La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

domenica 6 dicembre 2009

Veneto: truffe, truffatori e truffati!

Quando nel Veneto si parla di malavita, non ci si riferisce solo a coloro che vengono comunemente identificati come malavitosi, ma ai comportamenti comuni, quotidiani, di chi agisce in Veneto e che qualche volta vengono censurati.
Comportamenti criminali che vengono mesi in atto da “incensurati” che, da quel momento, diventano ufficialmente dei criminali. A volte vengono assolti, altre volte le loro azioni decadono in un giudizio di “non menzione”, ma troppo spesso atti criminali non vengono portati all’attenzione e al giudizio del magistrato perché la valutazione del danneggiato fra costi-benefici garantisce l’impunità del criminale.
Il fatto che i crimini non vengono portati a giudizio non significa che i crimini non danneggiano la società civile, ma significa che la società civile, spesso in base alla valutazione costo-beneficio, è costretta a subire i crimini date le condizioni oggettive di eversione dell’ordine democratico che procurerebbero ulteriori danni in un sbilanciamento sfavorevole al danneggiato nella relazione costi-benefici.
Questo è un caso che voglio portare all’attenzione, ma ultimamente in Veneto se ne sono verificati più di qualcuno finendo per guardare alla Polizia di Stato con sospetto.


Cittadella, in servizio alla Polstrda di Castelfranco finiscono a processo per concussione
“Mazzette” per evitare la multa, due agenti a giudizio
Domenica 6 Dicembre 2009,


Ieri sono stati rinviati a giudizio dal giudice per l’udienza preliminare Paola Cameran, con l’accusa di concussione. E così Christian Marcadella, trentacinquenne di San Zenone degli Ezzelini, e Piergiorgio Simeoni, quarantasettenne di Vallà di Riese, entrambi assistenti capo della Polizia di Stato, il prossimo 19 aprile dovranno comparire davanti al tribunale collegiale per difendersi dall’accusa di avere chiesto mazzette agli automobilisti per evitare le multe. Il 14 aprile 2005 i due agenti, in servizio al reparto della Polstrada di Castelfranco Veneto, lungo la statale 53 “Postumia”, non molto lontano da Cittadella, fermano un’Audi A6 con un giovane vicentino a bordo. Marcadella e Simeoni contestano al conducente due infrazioni al codice della strada: eccesso di velocità e divieto di sorpasso. In cambio della multa però gli propongono di “patteggiare” versando 50 euro cash. Il giovane accetta e tornato in auto racconta alla fidanzata, con cui viaggiava, come si erano svolte le cose senza sapere però che nella vettura era nascosta una “cimice” visto che i Nas di Padova stavano controllando il vicentino nel corso di un’inchiesta, allora appena aperta, sul doping. A quel punto scatta l’indagine, condotta dai Nas e dalla Polizia stradale di Castelfranco Veneto, e coordinata dal sostituto procuratore padovano Roberto D’Angelo. Durante l’inchiesta vengono messi sotto controllo i cellulari dei due agenti e una “cimice” viene piazzata nella loro “pantera”. In questo modo gli inquirenti riscontrano altri episodi in cui gli agenti in cambio di un pagamento immediato e in contanti evitano di elevare la contravvenzione agli automobilisti fermati. Un caso avviene il 6 settembre 2005 ancora nei pressi di Cittadella, un altro il 2 ottobre, sempre 2005, a Caselle di Altivole, infine il 24 ottobre a Castelfranco un automobilista paga 50 euro risparmiando dieci punti e il ritiro della patente. Questi gli episodi prima dell’arresto di Marcadella e Simeoni avvenuto il 3 aprile 2007, che ha portato al loro rinvio a giudizio pronunciato ieri dal gup.

