La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

domenica 28 febbraio 2010

Renato Brunetta e Luca Zaia. I motivi di apprensione per la loro candidatura in Veneto!



Questi due personaggi sono dei Ministri della Repubblica.
Eppure, uno vuole concorrere per la poltrona di Presidente della Regione del Veneto e l’altro per la poltrona di Sindaco di Venezia.

Perché Brunetta e Zaia hanno fatto queste scelte?
Sono Ministri della Repubblica. Potrebbero aspirare ad essere Presidenti del Consiglio dei Ministri o Presidenti della Repubblica. E, invece, c’è un ritorno dalle cariche nazionali alle cariche locali.

Ultimamente il posto di ministro della Repubblica non è più un “posto desiderato”. Non concede più a chi lo occupa quella dignità morale che avrebbe dovuto concedere. Questo perché la Repubblica Italiana ha perso la sua dignità di Repubblica Democratica spostandosi sempre più su posizioni di Stato fascista che, se in questo momento viene definito come Stato Azienda nella mani del padrone Berlusconi, in realtà si sta sempre più avvicinando allo Stato Mafia. Uno Stato in cui una cosca mafiosa, occupando il ruolo egemonico caratteristico della struttura dello Stato assolutista fascista, si sta sostituendo allo Stato Democratico svuotando le Istituzioni Nazionali della loro funzione.

Le dichiarazioni del Ministro Alfano che una volta bocciata una legge illegale che porta il suo nome fatte a Porta a Porta da Vespa, dimostra come sia in atto un attentato terroristico nei confronti della Democrazia: istigare all’odio sociale contro la Costituzione millantando e pretendendo diritti illegali e impunità da crimini gravissimi sottratti al giudizio della magistratura.
All’interno di uno Stato azienda, o di uno Stato mafia, i Ministri perdono il loro ruolo Istituzionale per essere esecutori di ordini del capo azienda o del capo mafia, ed è questa la condizione che stanno vivendo il Ministro Zaia e il Ministro Brunetta.
Per loro, e questa è la mia preoccupazione, si apre la possibilità di diventare i “capi azienda” del Veneto e di Venezia, con tutte le conseguenti cupole e controlli di tipo mafioso.

Se il Ministro Zaia o il Ministro Brunetta fossero delle persone politiche e avessero un minimo di coscienza sociale, agirebbero per dar lustro all’Istituzione che rappresentano e della quale, comunque e al di là del loro padrone, sono, in ogni caso, i responsabili.
Invece, dall’Istituzione che occupano, sembra che non traggano i profitti desiderati.
Nessuno vieta a Zaia di andare in giro a fare la propaganda delle mozzarelle o del prosecco di Treviso, ma con un’agricoltura allo sfascio e con le centinaia di aziende agricole che stano chiudendo, fare la pubblicità alla mozzarella o al prosecco è una presa in giro all’Italia: un incapace, un incompetente, un codardo, che ricopre il ruolo di ministro e anziché affrontare i problemi economici fa il venditore in televisione. Forse è l’unica cosa che sa fare e forse è l’unico ruolo che il suo padrone Berlusconi vuole che faccia.

Così come Brunetta, ex braccio destro di De Michelis, si è permesso di fare guerra alla CGIL o ai “fannulloni”, cioè alla gente indifesa. Gli è vietato qualsiasi intervento che possa modificare e rendere efficiente la pubblica amministrazione (salvo giocare con i tornetti). A Berlusconi non interessa rendere efficiente la pubblica amministrazione, tanto meno la magistratura, così a Brunetta sono consentite solo le farneticazioni che spesso sfociano in insulti gratuiti agli italiani.

