di essi si è avvicinato vedendo la persona riversa all’interno e ha chiesto l’intervento dei carabinieri. La salma è stata ricomposta e portata all’obitorio di Treviso.Uno alla volta sono emersi tutti i problemi esistenziali di Gasparini che a Istrana e Paese, dove aveva lavorato a lungo come gommista e rivenditore di marmitte, era conosciutissimo. Gli affari però negli ultimi tempi non erano andati bene e, per rimediare a difficoltà finanziarie legate alla scarsità di commissioni, aveva ceduto parte dei locali a un esercizio pubblico, riservando per sè un piccolo spazio in cui svolgeva lavori in ferro battuto, crocifissi e altro, che andava a vendere al mercato.Il ferro battuto d’altra parte era stato il suo primo amore: sono tanti i cancelli e le inferriate di Istrana che portano la sua firma. La nuova attività però non è decollata e gli attriti con il fratello hanno accelerato in maniera drammatica la decisione di farla finita. Danilo Gasparini lascia la moglie, una figlia sposata, un figlio che frequenta la scuola dell’obbligo e un paese intero devastato dalla sua scomparsa.
Tratto da:
http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=83766&sez=NORDEST


Che alternativa aveva questa persona se non quella di suicidarsi? E’ la politica di Gentilini e della Lega che spinge le persone alla disperazione.
Potevano trovargli un alloggio prima di sfrattarla! Si, potevano, ma non l’hanno fatto: a Gentilini non interessava. A lui interessa costringere i bambini in ginocchio davanti al crocifisso o incitare al linciaggio dei bambini. E’ la politica della chiesa cattolica che si rivela in tutta la sua realtà nell’aggredire una donna in difficoltà.


Treviso. Prima perde il lavoro e poi

l'appartamento: 48enne tenta il suicidio
Ha ingerito una grande quantità di barbiturici quando

ha visto l'ufficiale giudiziario che stava per sfrattarla


TREVISO (10 dicembre) - Ha visto l'ufficiale giudiziario che stava per notificarle lo sfratto, si è chiusa in casa, non ha risposto e ha ingerito un pugno di barbiturici. Una quarantottenne trevigiana ha tentato così il suicidio stamattina ed è stata salvata dallo stesso ufficiale giudiziario e da alcuni agenti di polizia.La donna aveva perso il lavoro e non riusciva più a pagare l'affitto. Quando ha visto materializzarsi il pericolo di dover lasciare l'appartamento in cui viveva, in via Giorgione, nel quartiere di Fiera, ha deciso di farla finita. Ma l'ufficiale giudiziario, dopo aver suonato a lungo a vuoto, ha avuto la prontezza di chiamare la polizia e così la donna è stata salvata: quando i poliziotti sono entrati in casa l'hanno trovata riversa sul pavimento. Ora è ricoverata in Rianimazione all'ospedale Ca' Foncello, ma pare non sia in pericolo di vita.
Tratto da:
http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=83788&sez=NORDEST


E questo è un commerciante ammalato d’amore.
Un mondo che svanisce. Tutto che scompare e il desiderio di sparire annullandosi.
La crisi di una società è anche la crisi personale degli individui che davanti ai problemi si trovano chiuso ogni futuro.


Padova. Litiga con la compagna, si spara

al cuore: veneziano 53enne in fin di vita
Il dramma a Pernumia. L'uomo ha preso il fucile e dopo averlo

