La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

martedì 2 marzo 2010

Continuano i suicidi in Veneto: alcune considerazioni di ordine Costituzionali e sociali. Le responsabilità.


L'immagine dell'artista alla 53esima biennale di Venezia (credo che sia l'artista Lettone) rende bene la situazione psicologica che stanno vivendo i cittadini del Veneto. E' sufficiente sostituire alla neve gli escrementi per visualizzare l'atrocità di come molti cittadini del Veneto, che poi si suicidano, pensano alla loro situazione.

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Continua la moda dei suicidi.
Depressione, indotta dall’educazione cattolica, un mal riposto senso del dovere, una concezione innaturale e illegittima della famiglia, uno sbandamento della struttura economica che gli dava sicurezza. Come per l’imprenditore croato a Camposampiero, come per un altro imprenditore a Padova.
Aveva 46 anni e ha abbandonato le tre figlie.
Da un punto di vista morale aveva il diritto di fare una rapina in banca (pagando le eventuali pene quando arrestato); dal punto di vista morale aveva il diritto di ammazzare Berlusconi (salvo pagare per il delitto come prevede la legge). Perché, vi sembra incitazione al delitto?
No! Si tratta di un principio elementare della Costituzione della Repubblica.
L’articolo 2 della Costituzione che impone i doveri allo Stato recita:

“La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.”

A questo articolo, sia Silvio Berlusconi che il suo governo sono venuti meno, sia nei confronti di questo individuo sia nei confronti degli altri individui che si sono visti privati del senso stesso dello Stato:

“L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro.” Art. 1

Non sul suicidio imposto mediante la privazione del lavoro.
L’articolo 5° della Costituzione, comma 1 recita:

“Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservare Costituzione e leggi.”

Appare del tutto evidente che l’induzione al suicidio di questo individuo è avvenuto ad opera di Silvio Berlusconi e del suo governo che non ha osservato né le leggi né la Costituzione della Repubblica inducendolo ad un gesto disperato in quanto privato dei diritti di cui all’articolo 1 della Costituzione della Repubblica.
Riporto l’articolo:



Si toglie la vita a Pordenone: aveva perso il posto di lavoro
di Manuela Boschian




PORDENONE. Famiglia e lavoro rappresentavano i muri portanti della sua esistenza: crollata la seconda certezza, è crollato pure lui. E’ stata, infatti, la perdita del posto in fabbrica a portare alla morte, tragica e prematura, di un magazziniere pordenonese di 46 anni, padre di tre figlie. Dipendente del mobilificio Horm di Azzano Decimo, all’uomo (di cui omettiamo il nominativo per una scelta di sensibilità nei confronti della famiglia) da qualche giorno l’azienda aveva comunicato che il 22 aprile, data di scadenza del suo contratto, il posto di lavoro non sarebbe stato riconfermato.Niente più impiego, dunque, in un’età critica per trovarne subito un altro e, soprattutto, per riuscire a a crescere le sue tre figlie.Un colpo brutale, che gli ha sgretolato presente e futuro. Che gli ha tolto ogni forza per affrontare l’ennesima avversità, dandogli in cambio la più devastante delle disperazioni: la convinzione di non avere più chance.Il dramma umano affonda le sue radici nella crisi economica che, agli inizi dello scorso anno, si è abbattuto anche sull’azienda in cui l’uomo lavorava. All’epoca il mobilificio aveva avviato la procedura di concordato, cui è seguita la nascita di una nuova società, che ha ripreso l’attività, ma con un numero inferiore di occupati. Anche il quarantaseienne pordenonese era stato posto in cassa integrazione straordinaria con la procedura. Quindi, era stato riassunto con un contratto a termine, che sarebbe scaduto «il prossimo mese di aprile – spiega Simonetta Chiarotto, responsabile della Fillea Cgil per la zona del mobile – e non sarebbe stato rinnovato. Il magazziniere ne era stato messo al corrente. Era stato convocato in azienda una decina di giorni fa e gli era stata comunicata la decisione. Ne avevamo parlato, e sapeva anche che avevo chiesto un incontro alla direzione per vedere se fosse possibile evitare i licenziamenti annunciati. Anche perchè - riferisce ancora Simonetta Chiarotto - a detta di tutti era un bravissimo lavoratore, esperto, affidabile, di assoluta fiducia». L’incontro della sindacalista con la direzione della società deve ancora avvenire.
La scoperta del tragico gesto risale alla mattinata di ieri, quando i familiari, preoccupati dal fatto di non aver né visto né sentito il parente nel fine settimana, si sono decisi a suonare il campanello di casa. Quando scampanellate e richiami non hanno dato risultato, hanno provato a entrare. La porta faceva però resistenza. Per capirne il motivo è bastata un’occhiata. A bloccare l’ingresso c’era il corpo dell’uomo, riverso sul pavimento e ormai privo di vita. Il rinvenimento di un biglietto destinato ai familiari, da parte della polizia, è bastato a chiudere il cerchio. Oltre alle tre figlie, delle quali due ancora molto piccole, l’uomo lascia due sorelle, l’ex moglie e l’attuale compagna.

