La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

giovedì 24 dicembre 2009

Zaia, i valori cristiani che vuole difendere e la pratica della pedofilia come valore centrale del cristianesimo in Veneto.

Le foto sono relative alla manifestazione contro la pedofilia dei preti cattolici all'Istituto Provolo di Verona. Violenza che ha trovato la polizia di Stato e la Magistratura impegnati in altro che non a difendere i diritti dei cittadini deboli violentati dai preti cattolici. Milioni di situazioni simili sono avvenute in Veneto, ma Polizia, Carabinieri e Magistrati, avevano da fare, altre cose, a loro più congegnali che non assicurare la giustizia ai cittadini.


Zaia e i valori cristiani.
La violenza sui minori in Veneto è una costante diffusa in modo massiccio e indotta dall’educazione cristiana.

Zaia si è presentato come "paladino" dei valori cristiani; si è presentato come colui che vuole garantire ai cristiani il diritto di costringere, con la violenza della negazione del diritto Costituzionale, i bambini in ginocchio davanti ad un crocifisso. Dunque, Zaia si è presentato come il garante dei cattolici nelle loro attività in contrasto con la Costituzione della Repubblica.
La violenza sui minori è ben curata, capillarmente, dalla chiesa cattolica. E' uno dei suoi valori centrali. Un Vescovo francese, durante un processo, ebbe a dire che processare i cattolici per la violenza sui minori era un'aggressione alla libertà religiosa dei cattolici.
Lo sa bene Zaia che per assicurarsi un pugno di voti parla di “Valori cristiani”, intendendo, con questi, la libertà di violentare i bambini perché solo in questo modo, con la distruzione delle Istituzioni democratiche e dei Valori della Costituzione, può assicurarsi i voti della chiesa cattolica. Non lo dimostra solo l’Irlanda o gli USA, in cui delle istituzioni hanno agito per la giustizia, ma soprattutto l’omertà della Polizia di Stato e dei Magistrati in Veneto che hanno voluto essere accondiscendenti con la Democrazia Cristiana prima, col Popolo delle Libertà e la Lega oggi, per non disturbare l’appoggio della CEI. Il caso Provolo e quello del vescovo di Verona è solo un esempio fra i tanti che possiamo scorgere nei comportamenti dei Veneti e nella ricerca di poveri da sottomettere e violentare.
A me non interessa se questo artigiano sia colpevole o meno. Lo accerteranno i magistrati, se lo potranno. Le accuse vengono dalla Germania e vengono nella sua azione di volontario cattolico. I pedofili sono preti cattolici o laici cattolici che trovano nell’ambiente, in cui sguazzano i cattolici, un ambiente favorevole e sufficientemente omertoso per le loro pratiche. Altre volte sono i parenti delle vittime che esercitando il potere che concede loro la "famiglia cattolica" piegano i minori al loro volere. Sempre parte dell'ideologia religiosa cristiana.
I Veneti non sono pedofili che si rifugiano nel cattolicesimo, ma sono pedofili perché educati dal cattolicesimo alla pratica della pedofilia come sistema per veicolare le loro pulsioni sessuali. Violentare gli altri, veicolare le proprie pulsioni sessuali nel dominio dei minori per l’incapacità di diventare adulti responsabili, con una sessualità adulta che costruisca delle relazioni con gli altri, nella regione Veneto è un'impresa titanica che riesce solo alle persone che si sottragono al cattolicesimo. E’ un aspetto della malattia del Veneti che li porta ad aver paura dell’altro e a voler aggredire zingari, extracomunitari, senza tetto, solo perché non si mettono a novanta gradi o non si prostrano davanti ai Veneti che si sentono tanto dei “padroni buoni” disposti a far loro la carità mentre li violentano.
Riporto la notizia da il Gazzettino e il Corriere della sera del Veneto:


