La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

giovedì 10 dicembre 2009

Continuano i suicidi e i tentati suicidi nella disperazione del Veneto.


Continua ad allungarsi la lista dei suicidi.
E dei tentati suicidi. Il Veneto, terra di disperazione.
Incapacità ad affrontare le tensioni della vita e spesso Istituzioni complici nell’aggravare queste difficoltà.
Che alternativa aveva l’artigiano se non quella di suicidarsi.
Riporto l’articolo:


Treviso. Suicida davanti al cimitero

Il biglietto ai familiari: «Affari a rotoli»
Il sessantunenne di Istrana si è tolto la vita in auto,

collegando il tubo di scappamento all'abitacolo


TREVISO (10 dicembre) - Sono molte le cause che possono nascondersi dietro un suicidio: crisi affettive o economiche, delusioni, sfinimento, depressione. La morte di Danilo Gasparini, 61 anni di Istrana (Treviso), ne ha una molto precisa È l’ormai prossimo fallimento dell’azienda artigianale che aveva messo in piedi da alcuni mesiLo ha scritto di suo pugno lunedì scorso in un biglietto lasciato ai familiari: «Gli affari vanno a rotoli». Poi ha preso la vecchia Renault per dirigersi verso il non lontano cimitero di Postioma di Paese.Ha parcheggiato la vettura in un luogo discreto dove non potesse attirare più di tanto l’attenzione e poi ha collegato il tubo di scappamento all’abitacolo, si è chiuso dentro e ha lasciato che la dolce morte lo ghermisse, portandolo via con sè.I familiari si erano rivolti ai carabinieri fin da lunedì pomeriggio. Era atteso per il pranzo, Danilo, ma non si è fatto vedere. Un’attesa inutile, infarcita di brutti presentimenti. Fino a quando qualcuno non è andato nella sede della piccola ditta dove realizzava crocifissi in ferro battuto trovando il biglietto. Da allora sono cominciate le ricerche. Senza che ciò abbia consentito di scoprire quell’auto parcheggiata dietro il cimitero di Postioma prima delle 16 di ieri.L’allarme è stato dato da alcuni abituali visitatori del camposanto, ai quali non è sfuggita la presenza del veicolo. Uno di essi si è avvicinato vedendo la persona riversa all’interno e ha chiesto l’intervento dei carabinieri. La salma è stata ricomposta e portata all’obitorio di Treviso.Uno alla volta sono emersi tutti i problemi esistenziali di Gasparini che a Istrana e Paese, dove aveva lavorato a lungo come gommista e rivenditore di marmitte, era conosciutissimo. Gli affari però negli ultimi tempi non erano andati bene e, per rimediare a difficoltà finanziarie legate alla scarsità di commissioni, aveva ceduto parte dei locali a un esercizio pubblico, riservando per sè un piccolo spazio in cui svolgeva lavori in ferro battuto, crocifissi e altro, che andava a vendere al mercato.Il ferro battuto d’altra parte era stato il suo primo amore: sono tanti i cancelli e le inferriate di Istrana che portano la sua firma. La nuova attività però non è decollata e gli attriti con il fratello hanno accelerato in maniera drammatica la decisione di farla finita. Danilo Gasparini lascia la moglie, una figlia sposata, un figlio che frequenta la scuola dell’obbligo e un paese intero devastato dalla sua scomparsa.
Tratto da:
http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=83766&sez=NORDEST


Che alternativa aveva questa persona se non quella di suicidarsi? E’ la politica di Gentilini e della Lega che spinge le persone alla disperazione.
Potevano trovargli un alloggio prima di sfrattarla! Si, potevano, ma non l’hanno fatto: a Gentilini non interessava. A lui interessa costringere i bambini in ginocchio davanti al crocifisso o incitare al linciaggio dei bambini. E’ la politica della chiesa cattolica che si rivela in tutta la sua realtà nell’aggredire una donna in difficoltà.


