La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

venerdì 18 dicembre 2009

Il suicidio: è la nuova forma di lotta sociale contro le ingiustizie in Veneto?

Questa immagine è il sogno del suicida. Accarezza le sue emozioni e alimenta il suo desiderio. Dal presente che lo opprime, sogna verdi pascoli e montagne sulle quali l'aria è pulita. Però è solo l'idea che si forma nella sua mente come fuga da una realtà oggettiva. Non ha strumenti psicologici ed emotivi per dissetare la sua angoscia. Chi lo ha privato degli strumenti per vivere, è colui che lo ha spinto al suicidio. Quando fu privato? Un tempo, quand'era un bambino fiducioso e pensava che gli adulti lo potevano guidare nel suo futuro, nella sua crescita. E mentre la sua anima desiderava affrontare, come nelle fiabe, le condizioni della vita fornendo le sue emozioni del cavallo focoso di Afrodite e dell'accuminata lama delle Erinni; lo hanno, invece, messo in ginocchio. Alla bocca hanno messo il morso, affinché non potesse dire; agli occhi hanno messo i paraocchi, per impedirgli di vedere l'infinito del mondo; al collo gli hanno messo il guinzaglio affinché non potesse scegliere. Alle montagne hanno sostituito il crocifisso e ora lo deridono perché non ha saputo stare nella posizione del chierichetto in cui lo hanno messo! Spararsi è stato l'unico modo che aveva per togliersi dalla posizione del chierichetto.
Chi sarà il prossimo a suicidarsi in Veneto?
Sembra che a questo punto che io sia costretto a fare il bollettino dei suicidi.
Sono problemi che ho già affrontato anni fa, che ,evidentemente, vengono alimentati dall’odio sociale della Lega e del Popolo elle Libertà contro la società civile. Imponendo l’odio del crocifisso ad una società civile che chiede strategie per affrontare i problemi individuali.
Un odio del Popolo delle Libertà che si esprime con un disprezzo assoluto nei confronti delle persone che va dalla guerra criminale fatta ai Sinti, da parte del Presidente della Provincia di Venezia, a quei provvedimenti che, ignorando la realtà sociale, esprimono odio come l’imposizione illegale del crocifisso ai bambini e il finanziamento dele scuole private.
Ci siamo chiesti ieri: chi sarà il prossimo?
Le persone sono educate a vedere l’odio solo quando qualcuno inveisce o bestemmia e non a vedere il feroce odio quando vengono presi o non presi provvedimenti lasciandoli nella merda sociale fin sopra la testa.
La risposta non si è fatta attendere. Dall’uomo ammalato che non era attrezzato per far fronte alla sua malattia che ha voluto applicare il principio cristiano “Muoia Sansone con tutti i Filistei”, all’imprenditore-affarista di oggi:


Schiacciato dalla crisi, si spara
Massimo Zanetti, geometra di 43 anni, residente a Conselve, padre di due bambini, si è tolto la vita nel proprio studio a Pozzonovo



POZZONOVO. Si è seduto alla scrivania del proprio ufficio, ha scritto di getto gli ultimi pensieri della sua vita e poi, con altrettanta freddezza, si è sparato un colpo in bocca. Sono stati questi gli ultimi attimi vissuti da Massimo Zanetti, geometra di 43 anni, residente a Conselve. Il tecnico, sposato e padre di due bambini, due maschietti, si è tolto la vita nel proprio studio di Pozzonovo, affidando a quelle poche righe vergate in preda alla disperazione la giustificazione del suo tragico gesto. Massimo Zanetti viveva a Conselve (Padova), in via Vittorio Emanuele II 41/a, assieme alla moglie e ai suoi due amati piccoli. Da anni esercitava la professione di geometra a Pozzonovo, il suo studio si trova proprio in centro. In via Dante 15. E’ proprio qui che, come ogni giorno, Massimo Zanetti si è recato ieri pomeriggio. E’ arrivato poco dopo la pausa pranzo, ma questa volta ad aspettarlo non c’era alcuna pratica e nessuna incombenza. Solo un’i dea: farla finita. Il tecnico ha quindi preso carta e penna e d’i mpeto ha scritto una lettera, indirizzata ai propri genitori. Ha quindi impugnato una pistola regolarmente detenuta, un semiautomatica Tanfoglio 9x21, si è puntato la canna dell’arma in bocca e ha premuto il grilletto. L’uomo è morto sul colpo. Il boato dello sparo ha ovviamente allertato i residenti della via, che hanno subito chiesto l’intervento delle forze dell’ordine. I primi ad entrare nell’ufficio del geometra sono stati i carabinieri di Monselice, seguiti da quelli di Tribano. La salma di Zanetti poco dopo le 18 ed è stata portata fuori dallo studio e trasportata nel dipartimento di Medicina Legale dell’ospedale di Padova, a disposizione dell’autorità giudiziaria.

La lettera scritta dal professionista prima del suicidio lascia trasparire una lucidità disarmante: il geometra si rivolge ai genitori, come già detto, cercando di motivare la sua scelta estrema. Tira in ballo alcuni dispiaceri patiti negli ultimi mesi nell’ambito del lavoro: operazioni sbagliate. Che, nella spirale creata dalla crisi, hanno provocato conseguenze gravi. Macigni insopportabili dentro. Specie per uno come lui, da sempre abituato ad affrontare con sicurezza problemi di ogni genere. E, in genere, a risolverli. Tra le righe l’uomo ha chiesto più volte scusa per quello che stava per fare. Accorato il suo appello ai genitori di stare vicini alla moglie e ai due bambini. Ai carabinieri, gli amici di Zanetti hanno raccontato che da tempo l’uomo era piuttosto debole, fisicamente e psicologicamente, tanto da averlo indotto a rivolgersi a un medico. Mai, però, si sarebbe pensato ad un simile epilogo: il geometra è noto per essere un tipo combattivo e determinato, pronto a sacrifici e difficilmente scoraggiabile.Ieri pomeriggio la piazzetta che dà su via Dante era colma di persone: «Non ho sentito nulla - racconta una donna che abita al civico 13, a fianco dell’ufficio -. Mi sono accorta dell’accaduto solo dopo aver sentito le sirene. Conoscevo poco Massimo, ma era sempre molto cordiale». Tesi confermata da tutti a Pozzonovo.
(18 dicembre 2009)

Tratto da
http://mattinopadova.gelocal.it/dettaglio/schiacciato-dalla-crisi-si-spara/1807919



Almeno le difficoltà di gestire la vita sociale comincia a salire di livello. Già un anno fa circa tre imprenditori si erano suicidati. I suicidi di “male d’amore” sono considerati endemici, e questo suicidi, come lo consideriamo?
Frutto della crisi? No! Frutto di scelte sociali fatte in una regione che sta distruggendo il tessuto sociale. Siamo arrivati, a spanne, ad un suicidio ogni due giorni, forse di più, anche se l’informazione pone l’accento sui tentati suicidio salvati in extremis.
Ripeto l’ennesima domanda alla Lega e al Popolo delle Libertà: a quando il prossimo suicidio?
Suicidi che nascono dall’odio della Lega e del Popolo delle Libertà per la società civile del Veneto: imponete il crocifisso e le persone sapranno affrontare i loro problemi soltanto come l’ideologia del crocifisso ha imposto loro!

18 dicembre 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

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