La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

mercoledì 3 marzo 2010

La questione dell'inceneritore Sg31 e la Giunta Regionale del Veneto: o eletta dai cittadini o emanazione del dio onnipotente.

La questione dell’Sg31 è semplice.
La Regione si rifiuta di dire che cosa brucerà nell’Sg31 e a quali rischi va incontro la popolazione dopo l’avvio dell’impianto senza avere le caratteristiche per bruciare ciò che deve essere bruciato.
In sostanza, nell’Sg31 si possono trattare delle sostanze e non altre. Per trattare le altre sostanze servono filtri e temperature diverse. Se non ci sono filtri, temperature e sistemi di trattamento specifici, tutto si può trattare, ma il residuo viene disperso nell’acqua e nell’atmosfera.
La regione non vuole mettere al corrente la popolazione di che cosa farà né dei limiti che si pone nel farlo.
E’ lecito, pertanto, sospettare che la regione intenda disperdere tonnellate di diossina nell’atmosfera incenerendo materiale non adatto barattando qualche centinaia di morti a Marghera per tumore (oltre a quelli che ci sono) in cambio di qualche milione di euro.
I cittadini sospettano che i comportamenti della regione siano come i comportamenti di questi signori:
Cromo e tumori in tre a processo
Il Giornale di Vicenza 27/12/2009
Imputazione coatta per l’ex sindaco Rocco Battistella e gli ex titolari della Tricom-Pm Galvanica
Svolta nell’inchiesta sulla Tricom-Pm Galvanica di Tezze. Per tre dei quattro indagati, accusati di omicidio colposo plurimo, lesioni gravi e l’inosservanza delle norme per la sicurezza sul lavoro, è stata disposta dal gip Barbara Maria Trenti l’imputazione coatta. Il provvedimento è stato emesso nei giorni scorsi e adesso il pubblico ministero Giovanni Parolin dovrà stilare il capo d’imputazione e chiedere il rinvio a giudizio. I tre sono Rocco Battistella, Paolo Zampierin e Adriano Sgarbossa. Esce di scena invece il quarto indagato, Angelo Zampierin, perchè i dati formali delle ditte galvaniche escludono che avesse mai avuto compiti decisionali nel reparto cromatura: per lui si profila l’archiviazione per non aver commesso il fatto. L’accurata analisi svolta dal giudice nelle ultime settimane, dopo l’ennesima istanza di archiviazione avanzata dalla procura, ha portato inoltre all’archiviazione di otto delle 14 parti offese, in alcuni casi perchè è intervenuta la prescrizione e in altri perchè non è emersa alcuna relazione tra le patologie che hanno colpito gli ex lavoratori e l’esposizione al cromo esavalente.Il giudice, con l’ordinanza che dispone l’imputazione coatta, rileva come la complessa indagine effettuata dalla sezione di polizia giudiziaria del corpo forestale dello Stato, guidata dall’ispettore superiore Alberto Spoladori, abbia portato a rilevare «all’interno del ciclo di lavorazioni galvaniche della Tricom e della Pm la consapevole e ostinata omessa attivazione dei presidi previsti dalla legge ai fini della tutela dell’integrità fisica dei lavoratori». Una perizia, sempre citata dal gip, aveva tra l’altro evidenziato come «i datori di lavoro si fossero limitati ad accorgimenti di tutela insufficienti, e ciò nonostante fossero stati sanzionati dagli Enti di controllo specifici».A questo punto, Rocco Battistella, Paolo Zampierin e Adriano Sgarbossa dovranno difendersi in sede dibattimentale. A loro saranno contestate le vicissitudini di sei ex lavoratori del reparto cromatura, alcuni deceduti e altri affetti da patologie, e delle loro famiglie, che da anni chiedono giustizia. A sostenerli, il Comitato per la salute di Tezze, che si è battuto con sit-in e attività di sensibilizzazione per portare in giudizio gli indagati.Sul processo potrebbero pesare le decisioni del tribunale di Cittadella, che ha condannato Zampierin per il disastro ambientale legato allo sversamento di cromo nella falda, e la recente decisione del giudice civile, che ha assegnato un risarcimento di 800 mila euro alla famiglia Bonan per la perdita di Domenico, morto in seguito a un cancro legato all’esposizione a sostanze dannose.D.M.
Tratto da:
http://www.italiadeivalori-vicenza.it/home/node/1363