Proviamo a ricapitolare il discorso dei soldi buttati dal ministro Castelli (quello di Roma ladrona) a proposito del piano sull’emergenza carceraria. Ricordo che per le porcherie fatte da Castelli che procastinava nel tempo l’intervento sulle carceri, dovette intervenire il Governo Prodi con l’indulto data la situazione terribile e disastrosa fatta dal governo Berlusconi di cui Castelli era un esecutore. Provamo a vedere come la corruzione del governo Berlusconi, di cui Zaia e Brunetta fanno parte, si sia radicata e perpetrata nel tempo. Chi ha rubato con Castelli (quello di Roma ladrona) ha continuare a rubare anche col G8:





G8, l'inchiesta: vertice e carceri, stesse imprese
di Guido Piga




LA MADDALENA. In Sardegna ci sono quattro carceri in costruzione. A Cagliari, Sassari, Oristano e Tempio. Le gare per l’affidamento dei lavori sono state coperte dal segreto di Stato. Come per il G8.
Tre degli appalti per la costruzione degli istituti penitenziari sardi sono andati ad altrettante società che poi li hanno vinti, nel 2008, anche per le opere alla Maddalena: Opere Pubbliche spa per il carcere di Cagliari, Anemone srl per quello di Sassari, Gia.fi costruzioni per quello di Tempio. L’aggiudicazione l’ha fatta il Siit (Servizi integrati infrastrutture) del Lazio, braccio operativo del ministero delle Infrastrutture guidato, fino al settembre del 2005, da Angelo Balducci, il soggetto attuatore del G8 finito in carcere, insieme al successore Fabio De Santis, con l’accusa di corruzione.
Ovviamente non c’è alcun profilo penale. Solo un filo rosso che tiene insieme almeno tre società nella realizzazione dei più rilevanti interventi pubblici in Sardegna degli ultimi anni.

Il piano carceri. Tra il 2002 e il 2003, il governo Berlusconi elabora il piano carceri. Alcune strutture verranno potenziate, altre costruite ex novo. Tra queste ultime, quelle di Cagliari (lavori per 58 milioni 840mila euro), Sassari (53 milioni 710mila euro), Oristano (36 milioni 150mila euro) e Tempio (33 milioni).

Il segreto. Un decreto del ministero della Giustizia, firmato il 2 ottobre 2003 dai ministri Lunardi (Infrastrutture) e Castelli (Giustizia), impone che «tutti gli interventi rivestono carattere di urgenza e la loro esecuzione deve essere accompagnata da particolari misure di sicurezza». Niente di anomalo, è la prassi. I lavori devono essere fatti secondo le imposizioni dell’articolo 33 della legge quadro sui lavori pubblici. Il titolo è: “Segretezza”. La norma dice che le opere «possono essere eseguite in deroga alle disposizioni relative alla pubblicità delle procedure di affidamento dei lavori pubblici». E, più avanti, chiarisce che possono «svolgersi delle gare informali». Niente bandi sulla Gazzetta Ufficiale e gare con procedure veloci, come è successo per il G8 alla Maddalena.

Le gare. I lavori vengono affidati nel dicembre del 2005. Ne dà notizia, in visita a Tempio, il ministro Castelli. «Secondo quanto comunicatomi dal ministro delle Infrastrutture Lunardi il 22 dicembre scorso - informa Castelli il 26 dicembre 2005 - sono state aggiudicate le gare d’appalto per gli istituti penitenziari di Tempio, Cagliari, Sassari e Oristano».

Il soggetto attuatore. Materialmente, le gare informali le ha fatte il Siit. In questo caso, quello di Lazio, Abruzzo e Sardegna. Fino a quattro mesi prima, il direttore generale del Siit era Angelo Balducci, ora in carcere con l’accusa di corruzione per i lavori del G8 alla Maddalena. Il 3 agosto 2005, infatti, il governo (assente Berlusconi, presente il vice Fini) nomina Balducci presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici. Al suo posto, al Siit, Valeria Olivieri.

Il Tar. Una società esclusa dagli appalti, Pizzarotti spa (quella che ha fatto i lavori per l’ampliamento della base Usa alla Maddalena nel 2003), presenta ricorso al Tar del Lazio perché il ministero delle Infrastrutture le ha negato l’accesso agli atti della gara per le carceri di Sassari. I giudici respingono il ricorso, perché «la costruzione di un penitenziario può essere segretata».

I cantieri. Solo quando sono cominciati i lavori, sono saltati fuori i nomi delle società. Tutti finiti nell’elenco, pubblico, dell’Igi, l’Istituto grandi infrastrutture. Opere Pubbliche spa (gruppo Gariazzo) ha vinto i lavori per le carceri di Cagliari (alla Maddalena ha poi realizzato il depuratore). Anemone srl ha vinto quelli per le carceri di Sassari (alla Maddalena ha costruito il palazzo delle conferenze). Gia.fi costruzioni ha vinto quelli per le carceri di Tempio (alla Maddalena ha costruito l’hotel dell’ex ospedale).