brandito l'ha puntato contro il proprio petto e ha fatto fuoco



di Camilla Bovo
PADOVA (8 dicembre) - Uno sparo nella notte, un uomo in fin di vita. È questo il drammatico epilogo di un banale litigio tra conviventi che ha rischiato di trasformarsi in una tragedia. I fatti. Sono le 2.30 e nell’abitazione di via San Pietro Viminario a Pernumia un uomo, M.M., commerciante cinquantatreenne veneziano di Mirano, e la sua compagna litigano animatamente per ragioni ancora al vaglio degli inquirenti.All’improvviso la situazione precipita. L’uomo si allontana, ma quando torna regge tra le mani il suo fucile da caccia calibro 12 regolarmente denunciato. Lo brandisce verso l’alto, poi inaspettatamente lo rivolge verso se stesso. Mira al cuore e preme il grilletto. È un attimo. I pallini, puntati verso il cuore, vengono deviati dal contraccolpo, o forse dal tremore delle mani del commerciante. Si conficcano al centro del petto, mancando per un soffio il cuore. L’uomo cade a terra in un lago di sangue. La compagna, disperata e terrorizzata, allerta i soccorsi. In pochi attimi sopraggiunge l’ambulanza del Suem che lo trasporta di corsa all’ospedale di Monselice. E qui i medici, riscontrando le condizioni disperate dell’uomo, decidono di intervenire chirurgicamente, per la rimozione dei pallini. L’operazione è delicata, ma ha un esito positivo. Ora l’uomo è ricoverato nell’ospedale di Monselice in prognosi riservata. La vita del commerciante sarebbe legata ad un filo perchè le sue condizioni sono ritenute gravissime. La casa in cui si è svolta la tragedia, e dove veniva regolarmente custodita l’arma, è di proprietà della compagna del commerciante. M.M. aveva mantenuto la residenza a Mirano, ma era domiciliato a Pernumia, dove custodiva il fucile e una pistola, anch’essa regolarmente denunciata. Entrambi le armi sono state sequestrate. Sul posto sono intervenuti i carabinieri di Monselice, che hanno sequestrato le armi ed effettuato i rilievi necessari per capire con chiarezza lo svolgersi dei fatti. Le indagini cercheranno di appurare anche le ragioni del litigio e le reali motivazioni che hanno spinto l’uomo a compiere il folle gesto.
Tratto da:
http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=83530&sez=NORDEST


Aggiungiamo anche questi tre casi ai suicidi in Veneto. Sono certo che altri seguiranno a breve. E’ la disperazione di una regione malata alla quale non si vuole dare ascolto. Politici impegnati ad occupare le loro poltrone e vigili urbani impegnati ad aggredire le persone fragili nella società.
E domani?
Sarà un altro giorno di orrore e morte in Veneto.


10 dicembre 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
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e-mail claudiosimeoni@libero.it

Fallite le ronde; i vigili urbani si trasformano in squadracce fasciste? Solo se i magistrati saranno complici!


Le squadracce naziste di Tosi?
Non è lui che ha buttato l'immagine del Presidente della Repubblica per sostituirla con quella dello stupratore di bambini Ratzinger (è sottoposto a processo per complicità in stupro negli USA e l'Irlanda ci sta riflettendo; oltre alla certezza delle minacce che ha reiterato contro chi denunciava la pedofilia dei preti cattolici) e di quello che fu arrestato col bambino nudo e incitava all'odio razzista che è stato appeso in croce?


Ha buttato nel cesso la Costituzione della Repubblica, e i doveri che gli impone, per appendere il delirio di onnipotenza, proprio del nazismo, rappresentato da Ratzinger e dal crocifisso.


Dopo essere stato condannato per incitamento all’odio razziale, vediamo come lo stesso odio sia, di fatto, praticato da bande di picchiatori di stampo nazista che usano la Costituzione per pulircisi il culo. Forti della complicità omissiva di Schinaia, che preferisce i principi del dio padrone dei cristiani che non le norme della Costituzione, hanno trasformato Verona in una città di odio e di violenza.
Un tempo i Vigili Urbani dovevano essere al servizio della città, oggi si sono trasformati in una banda criminale che usa le istituzioni per attentati terroristici finalizzati a destabilizzare la Costituzione della Repubblica.
Da un lato favoriscono le attività criminali e illegali dei vescovi nello stupro e nella violenza ai minori (costringono i minori in ginocchio davanti ad un crocifisso per privarli dei loro diritti Costituzionali) e dall’altro usano la violenza, il ricatto e l’intimidazione, nei confronti dei cittadini ridotti alla miseria.
TERRORISTI!
E per terroristi non si intende solo quei vigili che hanno fatto le azioni, ma la responsabilità deve essere estesa ad ogni vigile che non ha vigilato per prevenire tali azioni fra i suoi “complici”.
Non c’è altro modo per definire questi vigili urbani che facendosi forza di Istituzioni che dovrebbero servire, attentano alla società civile al fine di ricostruire lo stato fascista. Già Schinaia ha dimostrato grande comprensione per queste attività di terrore, specie nell’occasione dell’aggressione che egli ha ricevuto; per contro ha dimostrato, in ciò che ha fatto e in ciò che non ha fatto, ma che avrebbe DOVUTO fare, un grande disprezzo per la società civile. Più complice del delinquente Tosi che non obbediente al suo giuramento alla Costituzione.

