La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

sabato 13 febbraio 2010

Il sottopasso fra Marghera e Mestre e gli artisti geniali del nostro tempo.

Mestre e Marghera sono collegate da un sottopasso che passa sotto la ferrovia. E’ un sottopasso pedonale e ciclabile.
Fa parte della “zona oscura” là dove vivono o dove frequentano gli emarginati della città. I poveracci, quelli che non hanno posti dove andare e coloro che hanno mille cose da dire, ma che nessuno si fermerebbe ad ascoltarli.
Sono le vittime della società e nel contempo sono gli eroi della società. Magistrati, poliziotti, industriali, avvocati, commercianti, tutti hanno il loro “potere” da difendere facendo violenza ai cittadini i quali, anche se sono emarginati dalle Istituzioni, si sentono molto superiori agli emarginati del sottopasso.
E’ quell’odio che porta i disperati a fare le ronde contro altri disperati perché in questo modo mettono a tacere la loro disperazione.
Gli emarginati sono drogati, falliti, espulsi dal mercato del lavoro, giovani troppo sensibili per mettersi a rubare o a truffare.
Il mondo degli emarginati è un mondo di sensibilità emotive spinte all’estremo che sfocia nelle più disparate patologie psichiatriche, ma proprio per questo si fonde con la genialità che serpeggia nella società civile.
Il sottopasso fra Marghera e Mestre racconta queste storie. Ho voluto fotografarle tutte senza dare a ciò che fotografavo un significato specifico: scritte, disegni, emozioni, scarabocchi e quant’altro che rappresenta uno spaccato reale della società del Veneto.




Anche Gentilini, Zaia, Tosi, sono dei disperati; come quelli nel sottopasso fra Marghera e Mestre. Ma a differenza degli emarginati del sottopasso, Gentilini, Zaia, Tosi, possono derubare i cittadini delle loro libertà. Derubarli di quanto rimane delle relazioni sociali per imporre la loro disperazione come modello e costringere altri cittadini ad adeguarsi.
Le immagini del sottopasso sono interessanti perché ritengo che rappresentino la più alta forma di arte che questa società, in questo tempo, abbia prodotto.
L’arte che presento è lo specchio della società Veneta.
Non lasciatevi ingannare dai soldi di Berlusconi, Benetton, Gentilini, Zaia o Brunetta, la loro disperazione è totale e non hanno nemmeno la dignità dei frequentatori del sottopasso di esternarla.
La differenza non sta in come le persone vivono o rappresentano il loro vivere, ma nel come muoiono e vivono la loro morte.
Ogni tempo e ogni cultura ha i suoi personaggi geniali. Noi li troviamo nei sottopassi o nelle periferie industriali abbandonate.

13 febbraio 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

Nessun commento:

Posta un commento