La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

martedì 1 dicembre 2009

La manifestazione di Mestre "Raccontando i diritti umani" e le riflessioni che ha suscitato.


“Raccontando i diritti umani” è un’iniziativa che ha attraversato varie scuole di Mestre. Scuole pubbliche e scuole cattoliche. Hanno aderito scuole dell’infanzia, scuole primarie, medie e alcune scuole superiori. La manifestazione finale è avvenuta a fianco di Coin, a Mestre, il primo dicembre 2009.
Ho guardato i lavori dei ragazzi esposti a Coin e mi hanno colpito: erano più incentrati sulla “fratellanza in ginocchio davanti al dio padrone” che non sui principi della Costituzione della Repubblica o sui principi della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo.

Questi ragazzi non hanno MAI rivendicato il DIRITTO ALLA GIUSTIZIA. Alla LORO giustizia.
Però erano indotti a condividere le sofferenze con chi ritenevano che la giustizia fosse negata.
Questi ragazzi erano indotti ad accettare l’ingiustizia fatta contro di loro e costretti, invece, a spostare l’attenzione sugli "altri"; Africa, Asia.
“Pensa agli altri che stanno peggio!”. Non venivano educati a scorgere l’ingiustizia che veniva fatta a loro. Era come se, intenzionalmente, fossero stati privati degli strumenti critici.

Questo mi ha fatto riflettere sull’uso militare (perché l’educazione dei ragazzi, dalla scuola dell’infanzia alle scuole superiori, è un’azione militare; un atto di guerra con cui si impone la veicolazione delle loro tensioni, desideri e bisogni, nella società. L’uomo non è creato ad immagine e somiglianza di un dio pazzo e cretino, ma è il risultato dei suoi adattamenti emotivi alle tensioni emotive che dal mondo giungono a lui nell’arco della propria crescita!) dei Diritti Umani, per impedire a questi ragazzi di fruire dei diritti umani in maniera socialmente vantaggiosa.

E’ sempre positivo parlare dei Diritti Umani, anche quando lo si fa con i ragazzi e con le iniziative nelle scuole.
Brutto e squallido è quando si trattano i Diritti Umani come “diritti dell’altro”. Come se l’altro fosse un soggetto inferiore ai ragazzi e, dunque, bisognoso del riconoscimento di diritti. L’altro ha dei diritti nei confronti di altri ragazzi mentre i Diritti Umani non vengono trattati come “dovere dell’Istituzioni di rispettare i diritti umani mettendoli a fondamento delle sue azioni”.
I Ragazzi sono uguali e insieme rivendicano i loro diritti nei confronti delle Istituzioni. Fondamento, significa che i DOVERI delle Istituzioni sono i diritti dei cittadini e le Istituzioni perdono lo status di “Istituzione”, per diventare associazione criminale, quando violano i diritti umani.

Nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo dell’ONU, che poi si traduce per legge nel Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici, c’è un preambolo dal quale NON E’ POSSIBILE PRESCINDERE e che invece viene sempre ignorato quando si parla dei diritti umani. Dicono le considerazioni da cui parte La Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo:

Considerato che il riconoscimento della dignità inerente a tutti i membri della famiglia umana e dei loro diritti, uguali ed inalienabili, costituisce il fondamento della libertà, della giustizia e della pace nel mondo;
Considerato che il disconoscimento e il disprezzo dei diritti dell'uomo hanno portato ad atti di barbarie che offendono la coscienza dell'umanità, e che l'avvento di un mondo in cui gli esseri umani godono della libertà di parola e di credo e della libertà dal timore e dal bisogno è stato proclamato come la più alta aspirazione dell'uomo; Considerato che è indispensabile che i diritti dell'uomo siano protetti da norme giuridiche, se si vuole evitare che l'uomo sia costretto a ricorrere, come ultima istanza, alla ribellione contro la tirannia e l'oppressione;
Considerato che è indispensabile promuovere lo sviluppo dei rapporti amichevoli tra le Nazioni;
Considerato che i popoli delle Nazioni Unite hanno riaffermato nello Statuto la loro fede nei diritti fondamentali dell'uomo, nella dignità e nel valore della persona umana, nell'eguaglianza dei diritti dell'uomo e della donna, ed hanno deciso di promuovere il progresso sociale e un migliore tenore di vita in una maggiore libertà;
Considerato che gli Stati membri si sono impegnati a perseguire, in cooperazione con le Nazioni Unite, il rispetto e l'osservanza universale dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali;
Considerato che una concezione comune di questi diritti e di queste libertà è della massima importanza per la piena realizzazione di questi impegni;

