La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

sabato 30 gennaio 2010

Marghera, il rischio chimico. Gli inceneritori e i cittadini. L'Assemblea Permanente Contro il Rischio Chimico.


A Marghera, ieri 29 gennaio 2010 in Piazzale Giovannacci a Marghera si è tenuta un’assemblea dei cittadini chiamati dall’Assemblea Permanente contro il Pericolo Chimico per illustrare i vari pericoli inerenti la volontà, da parte della Regione Veneto, di bruciare fanghi e, con essi, probabilmente, rifiuti tossici nocivi.
Riporto il volantino dell’Assemblea Permanente contro il Pericolo Chimico:


Vogliono portare e bruciare a Marghera
I rifiuti tossico-nocivi da tutta Italia
FERMIAMOLI!!!


Nell’Agosto del 2009 la SOCIETA’ S.T.E. (Servizi Tecnologici per l’Ecologia) ha presentato in commissione VIA Regionale il progetto di STOCCARE e BRUCIARE A MARGHERA (area petrolchimico) 100.000 tonnellate all’anno di rifiuti pericolosi provenienti da vari parti d’Italia, trasportati da circa 16.000 autotreni all’anno
La Società S.T.E. è rappresentata da personaggi conosciuti nel fare business sulla pelle dei lavoratori e dell’ambiente. Uno è il Sig. Gavioli che ha appena chiuso la SIRMA per sfruttare i terreni lasciando senza lavoro 200 persone, l’altro è il Sig. Jeoroncich in passato indagato per traffico di rifiuti.
L’impianto prevede infatti l’arrivo di oltre 200 tipi di rifiuti pericolosi, tossici, nocivi e cancerosi. Ad es. rifiuti dalla raffinazione del petrolio, ceneri, amianto, ali esausti, solventi di ogni tipo, rifiuti da impianti di depurazione e trattamenti di altri rifiuti con arsenico, mercurio, cromo ecc. E questi rifiuti andranno ad alimentare il forno inceneritore SG31 a Marghera. Ora si attende il parere della commissione regionale Valutazione di Impatto Ambientale che può superare quanto deciso dal piano regolatore regionale che vieta l’insediamento di questi impianti a Marghera.
Questo progetto fa parte di un quadro più ampio e più inquietante. E la regia del tutto sembra tenuta dalla Regione Veneto, come dimostra la delibera regionale 2514 del 4 agosto 09. La Regione Veneto ha autorizzato il megaimpianto di depurazione delle acque reflui civili e industriali PIF a Fusina con scarico finale in Mar Adriatico, che doveva essere finanziato dalle aziende private di Marghera, ma la chiusura di alcune di esse ha fatto saltare il quadro economico di previsione e toccherebbe alla Regione tamponarlo con oneri di bilancio notevoli. La Regione allora ha deciso di comperare l’inceneritore SG31, assieme a Veritas e alla Mantovani (la ditta dei tre soggetti assieme si chiama SIFA, la stessa che gestisce anche il PIF), per bruciare rifiuti dato che l’impianto non è più alimentato dalle ditte del petrolchimico che hanno chiuso e può essere alimentato da altri fanghi privati. Ecco che la STE dovrebbe stoccare i fanghi che poi andrebbero all’SG31 come è scritto nel progetto depositato in VIA.
La Regione con i soldi che introita nella gestione dell’SG31 dovrebbe così finanziare il PIF.

Nella delibera di Agosto c’è scritto anche che la regione si impegna a far potenziare l’SG31 del 25%, a mettere in funzione un forno gemello all’esistente sempre nell’area SG31 e ad autorizzare una centrale turbogas da 60 MW per vendere anche energia elettrica.
E’ evidente che questo progetto porterà a sempre maggiori traffici di automezzi a Marghera per il trasporto rifiuti, maggiori emissioni cancerogene ai camini dei 2 forni SG31 e della centrale termina nuova che arriveranno anche nel territorio circostante del Mirese e Miranese con un ritorno al vecchio principio di Marghera pattumiera d’Italia.
E’ questa la riconversione ecocompatibile della vecchia area industriale che tutti promettono?
Altro che bonifiche e salvaguardia dei posti di lavoro, Business per i soliti e tumori per molti.
Firmato
ASSEMBLEA PERMANENTE CONTRO IL RISCHIO CHIMICO
(si riuniscono ogni giovedì alle ore 21.00 presso la Sala Associazioni in Piazza del Comune di Marghera)

All’assemblea di ieri sono intervenuti l’ex assessore provinciale di Venezia, Ezio Da Villa, che ha illustrato il pericolo che incombe sull’area industriale di Marghera; il Pof. G. Tamino dell’Università di Padova che ha svolto il tema: “La follia dell’incenerimento rifiuti e le alternative possibili” mettendo l’accento sulla mancanza di un progetto industriale di sviluppo e l’assurdità della necessità di utilizzare gli inceneritori;
il Dott. Cavasin di medici per l’ambiente che ha illustrato la ricerca sull’insorgenza di patologie tumorali sulle parti molli (aumento del 27% nelle donne e un considerevole aumento nei bambini) in presenza di inceneritori.