Treviso. Prima perde il lavoro e poi

l'appartamento: 48enne tenta il suicidio
Ha ingerito una grande quantità di barbiturici quando

ha visto l'ufficiale giudiziario che stava per sfrattarla


TREVISO (10 dicembre) - Ha visto l'ufficiale giudiziario che stava per notificarle lo sfratto, si è chiusa in casa, non ha risposto e ha ingerito un pugno di barbiturici. Una quarantottenne trevigiana ha tentato così il suicidio stamattina ed è stata salvata dallo stesso ufficiale giudiziario e da alcuni agenti di polizia.La donna aveva perso il lavoro e non riusciva più a pagare l'affitto. Quando ha visto materializzarsi il pericolo di dover lasciare l'appartamento in cui viveva, in via Giorgione, nel quartiere di Fiera, ha deciso di farla finita. Ma l'ufficiale giudiziario, dopo aver suonato a lungo a vuoto, ha avuto la prontezza di chiamare la polizia e così la donna è stata salvata: quando i poliziotti sono entrati in casa l'hanno trovata riversa sul pavimento. Ora è ricoverata in Rianimazione all'ospedale Ca' Foncello, ma pare non sia in pericolo di vita.
Tratto da:
http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=83788&sez=NORDEST


E questo è un commerciante ammalato d’amore.
Un mondo che svanisce. Tutto che scompare e il desiderio di sparire annullandosi.
La crisi di una società è anche la crisi personale degli individui che davanti ai problemi si trovano chiuso ogni futuro.


Padova. Litiga con la compagna, si spara

al cuore: veneziano 53enne in fin di vita
Il dramma a Pernumia. L'uomo ha preso il fucile e dopo averlo

brandito l'ha puntato contro il proprio petto e ha fatto fuoco



di Camilla Bovo
PADOVA (8 dicembre) - Uno sparo nella notte, un uomo in fin di vita. È questo il drammatico epilogo di un banale litigio tra conviventi che ha rischiato di trasformarsi in una tragedia. I fatti. Sono le 2.30 e nell’abitazione di via San Pietro Viminario a Pernumia un uomo, M.M., commerciante cinquantatreenne veneziano di Mirano, e la sua compagna litigano animatamente per ragioni ancora al vaglio degli inquirenti.All’improvviso la situazione precipita. L’uomo si allontana, ma quando torna regge tra le mani il suo fucile da caccia calibro 12 regolarmente denunciato. Lo brandisce verso l’alto, poi inaspettatamente lo rivolge verso se stesso. Mira al cuore e preme il grilletto. È un attimo. I pallini, puntati verso il cuore, vengono deviati dal contraccolpo, o forse dal tremore delle mani del commerciante. Si conficcano al centro del petto, mancando per un soffio il cuore. L’uomo cade a terra in un lago di sangue. La compagna, disperata e terrorizzata, allerta i soccorsi. In pochi attimi sopraggiunge l’ambulanza del Suem che lo trasporta di corsa all’ospedale di Monselice. E qui i medici, riscontrando le condizioni disperate dell’uomo, decidono di intervenire chirurgicamente, per la rimozione dei pallini. L’operazione è delicata, ma ha un esito positivo. Ora l’uomo è ricoverato nell’ospedale di Monselice in prognosi riservata. La vita del commerciante sarebbe legata ad un filo perchè le sue condizioni sono ritenute gravissime. La casa in cui si è svolta la tragedia, e dove veniva regolarmente custodita l’arma, è di proprietà della compagna del commerciante. M.M. aveva mantenuto la residenza a Mirano, ma era domiciliato a Pernumia, dove custodiva il fucile e una pistola, anch’essa regolarmente denunciata. Entrambi le armi sono state sequestrate. Sul posto sono intervenuti i carabinieri di Monselice, che hanno sequestrato le armi ed effettuato i rilievi necessari per capire con chiarezza lo svolgersi dei fatti. Le indagini cercheranno di appurare anche le ragioni del litigio e le reali motivazioni che hanno spinto l’uomo a compiere il folle gesto.
Tratto da:
http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=83530&sez=NORDEST


Aggiungiamo anche questi tre casi ai suicidi in Veneto. Sono certo che altri seguiranno a breve. E’ la disperazione di una regione malata alla quale non si vuole dare ascolto. Politici impegnati ad occupare le loro poltrone e vigili urbani impegnati ad aggredire le persone fragili nella società.
E domani?
Sarà un altro giorno di orrore e morte in Veneto.


10 dicembre 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

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