Tratto da:
http://carta.ilgazzettino.it/MostraStoria.php?TokenStoria=103016&Data=20091206&CodSigla=VI

E’ indubbio che esistono reparti della Polizia di Stato assolutamente ligi al proprio dovere e deferenti alla Costituzione della Repubblica. Come è indubbio che questi episodi coinvolgono una specie di “bassa forza” della Polizia stessa. Ma sta di fatto che questi poliziotti, o i carabinieri dello stesso livello, spesso sono a contatto con i cittadini e sono coloro che possono far amare le Istituzioni o odiarle a seconda dei loro comportamenti o delle interpretazioni che costoro fanno della Costituzione e delle norme giuridiche.
Questi comportamenti sono abbastanza frequenti in Veneto, anche per altre Istituzioni; come le truffe messe in atto dalle Associazioni degli Artigiani:


San Donà. Cresta da mezzo milione:licenziati due dirigenti Confartigianato
Avrebbero chiesto somme per versamenti fantasmaL'associazione: soci truffati, i nostri bilanci sono regolari

di Maurizio Marcon



SAN DONÀ DI PIAVE (5 dicembre) - Due dirigenti della Confartigianato avrebbero truffato i soci chiedendo cifre iperboliche per versamenti "fantasma". Il vicesegretario generale M. P. e M. P. sono stati licenziati dopo i controlli, richiesti da alcuni soci, che si vedevano chiedere cifre da capogiro per pagamenti in realtà inferiori. Sembra che i due si siano appropriati di almeno mezzo milione di euro, ma il consiglio dell'associazione ha ottenuto la nomina di una commissione esterna per estendere i controlli: si sospetta che la cifra truffata possa superare il milione di euro.Questo il meccanismo: i due si sarebbero fatti pagare per prestazioni e contributi superiori a quelli reali, regolarmente in assegno, giusto per salvare le apparenze, e poi l'assegno sarebbe stato cambiato in contanti da persone di fiducia. In pratica, ne avrebbero utilizzato una parte per pagare il dovuto e il resto lo avrebbero intascato.Dalla sede mandamentale della Confartigianato di via Perugia si cerca di parare la situazione. «Si tratta di un fatto grave - confermano -, anche se sono state evidenziate solo delle difformità negli ordini di servizio impartiti ai due dipendenti. E senza che l'associazione soffrisse per l'erogazione di servizi o altro. Insomma, non ci sono stati ammanchi, non ci sono contributi non versati e servizi non fatti. Il bilancio delle due associazioni (Associazione artigiani di San Donà di Piave e Cgia Jesolo srl) sono perfetti».I truffati sono i soci. E domani sarà pubblicato sui giornali un comunicato a pagamento del presidente Antonio Sartorello che recita: «A seguito di una verifica interna sono emerse irregolarità che parrebbero dovute alla censurabile e non preventivabile condotta di alcuni dipendenti. Gli organismi hanno già provveduto a isolare i soggetti interessati allontanandoli dal servizio; nel contempo è stata adottata ogni iniziativa, anche giudiziaria, ritenuta opportuna affinché l'Autorità possa accertare i fatti penalmente rilevanti».
Tratto da:
http://www.ilgazzettino.it/articolo.php?id=83180&sez=NORDEST

Ho ricevuto e pubblico:

Da: tommaso [mailto:tommasopagotto@y...]
Inviato: sabato 28 gennaio 2012 19.21
A: claudiosimeoni@libero.it
Oggetto: Contestazione articolo: San Donà. Cresta da mezzo milione:licenziati due dirigenti Confartigianato


Salve volevo chiederLe una cortesia. Nel suo blog è presente un articolo del gazzettino di 2 anni or sono titolato" San Donà. Cresta da mezzo milione:licenziati due dirigenti ConfartigianatoAvrebbero chiesto somme per versamenti fantasma. L'associazione: soci truffati, i nostri bilanci sono regolari." L'articolo in questione come si può ben notare cliccando sul link che lo segue non è più disponibile in seguito alla denuncia per diffamazione del suddetto giornale. Di conseguenza La invito caldamente a rimuoverlo per non dover fronteggiare una medesima denuncia come quella subita dal giornale. Per quanto riguarda la veridicità dell'articolo può esser facilmente contestata in quanto sono in opera diversi processi i quali si stanno indirizzando verso una risoluzione a favore del mio assistito, uno dei 2 dirigenti. Quindi se un giornalista o comunque un blog d'informazione come in questo caso vuole tenere informati i propri utenti è tenuto a farlo con imparzialità e veridicità, del tutto assente in questo articolo.
In fede
Pagotto Tommaso



Preciso.