(16 febbraio 2010)

Tratto da:
http://lanuovasardegna.gelocal.it/dettaglio/g8-linchiesta:-vertice-e-carceri-stesse-imprese/1860883ice-e-carceri-stesse-imprese/1860883

Il governo Berlusconi ha sempre agito come una cupola mafiosa che ha giustificato i suoi interventi con un carattere di emergenza. Vale per le centrali nucleari, per la TAV, per le carceri, per il G8, per le porcherie fatte all’Aquila in cui il responsabile Bertolaso si è dimenticato di rimuovere le macerie e di mettere in sicurezza quello che avrebbe dovuto mettere in sicurezza (questo era la vera emergenza) anziché assicurare quel corollario che è servito per la propaganda elettorale di Berlusconi.
In sostanza, agli italiani sono stati sottratti sia i cinquecento milioni che sono serviti per l’inutile G8, sia le centinaia di milioni sottratti per opere “di emergenza” che hanno rimpinguato le tasche degli amici degli amici di Berlusconi, sia i disastri ai quali sono stati abbandonati i cittadini del messinese e di tute quelle zone che sono state sottratte agli aiuti nonostante le catastrofi ripetute. Per contro, il governo Berlusconi, al fine di creare emergenze fittizie si è sottratto ai doveri Istituzionali provocando disastri sociali come quelli a Rosarno. Disastri di cui i ministri del governo Berlusconi portano la responsabilità totale.
I ministri, più che appartenere ad una compagine governativa, appaiono come delle appendici di Silvio Berlusconi a cui non frega niente dei loro doveri e loro, anziché rivendicare il diritto delle Istituzioni fungono da supporter a Silvio Berlusconi aggredendo e aggravando le situazioni economiche italiane.
Il governo Berlusconi sembra un governo dai mille tentacoli mafiosi che fa tanta propaganda con le televisioni, ma tratta soldi e ruolo istituzionale in maniera illegale. Offende i magistrati (e mica lo hanno torturato; piuttosto sono i magistrati vicini a Silvio Berlusconi abituati a torturare gli imputati e avere l’immunità per questo!) e pretende l’impunità. Questa pretesa di impunità lascia capire ai cittadini che i delitti di cui si è macchiato Silvio Berlusconi devono essere enormi, tanto gravi da impegnare l’intero governo e il Parlamento della Repubblica al solo fine di salvaguardarsi dall’essere giudicato dai magistrati. Non sono i magistrati che “perseguono” Silvio Berlusconi, ma sono i feroci delitti che Silvio Berlusconi e la sua famiglia (vedi Paolo Berlusconi) ha commesso contro i cittadini italiani.
Proviamo a leggerci qualche articolo su come questi personaggi svolgono il loro lavoro:


E qui entrano in gioco i nostri due paladini: Zaia e Brunetta!

Proviamo a inquadrare Zaia:
E la crisi schianta i negozi di quartiere Consumatori crollati dal 45 all' 8%
Repubblica — 18 ottobre 2008

«Se un prodotto alimentare è italiano, sono sicuro della provenienza e mi fido di più», ha dichiarato alla Swg il 90 per cento degli intervistati (nel 2004 erano il 77 per cento). E allora il ministro dell' agricoltura, Luca Zaia, accolto dalla Coldiretti come un salvatore della patria, ha rassicurato tutti. «In Italia i controlli funzionano bene. Ma la certezza estrema si ottiene solo consumando i prodotti dell' agricoltura italiana, del nostro territorio».

