La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

lunedì 7 dicembre 2009

Sciamani, sciamanesimo, truffatori e omicidi in Veneto


Sembra che quando io parlo, parlo al vento e nessuno ascolti.
Capisco la potenza delle illusioni che viene alimentata dalla propaganda di truffatori, ma se i comportamenti non sono assolutamente coerenti la truffa può giungere anche a livello drammatico.
Io pratico Stregoneria dal 1980. Ho aperto la percezione mentre i magistrati di Venezia (Dalla Costa, Mastelloni, Casson, Fortuna, Ferrari, Nordio, Calogero, Paolombarini, Ugolini Rita, ecc.) e poliziotti si divertivano a torturarmi al terzo distretto di Polizia nel 1982. Ci sono voluti quindici anni per riuscire a disciplinare il percepito con la ragione, la descrizione del mondo e introdurre la disciplina della Stregoneria nella quotidianità.
Più volte ho parlato dello sciamanesimo e più volte ho insistito sulla relazione DIVINA che esiste fra il soggetto che altera la percezione e l’ambiente culturale in cui quel soggetto è nato e cresciuto. Più volte ho censurato l’uso di piante psicotrope e droghe di vario genere non solo come inutili, ma dannose. E non perché io sia contro l’uso di droghe (spesso molti cibi alterano la percezione senza che siano classificati necessariamente come droghe, anche pratiche distruttive, come la capanna sudatoria, ha gli stessi effetti), ma perché la pianta psicotropa si inserisce in un contesto culturale in cui l’individuo considera sé stesso creato ad immagine e somiglianza di un dio padrone. Si considera separato dalla Natura e ogni pianta psicotropa, ingerita da chi è vissuto in un sistema religioso cristiano, non fa che accentuare tutti gli aspetti patologici, allucinatori, autodistruttivi. Aspetti che spesso sfociano nella pazzia o nell’autodistruzione come reazione del corpo alla violenza dalla droga.
La notizia di oggi è sconvolgente, tutta da verificare, ma non è inverosimile in un ambiente separato dalla società in cui il desiderio di onnipotenza porta a immergersi in deliri, che non hanno nulla a che vedere con la Stregoneria, dai quali si emerge con la necessità di nascondere i danni fatti.
Riporto la notizia:

Mestre.
Uccisi dopo il rito sciamanico
in Amazzonia: arresto per sei amici
Svolta nelle indagini sulla scomparsa di Denis Tronchin:
dopo la morte sarebbe stato fatto a pezzi e gettato nel fiume

SCORZÈ (Venezia) - (7 dicembre) - Sei giovani, che facevano parte della stessa spedizione durante la quale scomparve in Ecuador Denis Tronchin. Del ventinovenne di Scorzè e del milanese di 28 anni Emiliano Eva non ci sono più tracce dal 6 agosto 2006. Ora è arrivata la svolta nelle indagini. La magistratura ecuadoregna ha emesso sei mandati di cattura per omicidio colposo nei confronti di sei compagni di viaggio di Tronchin e di Eva: Antonio Accomando, Francesco De Giorgio, Eugenio Zanardi, Giuliano Rigotti, Italiana Salvato e Bruno Di Folco. Secondo la magistratura, i sei non avrebbero avvisato i due scomparsi dei rischi che si potevano correre se avessero bevuto pozioni di allucinogeni usati per i riti sciamanici. I corpi sarebbero stati tagliati a pezzi e gettati in un fiume.


Il viaggio nella foresta dell'Amazzonia, in Ecuador, era stato organizzato da Di Giorgio, lo sciamano che vive in Trentino e che aveva organizzato il viaggio cominciato il 28 luglio 2006.
Tratto da:
http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=83361&sez=NORDEST

Carlos Castaneda fu un grande sciamano. Ma la sua grandezza non sta nell’uso di piante psicotrope, sta nell’incredibile sforzo di portare lo sciamanesimo nella cultura moderna come pratica di vita. Cosa, del resto, che ha tentato di fare anche la psicanalisi, da Reich a Hillman.
Ho messo in guardia sulle truffe dei corsi per diventare sciamano, ma le persone che si pensano create ad immagine e somiglianza di un dio padrone, disprezzano la società civile pensandosi onnipotenti. Così, di fatto, hanno precluso a sé stesse ogni possibilità di diventare uno Stregone e cercano affannosamente vie brevi e scorciatoie che finiscono per portarli ancora più velocemente all’autodistruzione.