Vicenza. Accusato di molestie sessuali,
ex assessore si impicca in carcere
Arrestato domenica dai carabinieri su mandato di cattura
internazionale, l'artigiano ha protestato la propria innocenza



VICENZA (23 dicembre) - Ha protestato fino all'ultimo la sua innocenza, con una fermezza pari alla disperazione che lo lo aveva stretto in una morsa da quando, domenica, i carabinieri si erano presentati a casa sua con un mandato di cattura internazionale che lo accusava di atti sessuali su minorenni. La disperazione non gli ha lasciato scampo: dopo l'interrogatorio di garanzia di ieri, durante il quale ancora una volta ha spiegato agli inquirenti che le accuse rivoltegli erano a suo dire assolutamente folli, Plinio Toniolo - 55 anni, artigiano di Nove ed ex assessore - è rientrato in cella e si è impiccato usando un lenzuolo. A nulla sono valsi i tentativi di rianimazione da parte del personale di polizia penitenziaria e dei sanitari del 118 accorsi sul posto.Il mandato di cattura arrivava da Berlino e faceva riferimento ad episodi avvenuti nei mesi scorsi quando Toniolo - come accadeva spesso - si trovava in Germania per lavoro. Al momento dell'arresto si è detto sconvolto dalle accuse e ha affermato la propria estraneità ai fatti. Posizione che ha ribadito anche ieri. Non è però riuscito a sopportare il peso delle accuse, e si è tolto la vita.Familiari e conoscenti sono stati gettati nella disperazione. Il cinquantacinquenne era stimato sia come artigiano che come uomo, per aver lavorato una vita nei campi del volontariato e del sociale, a stretto contatto con la parrocchia.

Tratto da:
http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=85259&sez=NORDEST


Non ci sono grandi novità nell’informazione del Corriere della Sera del Veneto:


Al San Pio X
In carcere da tre giorni, si uccide
L’uomo era accusato di violenza su minori




VICENZA - Un sessantenne bas­sanese si è ucciso martedì in carcere, al San Pio X. Non ha retto alle ac­cuse che lo hanno portato in car­cere e in preda alla disperazione, si è tolto la vita. Impiccandosi con un lenzuolo. Così lo hanno trovato gli agenti della polizia pe­nitenziaria poco dopo le 16 nella sue cella. Ha atteso di essere solo. Poi la disperazione o il tormento della vergogna hanno avuto la meglio. E si è ucciso. Gli operato­ri del Suem, chiamati per un ulti­mo ed estremo tentativo di salvar­gli la vita, hanno cercato di riani­marlo ma non hanno potuto fare altro che constatare il decesso. Or­mai era troppo tardi. Sull’uomo, sposato e padre di due figli, pen­deva un ordine di car­cerazione europeo emesso dalla polizia giudiziaria della Ger­mania per atti sessua­li su minori. Fatti che secondo le indagini seguite degli inquiren­ti tedeschi sarebbero avvenuti nell’ambito del volontariato.
Il de­tenuto sarebbe infatti stato impe­gnato all’estero in diverse missio­ni sociali. In quel contesto sareb­bero maturate, secondo la polizia tedesca, le occasioni per molesta­re e sfruttare minori con cui era in stretto contatto nelle sue attivi­tà. In quelle occasioni avrebbe abusato di loro. Ragazzi probabil­mente svantaggiati, per quanto è possibi­le comprendere, che proprio per questo sa­rebbero potuti essere prede facili. Ma que­sto gesto estremo, a soli tre giorni dall’ar­resto eseguito su man­dato di cattura euro­peo, quest’uomo ha deciso, nella sua cella di togliersi la vita. Ha preso un lenzuolo. Lo ha usato come corda per creare il cappio. E si è ucciso. Se a portarlo a questo estremo gesto sia stata la consapevolezze di un’accusa infondata, insoppor­tabile, o se invece abbia deciso di togliersi la vita per quel senso di vergogna che l’arresto e le accuse connesse, implicano, è quanto la procura di Bassano cercherà di ca­pire e che, nel frattempo, creano ulteriori interrogativi nei familia­ri, la moglie e il figlio, che prima si sono dovuti domandare come fosse possibile che quel marito e quel padre, così impegnato, fos­se finito in carcere. Ed ora, alla luce di questo ge­sto, si stanno domandando an­cor di più quale possa essere la ve­rità su quelle accuse che gli erano state rivolte. Che lo hanno porta­to in carcere. Che lo hanno porta­to alla morte. Prima del giudizio di un tribunale.