Col Dott. Cavasin non mi trovo d’accordo nell’ultima affermazione, con cui ha chiuso il suo intervento, in cui ha sostenuto, vado a memoria, che si deve far risalire all’ideologia illuminista l’idea per cui l’uomo è “il padrone” dell’ambiente tanto da ritenersi in diritto di devastarlo. So che è una sua visione personale, ma si dimentica che gli illuministi costruirono libertà nell’assolutismo cristiano che prevedeva l’ordine del dio padrone all’uomo (imposto ai bambini durante le ore di catechismo): “Prolificate, moltiplicatevi e riempite il mondo, assoggettatelo e dominate sopra i pesci del mare e sopra tutti gli uccelli del cielo e sopra tutti gli animali che si muovono sopra la terra.” Genesi 1, 28. La distruzione dell’ambiente avviene per ordine del dio cristiano che, padrone dell'uomo, illude l'uomo in un delirio di onnipotenza che lo induce a distruggere l'ambiente, non gli illuministi che non si posero quel problema. Al di là di come i cristiani applicano quell’ordine (sia da un punto di vista distruttivo con un inquinamento massiccio; sia dal punto di vista “pietistico” del padrone che si cura il giardino di casa), il saccheggio del pianeta è un diritto che il dio cristiano da all’uomo suo schiavo. Per contro, il cittadino vive il pianeta come l’insieme da cui e in cui è divenuto. La sua azione è quella di rispetto non perché il mondo chiede deferenza, ma perché è consapevole che altri divenire sono in potenza nel mondo in cui vive.
Indubbiamente le persone che compongono il Consiglio della Regione del Veneto sono consapevoli che né loro, né i loro figli moriranno per l’emissione di sostanze tossiche dagli inceneritori. Gli stessi abitanti di Marghera non subiscono le esalazioni tossiche come se fossero in una camera a gas. Molti di loro muoiono lentamente senza riuscire a rendersi conto delle concause che hanno fatto emergere la loro malattia. I loro reni sfasciati, le insorgenze tumorali, i loro polmoni malati.
Si tratta di concause.
Una di queste cause è rappresentata dagli adattamenti che il corpo mette in atto all’aggressione di agenti chimici dannosi e i Consiglieri della Regione Veneto sanno benissimo che oggi inquinano e i morti, favoriti dall’inquinamento di oggi, li avremo fra 20, 30 anni. Così chi muore non può accusare le scelte di allora perché nessuno mette in relazione la sua morte con le concause dell’inquinamento voluto 20 anni prima.
In sostanza, la Regione Veneto spara nella testa dei cittadini che, però, non muoiono subito, ma fra 20 anni e solo, magari, se insorge, nel frattempo, un’infezione; così sono morti per l’infezione e, chi ha sparato loro in testa (una scarica di polveri sottili nei polmoni), non viene imputato per omicidio.
Io ricordo negli anni ’70 quando, in Via Fratelli Bandiera, era diventata un’abitudine: quando qualcuno correva, tutti correvano. Sicuramente c’era un fuga di gas da qualche fabbrica.
Quando le persone dimenticano, la storia si ripete.

Intanto registriamo uno stop agli inceneritori. Uno stop fortemente voluto dai comitati dei cittadini e che ha trovato, in Regione, un primo ascolto.
Dobbiamo tener presente che lo stop è avvenuto in un momento preelettorale e che gruppi politici, tendenzialmente favorevoli agli inceneritori, non vogliono rischiare di perdere voti.
Perché la costruzione degli inceneritori garantirà la morte a parecchie decine di cittadini. In previsione del genocidio che sarà provocato dalla costruzione dell’inceneritore i cittadini si mobilitano, ma saranno sicuramente sconfitti dalle decisioni di Istituzioni che metteranno i loro personali interessi davanti al diritto alla salute dei cittadini. Per questo si preferisce rimandare a dopo le elezioni (poi saranno necessari altri 5 anni prima di “cambiare”) le decisioni di devastazione del territorio in danno ai cittadini.
Riporto la notizia da Il Gazzettino:

Treviso. La Regione ha deciso: bloccati
i termovalorizzatori di Mogliano e Silea
Emendamento trasversale (favorevoli gli assessori Marangon
e Coppola) ferma i progetti di Unindustria: manca il piano rifiuti