Tratto da:
http://messaggeroveneto.gelocal.it/dettaglio/si-toglie-la-vita-a-pordenone:-aveva-perso-il-posto-di-lavoro/1874576


Ne consegue che il venir meno dei doveri ad opera delle persone che occupano le cariche Istituzionali obbligano i cittadini ad obbedire all’articolo 52 comma 1 della Costituzione della repubblica e a difendere la Costituzione come dovere Sacro nei confronti di individui che, occupando le Istituzioni, agiscono per destabilizzare il paese inducendo, fra le altre cose, al suicidio coloro che, attraverso la tutela dell’articolo 1 della Costituzione, garantiscono la legittimità delle Istituzioni della Repubblica.

Conosco alcuni limiti che ha questo discorso, ma i limiti di questo discorso sono spesso dovuti al fatto che le Istituzioni si sottraggono dai loro doveri privando i cittadini dei più elementari diritti. In pratica, la maggior parte delle obbiezioni che si possono fare a questo discorso dipendono da un lato (puramente formale e opportunista) nel non voler aggravare la situazione sociale (meglio che qualche decina di migliaia di persone si suicidi, piuttosto che gli incapaci e gli incompetenti che occupano le Istituzioni siano chiamati a rispondere della loro incapacità e della loro incompetenza) dall’altro lato nel non voler mettere in discussione l’organizzazione nazista e mafiosa che si sta incancrenendo nelle Istituzioni per cui l’autorità, qualunque siano i delitti che commette, non può essere imputata.

Esiste una volontà, nelle scelte Istituzionali, che spingono i cittadini al suicidio. E queste scelte non possono essere censurate dai magistrati perché la magistratura, specialmente quella locale, è collusa con questi delitti in quanto trova impossibile perseguire l’induzione al suicidio dal momento che essa stessa trova normali i comportamenti che, di fatto, inducono al suicidio.
Ci troviamo a vivere in una situazione paradossale in cui le Istituzioni praticano l’ideologia fascista, nazista e clericale (fate voi, sono sinonimi), mentre i diritti del cittadino sono quelli della Democrazia che impone doveri alle Istituzioni.
Il cittadino si sente attorniato da un muro di gomma dal quale non riceve risposte.
Quando il cittadino si rivolge alla Polizia di Stato (che non siano omicidi) viene preso per i fondelli (quando qualcuno segnalò che c’era un farneticante, che poi tirò la statuetta a Silvio Berlusconi, ai poliziotti presenti e in servizio, questi lo derisero dicendogli di chiamare il 113) ; quando il cittadino si rivolge ai Carabinieri, viene preso per i fondelli; quando il cittadino si rivolge ai magistrati, viene preso per i fondelli. Anziché fare il loro dovere, Carabinieri, Poliziotti, Magistrati, fanno il tifo come se la richiesta di giustizia non fosse un dato oggettivo, ma una partita di calcio dove una delle parti tenta di “metterlo in culo” all’altra parte. Così, spesso, anziché agire per giustizia, agiscono favorendo l’idea, l’ipotesi, la parte, la squadra, per la quale tifano.
Il cittadino si trova davanti ad un muro di gomma in cui i problemi diventano insormontabili, il senso di giustizia frustrato, l’educazione cattolica lo ha convinto che lui è una merda, se parla di diritto Costituzionale viene deriso. Che alternativa ha?
O ammazzarsi o ammazzare qualcuno.
Se le Istituzioni non inizieranno a rispettare le leggi, prima o poi qualcuno cesserà di ammazzarsi e inizierà a cercare qualcuno da ammazzare e la responsabilità di questo sarà della Polizia di Stato, dei Carabinieri, dei Magistrati, dei Sindaci, di Silvio Berlusconi e delle sue televisioni.


02 marzo 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

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