C’è un humus di orrore e morte che ha dominato la storia dell’umanità negli ultimi 2000 anni e alla quale la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo vuole mettere fine.
Esistono due modi per trattare i diritti umani: quello integralista cristiano, il cui fanatismo conduce al disprezzo delle persone, e quello che appare nella carta dell’ONU, nella Costituzione della Repubblica e nel Tratto di Nizza, parte integrante della Costituzione Europea che dal 1° dicembre 2009 è entrata in vigore con tutta la sua forza giuridica da cui dipende la giurisprudenza nazionale della Corte Europea per i Diritti dell’Uomo.

Il primo modo di intendere i diritti, operato dalla chiesa cattolica, è facile. Appartiene alla violenza con cui è imposto il crocifisso nelle scuole: il dio padrone dice ai suoi schiavi: “Tu devi rispettare i diritti dell’uomo, del tuo vicino!”.
L’altro modo, quello per cui la Carta dei Diritti dell’Uomo è stata scritta e che diventa l’applicazione giuridica che ne fanno le Corti internazionali è: “Tu dio padrone, Tu criminale che stai in croce, tu Istituzione (parlamento, Presidente della Repubblica, magistratura, sindaco, polizia, vigili urbani, e quant’altro) dovete rispettare i miei diritti!”

Ho osservato alcuni lavori della manifestazione di Mestre ed erano impostati sul fatto che i ragazzi dovessero essere accoglienti e rispettare i diritti umani: ma i ragazzi non violano i diritti umani per il semplice fatto che non sono loro che concedono il “diritto umano”. I ragazzi, come i cittadini, sono i fruitori dei diritti umani: non devono rispettarli, ma beneficiarne del rispetto nei loro confronti.
I ragazzi, al massimo possono essere attenti ai propri diritti umani, ad essere cittadini consapevoli dei propri diritti PRETENDENDO che le Istituzioni rispettino i loro diritti.
E’ questo il ruolo della scuola: insegnare ai ragazzi i mezzi corretti da usare nella società in cui vivono per rivendicare, ribadire e pretendere, il rispetto dei propri diritti umani. Diritti Umani che comprendono anche i diritti dell’Infanzia che quest’anno compie 20 anni.

I ragazzi non violano mai i diritti umani di altre persone. Nemmeno i Naziskin lo fanno quando aggrediscono una persona di colore. Infatti, non hanno violato i diritti umani; lo hanno aggredito commettendo un reato aggravato dall’odio razziale. Ma non ne hanno violato i diritti. La magistratura può violare i diritti di quella persona qualora non persegui questi picchiatori con la stessa determinazione con cui persegue altri picchiatori.

Essere consapevole dei diritti umani significa rivendicare il diritto nei confronti della violazione del diritto che ne fa l’Istituzione.

Se il ragazzo picchia il compagno di classe perché “è nero”, non viola i diritti umani, ma commette un crimine perseguito dalla legge.
Quando la scuola espone il crocifisso facendo credere al ragazzo che ci sia un dio padrone al di sopra e al di fuori della Costituzione della Repubblica, LA SCUOLA VIOLA I DIRITTI UMANI! Commette quei crimini, nei confronti dei cittadini, che sono censurati dalla Costituzione, dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e dalla Costituzione Europea.

