La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

venerdì 19 febbraio 2010

Continua la saga dei suicidi in Veneto: cronaca degli effetti dell'amministrazione Galan e dell'imposizione del cattolicesimo.


I suicidi sono il risultato dell'educazione cristiana: del crocifisso esposto che sostituisce la Costituzione della Repubblica.


Continua il festival dei suicidi e degli omicidi in Veneto. Quelli legati alla disperazione, alla depressione e all’angoscia.
Quelli maturati nelle famiglie e che costringe i commentatori ad essere discreti, quasi a non voler essere coinvolti da quella tragedia. Quasi ne avessero paura perché quella stessa tragedia sta toccando anche loro.
Futuri negati, senza prospettive.
Sia dal punto di vista economico che psico-emotivo.
E’ il successo dell’educazione cristiana che disarmando le persone davanti al loro possibile futuro le induce alla disperazione.
Indubbiamente, il caso specifico dovrà essere spiegato dall’inchiesta della magistratura, ma le cause sociali appaiono evidenti e sono comuni a tutti i suicidi che si verificano con tanta sistematicità in Veneto grazie a Galan, Zaia, Gentilini, Bitonci, Tosi e, prima di loro, a democristiani che si sono divertiti a costringere i bambini in ginocchio davanti ad un crocifisso.
Riporto la notizia appena giunta:



Mamma soffoca il bimbo di sei anni e si impicca
Ceggia, tremendo delitto tra le mura domestiche




CEGGIA (Venezia)- Una donna, Tiziana B., ha ucciso il figlio Gabriele Z. di sei anni soffocandolo. Poi si è impiccata. Nell'abitazione dove è stato commesso il delitto stanno indagando i carabinieri.

Martino Galliolo


19 febbraio 2010

Tratto da:
http://corrieredelveneto.corriere.it/veneziamestre/notizie/cronaca/2010/19-febbraio-2010/donna-soffoca-bimbo-sei-anni-si-impicca-1602502410791.shtml


Il Gazzettino aggiunge un numero maggiore di particolari, ma non vengono ancora comunicati i possibili motivi della tragedia. Dalle notizie sembra che la donna soffrisse da tempo di depressione. La depressione, una malattia indotta dal cristianesimo che toglie alle persone la possibilità di riorganizzare la propria vita. Davanti ai problemi le persone sono senza strumenti, disarmate e vedono solo nero: il futuro negato.

Tragedia a Venezia: madre uccide
il figlio di 6 anni e si impicca
Il dramma è avvenuto in una casa di Ceggia verso l'una
A scoprire i cadaveri il marito della donna al suo rientro

VENEZIA (19 febbraio) - Una donna di 46 anni ha ucciso il proprio figlioletto di 6 e poi si è tolta la vita. È accaduto oggi in una casa di Ceggia, in provincia di Venezia. A scoprire i cadaveri, verso l'una, è stato il marito della donna. Del fatto si stanno occupando i carabinieri Le vittime sono Tiziana Bragato ed il figlio Gabriele, un bambino che frequentava la prima elementare ed avrebbe compiuto 7 anni ad ottobre. La donna si è impiccata con una corda che aveva stretto ad una spalliera ginnica montata nella stanza da letto, al primo piano della casa. Il piccolo è stato trovato dal papà esanime sul letto della stessa stanza. Contrariamente a quanto appreso in un primo tempo, il ragazzino non è stato trovato impiccato anche se non è chiaro ancora come sia morto. Il marito della donna, Walter Zago, 51 anni, operaio, era rientrato a casa per la pausa pranzo.
Tratto da:
http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=91933&sez=NORDEST

Nelle tragedie del Veneto va menzionato anche questo testato suicidio avvenuto qualche giorno fa nel vicentino:




Vicenza. Ventenne minaccia di buttarsi

da un ponte: i carabinieri la salvano
I militari sono stati avvertiti da un automobilista di passaggio

