La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

domenica 17 gennaio 2010

Veneto una regione in cui i cittadini affogano la disperazione nell'alcol: Veneto, una regione di ubriaconi!


Quando si dice che i Veneti sono degli ubriaconi, non si intende, solo, che i veneti bevano vino o quant’altro.
Essere degli ubriaconi non equivale a bere, ma a fare del bere fine e intento della propria esistenza.
Una persona può bere anche litri di vino e litri di grappa senza per questo essere un ubriacone. Quando beve è ubriaco, indubbiamente, ma il suo essere ubriaco è solo un aspetto della sua vita. Come essere addormentato, stanco, felice. Sono aspetti della nostra esistenza. Nessuno dice che una persona è un addormentato, stanco o felice, come modo di essere della sua esistenza. Invece si cono delle persone che si ubriacano e ci sono gli ubriaconi: coloro che annegano la loro esistenza nel bere perché non hanno altro modo con cui veicolare le proprie emozioni e gli scopi della propria vita. Gli ubriaconi sono delle persone sofferenti che vivono un pauroso vuoto esistenziale. Questo vuoto lo riempiono attraverso l’alcool che, alterando la percezione del mondo, permette loro di percepire una diversa realtà nella quale veicolare le proprie sensazioni. L’alcool li uccide perché la ricerca di queste sensazioni richiede sempre maggiori quantità di alcool.
All’inizio, quando si inizia a bere, bastano pochi bicchieri di vino. Poi, aumentano gli enzimi e servono maggiori quantità di alcool. Non si tratta di ubriaconi perché bevono, ma di ubriaconi perché affogano nell’alcol i propri problemi esistenziali.
Per questo i Veneti sono degli ubriaconi: perché sono pieni di problemi esistenziali.
Problemi esistenziali che sono stati loro imposti dalla chiesa cattolica con l’aiuto della Democrazia Cristiana prima, del partito Socialista di Craxi, della Lega e del Popolo delle Libertà oggi.
Questo sindaco è un po’ scemo, oppure un criminale.
La propaganda contro l’alcol verte sugli effetti dell’alcol, a breve e lungo termine, sia come danneggiamento del corpo che nella concausa di incidenti stradali.
Il compito del sindaco è quello di impedire che ai cittadini sia imposto il vuoto esistenziale, la disperazione. Il compito del sindaco è impedire che i cittadini siano costretti in ginocchio davanti ad un crocifisso, indotti alla disperazione e all’angoscia, tanto da dover affondare la propria esistenza nell’alcol.
Il resto è propaganda per legittimare gli ubriaconi; la loro ideologia della disperazione. Come fanno Gentilini e Gobbo a Treviso.
Due bicchieri di vino non fanno né male, né costruiscono dipendenza. Due bicchieri di vino per chi affoga il vuoto esistenziale, sono solo un prologo per cercare una veicolazione delle sensazioni meno dolorose che non quelle di quando è sobrio.
Riporto l’articolo:





Tarzo, manifesti del sindaco nei bar "Cittadini, bevete due bicchieri. Fa bene"
"Basta con l’ipocrisia". I manifesti Incoraggiano a bere vino. Locandine nei bar, nella bacheca del municipio e sul sito: "Cittadini, due bicchieri al giorno non fanno male". "E poi sono stufo di sentire accostare i veneti all’alcol". "Il mio invito è rivolto naturalmente ai maggiorenni"
di Stefania Rotella




TARZO. La decisione è presa. L’appello del sindaco Gianangelo Bof verrà affisso nei bar del paese, nella bacheca del municipio e postato sul sito internet del Comune: «Cittadini di Tarzo, bevete due bicchieri di vino al giorno, che non fa male».Una proposta insolita, che non mancherà di far discutere, quella del primo cittadino di Tarzo, il leghista Gianangelo Bof, non nuovo a iniziative curiose, come quella di rimuovere, per protesta, la bandiera dell’Unione Europea dal Municipio. «Mi sono documentato sulle proprietà del vino consultando pareri di medici, professori universitari, studi scientifici - spiega Bof -. In quanto responsabile della salute pubblica invito dunque i miei concittadini a bere: con moderazione, ben s’intende. Uno o due bicchieri di vino al giorno, preferibilmente ai pasti, come dicono da anni i medici. Un’abitudine che non fa male, anzi, può aiutare a digerire cibi grassi e a prevenire alcune malattie. Nei prossimi giorni verranno affissi nei bar del mio paese e in municipio manifesti in cui viene spiegata la mia iniziativa. Proposta che verrà divulgata anche attraverso il nostro sito internet del Comune. L’80 per cento delle persone con le quali parlo la pensa come me. Ma nessuno ha il coraggio di dirlo. Il mio invito naturalmente è rivolto ai maggiorenni e non è un’incitazione al bere in maniera sconsiderata. Il vino viene prodotto nei nostri territori - dice ancora il sindaco - fa parte della nostra cultura e credo che non ne vada demonizzato l’uso, come si sta facendo da diverso tempo. Non a caso diversi centenari quando gli si chiede la ricetta di lunga vita affermano di bere uno o due bicchieri di buon vino a pasto». Bof si spinge oltre, e respinge l’accostamento «veneti-ubriaconi». «Certo, ci può essere chi eccede - dice Bof - come con il cibo, ma mi sono stufato di sentir dire che noi veneti alziamo spesso il gomito. Anzi, il mio appello al bere consapevole rivolto ai cittadini, mette nelle condizioni di interrogarsi sul problema della dipendenza da alcol. Si mette sempre sotto accusa chi guida in stato di ebbrezza e chi lo fa va certamente punito; ma ci siamo mai chiesti quanti sono coloro che guidano imbottiti di psicofarmaci, che ormai vengono prescritti per una minima sciocchezza?». Tra qualche giorno a Tarzo compariranno dunque gli insoliti avvisi del sindaco.

(17 gennaio 2010
)

Tratto da:
http://tribunatreviso.gelocal.it/dettaglio/tarzo-manifesti-del-sindaco-nei-bar-cittadini-bevete-due-bicchieri-fa-bene/1831138

Si tratta di un invito ad accettare la disperazione sociale che questo sindaco, e altri (anche Zaia si è fatto promotore di simili affermazioni) sindaci, spesso leghisti, impongono nei vari paesi con la collaborazione degli oratori e delle parrocchie.
Nessuno vieta alle persone di bere. Lui, invece, stimola le persone a diventare degli ubriaconi.
Ed è questo il Veneto dei disperati: quello di questo sindaco che, incapace e incompetente, fa della disperazione un modo per controllare i propri cittadini.
Chissà che cosa faranno i suoi Vigili Urbani, pardon, Polizia Locale, quando troveranno un suo concittadino con qualche bicchiere alla guida.

17 gennaio 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

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