La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

sabato 9 gennaio 2010

Due modi diversi di sentirsi Veneti: i Veneti come "venetisti" e i Veneti come "cittadini". La miseria morale dell'educazione imposta ai veneti.


FOTO: Un modo di essere Veneto che non condivido e che disprezzo. La vigliaccheria che incita all'odio sociale che vuole la "razza" veneta (razza Piave come la chiama questo becero personaggio) padrona di schiavi. Solo chi vive di vigliaccheria e paura, può incitare all'odio contro gli uomini.

Ho ricevuto un’e-mail di critica da una persona che si definisce “un Veneto” e che si sente “offeso” dai miei post.


Penso, da quello che scrive, che si riferisca ai post nel blog di “Informazione Veneta”.

A questa e-mail ho risposto. Voglio pubblicare sia la sua e-mail (privandola dei riferimenti personali) che la mia risposta perché penso che le due e-mail siano in grado di identificare due modi diversi di sentirsi Veneto.

Può essere utile a tutti coloro che leggono questo e gli altri miei blog.

Scrive Mauro:

-----Messaggio originale-----
Da [.....]
Inviato: sabato 9 gennaio 2010 15.18
A: claudiosimeoni@libero.it
Oggetto: Riguardo Suo blog



FOTO: Lo spirito che non condivido. I divieti del sindaco Tosi di Verona. I divieti sono l'anticamera del nazismo e dei campi di sterminio.

Mi chiamo Mauro e sono di Galliera Veneta.
Per caso mi sono imbattuto nel suo blog.
Domanda. Ma perché parla così negativamente dei Veneti e del Veneto in generale?
Secondo me, a prescindere dalla propria appartenenza o no ad un certo territorio, quello che conta è la persona in sè e nella sua capacità di poter "vivere" nel mondo dove siamo. Accusare e maledire senza fare una "vera "analisi" (possibilmente retroattiva e non ferma solo al periodo attuale) e soprattutto senza dare una risposta, una scelta, una speranza o comunque una "luce", allora non l'ascolterà nessuno (o quasi).
Ritenga le mie considerazioni solo una critica verso il Suo blog.

Deso ghe parlo da veneto. Go vissuo qua soeo un terso dea mia vita, el resto sempre fora in tanti paesi. Ghe posso dire con certesa che il Veneto xe uno dei mejo posti del mondo. Par conosere el proprio teritorio, bizogna vivare fora.

Tanti saluti e per favore maggiore rispetto ai Veneti. Io sono veneto, orgoglioso di esserlo. Per sempre!

Mauro

FOTO: Lo spirito che non condivido. La manifestazione di venetisti che chiedolo l'insegnamento della "lingua" (come la chiamano loro) veneta nelle scuole. Io vorrei che i ragazzi veneti imparassero l'inglese, il cinese, l'arabo, lo spagnolo e il russo e siano preparati per le sfide che il mondo riserva loro.

Questo è quanto scrive Mauro.
A queste osservazioni di Mauro, io rispondo:



-----Messaggio originale-----

Da: claudio simeoni [mailto:claudiosimeoni@libero.it]
Inviato: sabato 9 gennaio 2010 17.41
A: [...] Oggetto: R: Riguardo Suo blog

E' strano.
Di solito mi arrabbio quando leggo e-mail come la sua.
Invece, la sua e-mail mi ha reso profondamente triste.
Non so esattamente perché, ma provo ad immaginare.
Lei dice che io parlo "male" dei Veneti?




Foto: Lo spirito che guida i Veneti che guardano al futuro: senza questo spirito c'è solo il saccheggio del presente.

Penso che si riferisca al blog "Informazione Veneta", mi è un po' difficile capire a che cosa si riferisce, visto che io gestisco cinque blog, tre siti, un canale televisivo, più vari siti sparsi per l'web che Lei sicuramente non ha visto fissandosi su uno o due "articoli", dei quattro o cinquemila che io ho messo in rete rivoluzionando il punto di vista del pensiero umano.
IN NESSUNO DEI MIEI ARTICOLI SI PARLA MALE DEI VENETI!

Quando Lei dice: " Accusare e maledire senza fare una "vera "analisi" (possibilmente retroattiva e non ferma solo al periodo attuale) e soprattutto senza dare una risposta..."

Lei sta dicendo una sciocchezza dovuta, molto probabilmente, alla superficialità con cui ha affrontato il mio lavoro. Di risposte e soluzioni ne ho date migliaia: nessuna che possa arricchire banchieri, preti cattolici, o il Zaia e il Gentilini di turno.


