La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

giovedì 28 gennaio 2010

Ora centrali nucleari in Veneto: una a Verona, una nel Trevigiano, una a Venezia e una nella valle del Chiampo! La giunta di Bossi e Galan approva.


Le regione Veneto si avvia verso la costruzione delle centrali nucleari.
E’ il parere favorevole dato dalla giunta del Veneto al programma nucleare del governo.
Mentre tutte le regioni si sono opposte, soltanto il Veneto, assieme alla Lombardia e al Friuli Venezia Giulia, hanno accettato che sul proprio territorio siano costruite le centrali nucleari.
Zaia si dice contrario. Ma lui è candidato alla presidenza della regione Veneto. Se dicesse sì, ora, perderebbe i voti. Dunque, la sua posizione appare del tutto strumentale dal momento che il suo partito, con il Popolo delle Libertà, controlla la giunta del Veneto e pertanto anche le decisioni della giunta del Veneto di accogliere le centrali nucleari.
Dove costruirle?
Una si può costruire a Treviso. E’ un ottimo posto. Un sito potrebbe essere individuato verso Vittorio Veneto. Una centrale nucleare aiuterebbe l’economia locale.
Un’altra centrale può essere costruita a Verona. Nei pressi dell’aeroporto Catullo.
Una quarta centrale nucleare potrebbe essere progettata a Rovigo, a Porto Tolle. Non cambierebbe la qualità dell’ambiente visto che già i ragazzini hanno dei problemi di salute.
Un’altra centrale nucleare potrebbe essere costruita a Venezia. Sulla laguna, di fronte alla città insulare. Già quel tratto di mare è stato, negli anni, riempito di diossina dagli scarichi della Montedison. Un altro impianto nucleare per l’energia atomica potrebbe essere costruito nella Valle del Chiampo. L’area è stata ben preparata dalle concerie.
Esistono molti luoghi favorevoli in Veneto per costruire le centrali nucleari e sicuramente il governatore Galan e la giunta regionale sta pensando al benessere dei cittadini a differenza di quei governatori regionali che, che, in maniera ambigua, pensano solo alla salute dei cittadini e non ai soldi e ai loro guadagni.

Si possono costruire molte centrali nucleari in Veneto: perché mai farle in altre regioni, visto che i Presidenti delle altre regioni italiane non le vogliono?
Dal momento che non ci sono soldi per costruire una centrale nucleare, per effetto della propaganda, saremmo costretti in Veneto ad ospitare delle “cattedrali” nel deserto di un’economia morente.
Riporto l’articolo:


La Conferenza - L’assessore Silvestrin:
«I contrari non ci hanno dato spiegazioni convincenti
Nucleare, il Veneto ha detto sì a Roma
La maggioranza delle Regioni boccia il governo,
Galan si dissocia con Lombardia e Friuli


VENEZIA — Veneto? Favorevole. Friuli Venezia Giulia? Favorevole. Lombardia? Favorevole. Tutte le altre regioni: contrarie (anche alcune amministrate dal centrodestra, come le due isole maggiori). Ieri l’Italia si è spaccata trasversalmente sul fronte del nucleare. E il Veneto, come si diceva, rientra nello stretto angolo di nordest dove sono collocati i pochi sostenitori della nuova politica energetica varata dal governo Berlusconi.
La Conferenza delle Regioni, riunita in seduta plenaria a Roma, ha votato il suo parere - negativo a stragrande maggioranza - al piano di costruzione di nuove centrali nucleari approvato dall’esecutivo. «Siamo contro il nucleare - ha spiegato a nome dei contrari il presidente della Basilicata, Vito De Filippo (centrosinistra) - è una scelta non positiva che non ha esiti immediati e che impatta negativamente sulle scelte energetiche. Siamo anche contrari alle procedure utilizzate, che non tengono conto delle prerogative delle Regioni. Per altro esistono leggi regionali che impediscono la costruzione di nuovi siti nucleari. Siamo anche convinti che la legge sia incostituzionale, tanto che undici Regioni hanno già presentato ricorso alla Corte Costituzionale, che deciderà il prossimo 22 giugno».
Di sicuro non ha fatto ricorso il Veneto, che si è dissociato dalla maggioranza delle Regioni in compagnia dei vicini lombardi e friulani. A rappresentare palazzo Balbi nella Conferenza c’era l’assessore Flavio Silvestrin, uomo dell’Udc, che ha interpretato fedelmente il mandato del governatore Galan: no a pregiudizi su una politica energetica che preveda anche l’utilizzo della tecnologia dell’atomo. Spiega Silvestrin: «Assieme alla Lombardia e al Friuli Venezia Giulia, abbiamo cercato di capire quali fossero le reali motivazioni all’origine del parere negativo che le altre Regioni avevano deciso di esprimere nei riguardi della politica nucleare sostenuta dal governo. Siccome non ci è stata data alcuna spiegazione convincente in proposito - sottolinea l’assessore veneto - giustamente abbiamo votato contro la decisione assunta dalla Conferenza delle Regioni». Morale della favola? «Tutto diviene illegittimo quando si tratta di modernizzare l’Italia - risponde Silvestrin -, se a condurre i giochi sono i professionisti della politica del no». Ribadisce da Venezia il governatore Giancarlo Galan: «Ci sono centrali nucleari attive e sicure a poco più di cento chilometri in linea d’aria dal Veneto, come quella di Krsko in Slovenia. Io continuo a dire - sottolinea il presidente della Regione - che sono favorevole all’applicazione della tecnologia nucleare. Quanto alla localizzazione delle future centrali, sono i tecnici che devono dirci se, in Veneto, ci sono oppure no luoghi adatti a installarne una».
È evidente, però, che si sta ponendo un problema. Come fa notare Legambiente, il probabilissimo prossimo governatore del Veneto, Luca Zaia, è estremamente prudente sul tema (vedi articolo sotto), mentre l’amministrazione regionale in carica continua a rilasciare pareri di segno favorevole. «Ancora una volta - accusa Michele Bertucco, presidente di Legambiente Veneto - la nostra Regione ha scelto di non uscire dall’ambiguità e continua a candidarsi per ospitare una futura centrale nucleare. Il tutto avviene mentre, in campagna elettorale, il candidato presidente del Pdl e della Lega, Luca Zaia, esprime la propria contrarietà dichiarando: "Il Veneto non è un sito adatto per insediarvi una centrale nucleare, anche perché è troppo antropizzato". Per fortuna, la maggioranza delle Regioni ha imposto uno stop al governo».
A.Z

