La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

domenica 14 febbraio 2010

Padova: prozac e similari affinché chi viene licenziato non si suicidi! Siamo alla demenza istituzionale!


L'articolo 112 della Costituzione obbliga i PM ad esercitare l'azione penale. Sistematicamente i PM hanno violato questa norma per impedire che i cittadini abbiano giustizia, favorendo le condizioni che istigano al suicidio dei cittadini più deboli.
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Suona il telefono, driiiinn: “Qui sportello di ascolto per i coglioni che vengono licenziati!”. Risposta. “mi voglio suicidare, non ho soldi per le bollette, sono sfrattato e mia moglie mi ha cacciato di casa!”. “Non lo faccia signore, iniziamo un percorso di sostegno psicologico!” Domanda: “Che, mi paga le bollette? Convince mia moglie a reinnamorasi di me? Convince la banca a non togliermi la casa?” Risposta: “No signore! Le possiamo fornire il sostegno psicologico, magari un po’ di Prozac in modo che troverà decisamente bello essere licenziato, sfrattato, cacciato!”
Sicuramente Zanonato è sicuro che ora nessuno si suiciderà.
Nel contempo, al fine di favorire i suicidi, Zanonato ha consentito la bagarre della truffa su Antonio di Padova omettendo il fatto che questo personaggio era un criminale, responsabile di genocidio (Catari e Valdesi), responsabile di stupro di bambini e di violenze che la nostra società qualifica come crimini efferati. Dal momento che i suoi crimini sono stati commessi a maggior gloria del dio padrone, Zanonato ritiene che l’apologia del genocidio non sia un delitto e non sia in relazione con i suicidi che sta alimentando. Si tratta di quel terrorismo che negli anni ’70 ha insanguinato questo paese nel tentativo di rivendicare giustizia.
Così, mentre da un lato fa uno sportello per prendere in giro i cittadini indotti dalla disperazione perché qualcuno ha omesso di attrezzarli per affrontare in maniera adeguata la loro vita, Zanonato provvede a costruire ulteriori condizioni che li inducono al suicidio omettendo i suoi doveri etici e morali in relazione alla Costituzione per favorire l’odio cattolico nei confronti dei bambini. E la giunta comunale di Padova non è la peggiore che esiste nel Veneto, eppure tutti lavorano per indurre i cittadini al suicidio.
Le persone sono ridotte a bestiame a cui vengono negati i più elementari diritti di cittadini, diritti la cui garanzia costituisce il dovere per le Istituzioni. Le persone vengono indotte la suicidio mentre i comuni e la regione finanziano criminali come la chiesa cattolica affinché, costringendoli in ginocchio davanti al crocifisso, siano indotti alla disperazione quando le condizioni e le contraddizioni della vita richiede cittadini consapevoli e attrezzati.
Per i commercianti come, quelli della Camera di Commercio, per l’assessore al lavoro Barison, per il comune di Padova: le persone si devono solo suicidare e il loro suicidarsi non deve essere un atto d’accusa per una società che ha cessato di essere ossequiente al dettato Costituzionale, ma è diventata una società nazista. Come ha dimostrato Zanonato elogiando il criminale Pietro Calogero per la sua attività di torturatore.
Riporto l’articolo che dimostra le offese e le prese in giro della società civile ad opera di persone che si sono ingrassate costruendo situazioni sociali disastrose per i cittadini:




Padova, task-force contro i suicidi da crisi
I suicidi e le depressioni sarebbero aumentate del 3 per cento proprio in conseguenza delle pesanti difficoltà economiche. Istituzioni, sindacati e associazioni imprenditoriali, fondazioni e Chiesa mettono a punto un progetto di coesione sociale, di ascolto e sostegno
(14 febbraio 2010)