La scuola VIOLA I DIRITTI UMANI, offendendo i ragazzi impedendo loro di accedere agli strumenti, etici, morali e giuridici, con cui affrontare la società civile.
I ragazzi crescono con le idee proprie di un regime a Monarchia Assoluta. Pensano che le istituzioni siano i loro padroni; hanno paura a trattare col poliziotto, col carabiniere, con il professore, col sindaco, col deputato; perché vedono in loro il dio padrone; il criminale in croce. Un dio padrone al quale si è obbligati a dare deferenza, in assoluto disprezzo della Costituzione e della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo. E il poliziotto, il carabiniere, il magistrato, pretendono un atteggiamento deferente, identificandosi col dio padrone, dimenticando che sono LORO a dover avere un atteggiamento deferente nei confronti dei cittadini e dei ragazzi.
In questo senso la scuola viene meno al suo ruolo educativo diventando produttrice di individui onnipotenti che metteranno in atto bullismo, violenza, spaccio di droga e, quando diventeranno parte delle Istituzioni, non mancheranno di violentare la società trasformando l’Istituzione in un mezzo per ottenere ulteriore dominio, anziché un mezzo con cui essere al servizio della società.

In questo senso, la manifestazione di Mestre ha violato i diritti umani, parlando di diritti umani!

Nel modo in cui le scuole hanno operato, hanno imposto ai ragazzi la convinzione che i ragazzi extracomunitari siano portatori di “diritti civili”. E hanno spiegato i diritti civili di cui godono senza che tale discorso fosse una prosecuzione del fatto che i ragazzi italiani sono i portatori di diritti civili che devono essere rispettati e che, invece vengono violati. L’insegnate spesso fa violenza ai ragazzi. Fa violenza imponendo loro le regole del crocifisso; imponendo la sua autorità; imponendo il “qui comando io”. Non si pone come una persona che ha un ruolo da svolgere, ma è colei che comanda e domina nel ruolo che Istituzionalmente ricopre. Per contro, i ragazzi vengono da famiglie che storicamente sono sottomesse all’autorità. Famiglie che pensano all’autorità come al loro padrone, “voluta dal dio padrone”, e da un lato reagiscono, magari con violenza quando l’insegnate “si permette” (a torto o a ragione), dall’altro lato non hanno fornito ai loro figli strumenti adeguati per relazionarsi. Insegnanti che si trovano a educare alunni che loro ritengono ingestibili, ricorrono al sistema del dio padrone, del crocifisso, perché questo metodo risolve la loro giornata e li rassicura riaffermando la violenza dell’Istituzione: violando i diritti del ragazzo.
Il ragazzi finisce col vedere gli extracomunitari come soggetti a cui l’insegnate riconosce dei diritti e li disconosce a loro. Loro sono educati all’onnipotenza del crocifisso e conoscono solo la violenza come metodo di relazione e trovano negli extracomunitari, delle pretese di uguaglianza a loro assolutamente incomprensibili.
L’incapacità di gestire le informazioni errate date dalla scuola e le risposte sociali, trasformano il ragazzo in un bullo, un consumatore di droga, un candidato al suicidio, un violento. Violento, sia quando si tratta di violare la legge contro le istituzioni, sia quando agisce all’interno delle Istituzioni.

Violare i diritti umani, parlando di diritti umani, è la peggiore truffa che si può fare ai ragazzi.
Gli uomini non sono uguali in ginocchio davanti al dio padrone o al crocifisso. Gli uomini sono uguali davanti alla medesima legge. E a quella legge viene condannato sia il dio dei cristiani per i suoi delitti; il Gesù di Nazareth per i suoi delitti; Berlusconi, per i suoi delitti; Ratzinger per i suoi delitti!
Imporre il crocifisso nelle scuole è una violazione criminale dei diritti umani: lo dice la Corte Europea per i Diritti dell’Uomo. Il tribunale che deve giudicare la violazione dei diritti dell’uomo.



Si spacciano figure politiche come il diritto del Dalai Lama di imporre il feudalesimo e violentare i diritti civili dei Tibetani trasformando i "diritti dell'uomo" nel "diritto del Dalai Lama" e, per estensione, di Ratzinger di imporre la loro religione ai bambini: quanto sono buoni mentre violentano i diritti civili dei ragazzi manipolandone le emozioni!

