La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

mercoledì 16 dicembre 2009

Ancora suicidi là dove si obbligano le persone in ginocchio davanti al crocifisso: preti, politici e sociologi, sempre in aiuto del terrore.



Quando si perde la memoria del passato e si impone l'ideologia del crocifisso alle persone viene chiuso ogni futuro possibile e a loro non resta altra scelta che il suicidio. Sia in modo diretto che indiretto attraverso scelte autodistruttive. Ritornare al passato non significa ritornare alle radici, significa cessare di imporre la morale del dio padrone e riconoscere le persone come dei soggetti di diritto Costituzionale.


Omicidi per autolesionismo e suicidi: sono i mali oscuri del veneto costretto in ginocchio davanti ad un crocifisso. Mentre la violenza morale che la chiesa cattolica ha vigliaccamente impsoto in Veneto contro la società civile vuole impedire la ricerca delle cause con la scusa di un pietismo che ha il solo scopo di continuare a produrre suicidi, i politici venti scappano come topi di fogna dalle loro responsabilità fingendo di non vedere le cause di cui loro, sono parte.
Chi sarà il prossimo che si ammazzerà?
O chi sarà il prossimo che attenterà a Berlusconi?
La società è malata perché si vuole che sia malata. La società è malata perché i politici e le Istituzioni vogliono che sia malata.
E i politici e le Istituzioni si compiacciono dei suicidi, degli omicidi, dell’eroina spacciata, perché più suicidi, più omicidi, più eroina spacciata e maggiori sono le tensioni che loro gestiscono per assicurarsi il potere e il dominio in regione. Più le persone si suicidano e più i preti hanno il potere di costruire le condizioni per altri suicidi.
Riporto la notizia di oggi:



Si uccide a tre giorni dal parto
Neo-madre si è buttata dal terzo piano di un hotel di Montegrotto


PADOVA – Ancora una mamma vittima della gioia più bella, quella di avere un fi­glio. Questa volta la depressione post par­tum ha ucciso non la piccola creatura (co­me accaduto poche settimane fa a Pieve di Curtarolo con la mamma Monica che accoltella il figlio Alessandro di nemme­no due anni) ma chi le ha dato la luce. E’ successo tutto in un attimo nel tardo pomeriggio di martedì. Erano circa le 18.30 quando una donna di 32 anni, diventata mamma solo tre giorni prima, ha deciso di togliersi la vita gettandosi dal sesto pia­no dell’hotel Augustus di Montegrotto Terme. Una storia che a raccontarla dà idea della lucidità con cui sia stata costrui­ta. La donna, che abitava con il marito a Due Carrare, ha raggiunto l’albergo terma­le all’insaputa del coniuge, ancora al lavo­ro. Si è avvicinata al bancone della recep­tion e ha chiesto di poter vedere le pisci­ne, sapendo bene la particolarità dell’Au­gustus: posizionato su una collinetta in centro al paese, le sue vasche termali so­no famose perché si trovano sul tetto del­l’hotel e regalare una vista incantevole ai clienti. Una volta lì ha eluso la sorveglianza dei suoi accompagnatori e dopo aver aperto la finestra della sala si è gettata nel vuoto. Non un grido, nessun urlo. Ad accorgersi di quanto successo sono stati gli inser­vienti che lavorano nel retro della struttu­ra, alle vasche dei fanghi. Hanno sentito un tonfo, sordo, e sono accorsi, trovando­si di fronte ad uno spettacolo agghiaccian­te. A nulla sono serviti i soccorsi portati dai medici del Suem, la donna infatti era già morta e non c’è stato nulla da fare. Nella serata il marito è stato avvertito dai carabinieri della compagnia di Abano, comandata dal capitano Massimiliano Kornfeind, ed è stato portato sotto choc in caserma a Montegrotto, dove è stato sentito per tentare di ricostruire gli ultimi giorni di vita della moglie, quelli che a tut­ti sembravano momenti di gioia e invece nascondevano il male oscuro che ha por­tato la donna al tragico gesto.
N.M. 16 dicembre 2009

Tratto da:

http://corrieredelveneto.corriere.it/padova/notizie/cronaca/2009/16-dicembre-2009/si-uccide-tre-giorni-parto-1602164247232.shtml


Secondo il giornale Il Gazzettino la donna si chiamava Chiara Terruggi e aveva 32 anni (non una ragazzina). Prima di suicidarsi ha portato il neonato dalla nonna.
La domanda che pongo, ogni volta che si verificano questi fatti è: chi è il prossimo?
Nulla si può fare per questa donna: è caduta nella trappola del dio padrone dei cristiani e qualunque sia la motivazione che verrà accertata, in realtà è stata svuotata delle proprie tensioni emotive con le quali affrontava la vita. E’ stata umiliata al punto tale da trovare la vita insopportabile.
C’è sempre un prete cattolico a sparare imbecillità per garantirsi l’impunità; c'è sempre un sindaco che violenta i propri cittadini imponendo illegalmente il crocifisso; c’è sempre un sociologo come Bettin che corre in aiuto agli assassini, ai torturatori, ai devastatori della società civile.
E la domanda è sempre la stessa: chi è il prossimo? Avanti il prossimo; ci sono sempre palazzi da cui buttarsi; c’è sempre corda con cui impiccarsi; ci sono sempre fucili da caccia con cui farla finita. In altre parole: ci sono sempre politici con la faccia di circostanza, ma sono felici che un altro imbecille si sia tolto dalle palle!
Ognuno sta solo [sempre troppo solo]
Sul cuore della Terra [un grande cuore che abbiamo dimenticato di ascoltare]
Trafitto da un raggio di Sole [come se ciò ci fosse dovuto e ci dimentichiamo di ringrazionare]
Ed è subito Sera [nel frattempo, ci siamo dimenticati di vivere].

16 dicembre 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

1 commento:

  1. Ricevo e commento:

    Anonimo ha lasciato un nuovo commento sul tuo post "Ancora suicidi là dove si obbligano le persone in ...":

    ll gesto di Chiara rimane a tutti noi inspiegabile ma ti invito a non sparare giudizi su persone che non conosci. Il parroco era una persona conosciuta da Chiara sin dall' infanzia ed é stato parte del dolore che ha afflitto tutti noi.
    Non giudicare per favore e per favore elimina questa bestialità che provoca solo ribrezzo.
    ---fine---

    I cattolici, dopo aver imposto alla società il dolore imponendo la bestialità del crocifisso, si affannano ad impedire alle persone della società di individuare le cause del malessere di cui loro sono gli artefici, mandanti ed esecutori.
    Un carabiniere può avere il coraggio di buttarsi nel fuoco per salvare una persona, ma davanti al crocifisso trova normale che i bambini siano violentati nella psiche per essere sottomessi ad un preteso "padrone in croce". Questa è la reale causa del suicidio: il furto che le persone ricevono della loro consapevolezza di essere cittadini portatori di diritti Costituzionali. Questo induce al suicidio al di là dell'età e delle "cause apparenti" che psicologi e sociologi prezzolati e "pagati" possono individuare nel gesto.
    Finché i cristiani non condanneranno il loro dio per atrocità, continueranno sempre a seminare altro dolore al di là di come quel dolore verrà risolto dalla persona sofferente.
    E noi continueremo sempre a registrare le vittime del terrore cattolico.
    Claudio Simeoni
    Meccanico
    Apprendista Stregone
    Guardiano dell'Anticristo

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