Riporto la notizia, e che costituisce oggetto di indignazione assoluta, ed invito chi legge a non visitare una città di Vigili Urbani criminali come Verona!




Clochard svegliato a calci dai vigili:
è polemica a Verona/ Video choc
«Mi hai svegliato con i piedi o no?»: l'accusa del senzatetto

avallata dai due ragazzi che hanno girato il filmato col cellulare



VERONA (9 dicembre) - Un senzatetto cerca riparo dal freddo nel cortile del Tribunale cittadino ma viene svegliato dai vigili che gli chiedono di andarsene. I testimoni, due ragazzi, affermano che lo abbiano preso a calci e documentano la scena con un video girato con il telefonino e caricato successivamente sul web. Il video ha un audio molto disturbato, ma le frasi iniziali sono distinguibili. Il senzatetto chiede in modo concitato alla vigilessa: «Mi ha svegliato con i piedi! Dimmi, sì o no?».I vigili continuano, chiedono all'uomo di andarsene, poi si rivolgono ai ragazzi - «Lei non può fare il video» - che si rifiutano di fornire le generalità. Rispondono in modo provocatorio: «Mi chiamo Flavio Tosi». A quel punto arriva la polizia, i ragazzi dicono di essere stati intimati a cancellare il video è allora che scappano, vengono inseguiti, presi: identificati e rilasciati con una segnalazione per oltraggio, interruzione di pubblico servizio e violazione della privacy.Il video però lo hanno salvato: finisce sul sito del collettivo Metropolis, su Youtube e poi su Youreporter. Inizia così il tam tam sul web trascinato dalle polemiche dei lettori. Alcuni componenti del collettivo sono stati denunciati dalla polizia municipale.
Tratto da:
http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=83634&sez=NORDEST
I poliziotti pretendono di linciare le persone senza che nessuno denunci i loro delitti: come nel caso Cucchi.
E’ il nuovo squadrismo che avanza e che usa la magistratura come arma di distruzione di massa nei confronti di chi enuncia le angherie subite.
Ricordo le minacce di morte e i ricatti che io ho subito da parte di Procuratori della Repubblica, torturatori e assassini, per garantirsi un ingiusto profitto. Criminali come Mastelloni, Della Costa, Ferrari, Ugolini Rita, Calogero, e altri avevano già pronta la denuncia se due poliziotti non avessero testimoniato che mi stavano torturando. Poi, per garantirsi il profitto hanno, manipolato i processi impedendomi la difesa usando l’organizzazione criminale denominata Ordine degli Avvocati per garantirsi di portare a buon fine i loro crimini.
E’ per questo motivo che Giorgio Napolitano mente sapendo di mentire: non c’è mai stato il rispetto delle leggi nei processi per chi chiedeva giustizia: SOLO TERRORE E MORTE. Di tanto sangue grondano le mani dei procuratori di Venezia, Treviso, Padova e Verona. Sangue che insozza le loro vite. Vite passate a garantire l’impunità a poliziotti torturatori o a squadracce di picchiatori fascisti composte da vigili armati. Sangue accumulato garantendo l’impunità a chi getta le persone dalle impalcature chiamando gli omicidi, incidenti.
Vigili armati che con le loro pistole minacciano di morte i bambini affinché si mettano in ginocchio davanti ad un crocifisso che amministrazioni comunali, con delibere illegali e criminali, impongono (Poliziotti, Vigili Urbani e criminali invocano il diritto alla privacy quando commettono delitti: che schifo! Siamo alle pretese dell'omertà mafiosa! Uno strumento pensato per tutelare i cittadini nella loro vita privata, diventa uno strumenti con cui Poliziotti, Magistrati, Vigili Urbani, Guardie Carcerarie e lo stesso Presidente del Consiglio usano per minacciare, ricattare, al fine di garantirsi l'impunità nei delitti che commettono a danno della collettività) .