Tratto da:
http://corrieredelveneto.corriere.it/vicenza/notizie/cronaca/2009/23-dicembre-2009/carcere-tre-giorni-si-uccide--1602199578975.shtml


Troverete i veneti in giro per il mondo per soddisfare le loro pulsioni sessuali nell’esercizio dell’ipocrisia propria del cristianesimo. Un valore fondamentale dell’ideologia cristianan è quello di fare ciò che si vuole (come il dio padrone dei cristiani oil criminale Gesù), basta che non si sappia. E se qualcuno lo dice e svela che i cattolici commettono atroci delitti, sarebbe meglio per lui che si mettesse la macina di mulino al collo e si gettasse in mare. E' costretto a subire le aggressioni e le diffamazioni dei cattolici: come è successo ai ragazzi negli USA che denunciavano le violenze subite. I cristiani vogliono sentirsi liberi dalle leggi per poter violentare i bambini. Renderli cittadini insicuri. Renderli dei soggetti di carità incidendo nella loro struttura emotiva in modo che siano incapaci di chiedere giustizia.
Un esempio di questa attività criminale sono i missionari cattolici nel mondo che non solo violentano i bambini, ma costringono le popolazioni in miseria per poter continuare a viollentare i bambini o a soddisfare le loro pulsioni di possesso. Un delirio proprio del Gesù che si compiace delle persone deboli, malate, indifese, che si prostrano ai suoi piedi.
L’ideologia del vangelo che ha come punto centrale il piacere, il godimento, della sofferenza altrui, non è un mero discorso razionale, ma è una condizione emotiva che, una volta imposta ai bambini, diventa desiderio di ricerca delle persone deboli e fragili per poter esercitare su di loro il piacere (che è sempre piacere sessuale) nella gestione della loro sofferenza: essere il padrone dei sofferenti.
Se hai dieci euro, in Italia sei un pezzente. Se hai dieci euro, nelle bidonville di qualche città africana o americo-latina, sei il signore e il padrone di quei pezzenti che elemosinano.
Per questo motivo ci sono tanti missionari cattolici di origine veneta in giro per il mondo: veicolano le loro pulsioni sessuali seminando miseria. E a qualche politico fa comodo che vadano a violentare i bambini africani piuttosto che continuino a violentare i bambini in Veneto.
E’ una delle vergogne dei Veneti: solo come schiavi deferenti possono considerarsi “paroni” e desiderare di essere “paroni in casa propria”, mentre sono solo dei violentati psicologicamente che vanno alla ricerca di perone deboli e fragili da violentare. Come questi missionari:



Veneti nel mondo: un indirizzario dei 3.500 missionari
in una pubblicazione Fondazione Migrantes




