La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

mercoledì 3 febbraio 2010

I soliti suicidi in Veneto; le solite cause che inducono al suicidio in Veneto.


Non è oscura la causa che induce le persone a suicidarsi; è solo lontana nel tempo. L'intervento di ieri produce l'effetto di oggi; l'intervento di oggi produce l'effetto di domani. Quando si dimentica questo si rimane stupiti per degli accadimenti che nel presente non hanno ragione né cause.
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Si voleva sapere chi era il prossimo a suicidarsi?
Eppure si era rivolto alle autorità di Polizia Giudiziaria!
Perché non sono intervenuti prima che fosse indotto alla disperazione e si suicidasse?
Perché sono le vittime designate di una società vorace che preferisce costruire altre vittime.
Sarebbe interessante porsi la domanda, quella giusta!
Quella «morte come conseguenza di un altro delitto», a quale delitto si riferisce? All’azione di truffa fatta dai romeni o dall’omissione di atti d’ufficio e dal mancato intervento degli organi inquirenti una volta che la querela era stata presentata?
Io qualche dubbio lo conservo.



feltre
Raggirano incapace, bottino da 119 mila euro.

Lui, per la vergogna, si toglie la vita
Arrestati due romeni.

Piangevano miseria ma vivevano in una villa nel Bassanese


FELTRE - Gli avevano raccontato una storiella di circostanza, dai contorni lacrimevoli, con tanto di miseria, emarginazione e figli ammalati. Invece Zlatu Micu, 42 anni e Lenuta Caldaras, 36 anni, coppia nella vita e «in affari», entrambi romeni e pluripregiudicati, se la passavano piuttosto bene, con villone e auto di grossa cilindrata in quel di Bassano del Grappa. E avevano - secondo la ricostruzione dei carabinieri - scelto con attenzione la «vittima», un feltrino con problemi psichici, cui avrebbero spillato, in periodi diversi, sino a 119 mila euro - e che perciò si è tolto la vita. Ma martedì pomeriggio scorso, la presunta carriera criminale della coppia è finita, stroncata da un'operazione dei militari feltrini e bassanesi (coordinata dal pm Roberta Gallego) che, arrestati i coniugi, li hanno portati nel carcere di Belluno. La pratica è nelle mani del gip Aldo Giancotti. La vicenda, così come spiegata dal capitano Antonio Cavalera della stazione di Feltre: i due fanno la prima comparsa a Feltre nel 2002, dove conoscono la vittima. In prima battuta si fanno consegnare circa 33 mila euro; ma l'uomo si confida con i famigliari, e scatta una prima querela: circonvenzione di incapace.
Nonostante ciò i coniugi tornano alla carica, convincono la vittima a rimettere la querela e a sborsare, nel 2009 e con più versamenti, altri 86 mila euro. L'uomo, nell'ottobre dello scorso anno, sentendosi umiliato e raggirato, si uccide; e lascia una lettera che testimonia disperazione e amarezza. «Benché non interdetto o inabilitato - ha spiegato il capitano Cavalera - la sua minorazione psichica risulta da una approfondita analisi condotta in passato da specialisti del settore. Un uomo semplice e ingenuo, e mi addolora pensare che si sia tolto la vita proprio nel periodo in cui le nostre indagini erano in corso». I due, invece, al momento dell'arresto si sono professati innocenti. «Come da chiché - ha affermato Cavalera - secondo loro abbiamo preso una grossa cantonata; ma noi siamo convinti della qualità delle nostre indagini». L'accusa è sempre di circonvenzione di incapace (pena edittale da 2 a 6 anni), ma non è impossibile che, se la ricostruzione dei militari sarà confermata, la qualificazione giuridica del fatto possa mutare nel più grave reato di «morte come conseguenza di un altro delitto», che prevede sanzioni più rigorose. Sul punto, i carabinieri non si esprimono: «Non spetta a noi questa valutazione - ha continuato Cavalera - ma alla magistratura». Indagini difficili, quelle dei carabinieri: i due non avevano un vero domicilio e utilizzavano cellulari diversi. «Abbiamo deciso di tenere una conferenza stampa - ha terminato Cavalera - perché la gente deve aprire gli occhi: i più deboli sono anche i più esposti a reati di questo genere. Ma anche perché non possiamo escludere che la coppia abbia "visitato" altre vittime: in quel caso, si facciano avanti».
Marco de’ Francesco
29 gennaio 2010

Tratto da:
http://corrieredelveneto.corriere.it/belluno/notizie/cronaca/2010/29-gennaio-2010/raggirano-incapace-bottino-119-mila-euro-lui-la-vergogna-si-toglie-vita-1602370985430.shtml



Volevamo sapere quali sono le condizioni perché le persone si suicidano?
Quando una società giunge a questi livelli, il suicidio è dietro la porta.
Perché questi ragazzi non sono stati arrestati per aggressione?
Perché non sono stati denunciati?
Tanto, visto che loro non sono negri, non gli accede nulla. E la prossima volta?
Non è questione di un comportamento più rispettoso, è la mancanza consapevolezza dell’essere un cittadino.
Non condivido il comportamento di queste forze dell’ordine. Lo so, a volte le accuso di essere troppo intolleranti, altre volte di violare le leggi, altre volte di essere superficiali. Tutte queste azioni avvengono, ma in realtà accuso le forze dell’ordine di non avere una direzione univoca, nella direzione imposta dalla Costituzione, quando devono agire per tutelare l’integrità psicofisica delle persone.
Da questo tipo di comportamenti nasce quel disagio psichico che porta ad alimentare sensi di disagio che spesso conducono al suicidio. Come la ragazzina romena che si è buttata dalla finestra per gli insulti dei compagni di classe.