Intanto, tanto per comprendere come razzismo e crocifisso rappresentano la stessa ideologia sociale e religiosa, Gentilini a Treviso, sì, quello condannato per incitamento all'odio, fa mettere un grande crocifisso davanti a municipio.

Razzismo e chiesa cattolica, son la stessa cosa: Gentilini, Mattiazzo, Scola, Tosi, perseguono lo stesso disegno criminoso: l'attentato alla Costituzione della Repubblica.
10 dicembre 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
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lunedì 7 dicembre 2009

Sciamani, sciamanesimo, truffatori e omicidi in Veneto


Sembra che quando io parlo, parlo al vento e nessuno ascolti.
Capisco la potenza delle illusioni che viene alimentata dalla propaganda di truffatori, ma se i comportamenti non sono assolutamente coerenti la truffa può giungere anche a livello drammatico.
Io pratico Stregoneria dal 1980. Ho aperto la percezione mentre i magistrati di Venezia (Dalla Costa, Mastelloni, Casson, Fortuna, Ferrari, Nordio, Calogero, Paolombarini, Ugolini Rita, ecc.) e poliziotti si divertivano a torturarmi al terzo distretto di Polizia nel 1982. Ci sono voluti quindici anni per riuscire a disciplinare il percepito con la ragione, la descrizione del mondo e introdurre la disciplina della Stregoneria nella quotidianità.
Più volte ho parlato dello sciamanesimo e più volte ho insistito sulla relazione DIVINA che esiste fra il soggetto che altera la percezione e l’ambiente culturale in cui quel soggetto è nato e cresciuto. Più volte ho censurato l’uso di piante psicotrope e droghe di vario genere non solo come inutili, ma dannose. E non perché io sia contro l’uso di droghe (spesso molti cibi alterano la percezione senza che siano classificati necessariamente come droghe, anche pratiche distruttive, come la capanna sudatoria, ha gli stessi effetti), ma perché la pianta psicotropa si inserisce in un contesto culturale in cui l’individuo considera sé stesso creato ad immagine e somiglianza di un dio padrone. Si considera separato dalla Natura e ogni pianta psicotropa, ingerita da chi è vissuto in un sistema religioso cristiano, non fa che accentuare tutti gli aspetti patologici, allucinatori, autodistruttivi. Aspetti che spesso sfociano nella pazzia o nell’autodistruzione come reazione del corpo alla violenza dalla droga.
La notizia di oggi è sconvolgente, tutta da verificare, ma non è inverosimile in un ambiente separato dalla società in cui il desiderio di onnipotenza porta a immergersi in deliri, che non hanno nulla a che vedere con la Stregoneria, dai quali si emerge con la necessità di nascondere i danni fatti.
Riporto la notizia:

Mestre.
Uccisi dopo il rito sciamanico
in Amazzonia: arresto per sei amici
Svolta nelle indagini sulla scomparsa di Denis Tronchin:
dopo la morte sarebbe stato fatto a pezzi e gettato nel fiume

SCORZÈ (Venezia) - (7 dicembre) - Sei giovani, che facevano parte della stessa spedizione durante la quale scomparve in Ecuador Denis Tronchin. Del ventinovenne di Scorzè e del milanese di 28 anni Emiliano Eva non ci sono più tracce dal 6 agosto 2006. Ora è arrivata la svolta nelle indagini. La magistratura ecuadoregna ha emesso sei mandati di cattura per omicidio colposo nei confronti di sei compagni di viaggio di Tronchin e di Eva: Antonio Accomando, Francesco De Giorgio, Eugenio Zanardi, Giuliano Rigotti, Italiana Salvato e Bruno Di Folco. Secondo la magistratura, i sei non avrebbero avvisato i due scomparsi dei rischi che si potevano correre se avessero bevuto pozioni di allucinogeni usati per i riti sciamanici. I corpi sarebbero stati tagliati a pezzi e gettati in un fiume.


