La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

lunedì 22 marzo 2010

Il crocifisso e l'ideologia mafiosa nelle scelte dei candidati politici in Veneto: Istituzioni e Mafia.



Nelle foto: alcuni candidati politici in Veneto.


A che cosa serve usare il crocifisso in campagna elettorale?
Serve per porre ulteriori basi per la mafia. Mafia e crocifisso sono sinonimi. Il cristianesimo è un’ideologia elementare imposta mediante l’educazione cristiana con cui si disarmano le persone davanti alla vita. I comportamenti mafiosi sono comportamenti elementari: come quelli di Gesù!
O fai quello che voglio io o io ti ammazzo!
Come i cristiani, con la violenza illegale delle Istituzioni, non portano i bambini a conoscere le leggi e le regole sociali lasciandoli vuoti e disarmati davanti alla società, così i mafiosi, una volta che non conoscono le leggi e le norme sociali, elaborano codici d’onore personali come quel delirio nei confronti del crocifisso proprio di Zaia.
Come questa nuova mafia aveva nel “lavoratore cristiano” la base politica in cui agire, così Zaia ha nel crocifisso la sua ideologia di morte e distruzione che vuole imporre al Veneto.
Le intenzioni programmatiche sono quelle espresse mediante le affermazioni ideologiche: Zaia ha giurato a Berlusconi nella sua veste di capomafia a Roma!
In quale altra veste gli aspiranti governatori del centrodestra hanno giurato a Roma?
Sono troppi i segnali che giungono, dallo stalliere a varie frequentazioni, da Cosentino all’ideologia del “capo azienda” proposta da Berlusconi (a quel lodo Alfano che lo metteva al di sopra delle leggi) per non maturare la convinzione che Berlusconi altro non sia che un capomafia. La stessa richiesta di giuramento dei candidati governatori sa più da bacio a “mammazantissima” che non da comportamento democratico.
Hanno giurato contro la Costituzione, prendendo esempio da quel pazzo in croce che, incapace di osservare le leggi e le norme sociali, minaccia di ammazzare l’umanità se non fanno quello che lui vuole.
Ed è il concetto fondamentale della mafia che ha nel cristianesimo e nel cattolicesimo il suo fondamento ideale e le sue ragioni di dominio.
Anche la pratica della pedofilia cattolica attinge dalla medesima ideologia. Quell’ideologia che trasforma le persone in niente e i bambini in oggetti di possesso e oggetti in uso ed abuso a maggior gloria di dio e del Gesù. Pratica di pedofilia che vede in Zaia uno dei protettori della chiesa cattolica mediante l’uso del crocifisso. Cosa del resto fatta in maniera plateale dal suo compagno di partito, condannato per razzismo (quello che multava i bambini perché mangiavano un panino), Tosi, sindaco di Verona, che ha buttato nel cesso l’immagine del Presidente della Repubblica per sostituirla con il crocifisso e con l’immagine del pedofilo Ratzinger.
Va da se che con l’arrivo di Luca Zaia in regione Veneto aumenterà la conflittualità mafiosa proprio perché l’ideologia di Zaia ne spalancherà le porte come la Lega ha spalancato le porte agli extracomunitari che delinquono perseguendo i diritti elementari degli extraparlamentari che lavoravano onestamente (quelli erano i fessi da derubare). La distruzione del tessuto sociale ed imprenditoriale del Veneto non solo trasformerà la regione Veneto in una piazza di spaccio di droga ancor più ambita, ma vedrà un’accanirsi del controllo mafioso del territorio.
Riporto l’articolo sull’uso dei cattolici per il controllo mafioso del territorio:

"E' il nuovo capomafia di Palermo"Arrestato un insospettabile architetto
Giuseppe Liga, ex segretario nazionale del movimento cristiano lavoratori, è stato arrestato dai finanzieri perché ritenuto l'erede di Salvatore Lo Piccolo. Lo accusano quattro pentiti e le intercettazioni. È stato fotografato mentre entra nel palazzo della presidenza della Regione siciliana in campagna elettorale
di SALVO PALAZZOLO