28 gennaio 2010

Tratto da:
http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/politica/2010/28-gennaio-2010/nucleare-veneto-ha-detto-si-roma-1602363155415.shtml

Il pregiudizio è di coloro che vogliono le centrali nucleari quando tutto il mondo sta uscendo dal nucleare e lascia quella tecnologia ai paesi del terzo mondo.
La politica degli annunci quando non ci sono soldi per fare nulla. Anziché migliorare il presente, si buttano i pochi soldi a disposizione su programmi da grandezza dell’impero fascista. Dal ponte sullo stretto di Messina alle centrali nucleari, agli aeroporti inutili.
E’ quel processo di autodistruzione che porta l’individuo a distruggere il mondo in cui vive perché lui non ha più futuro né interessi in quel mondo.
Vale la pena di riportare il volantino della “Rete per la sicurezza sui posti di lavoro e per la difesa della salute dei cittadini e del territorio aderente alla Rete Nazionale per la sicurezza sui posti di lavoro”.
Il volantino riporta a penna il C.i.p. (ciclostilato in proprio) in Via Pascoli 5 Mira.

CREARE UNA GRANDE MOBILITAZIONE CONTRO LA
REINTRODUZIONE DEL NUCLARE IN ITALIA


Le uniche regioni d’Italia che il 27 gennaio 2010 hanno detto sì al nucleare sono: Friuli, Lombardia e Veneto.
L’unico sindaco d’Italia che si è dichiarato favorevole ad ospitare una centrale nucleare sul proprio territorio è stato il sindaco di Chioggia.
Proprio da Chioggia dunque è partita una grande mobilitazione contro il progetto governativo di costruzione di 4 centrali nucleari, alle quali se ne aggiungeranno altre 6 in un secondo momento.
L’intenzione è di allargare la mobilitazione nel raggio più ampio possibile, per far ciò occorre comprendere i reali interessi che sottendono al progetto di ritorno all’energia nucleare, e al contempo smascherare le ipocrite motivazioni attraverso le quali governo e confindustria giustificano tale ritorno:

1) Essi affermano che la bolletta energetica italiana è più cara degli altri paesi perché non abbiamo il nucleare, (imputano a ciò anche la crisi dell’Alcoa, mettendo ancora una volta i lavoratori davanti alla scelta fra lavoro o salute) ma il governo e confindustria non dicono che le centrali nucleari produrranno energia solo fra 15 anni, e nel frattempo la spesa per il ritorno al nucleare, 30 miliardi di euro, sarà in gran parte pagata dai cittadini, lavoratori compresi, che adesso, e non fra 15 anni, vengono posti in cassa integrazione e licenziati.

2) Governo e confindustria affermano che l’energia nucleare sarebbe necessaria perché permetterebbe di ridurre le emissioni di CO2 nell’atmosfera e rispettare gli accordi di Kyoto, ma ci sono studi che dimostrano che l’estrazione dell’uranio, la lavorazione, l’arricchimento e la costruzione delle centrali, fanno sì che, a prodotto finito, la quantità di CO2 emessa nell’atmosfera dalle centrali nucleari non sia inferiore a quella delle centrali a gas. E poi sarebbe ridicolo pensare che coloro che non si fanno scrupoli nel devastare il pianeta per il profitto, improvvisamente abbraccino la causa ecologista.

3) Governo e confindustria affermano che la tecnologia nucleare che si vorrebbe importare è assolutamente sicura. Ma nel corso del 2009 ben tre agenzie governative, quella inglese, quella finlandese e la stessa agenzia francese, hanno emesso un comunicato congiunto che poneva forti dubbi sulla reale sicurezza del nucleare di terza generazione, proprio quello che il governo vorrebbe introdurre in Italia.

LA VERITA’ E’ CHE IL NUCLEARE E’ UN AFFARE MILIARDARIO SULLA PELLE DELLA GENTE, DUNQUE E’ ASSOLUTAMENTE NECESSARIO CREARE UNA GRANDE MOBILITAZIONE POPOLARE CONTRO LA REINTRODUZIONE DEL NUCLEARE IN ITALIA!

Firmato:
“Rete per la sicurezza sui posti di lavoro e per la difesa della salute dei cittadini e del territorio aderente alla Rete Nazionale per la sicurezza sui posti di lavoro”
http://www.retesicurezzalavorovenezia.org/

Il nucleare è nocivo: sempre. Per nocivo non si intende come si può intendere un colpo di pistola in testa, ma una lenta predisposizione delle persone alla malattia. E’ la malattia che uccide le persone, il nucleare (quello delle centrali nucleari) le predispone.
E’ per questo che i favorevoli al nucleare hanno buon gioco nel proporre le centrali nucleari. Le malattie prodotte non si vedono e si confondono con tante e diverse patologie.

28 gennaio 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

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