La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

domenica 3 gennaio 2010

La mancata attenzione per il mondo in cui viviamo: il delirio di onnipotenza: dal suicidio dell'imprenditore all'incidente di caccia.

Educati in parrocchia, quando si sentono falliti, sanno solo suicidarsi: come il loro modello Gesù che non solo non sapeva affrontare in maniera onorevole la società, ma farneticava della sua onnipotenza alla destra del padrone suo padre affinché gli altri si mettessero in ginocchio davanti a lui. E anche questo, stando alle ultime notizie, ha seguito il crocifisso suicidandosi (se fosse stato educato ai principi Costituzionali, non si sarebbe suicidato!).
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Le ipotesi più probabili, per il ritrovamento di questo imprenditore morto, sono quelle del suicidio.
Imprenditori fragili. Superuomini quando devono rapinare e vessare i dipendenti, cacasotto quando devono affrontare le conseguenze delle loro scelte.
Da molti post traccio il profilo degli imprenditori del Veneto cresciuti negli oratori e nelle parrocchie.
Per loro vale il detto che l’azione fatta a capodanno si ripete per tutto l’anno?
Sono una decina gli imprenditori del Veneto che si sono suicidati nel 2009 (sempre che questo lo si voglia considerarlo come l’ultimo dell’anno e non come il primo della serie del 2010 come vorrei fare io).
Riporto la notizia presa dal sito del giornale Il Gazzettino:



Giallo a Padova: dal fiume riaffiora cadavere coi polsi legati dietro la schiena
Dopo una settimana il Piovego restituisce a Noventa il corpo di un artigiano sparito. C'è anche l'ipotesi dell'omicidio



PADOVA (3 gennaio) - È il corpo di Pietro Tonin, impresario edile di 39 anni, il cadavere ripescato dalle acque del fiume Piovego stamane dai sommozzatori dei vigili del fuoco e dai carabinieri. Il corpo è affiorato in località Noventa Padovana. Del caso si sta occupando il nucleo operativo dei carabinieri che non esclude nessuna ipotesi all'origine del decesso, valutando con eguale approfondimento la disgrazia o l'omicidio. L'uomo, infatti, aveva i polsi legati con uno spago dietro la schiena.Pietro Tonin mancava da casa da una settimana. Sposato e padre di tre figli, Tonin aveva una piccola impresa edile. La moglie nei giorni scorsi aveva affisso in città alcuni cartelli con la foto del marito ed un numero di telefono da chiamare in caso qualcuno lo avesse visto. Il corpo del 39enne è stato portato all'istituto di medicina legale, in attesa dell'autopsia.
Tratto da:
http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=86313&sez=NORDEST

D’accordo. Gli accertamenti della magistratura non sono terminati. Pietro Tonin potrebbe essere stato ucciso. Magari salterà fuori che Pietro Tonin non è scappato dalla vita per disperazione. Però ora questo dicono le cronache e da queste cronache troviamo conferma della disperazione di veneti inadeguati ad affrontare la vita quotidiana. La scarsa attenzione per il mondo in cui viviamo porta le persone ad accumulare una serie di distrazioni, una serie di “ritenevo che” capaci di distruggere tutta la loro esistenza
Aspettavo un suicidio, vista la serie di suicidi che si è susseguita nel mese di dicembre in Veneto. Mi sarei aspettato un diverso suicidio.
Magari quello dell’uomo criminalizzato e che non ha commesso nessun reato (tratto da Il Gazzettino):

“BELLUNO (29 dicembre) - Per aver distribuito volantini in pieno centro a Cortina d'Ampezzo e chiesto l'elemosina ai passanti, inconsapevole dell'ordinanza del sindaco Andrea Franceschi che vieta entrambe le attività, un immigrato di origini africane è stato multato. L'uomo è finito nella rete dei controlli effettuati dalle forze dell'ordine in occasione delle feste di Natale.”