VENEZIA (29 gennaio) - Il consiglio regionale ha approvato con 28 voti favorevoli, nove contrari e quattro astenuti un emendamento alla legge finanziaria 2010 che stabilisce che non possano essere approvati progetti di impianti di smaltimento o recupero di rifiuti speciali, pericolosi e non, né concesse autorizzazioni all'esercizio di nuovi impianti, prima che entri in vigore il piano regionale per la gestione dei rifiuti speciali. Eventuali inceneritori o termovalorizzatori potranno essere realizzati solo in presenza di una deliberazione del consiglio provinciale competente, previo parere dell'osservatorio rifiuti dell'Arpav.L'emendamento, primo firmatario Pietrangelo Pettenò di Rifondazione Comunista, è stato sottoscritto da una ventina di consiglieri di tutti gli schieramenti, compresi gli assessori Maria Luisa Coppola e Renzo Marangon. Contrario, invece, l'assessore Giancarlo Conta soprattutto perché - ha detto - in questo modo tutti gli impianti vengono bloccati a tempo indeterminato. Contrario anche Nereo Laroni (Npsi-Pdl) che ha paventato gravi conseguenze sull'economia dal blocco di questi impianti.Tale decisione blocca quindi i due progettati inceneritori di rifiuti speciali nel Trevigiano, a Silea e a Mogliano, contro i quali si sono mobilitati comitati e le dieci amministrazioni comunali interessate i cui rappresentanti erano presenti oggi con un sit-in nei pressi di palazzo Ferro-Fini. Analogamente viene bloccato anche il progettato impianto di smaltimento di rifiuti industriali di Pincara in Polesine. L'emendamento approvato stanzia, inoltre, 10 mila euro "per compiere studi e analisi dei fabbisogni e della qualità dei rifiuti prodotti e per la definizione dei criteri in base ai quali individuare le aree idonee ad accogliere impianti di smaltimento". «Ringrazio il gruppo della Lega Nord per la responsabilità che hanno dimostrato bloccando un progetto, che di fatto non era assistito e supportato da strategie, dati e pianificazione - afferma il presidente della Provincia di Treviso, il leghista Leonardo Muraro -. Un'emotività irrazionale che per fortuna del Veneto, regione che ha dimostrato grande serietà e ottimi risultati nello smaltimento dei rifiuti, andava fermata. Adesso, questo non significa bloccare tutto. Bisogna rimboccarsi le maniche e studiare, seriamente, un piano per i rifiuti speciali da presentare nell'interesse del Veneto, degli imprenditori e degli artigiani». Soddisfazione è espressa anche dal consigliere regionale Diego Bottacin (Pd): «Fortunatamente siamo giunti ad un accordo e abbiamo approvato un emendamento, sostenuto da maggioranza e opposizione, che di fatto blocca l'autorizzazione alla costruzione e all'esercizio di nuovi impianti come inceneritori, termovalorizzatori e discariche in mancanza di un piano regionale di gestione dei rifiuti speciali, anche pericolosi».
Tratto da:
http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=89306&sez=NORDEST

Intanto a Leonardo Muraro interessano i voti alle prossime elezioni, poi ci penseranno a seconda dei loro personali interessi.

INCENERITORI: GALAN CONTESTA IL CONSIGLIO
Secondo il Governatore servivano anche per portare in Veneto ricercatori.
“Si è scelto di rinuncia al futuro”
29-01-2010

Treviso/Venezia - "Il Consiglio regionale ha rinunciato alla possibilità di portare un passo avanti questa nostra regione". Il governatore Giancarlo Galan si riferisce alla decisione assunta ieri dal Consiglio regionale che ha posto uno stop alla realizzazione dei termovalorizzatori che gli industriali avevano chiesto di realizzare a Silea e a Mogliano.
L’esponente del Pdl ha usato parole dure contro questa decisione, salutata invece con grande soddisfazione dalla gente e dalla maggior parte dei consiglieri regionali. Galan ha stigmatizzato il fatto che con questa scelta "non ci saranno termovalorizzatori, e quello che conta di più - ha aggiunto -, non ci saranno sistemi innovativi per lo smaltimento dei rifiuti.
Non verranno ricercatori, anzi quelli che ci sono se ne andranno a lavorare da qualche altra parte". "Non ci saranno neppure impianti nucleari - ha proseguito - anche se sono presenti in Slovenia, a ben poca distanza da noi. Forse non ci sarebbero stati nemmeno con il sottoscritto.
Ma quello che è più grave è che così si rinuncia al futuro, alla ricerca, alle scelte più avanzate, come quelle che hanno portato a realizzazioni tecnologicamente all'avanguardia tra cui il Mose, il rigassificatore in Polesine, il Passante di Mestre. Sono opere che sono state fatte perché si è saputo guardare avanti". Il futuro, a detta di molti, sono, però, le energie rinnovabili e l’obiettivo “Rifiuti 0”.
Tratto da:
http://www.oggitreviso.it/inceneritori-galan-contesta-consiglio-21989

Il che sta a significare che esiste la volontà politica di fare gli inceneritori a qualsiasi costo.
Se ne parlerà dopo le elezioni a seconda dei partiti politici e dei consiglieri che porteranno in Consiglio Regionale.

30 gennaio 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

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