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2008/10/18/la-crisi-schianta-negozi-di-quartiere.html08/10/18/la-crisi-schianta-negozi-di-quartiere.html


IMMIGRATI:COLDIRETTI,
NEI CAMPI ATTESA PER 80.000 STAGIONALI

C'e' forte apprensione nelle aziende agricole per il ritardo al via libera all'ingresso di 80.000 lavoratori stagionali immigrati dai quali dipende il 10 per cento dei raccolti nelle campagne italiane dove stanno per iniziare i lavori di preparazione della primavera. E' quanto afferma la Coldiretti, in occasione dello primo 'sciopero degli immigrati', nel sollecitare la tempestiva pubblicazione del decreto flussi 2010 in gazzetta ufficiale poiche' il ritardo rischia di danneggiare settori di grande rilevanza per il Made in Italy agroalimentare.
(28 febbraio 2010)




E il successo della gestione del Ministero per l’Agricoltura:


Agricoltura: Cia, 50.000 imprese a rischio chiusura nel 2010


MARTEDI' 16 FEBBRAIO 2010
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 16 feb - "Nel 2009 migliaia di imprese agricole sono state costrette a chiudere. Altre 50.000 aziende rischiano di cessare l'attivita' quest'anno. Una situazione gravissima". Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori che terra' la propria assemblea il 24, 25 e 26 febbraio a Roma. "L'agricoltura - si legge in una nota - sta attraversando una delle piu' lunghe e difficili crisi della sua recente storia: agli effetti piu' generali (accesso al credito, calo della domanda, disoccupazione, aumento dei costi produttivi) si e' aggiunto il crollo dei prezzi all'origine e la caduta dei redditi (meno 25,3%). Durante l'assise - conclude il comunicato - verranno formulate le proposte per far uscire il settore da una profonda crisi. I lavori aperti dalla relazione del presidente, Giuseppe Politi".
Tratto da:
http://archivio-radiocor.ilsole24ore.com/articolo-783661/agricoltura-cia-50-000-imprese/


E ancora sull’incapacità di gestire le risorse economiche che ci sono:

Zucchero: lavoratori in piazza il 15 febbraio per chiedere risposte immediate

Roma, 11 feb. (Labitalia) - "Il governo italiano deve assumersi le proprie responsabilità e rispettare l’impegno, preso nel 2005 con l'Unione europea, di sostenere con adeguati finanziamenti la filiera produttiva bieticolo-saccarifera italiana, pesantemente colpita dalla riforma dell'Ocm zucchero e che ha bisogno di risposte immediate per poter sopravvivere. Ma, purtroppo, da parte del ministro preposto non è emersa, finora, alcuna volontà di produrre atti concreti a favore del settore". Questo il duro commento del responsabile Uila, Pierluigi Talamo, alle cronache parlamentari sui provvedimenti 'competitività' e 'mille proroghe'. "Ancora una volta -prosegue Talamo- assistiamo, da parte del ministro per le politiche agricole, alle solite dichiarazioni di principio a cui seguono fatti che vanno nella direzione opposta. Gli emendamenti proposti nel disegno di legge sulla competitività agroalimentare in favore del settore sono stati bocciati e nel decreto milleproroghe, non c'è traccia dei finanziamenti di cui la filiera ha urgente bisogno".

"Se nei prossimi giorni non verranno garantiti i finanziamenti promessi -spiega Talamo- a stagione di semina della barbabietola non potrà partire, 10.000 aziende agricole saranno a rischio chiusura, chiuderanno i quattro zuccherifici ancora attivi in Italia e, complessivamente, migliaia di persone perderanno il lavoro". "Per far capire la drammaticità della situazione al governo, e al ministro Zaia in particolare, i lavoratori del settore di tutta Italia scenderanno in piazza a Roma lunedì 15 febbraio, proprio sotto la sede del ministero per le politiche agricole, per richiamare il governo alle proprie responsabilità e chiedere risposte immediate e non più rinviabili per difendere la produzione e l'occupazione".

Tratto da:
http://www.adnkronos.com/IGN/Lavoro/Sindacato/Zucchero-lavoratori-in-piazza-il-15-febbraio-per-chiedere-risposte-immediate_5337288.html

Passiamo a Renato Brunetta:

Brunetta: la sinistra muoia ammazzata

Repubblica — 20 settembre 2009 pagina 1 sezione: ALTRO
CORTINA D' AMPEZZO - Il ministro per la Pubblica Amministrazione Renato Brunetta insulta la sinistra "per male": «Vada a morire ammazzata». E attacca «élite e gruppi editoriali che vogliono il colpo di stato. In un anno di crisi hanno pensato solo a far cadere il governo». Immediata la reazione del Partito democratico: il suo è un delirio populista. BONERANDI, CASADIO E MANIA

Tratto da:
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/09/20/brunetta-la-sinistra-muoia-ammazzata.html


