La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

mercoledì 3 marzo 2010

Inganni, truffe, crisi economica e riflessioni sulla società e sulla giustizia al Supermercato di Alì di Marghera

Sono stato al supermercato di Ali a Marghera a prendere dell’insalata. Mi scappa l’occhio su un cartello di circa un metro per un metro, scritto a mano, in cui capeggiava la scritta in grande (azzurro per le parole, rosso per la cifra, grande e centrale) in cui stava scritto “Mela a sacco” (in alto e in grande) Euro 1,20 (enorme in centro del cartello). Dal momento che quelle mele sono le mie preferite, ne prendo un sacchetto. Quei sacchetti preconfezionati sono di 2 Kg, ritenevo di aver acquistato bene. Poi, con l’insalata mi avvio alla cassa e, con mia grande sorpresa, il prezzo del sacchetto sale a Euro 2,40. Rimango perplesso per un attimo (anche perché avevo preparato il contante in monete e questa novità mi costringe a estrarre nuovamente il portamonete), chiedo conferma del prezzo alla cassiera e pago. Però non esco dal supermercato e, dal momento che il cassone con le mele è vicino al bancone dell’informazione, vado a controllare il cartello. In effetti, con mio stupore, semicoperto da un paletto di un supporto vicino, effettivamente, in basso a destra nell’angolino del cartello di un metro per un metro, circa su uno spazio di quattro centimetri per tre, c’era scritto in blu “al chilo” (non ricordo se era scritto al chilo o al kg, comunque c’era).
In pratica, la mia attenzione era stata afferrata dal cartello e non dalla specifica che era seminascosta.
Ero stato TRUFFATO. Non tanto per l’euro e 20 centesimi, ma era stata carpita la mia buona fede attraverso la mia attenzione. Un po’ come le scritte vessatorie in piccolo usate da alcune assicurazioni che servono per ingannare l’assicurato mettendo paletti con cui evitare di risarcire i danni assicurati.


Questo episodio mi ha fatto tornare alla mente un altro episodio a cui avevo assistito alcuni anni fa sempre al supermercato di Ali a Marghera. Allora il supermercato non era stato ancora ampliato come oggi, era un po’ più piccolo. Guardando le casse, come oggi sono predisposte, a destra c’è l’ufficio informazione oggi, mentre allora, sulla parte opposta, a sinistra, sempre all’altezza delle casse, c’era una specie di box, a prima vista direi un magazzino. Quella sera, ricordo, ero uscito per prendere una cosa e stavo in fila alla cassa vicino a quel box. Da quel box uscì una persona che ordinò alla cassiera, che mi stava battere la merce, di fargli uno scontrino di un certo imposto. Lei lo fece e quando chi ha ordinato lo scontrino se né andato, la cassiera a fianco dov’ero in coda disse alla collega: “L’hanno beccata!”, lei chiese: “E perché lo scontrino?”; l’altra disse. “Gli fanno pagare tre volte quanto gli hanno trovato!”. Io sono convinto che si configuri il reato di sequestro di persona a scopo di estorsione. Avevano scoperto una teccheggiatrice, l’avevano sequestrata, perquisita e ricattata costringendola a pagare tre volte l’importo di quello che gli hanno trovato. Ricordo la donna che ordinò di fare lo scontrino perché l’ho già vista fra le guardie private aggirarsi fra Mestre e Marghera nel corso degli anni. Dunque, posso presumere che la polizia di Stato conosca questa pratica, ma che non sia mai intervenuta per una sorta di mutuo patto: risolvere le cose senza denuncia. A Marghera la gente diventa sempre più povera, sempre più vecchia e sempre più disperata. Ve la immaginate la vecchietta, la signora, la zingara, il barbone o chi altri, che va dalla polizia di Stato a denunciare un “sequestro di persona con estorsione” avendo tentato di taccheggiare della merce? Come minimo i poliziotti lo deridono: “Sei un ladro, che cazzo vuoi!”. Quante volte ho assistito ad atteggiamenti del genere che negano alle persone i diritto fondamentali in nome del disprezzo espresso dal crocifisso che i poliziotti tengono appeso, come se il crocifisso legittimasse il loro disprezzo per la Carta Costituzionale.
In quest’ottica sociale ha buon gioco l’uso dell’attenzione scrivendo una cifra a caratteri cubitali (oltre tutto scritte a mano, quasi confidenziali, richiamando negli anziani le scritte dei negozi di quand’erano giovani) e la precisazione in caratteri piccoli e seminascosti. Il povero, il pensionato, il disperato, può illudersi e, poi, alla cassa si vergogna a protestare. Chi vuoi che ci faccia caso per un euro in più o in meno.