http://www.stregoneriapagana.it/stregoneriasciamanica.html

Come i maghi da televisione hanno bisogno di crocifissi, di madonne e di padre Pio per attirare i gonzi, perché i gonzi sono solo quelli costruiti dalla chiesa cattolica, sottomessi e pieni di fede; così le truffe alla sciamana pescano dallo stesso target di persone: quelle che credono nei miracoli che cambino la realtà oggettiva e faccia sparire i loro problemi.
Quando ho spiegato in che cosa consisteva la Stregoneria e la differenza fra il pensiero della Stregoneria e che cosa i cattolici intendono per Stregoneria le persone non ascoltano. Ho scritto un libro a tal proposito:
Ciò che porta a diventare eterni nella Religione di Roma Antica (tutto in internet).
Si tratta di testi sciamanici che legano l’uomo alla vita. Sono testi che identificano il comportamento eroico dell’individuo che pratica Stregoneria. Ma non sono colpi di bacchetta magica, né pozioni di droghe e nemmeno doni di un dio padrone che da là sapienza. Sono all’interno di quella forza che porta l’individuo ad abitare il mondo in cui vive e a scoprire l’immenso divino nel mondo che lo circonda e non a diventare eremita o a pratiche di vita autodistruttive.
La stessa pagina di Stregoneria:

http://www.stregoneriapagana.it/stregoneriafutura.html

è spesso vista come una pagina “socio-politica” che non come una pagina religiosa che porta l’individuo a vivere lo sciamanesimo nell’epoca, nella cultura e nella società, attuale.
Quando l’individuo è ammalato di onnipotenza sogna luoghi esotici in cui si nasconde la “conoscenza” che sfugge alla sua comprensione; ma la conoscenza è nascosta proprio dal suo delirio di onnipotenza. Nei luoghi esotici è facile che trovi la sua definitiva autodistruzione perché quel mondo è a lui estraneo e non è da lui abitato fin dalla nascita.
Come ieri migliaia di persone cercavano il “guru” in India, oggi lo cercano in altri luoghi: purché venga sulle nubi con grande potenza alla destra del padre mentre le stelle cadono sulla terra.

Vivere con coerenza, con passione, con coinvolgimento emotivo, le tensioni e le contraddizioni della società in cui si vive, è la prima e fondamentale condizione capace di aprire le porte alla percezione di descrizioni diverse della realtà vissuta come reale Potere Personale dello Stregone o, se preferite, dello sciamano.

Tutto il resto rientra nell'ambito della truffa monoteista, cristiana e, nel nostro caso, cattolica.

07 dicembre 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

2 commenti:

  1. infatti anche saper drogarsi è un arte! cioè sapere esattamente cosa cercare e perchè..all'interno di un percorso di ricerca (vedi castaneda).
    in questo senso mi piace quando usi l'espressione "disciplina" riferita allo sciamanesimo.
    invece, sembra che dalle nostre parti l'uso-abuso di droghe (soprattutto alcol) rispecchi una "fuga dalla realtà" anzichè una curiosità verso la stessa...un atteggiamento depressivo assolutament in linea con il nichilismo cattolico.
    ciao, alessia.

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  2. Drogarsi non è mai un'arte. Drogarsi serve solo a perdere il contatto con la realtà; a fuggire, esattamente come dici. Lo stesso Castaneda ammette che l'uso che ha fatto di mescalina e altro, era una trappola di tipo culturale, che gli ha teso Don Juan. Allora, siamo nella prima parte degli anni '60 andava di moda Huxley e le sue "Porte della percezione". E' questa moda, praticata all'università californiana, che indusse Don Juan a intrappolare Castaneda, e l'università a pubblicargli il primo libro.
    Noi, come Esseri della Natura, siamo in grado di far secernere al nostro cervello sostanze simil mescaline e altre che rimodulano i collegamenti neuronali e modificano la nostra percezione del mondo. Questi meccanismi vengono bruciati dall'uso di droghe, come usate normalmente, e di alcool. Si finisce per percorrere sentieri di autodistruzione dai quali non esiste ritorno.
    La disciplina e l'autodisciplina, io non la intendo in relazione alle droghe, ma in realzione agli intenti che ci prefiggiamo nella vita: la pratica di affinare i mezzi culturali, morali, etici, emotivi, percettivi, con cui descriviamo la realtà che ci circonda nello sforzo continuo di modificarla.
    E' proprio la pratica intensa di vita, che in Stregoneria assume il nome di "vivere per sfida" o di "vivere con passione e con intensità emotiva" che rende agile il nostro cervello consentendoci di arrivare a stadi di percezione "alterata" (percezione della realtà attraverso una riaggregazione inusuale dei fenomeni che concorrono a formarla) e apre le capacità di intuizione che altro non sono che rielaborazioni della realtà che viviamo fatte con la parte antica, profonda ed emotiva, del nostro apparato cerebrale (che poi concorre anche un cervello sparso per tutto il corpo, ma qui il discorso si fa più lungo) e che l'autodisciplina consente di far giungere, quando ne abbiamo bisogno, alla coscienza della ragione.
    Questi sono i discorsi che ho sempre tentato di fare, ma le persone cercano scorciatoie in droghe e alcool che appagano l'attimo presente, ma che distrugge ogni possibilità di futuro.
    Come per i ragazzi coinvolti in questa vicenda.
    Ciao
    Claudio

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