Disabile derisa su bus nel Bergamasco
Sei ragazzi minorenni identificati ma non denunciati
03 febbraio, 12:41



(ANSA) - BERGAMO, 3 FEB - Una donna disabile e' stata insultata su un bus da un gruppo di ragazzini che, in coro, si sono divertiti a deriderla, nel Bergamasco. L'autista ha fermato il pullman e ha chiamato le forze dell'ordine. I sei ragazzi, tutti minorenni, sono stati identificati e al momento se la sono cavata con un semplice rimprovero - senza quindi una denuncia - e l'invito a mantenere un comportamento piu' rispettoso nei confronti delle altre persone.

Tratto da:
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2010/02/03/visualizza_new.html_1680348146.html




E oggi che cosa abbiamo?
E questo è il suicidio di oggi. La ciliegina sulla torta.
Il padre aveva un fucile e aveva un figlio malato.
Non fu attento né al fucile, né al figlio malato. Così ha costruito le condizioni opportune.
Un figlio indotto alla depressione con un padre che gioca con il fucile.
E’ il Veneto, superficiale, arrogante, distratto e ammalato di delirio di onnipotenza.
Riporto la notizia:


Tragedia a Treviso: ragazzo di 17 anni

prende il fucile del padre e si uccide
Il gesto estremo ieri sera in una casa di Ponte di Piave

Un biglietto per spiegare il motivo: sono depresso


TREVISO (3 febbraio) - Ha preso il fucile da caccia del padre e si è sparato. È finita in questo modo la vita di Andrea Parpinello, un diciassettenne di Ponte di Piave. Il motivo del gesto in un biglietto alla famiglia: una forte depressione. Ieri, intorno alle 19, nella sua casa di Levada, un frazione di Ponte di Piave, Andrea Parpinello è entrato in camera imbracciando il fucile da caccia del padre e, in un attimo, ha premuto il grilletto. Con un colpo ha messo fine alla sua ancora giovane vita.Andrea, uno studente della scuola professionale Lepido Rocco di Motta, avrebbe compiuto 18 anni il prossimo ottobre.Secondo le prime testimonianza, a trovarlo riverso in una pozza di sangue sarebbe stato proprio il padre. Immediata la corsa dei soccorritori che però non hanno potuto far nulla per il giovane.Accanto al suo corpo un biglietto che i genitori hanno consegnato ai carabinieri. Al suo interno racchiuso il segreto di Andrea, il motivo che lo avrebbe spinto ad un gesto così estremo. Sempre secondo le prime indiscrezioni, a spingerlo verso la morte sarebbe stata la depressione, uno stato di prostrazione con il quale non riusciva più a convivere.
Tratto da:
http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=90025&sez=NORDEST


Stiamo aspettando i prossimi che si suicidano. Non disperate, non manca molto e sempre per lo stesso motivo. Non mi auguro che ciò avvenga, ma prendo atto che è inevitabile che non avvenga. Vorrei che la società civile prendesse delle precauzioni; agisce in conformità alla Costituzione, ma so che non è così e che continuerà a seminare terrore e angoscia. Questo terrore e questa angoscia avranno mille ragioni formali, ma la vera ragione è sempre quella: un’educazione che costringe i ragazzi in ginocchio davanti al crocifisso con degli adulti che usano la Costituzione della Repubblica per pulircisi il culo!

03 febbraio 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

2 commenti:

  1. Un figlio indotto alla depressione? Sarebbe come affermare che la mancanza di litio in un soggetto bipolare sia causata dalla società.
    Per il resto sono d'accordo con lei.
    Buona serata!

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  2. Se la depressione dipendesse solo dalla mancanza di litio, il problema sarebbe risolto. Un'aspirina di litio al giorno e sparirebbero i suicidi da depressione.
    Il problema ha il suo fondamento nell'attrezzatura che si fornisce al ragazzo per affrontare i problemi del mondo. Che poi i problemi del mondo si fissino nella struttura fisica con mancanze di sostanze o con anomalie nelle strutture ipotalamo-ipofisi-tiroide o ipotalamo-ipofisi-surrene, lascio questa questione agli psichiatri e ai neuroendocrini.
    A me interessa l'attenzione che la società dovrebbe mettere sui ragazzi e che, invece ne ignora aspettative, progetti e pulsioni.
    Buona sera a Lei
    Claudio Simeoni
    Meccanico
    Apprendista Sregone
    Guardiano dell'Anticristo

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