Sarò ben felice di pubblicare sul blog l'eventuale condanna de Il Gazzettino per diffamazione nei suoi confronti.



E' giusto che ogni persona rivendichi le sue ragioni. A me non interessano le responsabilità personali che i giornali scrivono. Questo articolo è reperibile nell'archivio del giornale Il Gazzettino ed è giusto che la Magistratura decida se a distruggere la società è l'Associazione artigiani o i giornalisti de Il Gazzettino: a me interessa che la società non sia distrutta dagli adoratori del criminale in croce. A qualsiasi associazione appartengano. Ho provveduto a puntare i nomi e i soggetti citati nell'articolo.
---
From: claudio simeoni ;
To: 'tommaso' ;
Subject: R: Contestazione articolo: San Donà. Cresta da mezzo milione:licenziati due dirigenti Confartigianato
Sent: Sat, Jan 28, 2012 7:13:03 PM


Le sarò grato quando mi invierà la condanna del giornale Il Gazzettino per diffamazione nei suoi confronti.
La pubblicherò sul blog.
Distinti saluti
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo

Da: tommaso Pagotto [mailto:tommasopagotto@y...]
Inviato: domenica 29 gennaio 2012 13.51
A: claudiosimeoni@libero.it
Oggetto: R: Contestazione articolo: San Donà. Cresta da mezzo milione:licenziati due dirigenti Confartigianato

Non spedisco atti processuali a un personaggio che si fa chiamare "guardiano dell'anticristo". Il nome parla da sè. Saluti

Da: claudio simeoni [mailto:claudiosimeoni@libero.it]
Inviato: domenica 29 gennaio 2012 18.20
A: 'tommaso Pagotto'
Oggetto: R: Contestazione articolo: San Donà. Cresta da mezzo milione:licenziati due dirigenti Confartigianato

Dimenticavo di precisarle:
L’uomo non è creato ad immagine somiglianza di un dio pazzo cretino e deficiente come quello cristiano. L’uomo è il prodotto delle proprie scelte e ne risponde sia in privato che in pubblico se è una persona civile.
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo


Da: tommaso Pagotto [mailto:tommasopagotto@y...]
Inviato: domenica 29 gennaio 2012 18.43
A: claudiosimeoni@libero.it
Oggetto: R:

Di fatto la mia mail non va pubblicata, soprattutto se quella di un minorenne come in questo caso. Intraprenderemo vie legali verso di lei. E di fatto se il corpo di reato fosse stato commesso mio padre sarebbe in carcere. I processi hanno dato ragione a Davide contro Golia...
A presto.


Da: claudio simeoni [mailto:claudiosimeoni@libero.it]
Inviato: domenica 29 gennaio 2012 18.53
A: 'tommaso Pagotto'
Oggetto: R:

Impari a comportarsi da persona civile!
Crede di essere furbo? Suo padre che si nasconde dietro ad un minorenne?
Lo vada a dire ai magistrati!
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo

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Quanto sono squallide le associazioni artigiane del Veneto. Scendono così in basso da mandare i minorenni a
minacciare le persone e assicurarsi ingiusto profitto. Adoratori del Macellaio di Sodoma e Gomorra e di quel criminale in croce
con cui manifestano il loro delirio di onnipotenza.