Il viaggio nella foresta dell'Amazzonia, in Ecuador, era stato organizzato da Di Giorgio, lo sciamano che vive in Trentino e che aveva organizzato il viaggio cominciato il 28 luglio 2006.
Tratto da:
http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=83361&sez=NORDEST

Carlos Castaneda fu un grande sciamano. Ma la sua grandezza non sta nell’uso di piante psicotrope, sta nell’incredibile sforzo di portare lo sciamanesimo nella cultura moderna come pratica di vita. Cosa, del resto, che ha tentato di fare anche la psicanalisi, da Reich a Hillman.
Ho messo in guardia sulle truffe dei corsi per diventare sciamano, ma le persone che si pensano create ad immagine e somiglianza di un dio padrone, disprezzano la società civile pensandosi onnipotenti. Così, di fatto, hanno precluso a sé stesse ogni possibilità di diventare uno Stregone e cercano affannosamente vie brevi e scorciatoie che finiscono per portarli ancora più velocemente all’autodistruzione.

http://www.stregoneriapagana.it/stregoneriasciamanica.html

Come i maghi da televisione hanno bisogno di crocifissi, di madonne e di padre Pio per attirare i gonzi, perché i gonzi sono solo quelli costruiti dalla chiesa cattolica, sottomessi e pieni di fede; così le truffe alla sciamana pescano dallo stesso target di persone: quelle che credono nei miracoli che cambino la realtà oggettiva e faccia sparire i loro problemi.
Quando ho spiegato in che cosa consisteva la Stregoneria e la differenza fra il pensiero della Stregoneria e che cosa i cattolici intendono per Stregoneria le persone non ascoltano. Ho scritto un libro a tal proposito:
Ciò che porta a diventare eterni nella Religione di Roma Antica (tutto in internet).
Si tratta di testi sciamanici che legano l’uomo alla vita. Sono testi che identificano il comportamento eroico dell’individuo che pratica Stregoneria. Ma non sono colpi di bacchetta magica, né pozioni di droghe e nemmeno doni di un dio padrone che da là sapienza. Sono all’interno di quella forza che porta l’individuo ad abitare il mondo in cui vive e a scoprire l’immenso divino nel mondo che lo circonda e non a diventare eremita o a pratiche di vita autodistruttive.
La stessa pagina di Stregoneria:

http://www.stregoneriapagana.it/stregoneriafutura.html

è spesso vista come una pagina “socio-politica” che non come una pagina religiosa che porta l’individuo a vivere lo sciamanesimo nell’epoca, nella cultura e nella società, attuale.
Quando l’individuo è ammalato di onnipotenza sogna luoghi esotici in cui si nasconde la “conoscenza” che sfugge alla sua comprensione; ma la conoscenza è nascosta proprio dal suo delirio di onnipotenza. Nei luoghi esotici è facile che trovi la sua definitiva autodistruzione perché quel mondo è a lui estraneo e non è da lui abitato fin dalla nascita.
Come ieri migliaia di persone cercavano il “guru” in India, oggi lo cercano in altri luoghi: purché venga sulle nubi con grande potenza alla destra del padre mentre le stelle cadono sulla terra.

Vivere con coerenza, con passione, con coinvolgimento emotivo, le tensioni e le contraddizioni della società in cui si vive, è la prima e fondamentale condizione capace di aprire le porte alla percezione di descrizioni diverse della realtà vissuta come reale Potere Personale dello Stregone o, se preferite, dello sciamano.

Tutto il resto rientra nell'ambito della truffa monoteista, cristiana e, nel nostro caso, cattolica.

07 dicembre 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
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