La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

mercoledì 27 gennaio 2010

Razzismo e terrorismo in Veneto: la superficialità e la connivenza delle Istituzioni.


Il razzismo e il nazismo in Veneto imperversa. Grazie a magistrati e poliziotti che si fanno gli affari loro e perseguono delle stupidaggini anziché perseguire quei reati che sono gravi. Non perché la gravità suoni nella testa del poliziotto o del magistrato alimentandone le fantasie erotiche, ma perché lo sono oggettivamente in quanto aggrediscono i principi Costituzionali fondanti la Repubblica e la democrazia.
L’aggressione razzista non colpisce gente come Giorgio Napolitano, Silvio Berlusconi, Maroni, Brunetta o Zaia, ma da loro parte quell’azione che, di fatto, fa aggredire in maniera razzista e violenta le persone fragili e indifese della società.
Prova a dare del “terrone” a Giorgio Napolitano e il poliziotto “zelante” ti denuncia per “offese al capo dello stato” quando, invece, con quell’appellativo hai apostrofato il sig. Giorgio Napolitano (indignato per qualche sua azione) e non il Presidente. Come il poliziotto e il magistrato infingardo finge di non capire nulla di leggi per prendere in giro i cittadini, così si finge di non vedere l’odio, il terrore e la violenza, a cui le persone fragili ed indifese della società sono sottoposte. Poliziotti e magistrati si dimenticano l’articolo 3 della Costituzione. Troppo spesso applicano i principi del crocifisso e troppo spesso sputano sulle Istituzioni di questo paese. Così il terrorismo si diffonde nella società civile. Poliziotti in ginocchio davanti al crocifisso, anziché rispettosi davanti alla Costituzione. Come esempio possiamo usare sia le aggressioni alla ragazza romena che la rapina fatta da “ragazzi di famiglie bene”, cioè ricchi, idioti, annoiati, criminali, delinquenti, vigliacchi e chi più ne ha più ne metta (questo è il significato quando di un criminale si dice che è di “famiglia bene”). La rapina messa in atto dai figli degli imprenditori veneti che derubano l’extracomunitaria, che voleva curare il fratello, dei suoi risparmi
Sono i personaggi legati a Zaia, Bitonci, Tosi, Gentilini e compagni.
Raramente le persone comprendono che se oggi questi analfabeti mettono in atto il terrore contro persone fragili; domani quali saranno le loro vittime?
La ragazza si è buttata dalla finestra per la gravità delle aggressioni ricevute.
Riporto l’articolo de Il Gazzettino:

Padova. A scuola le dicono: «Tu puzzi»
Tredicenne romena si butta dalla finestra
La ragazza di Solesino è ancora ricoverata in ospedale
Visitata da amici della scuola ma non dai compagni di classe
di Ferdinando Garavello

PADOVA (27 gennaio) - Emarginata dai compagni di classe perché “puzza di romena”, una tredicenne di Solesino ha cercato di uccidersi gettandosi dalla finestra di casa. È accaduto una settimana fa, ma solo ieri la vicenda è stata resa nota. A divulgare i motivi che hanno spinto la ragazzina a tentare il suicidio è Adrian Teodorescu, presidente dell’associazione “Alleanza romena”. Teodorescu ha raccolto la testimonianza dei genitori della giovane, che è tuttora ricoverata nell’ospedale di Monselice. Le sue condizioni non sono preoccupanti, ma dovrà fare i conti con una frattura ad una gamba. La ragazza ha ricevuto la visita degli amici di scuola, ma non quella dei suoi compagni di classe. A finire nella bufera è adesso l’istituto comprensivo di Solesino, dove la protagonista dell’odioso episodio – che chiameremo Maria - frequentava la seconda media. Frequentava, appunto, perché ora non ne vuol più sapere di tornare a scuola. «Da qualche tempo la ragazza – spiega Teodorescu – subiva un trattamento riservato e personalizzato dai propri compagni di classe, nella quale è l’unica immigrata».«Non abbiamo mai avuto problemi di razzismo – racconta il papà, romeno in Italia da molti anni - né noi, né l'altro nostro figlio più piccolo. Invece con Maria, da quando ci siamo trasferiti a Solesino, con l'inizio dell'anno scolastico è iniziata anche la sofferenza. Una sofferenza – continua l’uomo, che lavora come trasportatore – dovuta alle cattiverie dei compagni di classe che non l’hanno accettata perché sembra diversa da loro. Non indossa vestiti di marca, non ha il telefonino alla moda e in più puzza di romena». La famiglia, che in precedenza abitava a Ospedaletto Euganeo, si è trasferita a Solesino da qualche mese. Ora l’associazione presenterà un esposto al dirigente scolastico, perché venga aperta un’inchiesta interna che possa fare luce sull’episodio.
Tratto da:
http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=89056&sez=NORDEST