PADOVA. Hanno messo gambe all’aria il leit motiv più martellante dell’ultimo biennio: la protagonista della crisi è l’economia. Ieri è balzato al centro del palcoscenico l’ultimo anello dell’ingranaggio, il più debole. Quello che non conosce punti percentuali, diagrammi, cifre, cui non importa di conoscere il tasso di disoccupazione della provincia. Colui che la crisi economica non la misura, la vive. E per colpa della quale può persino scegliere di morire. «Suicidio e crisi», «depressione e crisi», termini sempre più spesso correlati. Le istituzioni padovane si sono sedute attorno ad un tavolo per cercare una via d’uscita, per mettere freno ad un problema: il mal di crisi. Camera di commercio, Comune, Provincia, sindacati ed Usl 16 hanno invocato il sostegno alle persone, non solo alle imprese, per uscire dal tunnel.COESIONE SOCIALE. Roberto Furlan, presidente della Camera di commercio, ha esordito con una proposta che coinvolge tutte le istituzioni: «Per uscire dalla crisi c’è bisogno di un patto di coesione sociale. Il fatto che con la crisi economica siano lievitate le situazioni di disagio grave che arriva fino a situazioni estreme, deve far riflettere sul fatto che l’incertezza per un posto di lavoro non mette a dura prova solo il portafogli. Dobbiamo essere tutti consapevoli che non basta impegnarsi solo in azioni straordinarie a sostegno del credito: il lavoratore che perde il posto di lavoro non deve essere lasciato solo, ma va preso per mano».SENZA VIA D’USCITA. Stretto in una morsa, chi si trova in mezzo ad una strada dopo anni di impiego, spesso non riesce a reagire: «Tanto aumenta la crisi, altrettanto aumentano depressioni e suicidi - spiega Paolo Santonastaso, direttore della clinica psichiatrica dell’azienda ospedaliera - con un incremento di tre punti percentuali. Ma le morti rappresentano solo la punta dell’iceberg: sono tantissime le persone che soffrono in silenzio di disturbi d’ansia, alcolismo, stress post traumatico. E questo stress ha due facce. Da un lato c’è la fase acuta di chi perde il lavoro, dall’altro lo stress cronico di chi vive quotidiane delusioni a caccia di un’occupazione che non c’è. Franco Sarto, direttore del dipartimento di prevenzione dell’Usl 16, spiega che a Padova è già stato costituito un laboratorio di diagnosi per tutti coloro che soffrono di forme di disagio lavorativo, «che ha molteplici volti». I SINDACATI. Dai tre segretari generali di Cgil, Cisl e Uil è emersa l’importanza di accompagnare azioni istituzionali di aiuto economico alle imprese con reti di sostegno, sviluppo professionale, formazione, ascolto e consulenza per la persona e l’impresa: «In questo momento di crisi - affermano Andrea Castagna, Adriano Pozzato e Nello Cum - non bastano le risorse finanziarie per le aziende, ma è fondamentale avviare un percorso di sostegno psicologico e sociale per chi è vittima della mancanza di lavoro e della perdita dei redditi». SOLUZIONI. Istituzioni ai blocchi di partenza per fare rete, per tendere la mano ai 26 mila disoccupati di Padova e provincia. «Il Comune - ha sottolineato l’assessore alle Politiche sociali Claudio Sinigaglia - è pronto ad aprire sportelli di ascolto per coloro che restano senza lavoro». Massimiliano Barison, assessore provinciale al Lavoro, ha in programma il rifinanziamento del fondo di solidarietà istituito da palazzo Santo Stefano con fondazione Cassa di Risparmio e Diocesi: «Pensiamo di estenderlo al microcredito», ha annunciato Barison.

Tratto da:
http://mattinopadova.gelocal.it/dettaglio/padova-task-force-contro-i-suicidi-da-crisi/1859342

Si preoccupano soltanto se chi si suicida costringe i sopravvissuti ad interrogarsi sulle cause. Si preoccupano di essere indicati come i mandanti di situazioni sociali che istigano al suicidio: costringono vigliaccamente i bambini in ginocchio a pregare come degli ossessi e poi si meravigliano se questi bambini, una volta adulti, non sanno affrontare le condizioni della loro esistenza.
E’ vergognoso.
E in altre provincie del Veneto è anche peggio!
E loro ci si divertono. E’ come per le intercettazioni degli imprenditori che ridevano sui terremotati dell’Aquila. Costoro sghignazzano sui danni che procurano alla società civile, ma finché non vengono intercettati ritengono che nessuno lo può dire. Hanno la faccia come il culo, tanto, ci sarà sempre un Pietro Calogero che li aiuterà ad ammazzare i cittadini omettendo atti d’ufficio per favorire le loro attività criminali.

14 febbraio 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

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