Sempre questa mattina, e sembra che le cose si sommino e si precisino come se il mondo cercasse di chiamare l’attenzione delle persone (come se non ne fossi consapevole) c’erano i vigili urbani di Marghera che controllavano, fotografavano, il negozio di frutta e verdura sottocasa.
Il mio sospetto è che, al di là dei trucchi burocratici usati dai vigili urbani per sanzionare (se volete vi faccio un elenco di volte che il vigile urbano si è girato dall’altra parte per non sanzionare qualcuno, come un dio onnipotente che può sanzionare la violazione di una norma e di non sanzionarne un’altra!) si sia posta l’attenzione su quel negozio perché i prezzi della frutta e verdura sono più bassi che non al supermercato Alì. Magari gli faranno la multa perché con le cassette occupava suolo pubblico, ma il reale scopo, e nessuno me lo toglie dalla testa, è perché ha prezzi bassi e consente a qualche pensionato attorno di sopravvivere. Forse io “penso male”, ma io non credo nella “buona fede” dei vigili urbani. Troppe volte ho visto le leggi e le norme usate soggettivamente per violentare la società civile e soddisfare il delirio di onnipotenza di qualche individuo nelle Istituzioni a discapito e in odio della Costituzione della Repubblica (qualche volta ho trovato dei vigili urbani disponibili, ma solo in quanto persone gentili e disponibili, non in quanto vigili urbani che hanno il dovere di essere al servizio dei cittadini).

Cavolo, che sproloquio!
In fondo, con quell’inganno (che se leggevi meglio nemmeno lo avevi) hai perso solo un euro e venti centesimi.

No, non è così. L’euro e venti fa scattare una forma di attenzione, ma in realtà in gioco sono i meccanismi fondamentali della società civile: subisci violenza e devi mangiartela! La violenza dei licenziamenti, la violenza dell’inquinamento, la violenza dello sfruttamento, la violenza dello stupro dei bambini, la violenza dello spaccio di eroina, la violenza della disperazione del bullismo, la violenza delle malattie mentali depressive, la violenza dell’odio del crocifisso, la violenza del mancato rispetto dei doveri in sé che mettono in atto le Istituzioni, ecc. ecc.

In quell’euro e venti è racchiuso un mondo di violenza, prevaricazione e devastazione. E’ racchiuso il segreto della crisi economica, del successo della mafia e dello stupro nei confronti dei bambini: i miserabili non devono mai lamentarsi per le violenze che subiscono. E’ la teoria di Mastelloni, Ugolini Rita, Nordio, Ennio Fortuna, Ferrari, Pisani, Pietro Calogero. Sono quelle teorie di odio nei confronti della società civile che stanno portando alla distruzione della Costituzione della Repubblica.

Non è solo un euro e venti centesimi: è un’aggressione all’intera società!
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P.S. Mi sorge un dubbio: Ci si è mai chiesti che cosa succede alle persone fermate nei supermercati per taccheggio? Ricattate, minacciate, violentate, dalla sicurezza, o solo denunciate? Quali sono gli accordi che la sicurezza dei supermercati ha con la Polizia di Stato? E tali accordi, se ci sono, possono configurarsi come dei reati di mafia?
Ricordo che le telecamere sono nelle strade, non nei posti di polizia, privata o pubblica, in cui i cittadini potrebbero essere torturati (e dove ciò è avvenuto). In ogni caso, per questioni di sicurezza preventiva, gli organi preposti farebbero bene ad accertare anche se, tutto sommato, conosco abbastanza lo squallore morale e la vigliaccheria nel disprezzo delle leggi dei magistrati di Venezia perché possano intervenire per la sicurezza dei cittadini.
03 marzo 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

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