Una delibera illegale con cui si è voluto spingere davvero al suicidio chi tenta di sopravvivere in una situazione in cui le persone vengono cacciate dal lavoro.
Ci si sarebbe aspettato che fosse questa la persona candidata al suicidio.
Non è così.
Si è suicidato un imprenditore. E il si è ammazzato lo dico perché lo ha comunicato il telegiornale RAI. Il perché si è ammazzato è facile immaginarlo se si ha un po’ di esperienza della società veneta. Si è ammazzato perché l’educazione conduce i veneti al delirio di onnipotenza. A esser i paroni. Solo che non hanno rispetto per il mondo in cui vivono. Non hanno attenzione per la società, così quando le cose vanno male preferiscono ammazzarsi e lasciare i problemi a moglie e figli.
Ed è proprio attribuendo al disprezzo per il mondo, alla mancata attenzione nei riguardi del mondo in cui si vive, che si può annoverare anche questo morto per un incidente:




Venezia. Impigliato nell'elica della barca:un cacciatore annega vicino a Caorle
Aveva 57 anni e abitava a Concordia Sagittaria, l'incidentestanotte poco dopo le quattro nei pressi della Valle Zignago



VENEZIA (3 gennaio) - Un uomo di 57 anni è morto questa mattina poco dopo le 4 dopo essere caduto della barca sulla quale si trovava in un corso d'acqua di fronte alla Valle Zignago di Caorle (Venezia). La vittima è Paolo Prevarin, aveva 57 anni ed era un cacciatore di Concordia Sagittaria (Venezia): l'incidente è avvenuto, come ricostruito dai carabinieri, mentre si stava dirigendo con la piccola imbarcazione verso un appostamento artificiale per una battuta di caccia agli uccelli acquatici sul canale Nicesolo. Per cause ritenute accidentali l'uomo è caduto in acqua rimanendo impigliato con il cappuccio della giacca che indossava nell'elica del motore da 25 cavalli, morendo per annegamento. A dare l'allarme altri cacciatori presenti che udite le grida d'aiuto dell'uomo hanno allertato i militari di Portogruaro (Venezia).
Tratto da:
http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=86279&sez=NORDEST

Gli uccelli acquatici cantano la loro vittoria. Possiamo biasimarli?
Chi vive disprezzando il mondo in cui vive ne paga le conseguenze: sempre. Possiamo criminalizzare il fiume che, rompendo gli argini ha travolto le case costruite nel greto? No! Possiamo criminalizzare gli amministratori comunali e i proprietari che, disprezzando il mondo in cui vivono, nel loro delirio di onnipotenza, hanno costruito là dove non dovevano costruire. E così questo personaggio che saccheggiava il mondo per il piacere di saccheggiarlo è rimasto vittima della sua mancata attenzione. Come coloro che vanno a sbattere in macchina perché hanno bevuto troppo, sono vittime della mancanza di rispetto per il mondo in cui vivono.
Qualche volta può andar bene. Si guidava ubriachi e non si è fatto l’incidente e la pattuglia non ti ha fermato. Però, quando va male e vai a sbattere, anche se sopravvivi, la tua vita è seriamente compromessa.
Tanti incidenti ci aspettano, dal fallimento al cadere in acqua, e la gravità delle conseguenze dipende da quanto siamo stati prudenti.
Chi cresce nelle parrocchie si sente una specie di superuomo, come il Gesù dei cristiani, non bada al mondo: lui è il padrone del mondo.
Ma il mondo e la vita chiedono di essere vissuta con impegno e con rispetto e, quando non lo si fa, si pagano sempre delle conseguenze.

Ora, aspetto il prossimo suicidio. Inutile dire che, nell’ineluttabilità dell’evento, mi auguro che sia un imprenditore piuttosto che un barbone aggredito da Andrea Franceschi (o da qualunque altro sindaco).
Così per il prossimo ineluttabile incidente preferisco che capiti a un individuo che saccheggia il mondo piuttosto che ad un operaio sulle impalcature.
Questioni di predilezioni: l’operaio non può scegliere, l’imprenditore sì! Il barbone non può scegliere, il cacciatore sì!
Io non faccio gli auguri a tutti affinché vada tutto bene e tutti abbiano fortuna. Posso solo fare gli auguri ai Veneti di mettere più consapevolezza, più responsabilità e più rispetto, nelle loro azioni affinché il mondo non chieda loro di pagare il conto del loro delirio di onnipotenza.

03 gennaio 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

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