Si censurano le azioni che vengono messe in atto in Veneto; si censura la chiusura al futuro in cui l'educazione rinchiude i veneti; si censura l'ideologia criminale che viene imposta ai Veneti; e si censura il SUO STESSO ATTEGGIAMENTO quando dice:
"Go vissuo qua soeo un terso dea mia vita, el resto sempre fora in tanti paesi. Ghe posso dire con certesa che il Veneto xe uno dei mejo posti del mondo."
Perché lo censuro? Perché lo dice Lei, non lo dice la persona a cui cinque ragazzi disgraziati di Venezia hanno tentato di dar fuoco e nemmeno quei cinque ragazzi che ora si trovano a dover rispondere alla polizia perché quei disgraziati dei loro genitori, da bravi veneti, pensano che siano bestiame e li hanno "allevati" per far fessi gli altri.
Come può notare non ho censurato i "veneti", ma l'educazione dei veneti: quelli che hanno costretto quell'individuo a diventare un barbone; quelli che hanno costretto quei ragazzi a diventare dei criminali; quelli che non hanno una visione verso il futuro. Quella che manca anche a Lei e che le ha suscitato quel moto di spirito che l'ha spinta a fare questa e-mail. Quella sensazione profonda indefinibile, fra un "essere ferito" dai miei scritti e sentire che c'è qualcosa che le sfugge ma che potrebbe essere chiaro ai suoi sentimenti e alla sua ragione.
Certamente un bravo ladro può pensare che il posto dove i cittadini si fanno derubare sia il miglior posto del mondo; non per questo quello è il miglior posto del mondo per il futuro che verrà.

Ma questo credo che Lei non possa capirlo, è una questione di educazione (e il termine "educazione" ha il significato che intendo io, non quello che intende chi è educato in Veneto)!

Lei dice: " a prescindere dalla propria appartenenza o no ad un certo
territorio, quello che conta è la persona in sè e nella sua capacità di poter "vivere" nel mondo dove siamo."




Foto: La Venere in piazza san Marco a Venezia: il simbolo del "venerare il mondo", l'amore che guida le mie azioni!

Astrattamente sembra logico: in realtà Lei dice una cosa cattiva e perversa!
Infatti, parla della singola persona e non del posto; non tiene conto del "posto".
Il "posto" è un luogo sociale composto da persone. Se quelle persone, come vengono educate in Veneto, costruiscono una società organizzata come un campo di sterminio (con tutte le gradazioni di illegalità messe in atto dalle Istituzioni), una persona in quel posto può stare bene o male a seconda di dove si colloca: se fa il guardiano col mitra alle torrette o se fa il destinato alla camera a gas.
Infatti, se Lei avesse letto i miei post avrebbe visto che io non censuro le persone in quanto persone, ma le persone in quanto sono spinte a mettere in atto delle azioni occupando dei ruoli Istituzionali. I sindaci del Veneto sono dei criminali perché violano le norme. Dentro i panni del sindaco c'è una persona, l'educazione perversa che ha subito spinge la persona ad elaborare il decreto criminale, ma il decreto assume un valore criminale solo perché è fatto dell'Istituzione Sindaco.
Questo lo sa ogni persona civile che sa discriminare, in quello che dico, quando è riferito alla persona o quando è riferito alle azioni; spesso questo sfugge ai Veneti educati in ginocchio davanti al crocifisso che pensano che il carabiniere sia un'autorità anche quand'è in mutande sotto la doccia.

Infine, un'ultima nota.
Cosa significa:

FOTO: La mostra sui Veneti che tenni presso l'atrio della Gran Guardia in Piazza dei Signori a Padova nel settembre del 2009.

" Io sono veneto, orgoglioso di esserlo."

Le sembra di aver detto una cosa seria?
A mio modo di vedere Lei ha detto una "cagata pazzesca". Non perché è in sé un "cagata pazzesca", ma perché l'ha riferita a me, come se parlasse ad uno che non è veneto. Io sono Veneto da "migliaia" di generazioni (la dicitura sarebbe da sempre, ma sempre mi sembrava eccessiva!), ma rifiuto l'educazione di mer..da che viene imposta ai ragazzi in Veneto per farli diventare degli schiavi o degli schiavisti.
Sono Veneto da sempre, ma se qualcun se la prende con i francesi, i rom, gli zingari, gli albanesi, i romeni; io mi sento francese, romeno, zingaro, rom, albanese, o quant'altro. Il fatto che io sia Veneto da infinite generazioni, non ho dato le dimissioni dalla razza umana.

Se Lei vuole:

"... per favore maggiore rispetto ai Veneti"

Allora inizi a rispettare le persone e inizi a censurare tutto il marcio che viene imposto alla società. Se Lei non si rimbocca le maniche e non censura i comportamenti delle Istituzioni che non rispettano le leggi, danneggeranno il presente e costruiranno un futuro infame per i cittadini del Veneto. Lei non sta rispettano i veneti.
L'uomo non è creato ad immagine e somiglianza di un dio pazzo, cretino e deficiente; l'uomo si adatta all'ambiente che incontra e affronta quell'ambiente con gli strumenti che la società gli fornisce fin da quando è ancora in pancia della madre e nella primissima infanzia.

Foto: Una scritta al parco di Asiago che indica un aspetto positivo dello spirito con cui guardare all'infanzia.


E' la vigliaccheria dei veneti che mi rende triste: il loro prostrarsi davanti al padrone, "si buana", e il loro "dare il cu..lo" pur di essere un padrone in piccolo.