Hanno convinto la giovane a desistere. Ora è in ospedale



VICENZA (16 febbraio) - Una ragazza di 20 anni che stava per uccidersi gettandosi dal Ponte San'Agata di Piovene Rocchette, chiamato il "Ponte dei suicidi", è stata salvata dai carabinieri di Arsiero. I militari sono stati avvertiti da un automobilista che aveva visto una giovane salire sulle barriere del ponte. Alla vista dei carabinieri, la ragazza si è messa a urlare che dovevano andarsene. Gli uomini dell'Arma hanno iniziato una trattativa e sono riusciti a convincere l'aspirante suicida a desistere. Ora la giovane è ricoverata all'ospedale di Thiene.
Tratto da:
http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=91484&sez=NORDEST


E vale la pena di menzionare anche questo tentato suicidio se non altro per rendere omaggio al carabiniere che ha provato a soccorrere questa donna.



Trieste. Salva una donna che si butta
dalla finestra ma rimane schiacciato
La 46enne pesava più di cento chili: uno dei due carabinieri

che l'hanno presa al volo ha riportato traumi al torace



TRIESTE (17 febbraio) - Voleva farla finita: così C.P. - 46 anni - è salita sul davanzale della finestra al primo piano della propria casa. I vicini l'hanno vista e hanno chiamato i carabinieri. In pochi minuti i militari sono arrivati sul posto e hanno visto la donna seduta sul bordo della finestra. D'improvviso si è risolta e si è lasciata cadere nel vuoto.I carabinieri non ci hanno pensato due volte e si sono letteralmente tuffati per prenderla al volo. Riuscendoci e salvandola. Un nobile gesto che ha avuto però della conseguenze, dato che la donna era decisamente sovrappeso: oltre cento chili. Uno dei due è finito in ospedale, dove gli sono stati diagnosticati vari traumi al torace e alle braccia, guaribili in alcuni giorni.
Tratto da:
http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=91645&sez=NORDEST


Le tragedie si sommano a tragedie.
Ci sono ufficialmente i motivi più disparati, ma sempre uguale è la causa che spinge le persone al suicidio.
Cercano quella felicità che la vita nega loro.
Per queste persone il suicidio è più felice del vivere.
La società cattolica considera queste persone merce di scarso valore. Individui da costringere in ginocchio a pregare. Bestie che non hanno il diritto di attrezzarsi per affrontare il loro futuro. E così, quando arriva il problema, quello che chiude loro ogni futuro possibile, cercano la felicità nella morte. Quella felicità che la violenza delle condizioni inumane, ha negato loro.
Aspettiamo, come sempre, la prossima tragedia.
Dolore si somma a dolore; rabbia a rabbia.
Possibilità di un futuro che vediamo solo noi e che, invece, sono sconosciute, in quanto negate, alle persone che potrebbero avere un futuro.
Domani parleremo della prossima tragedia e di l’ha voluta, direttamente o indirettamente, mettendo in atto delle azioni che hanno rubato il futuro alle persone.
E intanto:



Auto con un cadavere affiora da un lago
in Trentino: è un 59enne bellunese
L'uomo risulta scomparso dal 2007.

Si ipotizza un gestovolontario:
soffriva di depressione per problemi economici

BELLUNO (19 febbraio) - Un'auto con all'interno un cadavere in avanzato stato di decomposizione è stato trovato la scorsa notte nel bacino idrico Schener, nel comune di Imer (Trento). Dai primi accertamenti dei carabinieri, si tratta di un operatore finanziario di Belluno, di 59 anni, la cui scomparsa era stata denunciata nel gennaio 2007. Gli inquirenti ritengono si sia trattato di un gesto volontario: l'uomo soffriva di una forma depressiva dovuta a problemi economici. La carcassa dell'auto, una Renault Scenic, è stata avvistata poco prima delle 23 della scorsa notte nel corso di lavori di manutenzione del bacino idrico. Il mezzo affiorava dall'acqua dopo l'abbassamento di livello. Sul cadavere i carabinieri hanno trovato documenti ed effetti personali che hanno portato all'identificazione. I resti sono stati ricomposti nella camera mortuaria di Transacqua in attesa dell'eventuale autopsia disposta dal magistrato.
Tratto da:
http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=91886&sez=NORDEST
E’ il segno di una continuità di comportamenti che da anni insanguina la regione.

19 febbraio 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

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