La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

lunedì 1 marzo 2010

Gli immigrati hanno fatto proprie le tradizioni del Veneto: imprenditore extracomunitario fallito si suicida. Abbandona moglie e figli.


In Veneto questo tipo di scelte di vita sono diventate di moda, ma certamente non ci saranno i tromboni a suonare per questo imprenditore.
Chi pensa ai Veneti in base ad un sangue (quale poi visto che dal Veneto ci sono passati tutti) non si rende conto che a distruggere le persone è proprio la società veneta, per come è pensata ed organizzata: stritola le persone oneste ed esalta labri e farabutti.
Si è impiccato in cantina e, tutto sommato, non frega nulla a nessuno. Questo è il Veneto. Ai veneti cattolici interessano i soldi o la “figa”. E quando si sono presi l’uno e l’altro, il loro piacere consiste nel distruggere la persona.
Riporto la notizia:


Padova: ditta fallisce, artigiano si suicida
01 Marzo 2010


PADOVA - Un paio d'anni fa la sua azienda era fallita: la scorsa notte si e' impiccato a Camposampiero (Padova). Un artigiano 50enne di origine croata si e' tolto la vita nella cantina della propria abitazione, dove viveva assieme alla moglie ed a due figli.
Tratto da:
http://www.corriere.it/notizie-ultima-ora/Cronache/Padova-ditta-fallisce-artigiano-suicida/01-03-2010/1-A_000086626.shtml


Avanti con i suicidi.
C’è posto. E’ una tradizione del Veneto che verrà fatta propria anche dagli immigrati.
In fondo, è così che si costruisce l’integrazione.
Oggi c’è stata una manifestazione per i diritti degli extracomunitari e anche loro hanno avuto il loro martire che si è suicidato.

L’impresa individuale di cui era titolare era fallita e lui non è riuscito a far fronte ai pagamenti: si parla di un «buco» di circa centomila euro, che alla fine lo ha inghiottito. Aveva una famiglia e dei figli, in qualche modo cercava di arrangiarsi adattandosi a eseguire lavoretti pur di tirare avanti. Ma domenica pomeriggio Oriano Vidos, 50 anni, non ha retto più all’angoscia e alla preoccupazione: si è chiuso nella baracca dietro casa e si è impiccato. Lo ha trovato la moglie, la sera tornando dal lavoro. Una scoperta sconvolgente, che ha gettato la famiglia e gli amici nella disperazione. «Era una persona che si è sempre presa cura dei suoi cari e che non ha mai fatto loro mancare nulla. Il tipico imprenditore e genitore modello» dice sconvolto un amico di famiglia.
L’uomo, nato a Umago in Croazia il 14 maggio 1959, arrivato con la famiglia a Camposampiero il 17 ottobre 1996 e residente in via Borgo Padova 26/3, era titolare di una ditta individuale attiva nell’edilizia fallita nel 2008. Il fallimento non aveva però chiuso i rapporti con i creditori, e anche i tentativi di restare comunque a galla, avendo una famiglia da mantenere, non avevano fatto diminuire la mole di debiti accumulati. «Aveva chiuso l’azienda da alcuni mesi - aggiunge l’amico di famiglia - Ma continuava a lavorare, non si tirava indietro, accettava qualsiasi cosa per non far mancare niente alla sua famiglia. Era un grande lavoratore, ci stiamo chiedendo perché abbia voluto morire».
(02 marzo 2010)
modificata

Tratto da:
http://mattinopadova.gelocal.it/dettaglio/camposampiero-strangolato-dai-debiti-si-uccide/1874798

Più integrati di così.
Anche di lui diciamo che ora la moglie e i figli si arrangeranno. Lui ha risolto i suoi problemi. Ha messo fine al suo dolore alimentando quello dei suoi familiari.
Questa, comunque, è la grande tradizione dei veneti.

01 marzo 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

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