Io sono orgoglioso di essere un cittadino che ha lo sguardo puntato al futuro e che ai suoi figli vuole lasciare una società migliore di quella che ha trovato nascendo: sono nato in una regione che si chiama Veneto e sono indignato con chi saccheggia il sistema sociale di questa regione. Nello stesso tempo, sono un cittadino italiano e sono un cittadino europeo che non si è dimesso dalla razza umana.

Le auguro una buona giornata
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell'Anticristo

Questa è la mia risposta.

Se c’era qualche dubbio al riguardo sulla miseria morale dell’educazione dei veneti, questo Mauro di Galliera Veneta risponde alla mia:



-----Messaggio originale-----
Da: [...]
Inviato: domenica 10 gennaio 2010 10.58
Oggetto R: Riguardo Suo blog

Grazie per la lunga replica. Si risparmi frasette come "cagata pazzesca" e
simili. Se questo è il Suo livello culturale e linguistico, allora Le auguro
una bella giornata e, sarcasticamente parlando, God bless you.
Mauro

---

Il proprio “essere nel mondo” è costituito da un moto di spirito che ci lega alla società in cui viviamo e che ci permette di mettere in evidenza, alla nostra ragione, gli aspetti sociali con cui noi costruiamo le relazioni. Quei moti di spirito imposti mediante l’educazione, si presentano alla ragione e la ragione li giustifica. Tanto più quei moti di spirito sono inumani, inconfessabili, ad un ambiente culturale che li censura, tanto meno vengono argomentati e tanto maggiore è l’aggressione all’interlocutore.
Il dibattito è una forma di “guerra” fatta con le parole con cui i due interlocutori presentano il loro “essere nel mondo”.
Di tutta la mia replica, questo Mauro di Galliera Veneta, è colpito solo dalla reazione emotiva racchiusa nella frase “cagata pazzesca”. Perché solo quella frase in tutto ciò che ho scritto? Perché gli ha fatto crollare il suo castello di convinzioni intime. L’assunto, per cui mi ha scritto, era questo: “Io sono di razza veneta, questo che sta scrivendo così male del sistema sociale dei veneti, certamente non è “di razza veneta” e io, davanti a lui, rivendico il mio essere veneto!”. L’unica certezza che questo personaggio aveva, era una certezza razzista; non una certezza culturale. Una discendenza di sangue, non una continuità culturale. Se volessimo trasportare la questione sul piano calcistico, potremmo dire che questo personaggio tifava per una squadra, ma non ha nessuna conoscenza del gioco del calcio e delle sue regole. Finché si tratta di discutere se la mia squadra di calcio è migliore della tua, allora la discussione espone enfasi ed impegno. Quando si tratta di inserire il gioco di quella squadra all’interno del gioco del calcio nel suo insieme, allora cessa di discutere di calcio e inizia l’aggressione all’interlocutore perché mancano argomenti sufficienti per sostenere il proprio trasporto emotivo che spinge il tifoso a tifare per quella squadra e solo per quella contro tutte le altre.

Nella più perfetta tradizione cattolica, propria della violenza a cui i veneti sono costretti, a questo Mauro di Galliera Veneta, non rimane che “uccidere” il proprio interlocutore. Sarcasmo è una parola tardo latina, usata dai cristiani per premettere il genocidio dei seguaci delle Antiche Religioni e usata ancor oggi dai razzisti per non riconoscere all’altro il ruolo di “persone” come soggetti di diritto. Il sarcasmo è un atteggiamento che priva l’altro di dignità giuridica per poterlo massacrare. E’ usato dai veneti quando devono perseguitare chi devono derubare per impedire loro di rivendicare le loro ragioni. L’origine della parola è greca e significa, letteralmente “lacerare le carni”. I cattolici usano il sarcasmo nei confronti dei bambini dopo averli violentati; spesso, nei paesi del Veneto, si usa il sarcasmo contro le donne che vengono violentate e che chiedono giustizia “te l sei voluta”; il sarcasmo ha giustificato psicologicamente l’aggressione al senza casa fatta dai ragazzi di Venezia. Il sarcasmo è un elemento fondamentale della pratica aggressiva nota come mobbing.

Ed infine, il nostro “amico”, non trova nulla di meglio che rifugiarsi nel suo dio e proiettarlo sul proprio interlocutore: “God bless you”.
Nell’Antica Religione di Roma tale atto era la Dèa Lua. La maledizione e l’imprecazione che viene lanciata quando si è impotenti e non si hanno argomenti sufficienti a cui ricorrere in presenza di una situazione conflittuale che crea dolore. A questi veneti, in effetti, non resta altro, per far sopravvivere la loro psiche malata, che correre in chiesa e stuprare i loro figli imponendogli il crocifisso e tutto l’odio sociale che il dio padrone impone ai cattolici di seminare nella società civile. Solo in queste azioni provano un po’ di sollievo psicologico.

(modifica 10 gennaio 2010 ore 12.00)

09 gennaio 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

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