La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

lunedì 4 gennaio 2010

Amministratori del Veneto: hanno terrorizzato i veneti violando le leggi e ora vivono nel terrore di ritorsione da parte dei cittadini

La sveglia per i veneti suonerà sempre troppo tardi per poter accorgersi dei segnali che arrivano dai loro amministratori regionali. La questione non consiste nel cambiare amministratori regionali, anche se questa sembra la soluzione più ovvia, ma di riportare gli amministratori regionali all'interno della legalità democratica.

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Quando giungono delle notizie, queste possono essere lette da diversi punti di vista.
Il delirio di onnipotenza fa intravedere al delirante il pericolo anche dove non c’è. Questi personaggi, abituati a diffondere odio sociale (basti pensare le campagne d’odio che hanno alimentato contro i lavoratori immigrati; le campagne d’odio contro chi non è cattolico; le campagne d’odio contro la Corte Europea per i Diritti dell’Uomo, ecc.), vivono nel terrore del loro stesso odio.
Avevano il dovere di costruire un sistema sociale che fosse sicuro per i cittadini: hanno militarizzato il territorio trasformando gli stessi vigili urbani in bande armate sottraendoli dai doveri per i quali il corpo originariamente era stato costituito.
Amministratori del Veneto che vivono nel terrore e di terrore. Da un lato sono terrorizzati dalla società che hanno aggredito e nella quale hanno diffuso il loro odio e dall’altro lato sono terrorizzati dal mondo che loro stessi hanno devastato.
Personaggi che mancano di un minimo di dignità morale. Più vicini alla morale d’odio del crocifisso che alla morale Costituzionale. Personaggi (lo ha dimostrato Zaia) che concepiscono il loro lavoro di amministratori pubblici come quello della polizia di stato. Infatti, si sentono tutti dei poliziotti pronti a colpire i cittadini che dovrebbero, invece, servire. Anziché rispettare le leggi dello Stato questi amministratori si fanno leggi proprie che poi impongono con la violenza sui cittadini contando, da un lato sulla complicità di magistrati che non fanno il loro dovere e dall’altro sugli alti costi che implica per i cittadini chiedere giustizia per la violenza che questi amministratori mettono in atto.
Così questi amministratori vivono nel terrore. Nel terrore che qualche cittadino che hanno violentato nei suoi diritti, anziché spendere soldi per avere una giustizia che non arriverà mai, metta in atto delle azioni violente per contrastare la loro violenza criminale (loro lo farebbero se fossero al posto dei cittadini).
Da qui nasce il terrore degli amministratori del Veneto.
Hanno un cuore pieno d’odio e di violenza contro i cittadini del Veneto tanto da aiutare personaggi come Scola e Mattiazzo a costringere bambini in ginocchio a pregare, sottratti dai loro diritti Costituzionali, per assicurarsi i voti elettorali.
Poi, la paura e il terrore che esce dagli amministratori del Veneto si riversa nella società e, qualche volta, come questa, sfiora il ridicolo.
Riporto la notizia:


Artificieri in azione e palazzo evacuato.
Poi le verifiche e il ritorno alla normalita'
Pacchi sospetti, allarme bomba in Regione

Ma erano solo i regali dell'Enel
Tre contenevano carica-batteria, il quarto una lampada Erano diretti a Chisso, Marangon, Conta e al portavoce di Galan, Miracco: mancava però il mittente
04 gennaio 2010




VENEZIA - Erano quattro semplici regali spediti dall’Enel a tre assessori regionali e al portavoce del presidente Galan, ma hanno fatto scattare l'allarme per un possibile attentato dinamitardo, complice l’innalzamento del livello dei controlli sulla posta in arrivo dopo l’ordigno collocato davanti all’ingresso della procura generale di Reggio Calabria.
I quattro pacchi sospetti sono stati intercettati questa mattina dagli addetti alla sicurezza di Palazzo Balbi, sede veneziana della Giunta regionale. Tre grandi buste di plastica e una scatola di cartone, all’esame dello scanner mostravano di contenere fili elettrici ed erano indirizzati agli assessori regionali Renato Chisso, Renzo Marangon, Giancarlo Conta e a Franco Miracco, portavoce del Presidente della Regione, Giancarlo Galan.
Subito è scattato l'allarme per una possibile bomba. Un’ala del palazzo è stata evacuata e così tutto il personale (complessivamente una cinquantina di persone) e sono state chiamate sul posto le forze dell’ordine. Sono intervenuti gli artificieri, che hanno fatto brillare uno dei quattro contenitori, risultato inoffensivo, come poi gli altri. Conteneva, secondo quanto si è appreso, un caricabatteria universale. Stesso contenuto per gli altri due, mentre nel quarto, secondo quanto riferito da fonti della stessa giunta regionale, c'era una lampada.
Le misure di sicurezza hanno funzionato al massimo anche se, per fortuna, i fatti hanno ridimensionato l’allarme. Per il questore di Venezia, Fulvio Della Rocca, non c’è alcun dubbio: «i meccanismi predisposti in chiave sicurezza hanno funzionato a dovere». «A pochi minuti dall’allarme - rileva - la zona era presidiata dalle forze dell’ordine, gli artificieri della polizia erano sul posto e parte del palazzo evacuato per precauzione». «Passati allo scanner della Regione - dice ancora il questore - i pacchi sono sembrati sospetti: circostanza confermata quando a fare la medesima operazione sono stati gli artificieri».
A mettere in allarme è stato anche il fatto che i plichi consegnati da un corriere «avevano solo il recapito dei destinatari - sottolinea Della Rocca - e nessun riferimento di partenza». A quel punto le procedure di sicurezza hanno spinto a far esplodere uno dei pacchi con microcariche mirate e in condizioni di sicurezza garantite dagli artificieri, permettendo di verificare che il contenuto era innocuo. «Che fossero regali destinati ad assessori e al portavoce del Presidente - conclude il questore - è stato confermato dall’Enel, mittente dei plichi».

Tratto da.
http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2010/4-gennaio-2010/pacchi-sospetti-tre-assessori-evacuata-ala-palazzo-balbi--1602242065374.shtml

Hanno poco da dire che “le misure di sicurezza hanno funzionato”. Se questo è il loro modo di far funzionare le misure di sicurezza, che cosa faranno nell’immediato futuro? Ammazzeranno tutti i veneti così nessun veneto potrà inviare pacchi e minacciare le “loro maestà”?
Ridicoli se non fossero ingiuriosi ed offensivi nei confronti della società civile.
Indubbiamente hanno bisogno di una qualche tipo di aggressione dietro la quale nascondere le loro atrocità e le loro azioni illegali. Come Silvio Berlusconi ha avuto bisogno della statuetta del duomo gettatagli da un militante del suo partito, il Popolo delle Libertà (anche la libertà di gettargli una statuetta?), o come Ratzinger ha avuto bisogno dell’abbraccio di una sua fedele per gridare all’aggressione. Entrambi con finte aggressioni dietro le quali nascondere i propri atti criminali e allontanare le critiche al proprio operato.
Non rispettano le leggi e le norme civili pur di diffondere il loro odio sociale. Aggrediscono le persone più fragili e più deboli che chiedono giustizia con una ferocia criminale. Calpestano tutto ciò che è sacro per ricostruire lo stato fascista e nazista militarizzando il Veneto per le loro paure e le loro angosce: i loro atti sono delle offese alla Costituzione della Repubblica.

04 gennaio 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

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