Poliziotti in piazza contro tagli e ronde
Repubblica — 29 ottobre 2009 pagina 4 sezione: ECONOMIA

ROMA - C' erano anche le "fiamme gialle", ieri, sfidando il divieto per i militari di protestare in piazza, al corteo dei 40 mila poliziotti - compresi quelli di destra Sap, Ugl e Coisp - che hanno sfilato per il centro storico di Roma contro la politica della sicurezza del governo: i tagli alla polizia e l' istituzione delle "ronde". Sono state le donne poliziotto a ironizzare sugli scandali sessuali del premier, con il cartello rivolto al Cavaliere "se Tremonti convincerai, il mio papi diventerai". Ma i più arrabbiati erano gli agenti dell' Antimafia di Palermo, quelli che catturarono Riina e Provenzano. I colleghi degli uomini morti a Capaci e in via D' Amelio, sotto il ministero della Pubblica Amministrazione, hanno inscenato una protesta contro Renato Brunetta che, qualche mese fa, definì i poliziotti "panzoni". Fischi e insulti, compresi ingiuriosi riferimenti alla statura del ministro, si sono sprecati. «Buffone - gridavano a Brunetta gli investigatori- noi difendiamo anche la tua sicurezza. E tu ci prendi in giro». Immediata la replica del ministro. «Il comparto sicurezza - ha dichiarato il suo portavoce- rappresenta per il governo una peculiarità specifica tanto che è difficile riscontrare negli anni precedenti un bilancio più favorevole. Non cediamo a ricatti, a manifestazioni di piazza e a strumentalizzazioni politiche». «Questo governo - ha urlato Angelo Mortola, Siulp Palermo- ci ha tolto la dignità, dandoci 20 euro al mese di aumento, e un incremento di 13 centesimi al giorno come indennità di rischio. Noi che combattiamo la mafia, guadagniamo 1300 euro al mese. Mentrei meriti se li prendonoi politici». Pesante l' ironia delle forze dell' ordine anche sul ddl che propone la riduzione delle intercettazioni. Ma quella di ieri è stata la sfilata degli slogan anti-Brunetta, anti-Berlusconi, e anti-Maroni. E soprattutto anti-ronde. Un pupazzone di cartapesta di un Berlusconi truccato e sorridente recitava la scritta "papi come ci hai cucinato bene". «Quando governavano gli altri - ha tuonato dal palco di piazza Navona il segretario del Siulp, Felice Romano - gli uomini che oggi siedono a Palazzo Chigi ci chiamavano "i nostri ragazzi". La verità è che hanno preso i nostri voti, ma per noi non hanno fatto nulla». Nel giorno della protesta della polizia, il governo, per voce del senatore Gasparri e del deputato Cicchitto, ha annunciato l' impegno di stanziare cento milioni. Ma la replica dei politici dell' opposizione presenti a piazza Navona non s' è fatta attendere. «Risposta patetica», ha tagliato corto la senatrice pd Anna Finochiaro. «La sicurezza - ha aggiunto il neo segretario Pierluigi Bersani - non si fa con le ronde, servono invece fondie risorse che, però, non devono venire dai condoni perché non si fa legalità con l' illegalità». «Se le forze di polizia sono costrette a scendere in piazza - ha commentato il leader dell' Idv Antonio Di Pietro - significa che siamo allo sfascio». - (a.cus.)

Tratto da:
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/10/29/poliziotti-in-piazza-contro-tagli-ronde.html