Solo che i danni e i morti li fai adesso, mentre l’imputazione, se mai avverrà, viste le frequentazioni che la magistratura di Venezia ha con gli organi Istituzionali che provocano il disastro (Cefis non fu mai arrestato), ci sarà quando cimiteri e ospedali saranno pieni.
Galan ha già dimostrato il suo disprezzo per i cittadini, non serve che sia io a ricordarlo, come non serve che sia io a ricordare che il Petrolchimico, comunque, dovrà essere chiuso visti i danni ambientali che ha fatto. Comunque dovrà essere bonificata, se mai sarà fatto, il territorio industriale di Marghera dalle tonnellate di diossina anche se sei preferisce aspettare qualche altro centinaio di altri morti.

Per cui, il problema non è solo quello di costruire l’inceneritore, il problema è che la Giunta Regionale non può sparare nella testa della gente approfittando della crisi per fare altri morti.
Il disastro ambientale sta avvenendo adesso!
Se quell’adesso non viene messo in conto, come stanno insistendo le organizzazioni dei verdi, domani ci sarà la conta dei morti. Come per le frane: se non si provvede prima di costruire, quando la montagna frana c’è solo la conta dei morti e dei disastri.
Si tratta di cambiare la mentalità delirante da cattolici della Giunta Regionale del Veneto e di assumere la mentalità preventiva che impone la Costituzione della Repubblica in merito alla salvaguardia dell’Ambiente. Se non costruisci le case antisismiche ti può andar bene, ma quando va male, conti i morti e sei il responsabile degli omicidi.
Purtroppo esiste, da parte del Consiglio Regionale, quel delirio di onnipotenza che li porta a disprezzare ogni relazione con la popolazione: cosa vuoi, noi che siamo unti del padrone ci abbassiamo a parlare con i cittadini? Come ti permetti di dire a noi che abbiamo il crocifisso che potrebbe esserci pericolo. Noi siamo creati da dio, chi ti credi di essere.

Sì al maxi-inceneritore di Marghera, smaltirà 100mila tonnellate di rifiuti tossici
La giunta regionale ha dato il via libera al riavvio del forno inceneritore SG31. Esplode la polemica. Gianfranco Bettin, consigliere regionale dei Verdi: "L’operazione non passerà. Bloccheremo i mezzi carichi di veleni"