C'è una svolta inaspettata nelle storie di mafia. Un insospettabile architetto, molto stimato dalle gerarchie ecclesiali, avrebbe preso il posto di Salvatore Lo Piccolo, l'ultimo grande padrino latitante finito in manette nel novembre 2007. La Procura di Palermo ritiene di averne trovato le prove. Giuseppe Liga, 59 anni, reggente regionale del Movimento cristiano lavoratori, è stato arrestato all'alba dai finanzieri del nucleo speciale di polizia valutaria del capoluogo siciliano. Gli vengono contestate le accuse di associazione mafiosa ed estorsione: Liga avrebbe continuato a gestire il tesoro di Lo Piccolo, il boss di Tommaso Natale che fra il 2006 e il 2007 aveva esteso il suo potere su tutta la città stringendo i commercianti e gli imprenditori nella morsa del racket.Assieme all'architetto i finanzieri hanno arrestato anche Giovanni Angelo Mannino, 57 anni, il cognato di Salvatore Inzerillo, uno dei padrini della vecchia guardia che fu ucciso nel 1981, all'inizio della guerra di mafia. L'arresto di Mannino conferma quanto ormai da mesi sta drammaticamente emergendo dalle indagini: dopo gli arresti e i processi che sembrano aver fiaccato i corleonesi di Riina e Provenzano, ai vertici di Cosa nostra sono tornati i "palermitani", i mafiosi della vecchia guardia che negli ultimi vent'anni sono apparentemente rimasti ai margini dell'organizzazione, ma in realtà hanno curato lucrosi affari con gli Stati Uniti. Anche Mannino era comunque, a modo suo, un insospettabile: dopo l'assoluzione nel processo "Iron Tower" dall'accusa di traffico internazionale di droga (nel 1992), era diventato lo stimato gestore del ristorante "Lo Sparviero" di via Sperlinga. Gli ultimi pentiti lo definiscono adesso "uomo d'onore della famiglia di Torretta".Ma nella nuova Cosa nostra non si chiamano più "uomini d'onore". Piuttosto, "angeli" . L'architetto Liga è stato intercettato mentre dice a Mannino: "Penso a quel discorso che ti ho detto di trovare personaggi per fare, hai capito... angeli". Il professionista e l'imprenditore stavano riorganizzando le fila di Cosa nostra.Nel blitz di questa notte sono finite in manette altre due persone su ordine del gip Silvana Saguto: Agostino Carollo, 45 anni, e Amedeo Sorvillo, 57, due imprenditori palermitani che avrebbero fatto da prestanome a Liga nella società "Eu. te. co", Euro tecnica delle costruzioni. Le indagini, condotte dai sostituti procuratori Francesco Del Bene, Gaetano Paci, Annamaria Picozzi e Marcello Viola nonché dall'aggiunto Antonio Ingroia, erano partite quasi per caso, dopo alcune intercettazioni. Le voci che arrivavano dai segreti di Cosa nostra citavano un misterioso "architetto". Poi, altri spunti sono arrivati dai pizzini ritrovati al momento dell'arresto di Lo Piccolo: si faceva ancora riferimento all'architetto e ad alcuni passaggi di denaro con i vertici della cosca di Tommaso Natale. Il mistero dell'architetto l'hanno svelato quattro pentiti: Isidoro Cracolici, Francesco Franzese, Gaspare Pulizzi e Marcello Trapani. I primi tre, uomini della cosca Lo Piccolo. L'ultimo, è il suo ex avvocato, che da mesi sta collaborando con la giustizia dopo essere finito in manette.Giuseppe Liga è stato pedinato a lungo, i suoi incontri riservati con i fedelissimi di Lo Piccolo sono stati anche intercettati. Intanto, l'architetto proseguiva la sua vita da insospettabile professionista e soprattutto da cattolico impegnato. Il 2 giugno 2009, durante la campagna elettorale per le Europee, al suo telefono arrivò una telefonata dalla segreteria del presidente della Regione Raffaele Lombardo. Erano le 11,25. Alle 14,50, l'architetto fu fotografato dai finanzieri mentre entrava a palazzo d'Orleans, sede della presidenza della Regione, in piazza Indipendenza. Si trattenne fino alle 15,25.Scrivono i magistrati della Direzione distrettuale antimafia: "Le indagini hanno accertato che nel periodo in cui l'indagato aveva acquisito il ruolo di reggente del mandamento di Tommaso Natale-San Lorenzo, Liga non ha trascurato il suo impegno politico pubblico con il Movimento cristiano dei lavoratori, dimostrando così la capacità di infiltrazione dell'organizzazione mafiosa nelle istituzioni".Il 3 giugno, Liga fu intercettato mentre parlava dell'incontro col presidente della Regione a Marco Belluardo, assessore comunale di Catania e consigliere nazionale dell'Mcl: "Si, i fac-simili li avevo e... lui mi ha dato il resto....", così diceva. Il 19 giugno, Liga fu intercettato al telefono mentre parlava con Carlo Costalli, rappresentante legale dell'Mcl. Disse: "Anche perché io ho avuto dei contatto con Raffaele... durante la campagna elettorale... ci sono alcune cose in movimento... vorrei parlartene riservatamente... ". I misteri dell'architetto sono ancora tanti. Questa notte i finanzieri hanno perquisito anche la sede del Movimento cristiano lavoratori, in via Cerda, a Palermo. Numerosi documenti e alcuni computer dell'architetto Liga sono stati sequestrati.
(22 marzo 2010)
Tratto da:
http://palermo.repubblica.it/cronaca/2010/03/22/news/e_il_nuovo_capomafia_di_palermo_arrestato_un_insospettabile_architetto-2814047/