Registi e scrittori, rivolta contro Brunetta
Repubblica — 14 settembre 2009 pagina 4 sezione: CULTURA
ROMA - Il ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta alza il tiro nel suo attacco al mondo della cultura e del cinema in particolare. «Accostare lo spettacolo alla cultura è un grande imbroglio» ha detto ieri Brunetta. «Lo Stato ha il dovere di finanziare la cultura, dalle biblioteche ai restauri, ma lo spettacolo è un' altra cosa. Ma perché finanziamo il cinema? Forse che finanziamo il piano bar o la discoteca? E anche i giornali devono andare sulle loro gambe». Non ha risparmiato i maestri di ieri: «Molti di quelli che alzavano il braccetto - ha continuato - poi hanno chiuso il pugno. Per esempio Rossellini, prima si faceva dare i sogni dal regimee poi ha cambiato idea». La nuova uscita arriva a poche ore dall' intervento al seminario del Pdl a Gubbio, in cui il responsabile della Funzione pubblica ha parlato di «cineasti parassiti, gente che ha preso tanti soldi e ha incassato poco al botteghino. Gente che non ha mai lavorato per il bene del Paese, anzi non ha mai lavorato», ed ha quindi invitato il ministro della Cultura Bondi a chiudere «al più presto» i rubinetti del Fus. La reazione del mondo della cultura non si fa attendere. Il regista Michele Placido, che ha annunciato querela per il riferimento al suo nome nel discorso di Brunetta a Gubbio, ritiene che quello contro il cinema sia «un attacco contro uno degli ultimi spazi di libera espressione, considerando come sono ridotte la tv pubblica e quella privata. Un film, uno spettacolo teatrale» continua Placido, «sono sempre opere di denuncia, di critica nei confronti del potere, e che il potere sia di destra o di sinistra conta poco. Non ricordo film a favore dei governi di Prodi o di De Gasperi. "Il grande sogno", che ha ricevuto finanziamenti di un' azienda privata che si chiama Medusa e che Brunetta non ha visto, non è neanche un film di sinistra, riporta le mie emozioni su un periodo in cui ancora non si era prodotta la frattura tra destra e sinistra». La pensa allo stesso modo lo scrittore Giancarlo De Cataldo: «Come si può considerarlo un film di sinistra? Forse dà fastidio perché rappresenta un periodo in cui i giovani volevano cambiare il mondo, meglio che stiano al loro posto, giovani bamboccioni. Era dal neorealismo, dai tempi di Andreotti, che non si metteva in discussione il cinema come forma d' arte. Brunetta si fa però portatore di un' idea di cultura molto diffusa a destra: è buona, cioè, quando ti diverte, cattiva invece quandoè problematica. C' è poi un astio nei confronti di chi non produce beni materiali: professori, magistrati, artisti, ignorando che anche l' industria culturale produce reddito». Gigi Proietti ironizza: «Io che sono il meno finanziato di tutti dico che chiudere il rubinetto del Fus non è giusto. Al contrario, ne andrebbero aperti altri di rubinetti, attraverso una legge che razionalizzi la spesa. Il ministro dovrebbe evitare il rischio di dirigismo e comprendere che fare spettacolo oggi ha costi che difficilmente vengono coperti dai risultati di botteghino». La regista Francesca Comencini vede nelle parole di Brunetta «un calcolo politico, per alzare il livello dello scontro. A Venezia abbiamo presentato un documento per una legge di sistema sul modello francese, che sganci il cinema dalla politica, perchéi soldi che il cinema genera tornino al cinema. Ma se anche Bondi si appiattisce sulle posizioni di Brunetta, con chi ne dovremmo parlare?». - CARLO MORETTI

Tratto da:
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/09/14/registi-scrittori-rivolta-contro-brunetta.html


Il ministro della Funzione pubblica: "Diamo 500 euro ai figli che escono di casa"
Poi la secca nota da Palazzo Chigi: "Idea del tutto personale e mai concordata
"Meno soldi alle pensioni di anzianità"
Brunetta lancia "bonus anti-bamboccioni"

Cgil: "Boutade irresponsabile e provocatoria. No a contrapposizioni generazionali". Uil: "Toglie ai poveri per dare ai poveri"
Pd: "Proposta che suona come una battuta o una sparata". L'Idv: "Il ministro vincerà il Nobel delle sciocchezze"
ROMA - Agire sulle pensioni di anzianità per reperire risorse. Tali da dare 500 euro al mese ai giovani per aiutarli ad uscire di casa. E' la nuova idea di Renato Brunetta, che solo pochi giorni fa aveva proposto una legge che obbligasse i ragazzi a uscire di casa a 18 anni. Il ministro della Funzione Pubblica ha lanciato la sua proposta durante la puntata odierna di "Domenica In - L'Arena", su RaiUno. Ma in serata palazzo Chigi ha precisato che quella del ministro Brunetta è un'idea del tutto personale, una posizione mai concordata all'interno del governo.