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Oppure le truffe messe in atto dagli industriali:

Venezia. Indagato per corruzioneil numero due di Confindustria
La procura ipotizza regali dei Poletti alla società dellefarmacie di Tsuroplis per non riscuotere una fidejussione


VENEZIA (2 dicembre) - Statis Tsuroplis, cinquantaquattrenne vicepresidente di Confindustria Venezia, è sotto inchiesta per corruzione. La sua casa, gli uffici della società che gestisce le farmacie comunali (di cui è presidente) e quelli della Save, la società dell'aeroporto di Tessera (dove è direttore delle relazioni istituzionali) sono stati perquisiti ieri dalla Guardia di finanza.La corruzione ipotizzata dalla Procura (l'inchiesta è condotta dal sostituto Federico Bressan) riguarda l'acquisto di alcuni uffici in un nuovo stabile in corso di costruzione al Tronchetto da parte della "V Quattro", società che faceva capo ai fratelli Arrigo e Ugo Poletti, ex proprietari del Venezia Calcio.La società delle farmacie, la Ames, si sarebbe fatta rilasciare una fidejussione a garanzia della consegna puntuale degli uffici, ma da alcune intercettazioni effettuate dalla Procura di Trento sarebbero emerse pressioni e anche regali (non si sa se in denaro o meno) per evitare la riscossione dei soldi della fidejussione.
Tratto da:
http://www.ilgazzettino.it/articolo.php?id=82723&sez=NORDEST

Oppure le truffe messe in atto da banche e finanziarie in Veneto:


Belluno. Truffa Gd, trovati alle Caymantrenta milioni di euro dei risparmiatori
Difficoltosa l'operazione di recupero: Lussemburgo, Spagna e Principato di Monaco ostacolano le rogatorie


BELLUNO (28 novembre) - Le isole Cayman custodirebbero un tesoro da 30 milioni di euro, quello che farebbe grossomodo quadrare i conti della truffa da 52 ai danni di centinaia di risparmiatori che si erano affidati alla filiali di Belluno, Bergamo e Milano della General Dinamics Consulting di Lugano. Il conto è stato scoperto dal Ministero pubblico ticinese nell’ambito della maxi-inchiesta per associazione per delinquere finalizzata alla truffa e all’esportazione illegale di denaro, che viaggia in parallelo con quella aperta dalla Procura di Belluno. Gli inquirenti svizzeri hanno inoltrato una rogatoria alle autorità delle isole caraibiche, ma l’ostacolo principale sarebbe rappresentato proprio dalla legislazione locale che rende i conti bancari impenetrabili.«A differenza di quanto accade nei paesi europei - spiega l’avvocato Corrado Zasso, che segue molte delle 439 parti offese legate al procedimento giudiziario bellunese -, nelle Cayman un eventuale sequestro dei fondi sarebbe ipotizzabile solo se questi fossero provento di un reato commesso sull’arcipelago caraibico. Di conseguenza, trattandosi di denaro raccolto abusivamente in altri Paesi, alla fine gli unici che possano mettere mano sui quei conti sarebbero proprio e unicamente coloro che li hanno aperti».La speranza è che la legislazione elvetica, a differenza di quella italiana, possa arrivare ad una sorta di accordo con il principale indagato, l’italo-svizzero Gianpiero Addis Melaiu, 38 anni, affinché sia indotto a restituire i soldi. Solo lui, infatti, potrebbe compiere "il miracolo". Nel frattempo i rapporti tra Melaiu e il suo braccio destro, ovvero Roberto Bortolotto, che gestiva la Gd di Belluno, sarebbero al vetriolo, con tanto di minacce nei confronti di Bortolotto che, nelle sue deposizioni, avrebbe sempre scaricato tutta la responsabilità su Melaiu. E proprio il titolare della Gd bellunese avrebbe chiesto di patteggiare, richiesta che il pubblico ministero Massimo De Bortoli sta valutando. Se la caverebbe con due anni.Anche nel filone svizzero, sarebbero centinaia le parti offese. Ameno 600, afferma Zasso. E tra loro vi sarebbero personaggi di tutto rilievo, come politici, gente di spettacolo e del mondo del calcio.Intanto, l’inchiesta bellunese è ormai prossima all’udienza preliminare in calendario per il 28 gennaio. Un’accelerata dovrebbe arrivare nelle prossime settimane anche da quella svizzera.Al momento però le autorità estere si sarebbero finora rifiutate di dare seguito agli inviti del magistrato svizzero, motivando il proprio diniego con il fatto che la persona sotto accusa - Addis Melaiu - non è stata condannata. Insomma vien fatto prevalere il principio della presunzione di innocenza.Fino allo scorso mese di luglio il magistrato di Lugano ha provveduto a numerose rogatorie all’estero per ottenere documentazione sui flussi di denaro e il blocco dei conti intestati alla società di Addis Melaiu. La rogatoria in Inghilterra ha consentito di ottenere il blocco dei conti dell’indagato per circa 246 euro, nonchè il blocco del conto del broker per oltre un milione e trecentomila euro. La rogatoria nel Principato di Monaco, a quel momento, non era ancora completata. Ma erano stati bloccati conti per circa 600mila euro. Quanto alla rogatoria in Lussemburgo aveva consentito il blocco di un conto per circa 60mila euro. Ancora pendenti rogatorie in Lichtenstein, Spagna e Russia. Ma fino a poco tempo fa, pur essendo state ricostruite molte transazioni, non si era riusciti a rintracciare una somma pari a sei milioni di euro.
Tratto da:
http://www.ilgazzettino.it/articolo.php?id=82177&sez=NORDEST