E’ l’educazione a cui gli imprenditori del Veneto sottopongono i loro figli: rendendoli idioti, stupidi, arroganti, senza dignità e senza una morale come la nostra società civile richiede.
Non si può dire che questi figli di imprenditori sono delle eccezioni. Piuttosto sono la regola in quanto sono il prodotto di un’educazione il cui scopo è la distruzione dell’individuo. Una distruzione che questi figli di imprenditori riaffermano calpestando e derubando chi è “socialmente” più fragile di loro, ma socialmente più impegnato.
Sono azioni che andrebbero perseguite come atti di terrorismo, ma magistrati infingardi e poliziotti paurosi fuggono davanti ai loro doveri. Così la società entra in sofferenza e coloro che sono demandati alla sua salvaguardia si trincerano dietro a slogan propagandistici che offendono più che giustificare la loro omissione di atti d’ufficio.

Verona. Ragazzini rubano i soldi
per bimbo malato e li spendono in griffe
Baby gang scippa a una 25enne la borsetta con 6.000 euro
destinati al fratello.
I genitori dei ladruncoli l'hanno risarcita

VERONA (21 gennaio) - Due storie che si incrociano, una fatta di sofferenza e sacrifici, l'altra che racconta di troppo benessere, della noia che a 16 anni porta a marinare la scuola e a rubare per comprarsi capi firmati delle griffe più di moda. Tutto avviene lungo le rive del Lago di Garda, dove vive una ragazza di 25 anni dello Sri Lanka arrivata in Italia per guadagnare i soldi necessari a curare il fratellino di otto anni ammalato di tumore, che ha lasciato in patria insieme ad altri cinque fratelli. I ladruncoli sono tutti figli di imprenditori. Lì vivono anche quattro ragazzini "bene" tra i 14 e i 16 anni, tutti figli di imprenditori, che le rubano i 6.000 euro da spedire a casa per le cure del fratellino messi da parte in un anno di duro lavoro. Il furto si svolge in un attimo e anche la disperazione della ragazza cingalese, per fortuna, dura poco: i carabinieri individuano la baby gang, recuperano gran parte dei soldi e i genitori dei quattro ragazzini restituiscono quello che i loro figli avevo già speso per comprarsi oggetti griffati. La baby gang aveva messo a segno il furto mentre la ragazza era in una cabina telefonica: stava parlando con la madre in Sri Lanka per comunicarle che finalmente aveva il denaro per le cure del fratellino malato, soldi che aveva messo da parte facendo la badante, la baby sitter, lavando pavimenti e risparmiando su tutto - dal cibo all'alloggio - e che a minuti avrebbe spedito a casa. I quattro ragazzini, invece, erano entrati in azione arraffando la borsetta con i soldi e fuggendo. La giovane si era sentita male, aveva cacciato un urlo e dall'altro capo del telefono la madre aveva vissuto il dramma in "diretta". La ragazza in preda alla disperazione racconta ai carabinieri di Peschiera del Garda, intervenuti in un attimo, quello che le è successo. Ma la baby gang è già nota per le sue bravate: quei ragazzini di buona famiglia hanno rubato ancora, hanno fatto scorribande tra un paesino e l'altro della riviera gardesana partecipando a liti e risse: bloccarli è questione di ore.Scattano le perquisizioni, saltano fuori i soldi, la borsetta, i documenti e i quattro ragazzini vengono denunciati per furto aggravato al Tribunale dei minori di Venezia. Una baby gang che delinque per noia, spiegano i carabinieri: ragazzini che hanno tutto, a cui manca solo il brivido da adrenalina che la scuola non gli dà, tanto da collezionare pessimi voti ed assenze ingiustificate. Così si improvvisano teppisti prima e ladri poi per comprare, con il frutto delle loro bravate, tutto il superfluo possibile: con i soldi destinati a curare un bambino malato, al quale manca anche il necessario. Alla ragazza derubata sono stati restituiti tutti i 6.000 faticosamente accumulati: parte della somma infatti è stata recuperata dai carabinieri, il resto lo hanno sborsato i genitori dei baby-ladri, che nel frattempo lo avevano già speso.

Tratto da:
http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=88360&sez=NORDEST


In questo modo si legittima il terrorismo.
Non ci si chiede chi saranno le prossime vittime.
Violare le regole democratiche in quelle che alcuni ritengono siano “piccole cose” non sono atti indolore, ma si creano le premesse per i grandi disastri sociali.

27 gennaio 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

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