VENEZIA Vigilia elettorale infuocata, all’insegna di un tema scottante come la gestione di grandi quantità di rifiuti pericolosi da incenerire o trattare in un’area già martoriata dal punto di vista ambientale e sanitario come Marghera. Con due delibere presentate dagli assessori Renzo Marangon e Giancarlo Conta, la Giunta regionale - riunita ieri per una delle ultime volte - ha dato il via libera all’acquisizione, da parte della concessionaria della Regione (Sifa), della piattaforma ambientale del Petrolchimico e al riavvio del forno inceneritore SG31 da 100 mila tonnellate che sarà interessato anche da un «revamping» per ottimizzare il controllo dal punto di vista delle emissioni inquinanti. Sarà gestita da una società privata (Simagest). L’assessore alla Tutela del Territorio, Renzo Marangon - che ha presentato la delibera relativa alla convenzione Sifa/Regione - parla di un «atto dovuto e previsto dalle già esistenti autorizzazioni, concesse dalle conferenze di servizio a cui hanno partecipato e deliberato anche Comune e Provincia di Venezia». «Non capisco le critiche che ci vengono fatte se non come una strumentalizzazione politica in periodo elettorale - dice Marangon - Abbiamo semplicemente permesso il pieno riutilizzo della piattaforma ambientale dell’SG31, che già esisteva ed operava con tanto di autorizzazione e gestione privata, per ottimizzare il ciclo dei rifiuti in laguna nell’ambito del Progetto integrato di Fusina». «E per chi si preoccupa che possano arrivare rifiuti pericolosi da fuori, abbiamo aggiunto nella delibera l’indicazione che nell’SG31 dovranno essere prioritariamente inceneriti fanghi biologici, con opportuni controlli per garantirne il rispetto». La delibera, infatti, dà il via libera all’adeguamento della convenzione tra la Regione e la sua concessionaria, Sifa - che gestisce il Pif (piano integrato di Fusina per la depurazione delle acque civili e industriali) - per l’acquisto della piattaforma ambientale SG31 del Petrolchimico di proprietà del consorzio privato Spm controllato da Eni. Gli ambientalisti parlano, invece, di una «scelta scellerata sulla pelle dei cittadini». Per l’ex assessore provinciale all’Ambiente, Ezio Da Villa, si tratta di una scelta «indecente e non discussa con la popolazione interessata, fatta dalla Giunta regionale di centrodestra che resuscita e potenzia il più grande inceneritore del Veneto già in perdita economica e che costa ben 15 milioni di euro, cedendolo in gestione ad una ditta privata che fa capo al Gruppo Mantovani per fare il loro business a scapito di un ambiente già compromesso e della popolazione già esposta ad alte quantità di emissioni nocive in atmosfera emesse da camini e fumaioli di Porto Marghera». Anche per Gianfranco Bettin, consigliere regionale dei Verdi, la decisione della Regione «presa con il sostegno diretto del candidato della Lega, Zaia, è un colpo violento all’ambiente e alla salute della popolazione e un colpo altrettanto duro all’evoluzione economica e industriale dell’intero polo di Marghera e di Venezia perché ne riporta indietro la storia di decenni».«Ma l’operazione non passerà ugualmente - avverte Bettin - Con il ricorso alla magistratura e con la disobbedienza civile bloccheremo sia le entrate all’inceneritore che gli automezzi che porteranno le decine di migliaia di tonnellate di rifiuti tossici da bruciare nell’aria e da riversare, in cenere, nei nostri polmoni e nell’ambiente».Protestano contro la delibera il fronte ambientalista (Vas, Assemblea Permanente di Marghera, Ecoistituto Veneto, Medicina Democratica, Associazione Bortolozzo, NoMose) e anche il Pd che per bocca di Alessandro Maggioni dice: «Gli amici di Brunetta vogliono ammazzare il futuro di Venezia». Andrea Ferrazzi, capogruppo Pd in Provincia, fa notare che il riavvio dell’SG31 era stato bocciato da Comune e Provincia in occasione della valutazione del progetto della Ste».
(03 marzo 2010)


Tratto da:
http://nuovavenezia.gelocal.it/dettaglio/si-al-maxi-inceneritore-di-marghera-smaltira-100mila-tonnellate-di-rifiuti-tossici/1875965di-marghera-smaltira-100mila-tonnellate-di-rifiuti-tossici/1875965

E domani?
E’ la superficialità di certi politici che non sanno nemmeno raccogliere le firme per presentare la lista, non sanno rispettare nessuna legge e urlano al complotto per nascondere la propria incapacità e nello stesso tempo sono terrorizzati da ogni tipo di confronto perché proprio non lo sanno fare.
Non hanno i termini tecnici e politici: hanno solo le relazioni con l’amico dell’amico che si sente un po’ più furbo dell’altro.
Ormai è la Confindustria della Mercegaglia che sta “gestendo” gli interessi nel Veneto e spesso gli amministratori chiedono a loro i consigli con tutte le conseguenze di saccheggio del territorio inevitabili.

03 marzo 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

Nessun commento:

Posta un commento