Qual è l’autorità che deve giudicare sulla violazione dei diritti umani?
La Corte Europea per i Diritti dell’Uomo. Il Tribunale le cui decisioni, per legge, vanno applicate in Italia.
E domani che ci sarà un’altra violazione dei Diritti dell’Uomo, chi giudicherà?
Non il dio padrone e nemmeno quel povero pazzo che verrà con grande potenza sulle nubi, ma LA CORTE EUROPEA PER I DIRITTI DELL’UOMO.

E quando la scuola insegna ai ragazzi che lei se ne sbatte dei diritti umani perché vuole imporre il crocifisso?
Domani ci saranno i campi di sterminio perché i ragazzi, giustamente, avranno imparato che dei diritti umani ce ne si può sbattere.
Questo è l’insegnamento che viene da questa manifestazione di Mestre dal titolo “Raccontando i diritti umani”.

E allora torniamo al prologo della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo in cui si considera:

Considerato che è indispensabile che i diritti dell'uomo siano protetti da norme giuridiche, se si vuole evitare che l'uomo sia costretto a ricorrere, come ultima istanza, alla ribellione contro la tirannia e l'oppressione;

Quando le Istituzioni vengono meno alle norme giuridiche, di fatto, incitano alla guerra civile.
Questo è il messaggio che è passato ai ragazzi in questa manifestazione: sono dio onnipotente che possono violare tranquillamente i Diritti Civili, basta avere la forza per disprezzare chi li rivendica.
Questi effetti non li vedete ora. Devono essere interiorizzati ed elaborati. Gli effetti sono effetti emotivi che verranno veicolati nelle azioni e nelle soluzioni che questi ragazzi elaboreranno: dallo spaccio di droga, al bullismo, all’emarginazione, alla violenza delirante, al carrierismo che accumula potere per il gusto del potere.
Parlare dei Diritti Umani per annientare i diritti umani: questa non l’avevo ancora vista.
Voglio fare un'aggiunta il 04 dicembre 2009 a questo discorso sui Diritti Umani, relativo al fatto d'attualità avvenuto all’asilo nido Cip-Ciop di Pistoia.
Quando si parla di diritti umani, si DEVE SEMPRE parlare di DIRITTI DELL’INFANZIA, contro le Istituzioni. Si deve rendere consapevoli i ragazzi di non essere del bestiame sottomesso ed obbediente, ma dei soggetti che rivendicano il loro essere cittadini. Non si può, parlare di diritto delle insegnanti a picchiare i bambini. Non è un DIRITTO delle Insegnanti imporre la “disciplina”; come non è diritto dei missionari imporre la loro religione a persone fragili e ridotte, guarda il caso, da altri missionari, in miseria. Per contro, come dice l’ONU, se i cittadini, i bambini, i ragazzi, non vengono educati alla “CULTURA DEI LORO DIRITTI” e alle “modalità di rivendicazione dei propri diritti” in un clima in cui le Istituzioni sono OBBLIGATE al dovere di rispettare i diritti; prima o dopo la ricerca dei diritti avverrà per via violenta perché la violenza criminale è consistita nella negazione dei loro diritti.
Come all’Asilo Cip-Ciop di Pistoia che ha violentato i bambini negando loro qualunque forma di diritti. I diritti non sono l’elemosina del dio padrone ai bambini; ma è un dovere che il dio padrone (e chi per esso) deve ottemperare nei confronti dei bambini: mi ha fatto impressione e nello stesso tempo mi ha permesso di capire da dove è nata la “libertà di violentare i bambini” nell’asilo Cip-Ciop di Pistoia quando ho visto un giovane genitore con tatuato un crocifisso dietro all’orecchio. Lui, con quel tatuaggio, diffondeva e imponeva violenza e quella violenza è stata fatta a suo figlio. Ora non gli rimaneva che lamentarsi e inveire: sarà suo figlio a dover affrontare la sua vita con una struttura psichica menomata!

01 dicembre 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

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