Soltanto un forte contrasto dell’ideologia cattolica in funzione di una società legata ai principi Costituzionali ci permette di alimentare quella tensione ideologica capace di fissare nel territorio il controllo dello Stato all’interno dei principi Costituzionali.
E’ vero che le Istituzioni in Veneto, in particolare la magistratura, è organizzata per salvaguardare i propri interessi e contro le Istituzioni democratiche. Difficilmente qui in Veneto troverete politici inquisiti. Non perché non rubino, ma perché sono favoriti dalla magistratura e dai suoi “orientamenti”. Nordio non va a caso a cena con Previti indagato. Esprime una precisa linea Istituzionale che porta ad un uso delle risorse in modo tale che non si possano fare i processi in funzione della società civile, ma solo quei processi che sono, invece, repressivi nei confronti delle classi sociali più deboli.
Anni di risorse impegnate contro “unabomber” e l’unico ad essere inquisito e condannato è un poliziotto che manometteva le prove. E questo la dice lunga sugli orientamenti investigativi, morali ed etici, dei magistrati di Venezia (non dimentichiamo le indagini pretestuose di Nordio per favorire la sua parte politica).
E’ un orientamento criminale che ha visto i magistrati dimettersi dal loro ruolo Istituzionale per trasformarsi in delinquenti. Schinaia e Rita Ugolini saranno comprensivi con i picchiatori e i violenti, purché siano dalla loro parte politica e sociale. Si tratta di magistrati neri, o cattolici, che attentano alla Costituzione per imporre un loro personale punto di vista legato all’odio clericale e fascista finalizzato all’aggressione della società democratica. Più o meno come quel Toro dimissionato a Roma.
Con magistrati complici, con un Presidente della Regione legato all’ideologia di morte del crocifisso, con un’assenza di cultura nella regione che impedisce agli individui di conoscere le conseguenze delle loro scelte e delle loro azioni, aspettiamoci un ulteriore degrado della Regione Veneto.

22 marzo 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

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