"La verità", ha detto Brunetta, "è che la coperta è piccola e quindi non ci sono risorse per tutti. Secondo me si deve agire sulle pensioni di anzianità, quelle che partono dai 55 anni di età. Facendo in questo modo si potrebbero trovare risorse che consentirebbero di dare ai giovani non 200 ma 500 euro al mese. Solo che una proposta del genere scatenerebbe le proteste dei sindacati, che sono quelli che difendono i genitori. Meno ai genitori e più ai figli". Ma, secondo il ministro, "l'Italia è piena di giovani perbene, che rischiano e che vogliono la libertà. La colpa, se hanno la libertà tarpata, è nostra, dei loro genitori".

Le reazioni. E la replica dei sindacati non si è fatta attendere. "Il ministro Brunetta, sempre in cerca di visibilità, ha esternato un'altra delle sue boutade, in un modo anche un po' irresponsabile e provocatorio". E' il commento di Carla Cantone, segretario generale dei pensionati della Cgil, secondo la quale "non serve a nessuno in questo Paese alimentare contrapposizioni di tipo generazionale". Per il segretario confederale della Uil con delega alla previdenza, Domenico Proietti, è "una proposta che toglie ai poveri per dare ai poveri". Secondo il sindacalista "in Italia abbiamo il problema di rivalutare le pensioni, che hanno perso potere acquisto. Il problema dei giovani deve essere affrontato nell'ambito di una politica di sviluppo che può essere utilmente avviata attraverso la riforma fiscale, annunciata dal governo, che deve essere messa in campo già nei prossimi mesi".
Risposte negative anche da parte dell'opposizione. "Brunetta, nella sua voglia di comparire e di far tutto lui, ha affrontato un argomento drammaticamente serio come quello dei giovani che non hanno la possibilità di lasciare la casa dei genitori, con una proposta che suona come una battuta o una vera e propria sparata", dice Filippo Penati del Pd. "Il ministro Brunetta continua a spararle sempre più" grosse. Vincerà il Nobel delle sciocchezze. In quest'arte è il più bravo di tutti, nonostante l'agguerrita concorrenza degli altri ministri", aggiunge il capogruppo Idv alla Camera, Massimo Donadi. "Brunetta dovrebbe fare proposte più serie perché lui che, con due cariche di ministro e deputato, non sa che con 500 euro al mese non si vive e non si può andare via di casa dai genitori se non c'è lavoro!", afferma il verde Angelo Bonelli. E Paolo Ferrero, portavoce della Federazione della Sinistra, bolla la proposta di Brunetta come "delinquenziale", perché "punta semplicemente e consapevolmente a scatenare una guerra tra i poveri dentro un folle conflitto tra generazioni".

(24 gennaio 2010)
Tratto da:
http://www.repubblica.it/economia/2010/01/24/news/meno_soldi_alle_pensioni_di_anzianit_brunetta_lancia_bonus_anti-bamboccioni-2060338/index.html?ref=search


Questi personaggi, vogliono essere, uno il Presidente della Regione Veneto e l’altro il sindaco di Venezia.
Io ho il forte sospetto che il passaggio da ministro a Presidente della Regione Veneto e sindaco di Venezia preluda a soldi, mazzette e distruzione della società civile. Preluda, in sostanza, a trasferire la struttura cupolare emergenziale mafiosa manifestata dal governo di Silvio Berlusconi alla Regione Veneto.
Io potrei anche sbagliarmi, ma l’odio contro la Costituzione che più volte Zaia ha manifestato, sia contro le religioni diverse da quella cattolica, sia pretendendo di usare il crocefisso contro la Costituzione della Repubblica e l’odio di Renato Brunetta contro la società civile tanto da riempirla di insulti seguendo la tradizione di Craxi e De Michelis, non lascia presagire nulla di buono.
Ricordiamo che colleghi di partito di Brunetta e Zaia sono Cosentino e Di Girolamo e i suoi conti in Svizzera e le varie mafie. Se Brunetta e Zaia accettano compagni di partito come Cosentino e Di Girolamo, come si può pensare che essi stessi non siano come Cosentino e Di Girolamo? Forse perché i magistrati non li hanno ancora individuati?
Dovrebbero, come minimo, rispettare le leggi dello Stato e non seminare odio.

28 febbraio 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

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