I cittadini si muovono in un ambiente Veneto rapace e criminale dove i loro diritti non solo non vengono rispettati, ma spesso si sentono derisi ed offesi ogni volta che tentano di sopravvivere nella società.
Tanto più i cittadini del Veneto sono onesti e tanto più vengono fatti passare per “fessi”, “stupidi”, “deficienti”, che possono essere derubati, vilipesi, offesi ed ingiuriati.
I cittadini onesti del Veneto vengono costretti alla rabbia che la Lega cavalca cercando di veicolarla contro i suoi stessi nemici quando, invece, i nemici del Veneto sono le Istituzioni gestite in maniera criminale ed eversiva da parte della Lega e del popolo delle Libertà che viola i diritti fondamentali dei cittadini.
Tutti vorremmo una Polizia di Stato ossequiosa alla Costituzione che interpreta le leggi in maniera non vessatoria: che le interpreti SEMPRE in maniera non vessatoria e non “SEMPRE” ma non quella volta!
Tutti vorremmo degli industriali legati all’equazione leggi-costo-profitto. E non industriali che se ne sbattono delle leggi pur di fare “affari” ad ogni costo e al di fuori delle leggi: tutte le leggi, dall’anti infortunistica, a quelle del lavoro, del lavoro nero ecc.
Tutti vorremmo dei magistrati che rispettano le leggi e interpretano le leggi secondo la Costituzione e non secondo i loro personali interessi o secondo la squadra, sociale o ideologica, per la quale tifano.
Tutti vorremmo associazioni artigiane legate al territorio che agiscano in armonia fra la necessità del profitto e le strutture della società civile.
Tutti vorremmo banche capaci di far profitto favorendo lo sviluppo della società civile e non associazioni dedite alla truffa e alla protezione di truffatori.
I Veneti onesti vorrebbero questo, ma non è ciò che vuole chi impone militarmente il crocifisso a bambini indifesi per stuprarli; non è ciò che vuole il terrore della Lega Nord il cui fine è spargere terrore per gestirlo; non è ciò che vuole il Popolo delle Libertà che trae potere dai vantaggi che offre all’amico dell’amico.
Però, questa è la realtà nella quale viviamo e se i cittadini non ne prendono coscienza sono destinati ad essere le prede del truffatore che sarà sempre più furbo e più veloce che non le possibilità di chiedere giustizia.

06 dicembre 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

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