verona (Migranti-press) - Sono quasi 3.500 i missionari delle nove diocesi del Veneto, sparsi per il mondo: 880 in Africa, 1.423 in America, 301 in Asia, 829 in Europa e 38 in Oceania. Questa particolare realtà “migratoria” è stata fotografata in una pubblicazione, realizzata per conto della Regione, dall’Associazione “Luci nel mondo” onlus di Verona, che contiene tutti i nomi e gli indirizzi dei 3.471 missionari veneti: 572 sono della diocesi di Verona, 57 di Venezia, 893 di Padova, 70 di Belluno-Feltre, 79 di Adria-Rovigo, 795 di Vicenza, 873 di Treviso, 119 di Vittorio Veneto e 22 della diocesi di Chioggia. “Abbiamo pensato di realizzare questo indirizzario - si legge nella presentazione al volumetto dell’assessore regionale ai flussi migratori Oscar De Bona - per due motivi: innanzitutto per essere riconoscenti del lavoro che i missionari stessi svolgono, perché anche loro, con la loro dedizione, sono ambasciatori del Veneto e dei suoi valori; in secondo luogo, per delineare e quantificare una dimensione della chiesa cattolica in Veneto assolutamente importante e significativa anche per il tessuto sociale. Ai 3.471 missionari veneti che percorrono le strade dei cinque continenti, corrispondono, in Veneto, altrettante associazioni, gruppi missionari, parrocchie, movimenti, congregazioni di riferimento e di sostegno”.
“Ed è con ammirazione - aggiunge De Bona - che ogni volta, incontrandoli, ascolto la loro testimonianza, ammiro le loro opere. Ho incontrato missionari veneti veramente impegnati tra i più poveri dei poveri in America Latina, in Africa, in Asia; ho potuto ammirare piccole grandi opere da loro realizzate: ospedali, scuole, centri di formazione”.
Il libro ha la prefazione del Card. Angelo Scola, Patriarca di Venezia, che sottolinea come la presenza missionaria sia “un patrimonio prezioso da custodire con cura, di cui ringraziare la Provvidenza ed andare fieri, ma soprattutto da mettere a frutto”. Per il Card. Scola questa pubblicazione ha il merito di aver creato “una prima semplice “rete” che consenta e faciliti la comunicazione fra tutte le presenze dei nostri missionari nel mondo”. L’indirizzario è preceduto da una breve analisi di Beppe Magri, membro del Consiglio Missionario Nazionale della CEI, dal titolo “Veneti, popolo di migranti e di missionari”. Al libro è allegato anche un dvd con le testimonianze video di alcuni missionari. (R.I.)

Tratto da:
http://www.chiesacattolica.it/pls/cci_new/bd_edit_doc.edit_documento?p_id=14180


Si tratta di DELITTI CONTRO L’UMANITA’. Quei delitti che non cadono mai in prescrizione e che marchiano una popolazione per centinaia di anni.
Una popolazione di stuprati, costretta in ginocchio davanti al dio padrone, che va in giro per il mondo a cercare bambini e miseria da stuprare ancora. Il bambino delle bidonville non potrà mai far sentire la sua voce. Come il povero che la Teresa di Calcutta si compiaceva a far soffrire, non avrà mai giustizia.
Legittimare la violenza sui bambini; questo è il motivo per cui i politici hanno imposto sia il crocifisso nelle scuole che la costruzione dei presepi nelle scuole. Anche se non lo dicono apertamente (ma l'attività omissiva della Polizia ne è la conferma delle direttive politiche imposte alle priorità di indagine), il loro intento è quello di assicurare ai cattolici le migliori condizioni possibili per poter continuare a violentare i minori.
Però, ogni tanto, la polizia tedesca, qualcuno lo trova.
Non ha torto Silvio Berlusconi quando afferma che nel suo governo sono ben presenti i "valori cristiani". Infatti, molti votano Berlusconi considerando che da bambini erano vittime e ora, adulti, hanno il diritto di fare gli aguzzini (è la loro volta). Se rinunciassero ai "valori cristiani" dovrebbero iniziare ad aver RISPETTO per le altre persone: non hanno certo motivo per rinunciare a tale privilegio; meglio votare Berlusconi che, difendendo i "valori cristiani" in antitesi ai Valori Costituzionali, garantisce loro l'impunità di esercitare la violenza sulle persone. Come il White Christmas della cui violenza se ne chiacchiera fra amici in salotto, quasi fosse un esercizio di un'opinione, anziché arrestare gli amminsitratori comunali per terrorismo.
24 dicembre 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

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